Castiglione del Lago, borgo umbro sul lago Trasimeno fotografato da Roberto - Alisei Borghi
Umbria · Provincia di Perugia

Cosa vedere
a Castiglione del Lago

Tra la Rocca del Leone e il Palazzo della Corgna, sul volto del Trasimeno

Borgo di Castiglione del Lago

Castiglione del Lago si affaccia sulla sponda occidentale del lago Trasimeno, in Umbria, su un promontorio calcareo che in epoca remota costituiva una delle isole del lago, poi unito alla terraferma con l'abbassamento del livello delle acque. Il centro storico occupa la parte più alta del promontorio, mentre l'abitato moderno si estende nella pianura circostante.

Il toponimo attuale nasce nel XIII secolo, quando l'imperatore Federico II fece edificare sulle rovine di un precedente insediamento la fortezza nota come Rocca del Leone, dalla cui pianta pentagonale, che ricorderebbe la costellazione del Leone, deriverebbe il nome del borgo. Tra il XVI e il XVII secolo Castiglione fu sede di un marchesato, poi elevato a ducato, sotto la famiglia della Corgna, che ne ridisegnò l'impianto urbano secondo criteri rinascimentali.

Il centro storico conserva ancora oggi la cinta muraria medievale con le sue porte di accesso e un impianto viario compatto, oggetto in larga parte di rifacimenti avvenuti nei secoli successivi.

Porta Senese, il principale accesso al borgo
Porta Senese, la principale del borgo, rivista nel Novecento

Cosa vedere a Castiglione del Lago

Il percorso ideale per visitare il borgo prende avvio dalla Porta Senese, accesso caratterizzato da un arco a volta in conci di calcare, la cui realizzazione risale ai primi anni del Novecento. La porta risulta comoda da raggiungere in automobile grazie alla presenza di diversi parcheggi nelle immediate vicinanze. Superato l'ingresso, si incontra subito la chiesa di Santa Maria Maddalena, riedificata nella seconda metà dell'Ottocento.

Chiesa di Santa Maria Maddalena

La chiesa di Santa Maria Maddalena sostituisce un precedente edificio medievale e fu ricostruita in stile neoclassico su progetto dell'architetto perugino Giovanni Caproni, con una facciata a colonne ioniche completata nel 1868, mentre il campanile, completamente in cotto rosso, fu terminato nel 1893. L'interno, di dimensioni contenute rispetto alla mole esterna, presenta una pianta a croce greca con cupola centrale. Negli altari laterali sono conservate due opere di rilievo: una tavola raffigurante la Madonna con Bambino e Santi, opera di un allievo del Perugino, e un affresco trecentesco con la Madonna del latte, di scuola senese, proveniente dall'edificio religioso preesistente.

Usciti dalla chiesa, si prosegue lungo il vicolo principale, attraversando così il tratto più commerciale del borgo che vede la presenza di numerosi negozi orientati al turismo nonché edifici e abitazioni quasi completamente rifatti in forme rinascimentali o neoclassiche . Su questo tratto si segnala Palazzo Romizzi, di origine rinascimentale, riconoscibile per la facciata impreziosita da bassorilievi in terracotta, intervento decorativo risalente approssimativamente al 1930.

La strada conduce alla piazza principale del borgo, su cui si affaccia il Palazzo del Capitano del Popolo, palazzo dall'aspetto moderno, basato su una torre centrale e da due edifici posti ai lati per altro asimmetrici sia per dimensioni che per disegno architettonico.

Palazzo del Capitano del Popolo

Risalente al XIII secolo, l'elemento visivo più caratteristico dell'intero edificio è l'antica torre con l'orologio che svetta sulla piazza realizzata in arenaria. Proprio di fronte al palazzo sorge una fontana monumentale in pietra del XIX secolo. L'edificio nacque originariamente per ospitare l'autorità del Capitano del Popolo, figura di magistratura inviata da Perugia per amministrare il potere esecutivo e giudiziario sul territorio del lago Trasimeno. Nel corso dei secoli, la struttura ha subito vari rimaneggiamenti che l'ha trasformata pesantemente.

Palazzo del Capitano del Popolo
Palazzo del Capitano del Popolo

Continuando lungo la via principale, tra bar, ristoranti e negozi di souvenir , si raggiunge la piazza su cui prospetta il Palazzo della Corgna, edificato nel XVI secolo , dimora signorile.

Palazzo della Corgna

Il Palazzo della Corgna, fatto costruire da Ascanio della Corgna a partire dal 1563 su progetto attribuito a Galeazzo Alessi, sorge su un impianto a forma di L e si sviluppa su più livelli, dal seminterrato destinato a scuderie e servizi fino al piano nobile riservato agli appartamenti del marchese. La facciata principale è in pietra serena e arenaria. Le sale interne sono decorate da cicli di affreschi manieristi realizzati principalmente da Niccolò Circignani, detto il Pomarancio, con soggetti mitologici e con le gesta militari di Ascanio della Corgna; sopravvivono inoltre alcuni arredi originali. All'interno è presente un museo che propone arte rinascimentale, storia locale e architettura militare.

Il palazzo è collegato alla Rocca tramite un camminamento medievale ricavato all'interno delle mura che un tempo serviva come via di fuga o di rapido collegamento militare. Il palazzo presenta anche un altro ingresso, in realtà un passaggio che supera la cinta muraria ancora ben presente, alla base di una torre circolare inglobata nel palazzo stesso.

Dalla piazza Gramsci si imbocca la via più ampia che sale verso la Rocca medievale, risalente al XIII secolo. Questo passaggio è però chiuso da un cancello che permette solo di sbirciare l'interno però lascia spazio per poter osservare buona parte della cinta muraria esterna.

La Rocca del Leone

La Rocca, nota anche come Rocca del Leone, sorge sui resti di un'acropoli etrusca, di cui rimane visibile un tratto di mura. Presenta una pianta a pentagono irregolare con quattro torri angolari e un mastio triangolare che supera i trenta metri di altezza. Due delle torri, di forma circolare, risalgono al rifacimento cinquecentesco voluto dai della Corgna per adeguare le difese all'uso dell'artiglieria, mentre le altre conservano l'impianto duecentesco. All'interno della cinta sono visibili i ruderi di una chiesa di probabile origine bizantina, dedicata ai Santi Filippo e Giacomo, verosimilmente eretta a sua volta su un precedente tempio etrusco. L'area interna è oggi parzialmente occupata da un grande teatro all'aperto utilizzato per spettacoli e rassegne estive. L'accesso alla Rocca avviene oggi esclusivamente attraverso il percorso museale del Palazzo della Corgna come da visibile dalla mappa che segue

Tornati in piazza Gramsci, si svolta a sinistra in direzione di Porta Perugina, altro accesso storico alla cinta murata, anch'esso oggetto di rifacimenti. Poco prima di raggiungere la porta si diparte una via parallela al vicolo principale, che riconduce verso Porta Senese: si tratta di un tratto di scarso interesse turistico, poco frequentato, con edifici di impostazione simile a quelli della via principale. L'unico elemento di rilievo su questo percorso è la chiesa di San Domenico, del XVII secolo.

Chiesa di San Domenico

La chiesa di San Domenico fu voluta nel 1636 dal duca Fulvio Alessandro della Corgna come ex voto, in seguito alla guarigione della moglie Eleonora de Mendoza da una grave infezione a un braccio. La chiesa presenta un impianto semplice e un aspetto sobrio, poco valorizzato dal punto di vista turistico; l'edificio non è sempre aperto al pubblico e la visita, quando possibile, si limita agli spazi principali dell'aula.

Il vicolo prosegue fino a raggiungere un fianco della piazza principale già osservata in precedenza, per poi tornare su Porta Senese, chiudendo così l'anello del percorso.


Conclusioni

Castiglione del Lago figura nell'elenco dei Borghi più belli d'Italia, riconoscimento che, alla prova della visita diretta, appare in parte sovradimensionato rispetto a quanto effettivamente offerto: gli spunti di reale interesse storico-artistico risultano limitati, mentre prevalgono gli aspetti orientati a un turismo di tipo commerciale, con numerosi esercizi concentrati lungo il percorso principale.

Aspetto pratico. Va segnalato che l'accesso alla Rocca, in passato libero tramite l'ingresso principale della fortezza, è oggi possibile soltanto attraverso il museo del Palazzo della Corgna, previo pagamento di un biglietto che consente sia la visita del palazzo sia l'accesso alla Rocca lungo un percorso laterale dedicato. Qui la mappa del percorso museale e della Rocca.

Ancora scorci del borgo
Tratto della cinta muraria della Rocca
Tratto della cinta muraria della Rocca

Curiosità su Castiglione del Lago

Il nome di Castiglione del Lago nasconde un enigma mai risolto del tutto. La versione più suggestiva lo lega alla Rocca fatta costruire da Federico II nel XIII secolo: la sua pianta a pentagono irregolare avrebbe ricordato ai contemporanei la disposizione delle stelle della costellazione del Leone, da cui "Castello del Leone", poi divenuto Castiglione.

Altre fonti sono più prosaiche e fanno derivare il nome semplicemente da Castilionis, "luogo fortificato", oppure da Castilionis Clusinum, che ne segnalerebbe l'antico legame con Chiusi: prima di diventare Castiglione, infatti, il borgo era noto come Clusium Novum, la "Nuova Chiusi". Nessuna delle tre versioni prevale definitivamente sulle altre.

Ogni primavera dal 1956, Castiglione del Lago si copre di petali per la Festa del Tulipano anche se oggi la coltivazione intensiva del tulipano sul Trasimeno non è più attiva come un tempo, però l'entusiasmo della comunità è rimasto intatto e l'evento attira oggi migliaia di visitatori.

Il maggior interesse è suscitato dai Carri Allegorici (interamente rivestiti di petali). I rioni del paese si sfidano nella creazione di giganteschi carri allegorici a tema. La particolarità sta nel rivestimento: la superficie dei carri viene interamente ricoperta utilizzando milioni di veri petali di tulipano colorati, incollati a mano uno ad uno dai volontari nei giorni immediatamente precedenti alla sfilata.

Le parate dei carri sono precedute da un maestoso corteo in costume d'epoca che rievoca gli splendori cinquecenteschi del Marchesato dei della Corgna, con sbandieratori, tamburini, dame e cavalieri.

Piazza Dante Alighieri e le vie del centro si riempiono di installazioni floreali, mercatini di hobbisti, esposizioni di piante e fiori.

Sulle tavole di Castiglione del Lago sopravvive un legume grande come un chicco di riso, coltivato fin dai tempi degli Etruschi e soprannominato "la risina del lago". La fagiolina del Trasimeno non è in realtà un fagiolo ma una specie africana della famiglia Vigna, riconoscibile per i semi policromi che vanno dal crema al nero.

La sua raccolta, ancora oggi interamente manuale e scaglionata su due mesi, l'aveva reso talmente poco competitivo da farlo quasi scomparire dopo gli anni Cinquanta. Recuperato alla fine degli anni Novanta grazie a un consorzio di produttori locali, è oggi un presidio Slow Food coltivato da poche aziende familiari della zona.


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