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Le Gole dell’Infernaccio rappresentano un fenomeno naturale frutto della millenaria erosione operata dal fiume Tenna che scorre all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, parco a cavallo tra le regioni delle Marche e dell’Umbria. Sono gole famose e conosciute per la loro bellezza naturalistica e per l’imponenza oltre che per la facilità di percorrerle e visitarle anche da parte di famiglie con bambini.

La mia visita è avvenuta attraverso l’accesso marchigiano che si trova all’interno del comune di Montefortino, borgo dal quale parte la strada, ben segnalata, per raggiungere la gola.

VISITA ALLA GOLA DELL’INFERNACCIO

La strada asfaltata che conduce alla gola presto lascia il posto ad una strada sterrata che in alcuni punti risulta abbastanza dissestata. Dopo qualche kilometro nella polvere, si raggiunge quello che viene chiamato “parcheggio” che in realtà altro non è che un punto più largo della strada dove è possibile parcheggiare l’auto. Nei periodi di maggiore affluenza, il parcheggio si riempie in fretta con conseguente difficoltà di trovare uno slargo alternativo nelle vicinanze.

Lasciata l’autovettura si procede a piedi e presto si supera il limite per gli automezzi (due pilastri in cemento), dove si sta realizzando un punto informativo a cura del comune (io l’ho visto in allestimento). Superato questo punto si prosegue per un buon tratto seguendo la larga e comoda strada sterrata in discesa la quale permette di ammirare il panorama dei grandi monti che si affacciano sulla vallata dove, con un po’ di attenzione, si può notare che “la natura sta lavorando” alla creazione di una nuova gola …..

Veduta sui monti che conducono alla Gola dell'Infernaccio
Una veduta sui monti che conducono alla Gola dell’Infernaccio
La Natura lavora su una nuova Gola ...
La natura lavora su una nuova Gola ….
Le piccole cascatelle chiamate "Piscitelle"
Le piccole cascatelle chiamate “Piscitelle”

Poco prima del reale ingresso alla gola, la strada si trasforma in sentiero e si è costretti a passare sotto delle piccole cascatelle chiamate “Pisciatelle”, un continuo flusso d’acqua fatto di rivoli e gocce che scendono dalle sovrastanti rocce che sporgono rispetto alla parete rocciosa.

Da qui inizia il percorso vero e proprio nella gola, il sentiero si stringe e le alte pareti rocciose affiancano il visitatore. Il percorso presenta alcuni punti dove si sale o si scende, sono punti non critici ma necessitano di attenzione per la scivolosità specie nei punti in cui c’è solo roccia.

Il vero ingresso alla Gola dell'Infernaccio
Il vero ingresso alla Gola dell’Infernaccio
Inizia il sentiero che porta all'interno della Gola
Inizia il sentiero che porta all’interno della Gola

Del resto qui non si procede spediti, il fiume scorre tranquillo (almeno nel momento della mia visita) fiancheggiando il sentiero, prima a destra poi un ponticello e il Tenna passa a sinistra e così per alcune volte. Il silenzio è rotto solo dal tenue e piacevole rumore dell’acqua che scorre lentamente vista la bassa portata.

Ecco un primo ponticello sul Tenna
Ecco un primo ponticello sul Tenna
Uno stretto passaggio tra le rocce della Gola
Uno stretto passaggio tra le rocce della Gola
Una stretta gola scavata dal Tenna
Una stretta gola scavata dal Tenna

I suggestivi scorci si susseguono tra le alte e impervie rocce che a tratti si stringono per poi allargarsi un po’ e dare spazio a bellissimi contesti naturali. Spesso ci si ritrova a naso all’insù ad ammirare una parete o una parte del panorama che altrimenti andrebbe perduto. La fitta vegetazione estiva qui è molto rigogliosa, l’umidità ne favorisce lo sviluppo più che altro nelle parti superiori dove filtra un po’ di luce solare anche se per poche ore.

E’ così si prosegue lentamente assaporando questa meraviglia naturale fino ad un ponticello che ancora una volta scavalca il Tenna in un punto in cui una serie di piccoli salti movimentano l’acqua creando piccole cascate.

Bellissimo scorcio tra luci e ombre
Bellissimo scorcio tra luci e ombre
Dei piccoli salti creano deliziose cascatelle
Dei piccoli salti creano deliziose cascatelle
Il grande e fitto bosco di faggi
Il grande bosco di faggi

Ora la pareti rocciose si allontanano dal sentiero e lo scenario cambia, la nuda roccia lascia progressivamente il posto a una fitta vegetazione costituita da alti faggi che coprono il cielo lasciando poco spazio al sole che a fatica raggiunge il suolo facendo si che il terreno si presenti secco e quasi senza vegetazione.

Ben presto si giunge ad un bivio dove un semplice cartello indica che a destra si imbocca il sentiero che porta all’eremo di San Leonardo mentre se si prosegue dritti costeggiando il fiume è possibile raggiungere Capotenna (sorgente del fiume Tenna) e quella che è chiamata la “cascata nascosta” (ma questo non è scritto ….).    Io ho deciso di avviarmi verso l’eremo.

Il sentiero inizia a salire in modo costante per cui è bene affrontarlo con calma specie per chi non è allenato come il sottoscritto. Il fatto che il sole è coperto dalle estese fronde dei faggi è sicuramente un vantaggio però per contro non favorisce i movimenti d’aria per cui non c’è ventilazione e si suda facilmente …..

Quando ormai si è prossimi alla cima del monte su cui sorge l’eremo, la vegetazione si apre in diversi punti lasciando intravedere dei panorami stupendi sui monti e sui boschi circostanti, grandi spazi in cui l’occhio a volte si perde, fermatevi ad ammirare e non tirate dritto.

Una veduta lungo il percorso verso l'eremo di San Leonardo
Una veduta lungo il percorso verso l’eremo di San Leonardo
Le aperture della vegetazione riservano bellissime visioni
Le aperture della vegetazione riservano bellissime visioni

Finalmente si giunge all’eremo di San Leonardo, una struttura in pietra chiara che offre un fianco ad uno strapiombo. La chiesa che oggi si può ammirare ha subito varie ristrutturazioni nel corso del tempo ed è ben conservata grazie alla devozione e alla costante presenza di un personaggio religioso che ormai fa parte della storia di questo eremo ; padre Pietro Lavini che è scomparso nel 2015.

Purtroppo il terremoto ha colpito anche questa chiesetta che evidentemente ha subito danni strutturali specie nella parte del campanile. L’ermo è stata posto in sicurezza con diverse strutture tubolari di rinforzo articolate anche per prevenire possibili futuri crolli. L’eremo risulta inevitabilmente chiuso  e recintato. Chissà quando e come si troveranno i fondi per un intervento di ripristino ……

L'eremo di San Leonardo ferito dal terremoto

L’eremo di San Leonardo ferito dal terremoto

Il bel prato antistante l'eremo di San Leonardo
Il bel prato antistante l’eremo di San Leonardo

L’ampio prato antistante l’eremo è in parte alberato, un bel punto in cui riprendere le forze godendo della vista sui monti circostanti.

Da qui si può proseguire oltre salendo ancora verso le cime più alte, ma per il sottoscritto basta così per cui si torna indietro e per fortuna è tutta discesa ….

QUANDO VISITARE LA GOLA DELL’INFERNACCIO

Indubbiamente il periodo più adatto per la visita alla gola è quello della tarda primavera o in estate. In primavera la natura si propone anche con molti fiori e il Tenna è più ricco d’acqua. In estate la portata del fiume si riduce a fino a trasformarlo in un torrentello.

Del resto in estate la gola vede la presenza di molti visitatori anche nei giorni lavorativi anche se questo non rappresentata mai un problema vista l’ampiezza dell’area e la lunghezza dei sentieri. Il problema può essere quello di trovare un parcheggio auto visti gli spazi ridotti per cui è bene arrivare al mattino prima delle ore 10 per avere maggiori probabilità di trovare un comodo parcheggio.

Le ore più belle sono quelle centrali della giornata, momento in cui il sole è alto nel cielo e riesce in parte a superare la vegetazione e infilarsi nella gola tra le strette rocce creando interessanti giochi di luce e ombre dai forti contrasti che risultano piacevoli per il turista ma un problema per i fotografi ….

NELLE VICINANZE

BORGO DI MONTEFORTINO

La gola dell’Infernaccio è all’interno del comune di Montefortino un piccolo comune il cui centro è un bellissimo borgo. Non è sicuramente l’unico in questa zona delle Marche ma è sicuramente comodo dopo l’escursione alla gola visto che da qui bisogna comunque passare. Si tratta di un borgo dalle dimensioni contenute che in meno di un’ora può essere visitato e ne vale veramente la pena. Non ci sono chiese con grandi opere o signorili palazzi d’epoca, qui si respira la semplicità, la tranquillità e il silenzio in un contesto che riporta ad altri tempi.

Si possono ammirare bellissimi scorci percorrendo i vicoli che si sviluppano su diversi livelli seguendo il fianco dello spuntone di roccia su cui sorge il borgo. Le strade sono pulite, non sono presenti bidoni o contenitori di rifiuti, le case sono ben mantenute e quelle ristrutturate hanno mantenuto lo stile architettonico di un tempo (tutte in pietra o mattoni a vista). Benché diverse abitazioni appaiono abbandonate non c’è degrado, appare evidente che l’amministrazione comunale e i cittadini rimasti tengano molto al loro borgo.

Scorcio ingresso al borgo di Montefortino

Scorcio ingresso al borgo di Montefortino

Un vicolo del borgo di Montefortino
Un vicolo del borgo di Montefortino

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2020-07-22T19:16:16+00:00
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