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LE SCULTURE DI
NEVE
Ogni inverno, tipicamente in dicembre, si svolge a Livigno la ART IN
ICE, concorso internazionale di sculture di neve. I campi innevati
vicino al centro abitato si trasformeranno in un suggestivo
laboratorio a cielo aperto dove la neve prende vita trasformandosi
in sculture dalle forme strabilianti. Le regole, però, sono sempre
le stesse: 10 squadre composte ciascuna da 3 scultori che avranno a
disposizione dei blocchi di 3 metri di neve pressata. Per creare le
sculture
avranno
solo 3 giorni di tempo e non potranno utilizzare motoseghe e altri
attrezzi elettrici, supporti, coloranti o sostegni interni. La neve
pressata resisterà fino a marzo e, per chi avrà occasione di
osservarle, il bello sarà vedere le opere d’arte cambiare forma,
grazie al calore del sole, alla neve e agli altri agenti
atmosferici, fino a tornare acqua e sparire nella natura. Art In Ice
è anche un modo per rievocare antiche tradizioni locali, quando le
popolazioni della valle scolpivano nella neve i presepi di Natale
accanto alla propria abitazione. Per conoscere i segreti delle
sculture di neve, ormai da anni è stata istituita Art In Ice Academy,
un’accademia della neve: l’unica scuola italiana che insegna a
scolpire neve e ghiaccio con lo scopo di avvicinare grandi e piccoli
a questa forma d’arte.
LA LEGGENDA DEL DAU
Fra gli animali leggendari e curiosi di cui la fantasia degli
abitanti delle Alpi ha popolato balze e monti il Daü di Livigno è,
sicuramente, uno dei più singolari. Innanzitutto non è solo un
animale, ma è un simbolo, una sorta di incarnazione dello spirito di
una comunità che ha fatto della propria collocazione geografica
particolarissima un punto di forza, un elemento fondante della
propria identità. In quell’altipiano quasi sospeso fra cielo e
terra, non poteva non celarsi un animale unico, sospeso fra scherzo
e mito.
Pochi hanno la fortuna che si imbattono nel Daü possono stare certi
che quest’esperienza rimarrà unica, perché a nessuno è dato di
vederlo più di una volta nella vita. Quest’animaletto, infatti, è un
po’ come quegli eventi rarissimi e fortunati che puoi sperare di
avere almeno una volta nella vita, ma non di più. La sua dimora è la
valle delle Mine, che dalla località Tresenda porta al ghiacciaio
delle Mine. Unico fra tutti gli animali, ha sviluppato zampe
asimmetriche: nel maschio le zampe di destra sono più lunghe di
quelle di sinistra, mentre nella femmina è il contrario. Ora,
immaginate il motivo di questa singolarissima conformazione: quando
deve muoversi su versanti ripidi, lo può fare in tutta tranquillità,
standosene perfettamente diritto ed appoggiando le zampe più corte a
monte e quelle più lunghe a valle. Unico problema: lo può fare solo
in un senso; quando si sposta in senso contrario, lo fa procedendo
all’indietro, perché altrimenti finirebbe per ruzzolare
rovinosamente sul fondo della valle. Le curiosità non finiscono qui:
maschi e femmine si vengono incontro faccia a faccia, e quando si
tratta di corteggiarsi o di tenersi compagnia, non ci sono problemi.
Qualche problema pone, invece, l’accoppiamento, che è possibile solo
con l’aiuto di un’abbondante coltre nevosa, che annulla, a mo’ di
cuscinetto, i problemi posti dalla crescita diseguale delle zampe. È
capitato, però, che, forse nell’emozione di un corteggiamento più
passionale del solito, qualche Daü sia ruzzolato fino al fondovalle.
Le pochissime persone che hanno avuto modo di osservare un evento
così raro raccontano che l’animaletto raccontano che questo grazioso
animaletto assomiglia un po’ ad una lepre, ma alla lontana, perché
il maschio ha la testa ricoperta di eleganti corna. Maschio e
femmina sono ricoperti di un folto pelo, necessario per resistere
alle rigide temperature. Come già detto, il cuore dell’inverno è il
periodo dell’accoppiamento, durante il quale maschio e femmina
assumono una colorazione bianca, mimetizzandosi perfettamente con la
coltre nevosa.
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