Bhutan racconto del viaggio

Perchè visitare il Bhutan, questa potrebbe essere la prima domanda che potrebbe essere posta e che anch'io mi sono posto ; la risposta nel mio caso è stata : Sono interessato a capire e percepire il perchè questo paese viene considerato e acclamato come il "regno della felicità".
 
Prima di raccontare la mia esperienza di viaggio in questa nazione, ritengo opportuno fare una breve introduzione perchè questa particolare meta lo richiede.
 

Il Bhutan è un regno buddista il quale misura il benessere della popolazione non tanto basandosi sul PIL (Prodotto Interno Lordo) ma su una misura conosciuta come GNH che tradotta significa Felicità Nazionale Lorda. La felicità nazionale lorda riconosce che la ricchezza materiale è importante, ma valorizza ugualmente l'importanza del benessere della comunità, compresa la cultura, la governance, la conoscenza, la saggezza, la salute, la spiritualità, il benessere psicologico, un uso equilibrato del tempo nonché l'armonia con l'ambiente. Questo principio basilare regola la vita dei bhutanesi e viene applicato in tante forme diverse alcune delle quali a noi sconosciute come insegnare nelle scuole la "felicità" (vedi il paragrafo Curiosità per maggiori dettagli). Qualcuno potrebbe sorridere, ma la cosa è maledettamente seria per loro e il risultato si percepisce eccome. Non è che i bhutanesi non abbiano sfide o problemi, però le affrontano con cuore aperto e atteggiamento amorevole.
Visitando questo paese, sia nelle principali città che in campagna, si percepisce questo clima disteso e ricco di gioia di vivere, il loro atteggiamento non è materialistico ma ricco di disponibilità, cura, preoccupazione con un costante sorriso.

Ritornando agli aspetti più pratici, va segnalato che non è possibile visitare questo paese pensando di muoversi in modo indipendente come per moltissime altre nazioni. Tutti i turisti devono organizzare il viaggio attraverso una compagnia di viaggio del Bhutan al prezzo indicativo di 200 - 250$ al giorno. Il prezzo giornaliero all-inclusive comprende un mezzo con conducente e una guida locale, l'agenzia si preoccupa di definire il tour con relativi alberghi in base alle necessità del turista, al periodo dell'anno, alle preferenze, ecc. La guida seguirà sempre i turisti sia singoli che in gruppo in quanto ritenuto responsabile in tutto e per tutto. Per entrare in Bhutan è necessario disporre di un visto che viene rilasciato dal consolato bhutanese del paese di origine. Nel paese non vengono vendute sigarette perché è il fumo proibito dappertutto (prestare attenzione, sono abbastanza rigorosi).
Nel paese è presente un unico aeroporto internazionale (Paro). Il Bhutan è grande circa come la Svizzera è ha una popolazione di circa 700.000 persone, quindi una densità abitativa molto bassa, quelle che vengono definite città noi le potremmo chiamare, al limite, cittadine. 
Considerando le molte difficoltà organizzative, la scelta suggerita è quella di affidarsi ad un tour operator pratico di questa destinazione. Io ho seguito questa strada e al gruppo (molto contenuto di persone) è stata affiancata una guida italiana, un simpatico ex monaco buddista grande conoscitore di queste culture (Pino per gli amici : tommasi.viaggi@gmail.com) che ci ha seguito per tutto il tour. Questo è stato un vantaggio indiscutibile, avere a fianco una persona che ti spiega la ragione e la natura di quello che stai visitando, i tempi, le usanze, le preghiere, la storia del buddismo, ecc. ha permesso di vivere una bellissima esperienza ricca di significato. La scelta del periodo di visita è un altro fattore da considerare attentamente. Il clima del Bhutan nella zona di maggiore interesse turistico vede due stagioni principali, una estiva, dominata dai monsoni che portano molta pioggia (vedi grafico del clima) e una invernale abbastanza fredda (considerare che le città più basse sono intorno ai 2000mt di altitudine). Il periodo migliore per visitare il Bhutan è l'autunno o la primavera anche perchè in questi due periodi i bhutanesi organizzano i loro caratteristici festival in tante città, cittadine o paesi di campagna.

I tour culturali in questo paese consistono principalmente nella visita di Dzong, monasteri e tempi, luoghi che permettono di entrare in contatto con questa cultura e modo di vivere decisamente diverso dal nostro. La mia visita in Bhutan è avvenuta in autunno ed è durata 15 giorni, questo mi ha permesso di visitare ben 4 festival di cui uno anche notturno. Queste manifestazioni sono molto sentite dai bhutanesi, rappresentano non momento di festa religiosa, aggregazione e svago. I festival spesso durano alcuni giorni.

Il mio tour inizia da Paro (unico aeroporto internazionale). Grazie alla particolarità di essere l'unico punto d'accesso al paese, la città ha avuto un certo sviluppo economico molto orientato al turismo, molti i negozi che vendono prodotti locali e souvenir, spesso uguali e ripetitivi. La prima visita è dedicata al Dzong, una imponente struttura resa famosa anche per le molte scene che sono state girate al suo interno del film "Il piccolo Buddha" di Bertolucci. Il Dzong si trova sul lato di un fiume e l'ingresso è dalla riva opposta attraverso un suggestivo ponte in legno. L'interno è ampio, sontuoso con diversi edifici in stile tutti ben conservati. La presenza di una scuola monastica si nota dalla notevole presenza di monaci con la loro caratteristica tunica rossa. Si prosegue con un breve trekking per raggiungere l'eremo di Drakapo un piccolo tempio posto in una posizione isolata ma molto suggestiva. Sempre a Paro visitiamo anche un altro monastero, il Yoeto Gompa, un piccola struttura con una notevole presenza di giovani e giovanissimi aspiranti monaci. A seguire ecco il primo festival a cui assistiamo a Genekha. La manifestazione si svolge nell'ampia area antistante un monastero in una piccola località di campagna, i pubblico locale e i turisti si posizionano in semicerchio. Le esibizioni si alternano tra ballerini con costumi ampi e coloratissimi che indossano maschere religiose spesso di "dei irati" dalle forme sgraziate come grandi occhi o grandi bocche magari circondati da piccoli teschi. I balli consistono in movimenti che seguono la musica generata da particolari tromboni, piatti o triangoli. I ritmi sono spesso ripetitivi e si alternano tra momenti lenti e momenti vivaci. I ballerini seguono il ritmo e nei momenti vivaci si esibiscono in veloci giravolte che aprono a ventaglio i costumi che indossano con un effetto molto bello (vedi video Bhutan festival). Nei festival si esibiscono anche le donne in gruppo che indossano il caratteristico costume femminile bhutanese. Le esibizioni femminili seguendo musiche locali, le donne cantano e si muovo con movenze morbide e delicate creando piccole coreografie.

Trasferimento a Thimphu capitale del Bhutan. Una città con circa 70.000 abitanti che si trova a circa 2.300mt di quota. Il centro cittadino, di dimensioni contenute, è di scarso interesse turistico, una curiosità è rappresentata dall'incrocio principale della città dove, a suo tempo, fu installato il primo semaforo del Bhutan il quale però ebbe vita breve. Dopo i reclami sulla natura impersonale della struttura, venne sostituito da un ufficiale di traffico. Da questo episodio si può comprendere quale mentalità pervade i bhutanesi e quale possa essere il traffico veicolare della capitale. La zona del mercato è alquanto ridotta (praticamente due vicoli) e a parte i soliti negozi di turisti, nel centro si trova forse l'unica cosa di un certo interesse, una sequenza di box in legno dove vengono venuti prodotti artigianali locali come sciarpe, berretti, piccola profumeria, piccolo gadget, tendaggi, elementi decorativi, ecc.  Sembra che l'autenticità dei prodotti sia garantita dall'assoluto divieto delle autorità di vendere prodotti che non siano del Bhutan.
Certo che la capitale non è solo questo, essa ospita uno dei più grandi Dzong del paese, elemento di riferimento sia per i locali che per i turisti ricco di suggestione, affreschi religiosi ed elementi decorativi, struttura visitabile solo verso sera in quanto sede del governo e la sede del trono del re. Poco lontano dalla capitale nel monastero di Dechen Phu, antica sede del governo e oggi scuola monastica, assistiamo ad un altro festival. Esso si svolge nell'area antistante il palazzo principale dove è stata allestita una zona coperta per le autorità che voglio assistere al festival, segno dell'importanza di questa manifestazione. Anche qui, come descritto in precedenza per Genekha, balli in costume accompagnati da musiche generate dai caratteristici tromboni suonati dai monaci. Mentre si svolge la manifestazione ecco che arriva il re in persona con moglie e figlio. La polizia si preoccupa di gestire la situazione e ordina ai turisti di NON fotografare il re !!!!!  Possiamo dire che almeno abbiamo visto di persona la famiglia reale bhutanese. Ultima visita nei dintorni della capitale è al collegio di astrologia che si trova in un monastero semplice e poco frequentato.

Le visite proseguono in direzione della città di Punakha, con veloce visita al monastero femminile di Dechen Phodrang con successiva visita alla scuola monastica di Changangkha Lhakhang per poi giungere al passo di Dochu a 3140mt con bella veduta sull'Himalaya. Proprio sul passo troviamo una piccola collina fitta di reliquiari, piccole costruzioni in stile disposte a carchi concentrici. A seguire visitiamo il tempio della fertilità di Chimi Lhankhang fondato da un grande illuminato soprannominato "L'illuminato pazzo" il cui emblema fallico adorna l'ingresso di molte case rurali.
Giunti a Punakha visitamo il maestoso Dzong molto rinomato e forse il più importante del paese. Anche lui è posto lungo la riva di un fiume e vi si accede da un ponte in legno. Ampio e ben conservato con i suoi affreschi di rarissimi mandala che non si trovano facilmente altrove, l'antica arte iconografica è qui ben rappresentata. A seguire visita alla scuola monastica di Nalanda, una piccola realtà arroccata su fianco di una montagna.
Ci muoviamo in direzione di Gangte e qui inizia un percorso stradale difficile che vivremo per diversi giorni. Va detto che a parte alcune strade principali asfaltate, le strade interne che percorrono i fianchi delle montagne sono in fase di "ampliamento" ovvero da strade sterrate ad una sola corsia sono in corso lavori per allargarle e asfaltarle, un lavoro ciclopico per una realtà come quella bhutanese. I lavori stanno andando avanti da anni e ci vorranno diversi anni per concluderli. In questa situazione le strade sono un continuo cantiere, moltissimi di questi iniziati e poi sospesi, una sola corsia, buche tremende e fenomeni di dilavamento dovuti alle forti piogge monsoniche, inoltre assenza di protezioni sul lato a valle !!!!!!
Passiamo attraverso la valle di Phobjikha dalla ricca vegetazione dove tra le piante di bambù nano è frequente vedere degli yak (specie di bisonti dal lungo pelo) che pascolano tranquilli. Giunti a Gangte, piccola località a 2800mt di altitudine, si visita il monastero Nyingmapa molto semplice ma famoso perchè fondato da un abate riconosciuto come la nona reincarnazione di Pema Lingpa, un famoso santo bhutanese. Siamo nel cuore del Bhutan, passeggiando per Gangte si avverte la semplicità del luogo, delle persone e della vita che segue ritmi semplici e lenti.

Prossima tappa Trongsa con il suo Dzong luogo di origine dell'attuale dinastia reale. Nelle vicinanze visitiamo un piccolo monastero femminile dove assistiamo a quello che viene chiamato "dibattito" tra le aspirati monache. Il dibattito è un modo curioso di formazione che si svolge nel cortile del monastero e vede coinvolte circa 10 monache che si dispongono in cerchio attorno a due loro coetanee che rimangono sedute a terra. Il dibattito consiste in domande che il gruppo fa alle due monache sedute, in base alla risposta, esatta o sbagliata, il gruppo risponde a sua volta in modo fragoroso e con una specifica gestualità (vedi breve video)
Il tour continua sulle strade impervie e disastrate per raggiungere la zona del Bumthang con destinazione Jakar dove visistiamo una casa nobiliare al cui interno è presente un museo contadino in cui sono raccolti attrezzi, vestiti, strumenti inerenti la vita rurale della regione. Suggestiva la visita al tempio di Ta Rimoce situato in una zona selvaggia e appoggiato ad un colossale masso.
A Jakar partecipiamo al festival che si svolge al veneratissimo tempio Jambay Lhakhang considerato il più antico sito buddista del Bhutan. Li, alla sera, assistiamo alla danza del fuoco che si svolge in un buio pressoché totale ravvivato dal solo fuoco intorno al quale ballano uomini nudi e in maschera che con specifici riti rendono il fuoco sacro. Il fuoco viene portato con delle torce in un luogo vicino (in un campo) dove si trova un portale realizzato con tronchi di pino in legno. Dopo alcuni rituali in presenza del Lama, il portale viene incendiato dalle torce e la tradizione vuole che i fedeli attraversino questo portale infuocato come gesto di purificazione interiore. La presenza della popolazione locale è notevole e c'è la ressa per passare attraverso il portale. Il giorno dopo assistiamo al festival diurno molto sentito in tutta il Bumthang il quale attira molti fedeli che assieme ai turisti si dispongono in modo circolare nel piazzale esterno del tempio dove si esibiscono i ballerini con ampi e colorati costumi e con grandi maschere. Benché la musica e le danze siano molto simili a quelle già viste in altre occasioni, qui si nota maggiore varietà sia dei costumi che dei riti associati alle danze, uno spettacolo di diverse ore molto interessante e coinvolgente.

Anche Jakar ha uno splendido Dzong molto conosciuto che visitiamo e nel quale partecipiamo ad un momento di preghiera con i monaci all'interno del tempio, molto suggestivo ....
A seguire visitiamo il complesso di Kurjey, un sito tra i più sacri del Bhutan, un luogo intriso di leggende dove Guru Rimpoce avrebbe lasciato impressa su una roccia l'impronta del proprio corpo, roccia visitabile all'interno del tempio. Da Jakar si riparte per tornare indietro verso Trongsa e Paro ripercorrendo la stesa strada disastrata dell'andata ....
Durante il percorso ci fermiamo nel villaggio Parker dove nel tempio si svolge un festival. Benchè lo svolgimento delle danze  sia molto simile ad altri festival, qui si nota una particolare attenzione riservata ai costumi nella ricchezza dei dettagli, nell'abbinamento dei colori, nelle ampie pieghe e nelle rifiniture nonché nei sontuosi copri capi, realizzati con cura e maestria artigianale. Una volta rientrati a Paro il nostro tour si conclude con la visita del tempio più famoso e fotografato del Bhutan, il Taktshang chiamato anche "il nido della tigre" posto in una zona impervia realizzato su più livelli con piccole costruzioni aggrappate ad una grande parete rocciosa, uno spettacolo degno della sua fama. Il tempio va raggiunto a piedi con una salita di circa 2 ore. La fatica ripaga la bellezza del luogo molto frequentato dai turisti, i controlli per l'accesso sono rigorosi, come in tutti i tempi del Bhutan, non si possono fare foto o riprese e le attrezzature vanno depositate. Il bellissimo monastero, comprende sette tempi che si sviluppano ad altezze diverse spesso percorrendo ripide e strette scale. Il nome "tana della tigre" si giustifica con la presenza dell'animale in diversi tempi raffigurato come punto di appoggio di diverse divinità.

Concludendo, il viaggio è stato molto interessante e istruttivo, il contatto diretto con una religione così lontana per noi occidentali ha arricchito tutti i partecipanti al tour. La domanda iniziale "perchè il Bhutan è considerato il paese della felicità" ha avuto una risposta chiara, sanno che lo scopo dell'esistenza umana è imparare ad amare, quindi hanno posto i loro sforzi nella giusta direzione creando un ambiente di pace, cura, gioia, equilibrio con la natura e rispetto reciproco.



Album foto

Serie di album con le foto più interessanti dei luoghi visitati nel mio viaggio in Bhutan

Foto gallery

Slideshow di fotografie raccolte in un'unica gallery con gli scatti più caratteristici e belli 

Curiosità

Diverse sono le curiosità di questo piccolo paese come il "segreto" della felicità o come .....

Clima

Grafico del clima di Thimphu, mese per mese con giorni di pioggia di sole, precipitazioni, ecc.

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In profondità

Bhutan people

Video che raccoglie  le tante persone incontrate durante il viaggio in Bhutan

Bhutan festival

Video che riporta i balli e i momenti più salienti di alcuni festival in Bhutan


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