Borgo di Castiglione del Lago
Castiglione del Lago si affaccia sulla sponda occidentale del lago Trasimeno, in Umbria, su un promontorio calcareo che in epoca remota costituiva una delle isole del lago, poi unito alla terraferma con l'abbassamento del livello delle acque. Il centro storico occupa la parte più alta del promontorio, mentre l'abitato moderno si estende nella pianura circostante.
Il toponimo attuale nasce nel XIII secolo, quando l'imperatore Federico II fece edificare sulle rovine di un precedente insediamento la fortezza nota come Rocca del Leone, dalla cui pianta pentagonale, che ricorderebbe la costellazione del Leone, deriverebbe il nome del borgo. Tra il XVI e il XVII secolo Castiglione fu sede di un marchesato, poi elevato a ducato, sotto la famiglia della Corgna, che ne ridisegnò l'impianto urbano secondo criteri rinascimentali.
Il centro storico conserva ancora oggi la cinta muraria medievale con le sue porte di accesso e un impianto viario compatto, oggetto in larga parte di rifacimenti nei secoli successivi.
Cosa vedere a Castiglione del Lago
Il percorso ideale per visitare il borgo prende avvio dalla Porta Senese, accesso caratterizzato da un arco a volta in conci di calcare, ricostruita nei primi anni del Novecento. La porta risulta comoda da raggiungere in automobile grazie alla presenza di diversi parcheggi nelle immediate vicinanze. Superato l'ingresso, si incontra subito la chiesa di Santa Maria Maddalena, riedificata nella seconda metà dell'Ottocento.
La chiesa di Santa Maria Maddalena sostituisce un precedente edificio medievale e fu ricostruita in stile neoclassico su progetto dell'architetto perugino Giovanni Caproni, con una facciata a colonne ioniche completata nel 1868, mentre il campanile, completamente in cotto rosso, fu terminato nel 1893. L'interno, di dimensioni contenute rispetto alla mole esterna, presenta una pianta a croce greca con cupola centrale. Negli altari laterali sono conservate due opere di rilievo: una tavola raffigurante la Madonna con Bambino e Santi, opera di un allievo del Perugino, e un affresco trecentesco con la Madonna del latte, di scuola senese, proveniente dall'edificio religioso preesistente.
Usciti dalla chiesa si prosegue lungo il vicolo principale, attraversando il tratto più commerciale del borgo, con numerosi negozi orientati al turismo e edifici quasi completamente rifatti in forme rinascimentali o neoclassiche. Su questo tratto si segnala il Palazzo Romizzi, di origine rinascimentale, riconoscibile per la facciata impreziosita da bassorilievi in terracotta, intervento decorativo risalente approssimativamente al 1930.
Il vicolo conduce alla piazza principale del borgo, su cui si affaccia il Palazzo del Capitano del Popolo, di aspetto moderno e di scarso pregio architettonico, con torre civica in pietra dotata di orologio e di una cella campanaria priva di campane. Gli edifici circostanti, di età incerta, risultano oggetto di rifacimenti recenti. Al centro della piazza, una fontana in pietra del XIX secolo. Continuando lungo il vicolo principale, tra bar, ristoranti e negozi di souvenir, si raggiunge la piazza su cui prospetta il Palazzo della Corgna, edificato nel XVI secolo.
Il Palazzo della Corgna, fatto costruire da Ascanio della Corgna a partire dal 1563 su progetto attribuito a Galeazzo Alessi, sorge su un impianto a forma di L e si sviluppa su più livelli, dal seminterrato destinato a scuderie e servizi fino al piano nobile riservato agli appartamenti del marchese. La facciata principale è in pietra serena e arenaria. Le sale interne sono decorate da cicli di affreschi manieristi realizzati principalmente da Niccolò Circignani, detto il Pomarancio, con soggetti mitologici e con le gesta militari di Ascanio della Corgna; sopravvivono inoltre alcuni arredi originali. Il palazzo è collegato alla Rocca tramite un camminamento coperto sopraelevato, percorribile lungo le mura. Il palazzo/borgo presenta anche un altro ingresso, un passaggio che supera la cinta muraria ancora ben presente, alla base di una torre circolare inglobata nel palazzo.
Dalla piazza Gramsci si imbocca la via più ampia che sale verso la Rocca medievale, risalente al XIII secolo. Questo passaggio è però chiuso da un cancello che permette solo di sbirciare l'interno e di osservare quasi tutta la cinta muraria esterna.
La Rocca, nota anche come Rocca del Leone, sorge sui resti di un'acropoli etrusca, di cui rimane visibile un tratto di mura. Presenta una pianta a pentagono irregolare con quattro torri angolari e un mastio triangolare che supera i trenta metri di altezza. Due delle torri, di forma circolare, risalgono al rifacimento cinquecentesco voluto dai della Corgna per adeguare le difese all'uso dell'artiglieria, mentre le altre conservano l'impianto duecentesco. All'interno della cinta sono visibili i ruderi di una chiesa di probabile origine bizantina, dedicata ai Santi Filippo e Giacomo, verosimilmente eretta a sua volta su un precedente tempio etrusco. L'area interna è oggi parzialmente occupata da un grande teatro all'aperto utilizzato per spettacoli e rassegne estive. L'accesso alla Rocca avviene oggi esclusivamente attraverso il percorso museale del Palazzo della Corgna.
Tornati in piazza Gramsci, si svolta a sinistra in direzione di Porta Perugina, altro accesso storico alla cinta murata, anch'esso oggetto di rifacimenti. Poco prima di raggiungere la porta si diparte una via parallela al vicolo principale, che riconduce verso Porta Senese: si tratta di un tratto di scarso interesse turistico, poco frequentato, con edifici di impostazione simile a quelli della via principale. L'unico elemento di rilievo su questo percorso è la chiesa di San Domenico, del XVII secolo.
La chiesa di San Domenico fu voluta nel 1636 dal duca Fulvio Alessandro della Corgna come ex voto, in seguito alla guarigione della moglie Eleonora de Mendoza da una grave infezione a un braccio.
La chiesa presenta un impianto semplice e un aspetto sobrio, poco valorizzato dal punto di vista turistico; l'edificio non è sempre aperto al pubblico e la visita, quando possibile, si limita agli spazi principali dell'aula. Il vicolo prosegue fino a raggiungere un fianco della piazza principale già osservata in precedenza, per poi tornare a Porta Senese, chiudendo così l'anello del percorso.
Conclusioni. Castiglione del Lago figura nell'elenco dei Borghi più belli d'Italia, riconoscimento che, alla prova della visita diretta, appare in parte sovradimensionato rispetto a quanto effettivamente offerto: gli spunti di reale interesse storico-artistico risultano limitati, mentre prevalgono gli aspetti orientati a un turismo di tipo commerciale, con numerosi esercizi rivolti ai visitatori concentrati lungo il percorso principale.
Aspetto pratico. Va segnalato che l'accesso alla Rocca, in passato libero tramite l'ingresso principale della fortezza, è oggi possibile soltanto attraverso il museo del Palazzo della Corgna, previo pagamento di un biglietto che consente sia la visita del palazzo sia l'accesso alla Rocca lungo un percorso laterale dedicato.
Galleria fotografica di Castiglione del Lago
Curiosità su Castiglione del Lago
Il nome di Castiglione del Lago nasconde un enigma mai risolto del tutto. La versione più suggestiva lo lega alla Rocca fatta costruire da Federico II nel XIII secolo: la sua pianta a pentagono irregolare avrebbe ricordato ai contemporanei la disposizione delle stelle della costellazione del Leone, da cui "Castello del Leone", poi divenuto Castiglione. Altre fonti sono più prosaiche e fanno derivare il nome semplicemente da Castilionis, "luogo fortificato", oppure da Castilionis Clusinum, che ne segnalerebbe l'antico legame con Chiusi: prima di diventare Castiglione, infatti, il borgo era noto come Clusium Novum, la "Nuova Chiusi". Nessuna delle tre versioni prevale definitivamente sulle altre.
Ogni primavera dal 1956, Castiglione del Lago si copre di petali per la Festa del Tulipano, con carri allegorici che nel corso di sette decenni hanno superato le 1.500 edizioni realizzate. Sull'origine della festa circolano due storie diverse. Quella più documentata parla di un imprenditore agricolo, Remo Zenobi, che negli anni Trenta coltivò tulipani su larga scala nella sua tenuta, poi abbandonata alla sua morte. La tradizione popolare racconta invece di famiglie olandesi arrivate nel dopoguerra, che riciclavano i fiori con lo stelo troppo corto per la vendita decorandone finestre e balconi, come si usava in Olanda. Probabilmente le due storie si sono intrecciate nel tempo.
Sulle tavole di Castiglione del Lago sopravvive un legume grande come un chicco di riso, coltivato fin dai tempi degli Etruschi e soprannominato "la risina del lago". La fagiolina del Trasimeno non è in realtà un fagiolo ma una specie africana della famiglia Vigna, riconoscibile per i semi policromi che vanno dal crema al nero. La sua raccolta, ancora oggi interamente manuale e scaglionata su due mesi, l'aveva reso talmente poco competitivo da farlo quasi scomparire dopo gli anni Cinquanta. Recuperato alla fine degli anni Novanta grazie a un consorzio di produttori locali, è oggi un presidio Slow Food coltivato da poche aziende familiari della zona.
Dove si trova Castiglione del Lago con i borghi vicini
Castiglione del Lago si trova sulla sponda occidentale del lago Trasimeno. È raggiungibile in auto dall'autostrada A1, uscite Valdichiana o Chiusi-Chianciano Terme, oppure in treno, con la stazione ferroviaria a pochi minuti a piedi dal centro storico.