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BANGKOK
La Thailandia è una destinazione che
si propone come un insieme di natura, tradizioni, cultura e
religione di sicuro interesse per un turista, in particolare per
coloro che non hanno mai visitato paesi orientali. Questo paese si
presta ad un viaggio totalmente autogestito in quanto la Thailandia
è un nazione ben organizzata e capace di offrire un turismo su
misura. La mia esperienza è stata proprio in tal senso, tutto
organizzato via internet, voli aerei intercontinentali e locali,
autonoleggio, pulmini privati, resort, alberghi, ecoresort,
escursioni e barche, tutto come previsto, senza disguidi e con
estrema puntualità. Per visitare un paese così esteso sono necessari
molti giorni e per diversi motivi non tutti se lo possono
permettere, certo che i classici 7 giorni dei pacchetti turistici
sono davvero pochi. Io ho scelto un periodo di 16 giorni, periodo di
tempo che mi hanno permesso di visitare i principali luoghi di
interesse consapevole di una visione parziale di questo paese.
Il tutto è iniziato, come
spesso accade, con la visita della capitale Bangkok. Città caotica e
impressionante, dal traffico esagerato e da un inquinamento
terribile, carica di contrasti tra il moderno e il tradizionale.
Nelle strade del centro si fa fatica a muoversi a piedi, gli
stretti
marciapiedi sono affollati da bancarelle di ambulanti che vendono di
tutto, dalle corone di fiori alla carne alla brace, da insetti
arrostiti a piccoli animali vivi. Per muoversi in modo veloce è
consigliabile utilizzare lo Sky train, una specie di metropolitana
sopraelevata. Evitare i famosi tuk tuk , taxi ricavati dai veicoli a
tre ruote tipo Ape, apparentemente snelli nel traffico ma molto
pericolosi in pratica.
Personalmente ho dedicato a questa città tre giorni e ritengo
possano essere più che sufficienti. Il cuore di Bangkok offre al
turista diverse spunti di interesse, quelli che ho avuto modo di
visitare sono il Wat Phra Kaeo e Grand Palace, il Wat Pho e il Wat
Arun.
Il Wat Phra Kaeo è sicuramente una delle meraviglie dell’oriente, il
complesso del tempio e del palazzo reale ospita un gran numero di
edifici e strutture sacre. In una di queste è ospitato il “Buddha di
smeraldo” la statua più venerata dai fedeli di questa religione. Si
tratta di una statua alta circa 66 centimetri che in realtà è di
giada verde. Riccamente adornata di tessuti e accessori tutti d’oro,
la statua è esposta nell’edificio più grande ed è meta continua di
fedeli che giungono per adorarla. Interessanti sono il “Chedi
d’oro”, una particolare costruzione ricoperta da una vernice dorata
la quale contiene delle reliquie del Buddha, gli affreschi del Ramakjen, pitture murali con parti dorate che rivestono la parte
interna del chiostro lungo 1900 metri le quali raccontano storie di
vita e di tradizioni di questo paese, la biblioteca Phra Mondop,
riccamente adornata e rifinita di intarsi e maschere dorate.
Altro Wat molto conosciuto è quello di Pho il più antico di Bangkok
al cui interno sono presenti moti edifici religiosi, giardini
rocciosi, insolite statue, notevoli chedi e un bot al
cui interno si trova un grande Buddha reclinato lungo 46 metri e
alto 15 metri. La statua, la più grande del suo genere, è ricoperta
da foglie d’oro e le piante dei piedi sono rivestite da disegni di
madreperla intarsiata, le immagini rappresentano i 108 lakshana o
segni di buon auspicio. Il Buddha è circondato da una serie di tazze
in metallo che fanno parte di un particolare rito. Si acquista una
ciotola contenete il satang, ovvero vecchie monete, quindi si
percorre il corridoio dove si trovano le tazze di metallo ed in
ognuna di esse si pone una moneta. Terminato il percorso dovrebbero
essere terminate anche le monete, se così è, la leggenda profetizza
un roseo futuro.
Ultimo Wat visitato è stato quello di Arun (dal dio indiano Aruna)
il quale si affaccia sul fiume Chao Phraya. Noto anche come “Tempio
dell’alba” ha un profilo inconfondibile tanto da diventare il
simbolo della città. E’ costituito da un prang centrale alto
86 metri e da quattro laterali più piccoli. Il complesso è stato
realizzato in mattoni ricoperti di stucco e di pezzi di porcellana
che combinati sapientemente creano disegni e statue di notevole
bellezza in tutta la superficie esterna.
DINTORNI
DI BANGKOK
Non distante da Bangkok seguendo il
lungo il fiume Chao Phraya verso nord, si trova una piccola isola
chiamata Ko Kret. Essa è sede di una comunità discendente dai
Birmani che a suo tempo furono qui esiliati dalle autorità
thailandesi. Quest’isola non viene normalmente riportata dalle guide
turistiche ma merita una visita. Per raggiungerla si possono
utilizzare i
battelli regolari che risalgono il fiume fino a Nonthaburi per poi cambiare battello per salire più a nord, oppure
si può noleggiare un long-tail, la tipica imbarcazione thai
dalla coda lunga. Quest’isola riserva molte sorprese in quanto
rappresenta un modello di vita di un tempo ormai molto difficile da
trovare. Esiste una sola strada che fa il giro dell’isola, strada
larga da 2 a 3 metri al massimo dove passano solo pedoni, biciclette
e qualche motorino. La strada è lunga circa 5 Km e la si può
percorrere a piedi (consigliato) o noleggiando una bicicletta a
costi irrisori. La bellezza del luogo è data sia dalla natura con le
sue lagune, canali e vegetazione, sia dagli abitanti, con le loro
case sulle palafitte, dai piccoli laboratori artigiani e dai piccoli
negozi che vendono cose semplici o souvenir, spesso fatti in casa.
Tra questi degni di nota sono gli oggetti in ceramica finemente
smaltati di rosso e/o nero e dipinti con complicati disegni.
Altro aspetto interessante
di Bangkok sono i suoi canali, bracci del grande fiume Chao Phraya.
Per percorrerli bisogna per forza noleggiare un long-tail e
farsi portare a nord, fuori dal tumulto della città, lasciando il
grande fiume per immergersi in un mondo che vive letteralmente
sull’acqua. Qui la via fluviale rappresenta la via di comunicazione
(spesso non esistono strade normali) e di commercio. Le abitazioni
su palafitte si affacciano sui canali è tutte hanno il loro approdo
e la loro barca, i negozi si affacciano direttamente sui canali
esponendo la propria merce e contrattando con gli avventori che stanno
comodamente seduti sulla loro barca. Il fiume è la vita ed è
utilizzato per tutte le proprie necessità come lavare i panni,
lavare i piatti, lavare se stessi e lavarsi i denti ..... (vedi
Bangkok Chao Phraya).
Nei dintorni di Bangkok è
facile raggiungere (con mezzi pubblici o con tour guidato) la città
di Ayutthaya. Antica capitale della Thailandia prima di Bangkok,
rappresenta uno dei tesori nazionali del paese, testimonianza della
potenza e dello splendore di un impero che dominò il sud-est
asiatico per oltre 400 anni fintanto che non venne soggiogata dai
Birmani che la incendiarono deportando la sua popolazione. La zona
archeologica offre l’opportunità di visitare diversi siti sparsi su
una vasta area che può far immaginare quello che poteva essere un
tempo questa città. Tra questi siti il più famoso è il Wat Phra Si
Sanphet che ospita anche l’antico palazzo reale e il Wat Mha That
ricco di chedi. Purtroppo è evidente la scarsa cura e attenzione per
la conservazione di questo patrimonio, non si apprezzano azioni
precise per evitare il degrado naturale e l’azione negativa degli
agenti atmosferici.
Altra metà caratteristica è il
mercato galleggiante di Damneon Saduak. Questo mercato a differenza
di quelli di Bangkok, anche se molto frequentato dai turisti, è
autentico ed è un ulteriore esempio di come il fiume con i suoi
canali rappresentava, a suo tempo, la principale via di
comunicazione e scambio delle merci per queste popolazioni. In
questa cittadina vi sono diversi mercati galleggianti, il più
grande, frequentato e visitato è quello di Ton Kem. Il modo migliore
per visitare il mercato e salire su una imbarcazione per un giro tra
i canali. Le bancarelle sono le barche sampan dei commercianti
locali, che percorrono su e giù gli stretti canali per vendere
prevalentemente prodotti freschi come frutta e verdura anche se si
vedono barche che vendono un po’ di tutto. Molte sono le barche
attrezzate per vendere e piatti thai cotti sul momento, in questo
caso la barca è trasformata in una cucina galleggiante con tanto di
barbecue, bombola di gas, fornelletti, pentoloni, ecc. Nelle zone
più centrali del mercato, diverse imbarcazioni sono accostare alla
riva anche in doppia o tripla fila e lo scambio di merci, con chi
sta sulla riva, avviene utilizzando lunghe pertiche. Le barche sono
prevalentemente condotte da donne di tutte le età che indossano
grandi cappelli a paralume e camice tipiche. E’ uno spettacolo da
non perdere.
PHUKET
E’ l’isola più conosciuta della
Thailandia, spesso denigrata per il turismo sessuale che
innegabilmente esiste ed è evidente ma ha dei luoghi ben precisi in
cui si manifesta. L’isola presenta zone ad alta densità turistica in
particolare sulla costa occidentale come nella zona di Patong, Karon
e Kata a cui si contrappongono zone molto tranquille e più riservate
come Nai Harn Beach a sud o Nai Yang Beach a nord. Dal punto di
vista naturalistico la
costa occidentale è sicuramente più bella di
quella orientale, le spiagge sono ampie di sabbia chiara e ben
attrezzate con un mare bello ma non travolgente come qualcuno si
aspetterebbe. Per meglio apprezzare le caratteristiche di
quest’isola a mio avviso bisogna uscire dai circuiti turistici
classici e visitare zone come il Sirinath National Park sulla costa
nord-occidentale (un parco protetto proteso sul mare con ampi spazi
verdi e alberi secolari), la spiaggia di Leam Ka sulla costa
sud-orientale o la zona a nord della spiaggia di Rawai dove è
presente una delle ultime comunità degli “zingari del mare”
(rappresentanti di una popolazione minoritaria che, a parte qualche
caso come questo, vive come dei nomadi del mare, alimentandosi
unicamente di quello che il mare offre, sono animisti, sono
equalitari cioè privi di gerarchie e per il loro comportamento
vengono emarginati dalla popolazione locale). Il Wat Chalong posto
all’interno dell’isola si propone che la struttura religiosa più
importante dell’isola, qui si erge un tempio dedicato ad un
personaggio molto importante e venerato in Phuket e non solo, un
abate buddista che riuscì a coalizzare la popolazione locale
gestendo una insurrezione che permise di cacciare i cinesi
dall'isola.
DINTORNI DI PHUKET
Molto più interessanti sono i dintorni
di Phuket in particolare alcune isole che sono visitabili con
escursioni di tutti i tipi. Phi Phi Island è una di queste, si
tratta di due isole una più grande chiamata Don e una più piccola
chiamata Ley o Lae. Sono isole molto frequentate dai turisti e in
parte depauperate da costruzioni di tutti i tipi (alberghi, resort,
ville, ecc) però riescono ad avere ancora spazi di rara bellezza. Mi
riferisco a Ton Say Bay, a Pileh Cove (una stretta insenatura tra
alte scogliere ricoperte di vegetazione con un mare dai colori
fantastici) e Maya Bay la cui bellezza fa passare in secondo piano
la sempre massiccia presenza di turisti. Vale la pena di nominare
Bamboo Island una piccola isola disabitata con una spiaggia e un
mare maldiviano e Coral Island dove un unico ecoresort permette di
trascorre piacevolmente qualche giorno in una isola dal mare
splendido circondato da formazioni coralline ricche di pesci
tropicali e adatte allo snorkeling.
Un’altra escursione da non
perdere è la visita (almeno due giorni con soggiorno in barca) alle
isole Similan che si trovano a nord dell’isola di Phuket. Si tratta
di 9 isole all’interno di un parco marino protetto poste a diverse
miglia dalla costa nel mar delle Andamane. Sono una meraviglia sopra
e sotto il mare. Sono formate da immensi massi di granito con ricca
vegetazione con alcune baie incredibilmente belle dove il contrasto
tra le grandi rocce, la sabbia bianchissima e il mare dai molteplici
colori lascia veramente colpito il visitatore. Solo due alcune isole
sono visitabili e si può scendere sulle rispettive spiagge, delle
rimanenti, alle prime tre (le isole sono numerate da uno a nove) non
ci si può nemmeno avvicinare e per le altre è possibile avvicinarsi,
fare il bagno o snorkeling ma non ci si può accostare a riva. Le
norme del parco marino sono ferree nel cercare di mantenere un
ecosistema molto delicato e i locali li rispettano. I due giorni
trascorsi in barca prevedono un navigare continuo tra un’isola ed
un’altra, frequenti bagni e/o snorkeling dei bellissimi fondali,
inseguimento di tartarughe o giochi con i delfini (in barca) e bagni
di sole su spiagge da favola.
Escursione dalle forti emozioni
quella che porta alla scoperta dei segreti nascosti della baia di Phang Nga, un’altra meraviglia della
natura, centinaia di piccole isole dalle coste frastagliate che
emergono da un mare colore smeraldo. La parte più bella di questa
grande baia è nascosto nelle scogliere, gli hong, antiche grotte
calcaree che si aprono all’interno di grandi formazioni coralline
spinte fuori dall’acqua dai movimenti delle placche terrestri.
Successivamente l’erosione dovuta agli agenti atmosferici hanno
fatto crollare il tetto di queste caverne portando alla luce
splendide lagune interne. L’accesso a questi hong spesso
avviene attraverso passaggi molto stretti percorribili solo in
condizioni propizie di maree e con delle canoe. Lo spettacolo
all’interno lascia stupiti la laguna ha l’acqua colore verde
intenso, le pareti rocciose sono alte, ripide e ricoperte da una
vegetazione
esuberante sembra di essere all’interno di un vulcano.
Le escursioni si effettuano con grandi imbarcazioni a due piani, al
piano superiore stanno i passeggeri e al piano inferiore sono
stivate le canoe che vengono messe in mare nel momento in cui si
entra in un hong. Taluni passaggi sono così stretti e bassi
che è necessario sdraiarsi sulla canoa per non urtare le rocce con
il capo. Normalmente, prima di visitare gli hong, è solito
visitare l’isola di Khao Phing Kan conosciuta come l’isola di James
Bond. Qui nel 1974 vennero girate alcune riprese del film di James
Bond “L'uomo dalla pistola d'oro”. L’isola, dalle dimensioni
veramente contenute ma con molti venditori di souvenir, ha una
piccola spiaggia che si affaccia su una baia in cui emerge un
caratteristico faraglione alto e stretto reso famoso dal predetto
film.
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