Borgo di Filattiera
Filattiera si trova nell’alta Lunigiana, in provincia di Massa-Carrara, sulla riva sinistra del fiume Magra, in un territorio di colline che sale verso l’Appennino tosco-emiliano. Il borgo storico occupa un piccolo colle a poca distanza dalla statale della Cisa, e il territorio comunale è attraversato dalla Via Francigena, che qui segue ancora in buona parte il tracciato medievale.
Il nome deriva con ogni probabilità da un termine greco con cui i Bizantini indicavano le postazioni fortificate a guardia dei passaggi strategici. Nel Medioevo il colle passò ai Malaspina, che nel 1221, con la divisione del feudo, fecero di Filattiera il capoluogo dei domini del ramo dello Spino Fiorito.
Il centro storico è raccolto e quasi interamente in pietra: tre vie parallele, collegate da vicoli stretti e voltoni, con il Castello Malaspina all’ingresso del borgo e la chiesa di San Giorgio, con la sua torre, nella parte più esterna.
Cosa vedere a Filattiera
Raggiungere il borgo storico di Filattiera è abbastanza semplice; quando si arriva al paese, lungo la strada statale della Cisa, non può sfuggire l’indicazione per raggiungere il borgo. Poche centinaia di metri e sulla destra un parcheggio auto a ridosso delle mura. Dal parcheggio si entra subito nel centro storico da quella che un tempo era una porta che poi venne demolita. Sulla sinistra il Castello Malaspina ; sulla destra un edificio ristrutturato che a suo tempo ospitava il corpo di guardia ed oggi trasformato in Sala Consiliare del Comune di Filattiera.
Eretto dai Malaspina come fortezza del capo feudo dello Spino Fiorito, il castello domina la vallata dalla sommità del colle. Già agli inizi del secolo XIII doveva far parte di un complesso insediamento murato che, nel corso dei secoli, ha perso gran parte dell’aspetto medievale. Nel XVIII e XIX secolo il castello ha subito numerosi cambiamenti, che lo hanno trasformato in un elegante palazzo che conserva ancora saloni voltati e un ampio giardino. Attualmente il castello è una proprietà privata.
Proseguendo lungo la strada da poco imboccata, si raggiunge facilmente la piazza principale di Filattiera. Non è un granché, uno spazio squadrato sul quale si affaccia un bar (l’unico esercizio commerciale che ho visto in tutto il borgo) e dove si trova uno degli ingressi principali del Castello. La piazza è pesantemente utilizzata come parcheggio auto.
Dalla piazza, suggerisco di proseguire la visita cercando un piccolo e curioso passaggio che si trova nell’angolo opposto alla porta d’accesso al castello, fare attenzione perché il passaggio quasi non si nota ma è facilmente identificabile da un piccolo voltone .
Qui inizia una delle tre strade parallele del centro storico, subito spettacolare. Un bellissimo tratto di vicolo, solo pedonale, che ha mantenuto le sue caratteristiche originarie, tutti gli edifici in pietra o quasi , un piacevole arco che spezza la visione verso l’alto e molto verde curato dai pochi abitanti che ancora qui vivono. Un angolo che sa di altri tempi dove si trovava l’Ospitale di San Giacomo , segnalato da un cartello turistico con alcune informazioni.
In questo edificio, oggi di proprietà privata, si trovava un tempo l’Ospedale di San Giacomo d’Altopascio, più volte citato negli archivi parrocchiali come Hospitalis o Xenodochium. Di origine medievale, svolse un’importante funzione per pellegrini e viandanti lungo la Via Francigena.
Sulla facciata esterna sono ben visibili una croce in arenaria e un pregevole bassorilievo in marmo settecentesco che raffigura San Giacomo in abiti da pellegrino.
Si prosegue la visita camminando piano e guardandosi intorno per assaporare meglio questo angolo del borgo. Il contesto è surreale, qui regna il silenzio ma anche la pulizia e la buona conservazione. Si potrà osservare anche qualche vicolo laterale che collega il vicolo che si percorre con quello centrale: anche questi sono da ammirare. Si prosegue e prima che il vicolo inizi a scendere svoltare a destra per immettersi nel vicolo/strada principale, la seconda via delle tre strade parallele di Filattiera.
Qui la via è più larga e sembra maggiore la presenza di case abitate, tanto che qualche residente si incrocia . Sulla sinistra una curiosa combinazione di tunnel su ingressi e cortili interni, anche questi molto curati .
Proseguendo si incontra sulla destra l’ex Oratorio dei Frati Francescani di Villafranca, non subito riconoscibile, comunque posto in un angolo con un vicolo laterale.
I frati di San Francesco di Villafranca in Lunigiana sono presenti a Filattiera dalla seconda metà del XVI secolo e possiedono un oratorio e una casa nel borgo di mezzo, presso la casa Folloni, utilizzate per le funzioni religiose e per l’ospitalità dei frati stessi. Attualmente l’edificio è una residenza privata.
Si continua la visita tra belle e curate case ricche di piante e qualche vicolo laterale che merita di essere osservato fino a raggiungere la piazza principale di prima. Ora svoltare a sinistra per imboccare la terza e ultima via parallela del borgo. All’angolo un edificio dove un tempo si trovava Casa Giuliani.
Costruita nel medioevo come pertinenza del Castello Malaspina, con funzioni di controllo degli accessi e stazione di sosta, la “Casa dei signori Giuliani” è chiaramente indicata in una mappa risalente al 1734 prodotta dall’ingegner Agostino Silicani per il Marchese Manfredo Malaspina, conservata presso l’Archivio di Stato di Firenze.
Proseguendo lungo la via , sulla sinistra si incrocia il Municipio e quasi di fronte la chiesa di Santa Maria di recente ristrutturazione. Ho trovato la chiesa chiusa : le notizie sull’interno che riporto nel dettaglio provengono da una guida.
La chiesa parrocchiale di Santa Maria propone una semplice facciata a campana in pietra in linea con gli edifici circostanti. Il portale è sormontato da un semplice rosone.
All’interno, la parte absidale conserva ancora l’aspetto medievale, mentre il resto dell’edificio è stato ristrutturato nel XVI secolo, quando la chiesa assume gradualmente le funzioni della Pieve di Sorano ormai in abbandono. All’interno sono conservati un frammento di affresco del XV secolo raffigurante La Vergine in trono con il Bambino e un fonte battesimale datato al 1605.
Annessa alla chiesa si trova un’alta torre campanaria circolare con orologio, ben visibile dalla valle.
Continuando lungo questa via, sulla destra, si incontra una piccola cappella curiosa e suggestiva dedicata alla Madonna , ricavata in una casa con la porta sempre aperta. Percorrendo la via, anche qui si potranno osservare dei vicoli laterali caratteristici .
Raggiunta la fine della via, si prosegue svoltando a sinistra, si scende ancora fino a raggiungere la parte più esterna del borgo dove sorge la bella chiesa di San Giorgio .
Sulla sommità meridionale della collina di San Giorgio, in epoca medievale, sorgeva una grande fortificazione che comprendeva una cinta muraria, una torre difensiva e una chiesa. La chiesa, realizzata con conci squadrati di arenaria tra l’XI e il XII secolo, conserva un’elegante abside medievale. Una seconda navata, aggiunta nel Trecento, fu abbattuta all’inizio del Novecento. L’interno è spoglio ma grazie a questo si può concentrare l’osservazione sulle caratteristiche strutturali di una chiesa così antica. Sul fianco della chiesa la torre difensiva e torre campanaria che faceva parte della struttura difensiva posta a controllo della Via Francigena.
Al suo interno si conserva una celebre epigrafe tombale longobarda risalente al 752 d.C., detta di Leodegar, reperto di straordinaria importanza per la storia della Lunigiana.
L’edificio e la zona circostante sono ben curati e ben mantenuti.
Usciti dalla chiesa di San Giorgio non resta che imboccare la via del ritorno, però sulla destra, si incrocia una stradina che scende fino a raggiungere una antica porta lungo quello che rimane della cinta muraria in questa parte del borgo. Si tratta di una piccola porta con arco, di cui non ho avuto modo di conoscere il nome, che appare molto essenziale , probabile rifacimento in epoca recente.
Con questa ultima porta si conclude la visita al bel borgo di Filattiera, un borgo medievale semplice ma ben conservato il quale riserva piccole e piacevoli sorprese lungo le tre vie che lo delineano.
Curiosità su Filattiera
La lapide murata nella chiesa di San Giorgio ricorda un uomo che, secondo il testo inciso, ruppe gli idoli: idola fregit. L’epigrafe è datata al 752, quarto anno di regno del re longobardo Astolfo, e commemora un personaggio di alto rango, probabilmente un vescovo, incaricato di estirpare il paganesimo in Lunigiana. Gli idoli potrebbero essere le statue stele dell’età del bronzo e del ferro che punteggiano la valle del Magra. Anche il nome è un piccolo enigma: “Leodegar” fu letto nel 1910 sull’intonaco accanto alla lastra, non sulla lastra stessa, e c’è chi propone Leodgar o Leotecario. Incerta è pure la provenienza: la pietra potrebbe essere arrivata a San Giorgio dalla pieve di Sorano, a valle.
Filattiera porta nel nome un’origine greca: deriva con ogni probabilità da fulactéria, il termine con cui i Bizantini indicavano le torri e le postazioni fortificate poste a sbarramento dei passaggi strategici. Intorno alla metà del VI secolo, secondo le ricostruzioni storiche, i Bizantini sbarrarono la valle a nord di Luni con una linea di fortificazioni. Quella di Filattiera era distinta dal Kastron Soreon, il centro fortificato di Sorano sul fondovalle, ed è da questo insediamento militare che sarebbe nato il borgo.
Nel 1221 i cugini Opizzino e Corrado Malaspina si divisero il feudo di famiglia, e da quella spartizione nacquero due rami distinti per stemma: lo Spino Fiorito e lo Spino Secco. A Opizzino toccarono le terre sulla riva sinistra del Magra, con Filattiera come capoluogo, e il suo stemma portava un ramo di spino in fiore; a Corrado toccò invece lo spino secco. La divisione segnò a lungo la geografia politica della Lunigiana, frammentata nei secoli successivi in piccoli marchesati malaspiniani, e il fiore sullo spino è rimasto il segno distintivo del ramo che aveva in Filattiera il suo centro, con il castello affacciato sulla valle a ricordarne la presenza.
Filattiera e i borghi vicini
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