COSA VEDERE A 
TREIA
 BORGO MEDIEVALE










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Borgo di Treia 
INTRODUZIONE

Treia è un caratteristico borgo medievale che occupa la sommità di un colle stretto e lungo di arenaria nella valle del fiume Potenza. La sua particolare posizione lo rende visibile già da una certa distanza. Una volta raggiunto è possibile accedere al centro storico attraverso una delle varie porte storiche. La cittadina è stata colpita dal terremoto che ha interessato il centro Italia lasciando ferite profonde che hanno condizionato anche la mia visita.

Borgo di Treia 
CENNI STORICI

Le origini di Treia non sono certe, forse fondata dai Piceni o dai Sabini, quello che si conosce è l’origine del nome che deriva da una divinità greca che in queste zone veniva venerata.

La prima colonia romana qui insediata venne travolta dai Visigoti per poi rinascere intorno al XII secolo con la realizzazione della poderosa cinta muraria e di una serie di castelli difensivi. Nel 1790 con bolla papale, Treia assunse il rango di città.

Cosa vedere a Treia 
IL BORGO

Torre dell’Onglavina Treia
Come accennato in precedenza, il borgo medievale di Treia si sviluppa su un costone stretto e lungo di arenaria. Per la visita io ho raggiunto la parte estrema sud del borgo (dove si trova l’isolata Torre dell’Onglavina), una zona poco frequentata dove facilmente si trova un parcheggio per l’auto.
 
Entrando dalla Porta Palestro ci si immette nel borgo incontrando subito due chiese una dirimpetto all’altra, Santa Chiara e San Michele entrambe chiuse e/o in ristrutturazione (effetti del terremoto). Proseguendo lungo la stretta via dove il colle è stretto quindi con poche case spesso rifatte secondo canoni moderni, si raggiunge la Casa della Salute, un presidio medico in una struttura moderna. Proseguendo lungo l’unica via, poco dopo, inizia il vero e proprio borgo storico con edifici e palazzi in pietra, proprio all’altezza della Porta Roma che rimane sulla destra.

La strada si snoda tra una serie di case e palazzi con facciate in mattoni e/o pietra alcuni dei quali presentano dei bei portali. Gli edifici sono naturalmente tutti rifatti, è pregevole notare che gli interventi sono stati eseguiti cercando di mantenere uno stile univoco o quasi.  La strada si fa sempre più stretta, poche le persone che si incontrano, pochi i negozi. Si continua a camminare sempre nello stesso contesto, qualche vicolo laterale apre a qualche caratteristico scorcio come quello di una scalinata e un vicolo che scende sulla sinistra per raggiungere delle case più basse attraverso un tunnel pedonale. Continuando sulla via principale, sulla destra la chiesa di San Francesco perfettamente “incastrata” tra le case del vicolo così come la successiva chiesa di Santa Maria del Suffragio poco più avanti sulla destra (anch’essa chiusa ….)
 
Ormai siamo nella zona centrale del borgo, maggiori sono gli esercizi commerciale e le persone che circolano, in una piazzetta sulla destra si affaccia il Teatro Comunale, una costruzione moderna che male si inserisce nel contesto del borgo. Sul fianco sinistro del teatro, una stradina conduce ad un’altra porta del borgo, Porta Cassera.
La bella Porta Montana di Treia
Poco dopo si apre la piazza principale, un ampio spazio con un grande balcone che si affaccia sulle valli circostanti. Sulla balconata un monumento con un busto dedicato al Papa Pio VI che elevò Treia a rango di “città” nel 1790. I rimanenti lati della piazza sono occupati dalla grande chiesa di San Filippo con la facciata in mattoni (chiesa che non ho potuto visitare), il Palazzo Comunale con  Pinacoteca (tutto puntellato per gli effetti del terremoto) e un Palazzo che ospita l’Accademia Georgica. Purtroppo la piazza è funestata dalla presenza delle autovetture in quanto destinata a parcheggio auto, aspetto sicuramente utile vista la penuria di spazi e la presenza del Comune ma sicuramente molto sgradevole dal punto di vista turistico.
 
Tornando alla balconata della piazza, è possibile affacciarsi e osservare l'area sottostante (normalmente un parcheggio auto) in cui si svolge una storica competizione, la Disfida del Bracciale (vedi paragrafo Curiosità). Lasciando la piazza e proseguendo sulla via principale si raggiunge la Cattedrale di Treia dedicata alla SS Annunziata con annesso Palazzo vescovile. Lo stretto vicolo tende a soffocare la grande facciata della chiesa danneggiata dal terremoto e anch’essa in fase di restauro (al momento della mia visita).
 
In questa zona il crinale è un po’ più ampio a vantaggio del borgo che si estende con interessanti e caratteristici vicoli laterali fino a raggiungere due belle porte d'accesso, Porta Montana e Porta Vallesacco. Da non perdere un sottopassaggio pedonale  che si sviluppa sotto le case del borgo con alcune bocche di luce, un percorso molto suggestivo e caratteristico che prende il nome di Vicolo delle Grotte. Per trovarlo procedere sul vicolo principale che partendo dalla piazza del Comune porta verso la Cattedrale. Prestare attenzione sulla destra, Uno stretto vicolo pedonale in discesa (con sottopasso), sembra finire dopo alcune decine di metri. In realtà qui inizia il vicolo delle Grotte.
 
Superata la zona della cattedrale si può proseguire ancora lungo la via principale per raggiungere la fine del borgo. Gli spazi si riducono, poche le persone in giro, la strada inizia a scendere fino a raggiungere Porta San Martino, una piccola porta immersa tra le mura e gli edifici che segna la fine del borgo medievale sul lato nord.

Cosa vedere a Treia 
GALLERIA FOTOGRAFICA

Tutte le foto e i video presenti in questa galleria sono di Roberto

panorama dall'alto di treia

Borgo di Treia 
INFO e CURIOSITA'

bracciale in legno con aculei

Cos'è il "Disfida del Bracciale" che si svolge a Treia ?

Alla fine del mese di luglio di ogni anno, a Treia si svolge una rievocazione storica chiamata la “Disfida del Bracciale”. E’ la rievocazione del più antico sport di squadra d’Italia.
Il Gioco del Bracciale assomiglia al tennis e vede un campo diviso in due parti Bisogna respingere, da una metà all’altra del campo, un pallone di cuoio dal diametro di circa 20 cm, usando un bracciale in sostituzione della racchetta. Il bracciale è un manicotto ricavato da un unico pezzo di legno di sorbo, esternamente è lavorato in modo da essere ricoperto da degli “aculei” mentre è scavato internamente in corrispondenza del polso del giocatore.
Altre differenze rispetto al tennis sono la mancanza della rete e la possibilità di sfruttare la parete laterale del campo da gioco (un tratto di mura) per insidiosi rimbalzi. Le squadre che si sfidano appartengono ai vari quartieri del borgo. L’evento è accompagnato da una grande festa con sfilate in costume, canti, balli, ecc.

Cosa sono i calcioni e dove posso assaggiarli a Treia ?

I calcioni sono una specialità culinaria di Treia, un prodotto tradizionale dal sapore dolce-salato. Si tratta di un disco di pasta sfoglia, leggermente dolcificata, ripieno di un impasto a base di uova, pecorino, zucchero e olio. Sono un must da assaggiare, e si possono trovare nei ristoranti e pasticcerie locali, anche durante la Sagra del Calcione e del Raviolo che si tiene a giugno.

Chi era Dolores Prato e che legame ha con Treia ?

Dolores Prato è stata una delle più importanti scrittrici italiane del '900, vissuta a Treia fino all'età di 18 anni. La sua opera più celebre legata alla città è il romanzo autobiografico "Giù la piazza non c'è nessuno", in cui la scrittrice ricorda la sua infanzia e i suoi legami con il borgo.

Cosa sono le "case di terra" e dove posso vederne un esempio a Treia?

Le "case di terra" o "atterrati" sono antiche abitazioni tipiche delle Marche, costruite con un impasto di terra e paglia che viene pressata fino a raggiungere lo spessore del muro desiderato. A Treia, in contrada Fontevannazza, si può visitare una casa-museo in terra, che offre una testimonianza delle condizioni di vita contadina del territorio tra l'Ottocento e l'inizio del Novecento.

Approfondimenti sul sito :  https://www.treiamusei.it/casa-di-terra/

Borgo di Treia 
DOVE SI TROVA

Borgo di Treia 
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