Racconto del viaggio alle Andamane

Le isole Andamane si trovano nella parte meridionale del Golfo del Bengala e appartengono allo stato dell’India nonostante siano molto più vicine alle coste del Myanmar (Birmania). L’arcipelago è formato da circa 500 tra isole e isolotti disposti in una forma allungata che va da nord a sud per circa 500 Km, solo 26 di esse sono abitate, tutte le altre sono completamente disabitate. Le isole sono prevalentemente montuose e ricoperte da una fitta foresta con zone selvagge di mangrovie o paludi litoranee nelle quali vivono scimmie, coccodrilli e serpenti. Il capoluogo delle isole è Port Blair che si trova nella parte meridionale (South Andaman).

L’isola più attrezzata per la ricezione turistica è quella di Havelock che si raggiunge in circa due ore di traghetto partendo da Port Blair. La cittadina di Port Blair è un passaggio obbligato essendo l’unico luogo in cui è presente un aeroporto con voli regolari da Calcutta e da Chennai (Madras). La cittadina di Port Blair è un tipico insediamento indiano e non offre nessun spunto di interesse turistico a parte la presenza di una prigione denominata Cellular Jail utilizzata durante l’occupazione inglese la quale è stata trasformata in museo nazionale a ricordo dei martiri che hanno perso la vita in questo lager inglese. A causa dei differenti orari e delle coincidenze tra voli aerei e traghetti per Havelock, è necessario un pernottamento a Port Blair tipicamente in uscita dalle Isole Andamane.

La mia destinazione per questo soggiorno è Havelock, raggiunta da Port Blair dopo il trasferimento con un traghetto governativo che assomigliava ad una tradotta di altri tempi. All’arrivo c’è Thomas ad attendermi. Thomas è un indiano che ha vissuto quasi tutta la sua vita a Roma e da un po’ di tempo sta lavorando per la realizzazione di un piccolo resort in quest’isola, struttura che oggi porta il nome di Andaman Islands Resort. In realtà si tratta di una grande idea più che di un resort, la struttura sta prendendo forma ed attualmente dispone di uno spartano bungalow in legno e di un moderno bungalow in muratura. Il resto, reception, bar, ristorante e altri bungalow sono in lenta costruzione. L’aspetto di vero interesse è dato dalla sua posizione nelle immediate vicinanze della spiaggia più bella dell’isola, Radhanagar Beach. Il resort si trova in un grande e rigoglioso giardino tropicale, attraversando il quale si giunge alla spiaggia che dista non più di 200 metri. Thomas è aiutato da Shankar, un indiano locale tutto fare estremamente disponibile. In una realtà così piccola (ad oggi per 2 o 3 persone) ci si accorda  facilmente per tutto, cosa mangiare, cosa bere, quando mangiare, come organizzare la giornata, che escursioni fare, ecc. Thomas cerca di soddisfare le esigenze rendendo il soggiorno molto piacevole e informale. Non parliamo delle sere in cui si decide di rimanere al resort per la cena, Thomas (ex ristoratore di Roma) e Shankar si adoperano a preparare la cena il cui menù è stato convenuto nel pomeriggio e il tutto si consuma nel grande giardino intorno ad un bel falò seduti su tronchi di legno a forma di sgabello (vedi album Andaman Resort). Qui, come nel resto dell’isola, la sera non c’è nulla da fare se non raggiungere la spiaggia per passeggiare e ammirare il cielo tempestato di stelle.
L’isola di Havelock è popolata nella sola parte settentrionale, le varie località o meglio i villaggi sono identificati con dei numeri che partendo dal numero 1 (il porto) raggiungono il numero 7 (la nostra zona con la spiaggia di Radhanagar Beach). Questo è dovuto al fatto che lo sviluppo dell’isola è avvenuto in fasi diverse ed ogni nuovo villaggio o nuova zona, è stata identificata con un nuovo numero (vedi mappa). Dal punto di vista turistico l’isola è ancora agli inizi del suo sviluppo e questo la rende ancora molto vivibile e interessante. Essa è meta di un turismo interno da parte di indiani continentali facoltosi o come destinazione per viaggi di nozze. La zona più coinvolta dal punto di vista turistico e quella della spiaggia  n. 5 sulla costa nord-est. Qui si trovano innumerevoli piccoli hotel o piccoli resort disposti lungo tutta la spiaggia che si estende per alcuni kilometri. L’acqua del mare dai colori verde smeraldo e la grande quantità di palme da cocco bordo spiaggia rende il paesaggio tipicamente tropicale come un sogno. Peccato che la profondità della spiaggia sia decisamente ridotta e in alcuni punti addirittura nulla, inoltre, la presenza abbondante di palme combinata con l’esposizione verso est, riduce la presenza del sole alla sola mattinata.

La spiaggia n. 7 (Radhanagar Beach) dove si trova il resort di Thomas descritto in precedenza è l’unica vera alternativa. La rivista statunitense TIME ha definito questa come la migliore spiaggia di tutta l’Asia. Si tratta di una ampia lingua di finissima sabbia bianca lunga quasi 4 kilometri tutta circondata da foresta. Qui molti turisti indiani e stranieri la raggiungono (ci sono collegamenti con bus o tuk-tuk) da altre zone dell’isola per trascorrere una giornata in un luogo incantevole. Altra spiaggia da segnalare è Elephant Beach che si trova in una zona disabitata difficile da raggiungere via terra (solo a piedi attraverso un sentiero). La soluzione migliore è noleggiare una barca dal porto e raggiungerla via mare. La spiaggia è tipicamente selvaggia costituita da sabbia bianca con uno splendido mare antistante. Qui sono ancora presenti i segni della devastazione prodotta dallo Tsunami del 2004 dove l’acqua ha sradicato molti alberi che ora si trovano in corrispondenza della spiaggia, grandi scheletri che ricordano il terribile evento.

Durante il soggiorno ad Havelock può far piacere effettuare un giro dall’interno dell’isola magari in tuk-tuk e spingersi fino al villaggio più a sud di Kalapathar, un insediamento rurale tipico di queste isole e non ancora contaminato dal turismo.
Se la permanenza lo permette, suggerisco di organizzare un giro nelle isole vicine. Per fare questo è necessario accordarsi con pescatori o ragazzi del porto che con un motoscafo permettono di trascorrere una intera giornata girando tra alcune isole disabitate. Nel nostro giro abbiamo visitato Inglis Island che dispone di una grande e splendida spiaggia selvaggia di sabbia finissima dove si trovano coniglie giganti di ogni tipo (non si possono prelevare e i controlli in uscita sono severi) e dove il mare antistante assume colori e sfumature che vanno dal blu cobalto al verde smeraldo. Di seguito l’isola  di Henry Lawrance con una bella ma contenuta spiaggia bianca, l’isola di John Lawrance e l’isolotto di South Button dove non si sbarca. Quest’ultimo ha una vita marina che lo circonda veramente incredibile. Non serve fare immersioni, basta una maschera e girare intorno a questo grosso scoglio per ammirare una notevole quantità di pesci tropicali dagli innumerevoli colori con predatori di media taglia e tartarughe. La sera, al calar del sole, prima del rientro, tutti a pescare nei pressi di John Lawrance per procurarsi la cena. Una “bava” abbastanza lunga avvolta su un pezzo di legno, un bullone per tenere basso l’amo su cui qualcuno mette un pezzo di sardina o della carta stagnola. Per fortuna che c’era il capitano del motoscafo e il buon Shankar i quali hanno pescato in abbondanza perché se fosse stato per me, saremmo andati a letto senza cena …...

Album foto

Album con le fotografie più interessanti e caratteristiche delle Andamane scattate durante il viaggio

Curiosità

Diverse sono le curiosità di questo arcipelago di isole che comunque si rifanno alla cultura e alle tradizioni indiane ....

Clima

grafico clima andamane
Grafico del clima delle Andamane mese per mese con giorni di pioggia, temperature, giorni di sole, ecc.

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