Borgo di Montagnana
Montagnana sorge nella parte sud-occidentale della provincia di Padova, in Veneto, lungo il corso del fiume Fratta, al confine con le province di Verona e Vicenza e a pochi chilometri dai Colli Euganei. Il borgo è racchiuso da una cinta muraria lunga quasi 2 km, tra le meglio conservate d'Europa, un anello quasi ininterrotto di cortine merlate con 24 torri, circondato da un ampio fossato ancora oggi ben visibile.
Le prime fortificazioni di Montagnana, in terra e legno, risalgono al periodo alto-medievale. Nel 1242 Ezzelino III da Romano incendiò la città, per poi avviarne la ricostruzione erigendo il Castello di San Zeno con il suo mastio. Nel corso del Trecento, i Carraresi, signori di Padova, completarono la cinta muraria e, tra il 1360 e il 1362, aggiunsero sul lato opposto la Rocca degli Alberi a difesa del confine con gli Scaligeri di Verona. Nel 1405 Montagnana passò sotto la Repubblica di Venezia, avviando un lungo periodo di pace durante il quale, all'interno delle mura ormai prive di funzione bellica, sorsero palazzi ed edifici religiosi in stile tardogotico e rinascimentale.
Cosa vedere a Montagnana
Da qualunque strada si giunga, Montagnana si presenta con la sua lunga e intatta cinta muraria emblema e vanto del borgo. Ci sono diverse possibilità per affrontare la visita al borgo fortificato che dispone di 4 porte e diversi passaggi pedonali, però io suggerisco, come si evince dalla mappa con il percorso consigliato, di raggiungere il parcheggio auto in prossimità di Porta XX settembre, comodo e vicino alle mura anche se non particolarmente ampio.
Così facendo, si inizia la visita al borgo di Montagnana, attraversando l'ampio fossato che circonda tutta Montagnana che rammenta quanto un tempo era importante disporre di un ampio e profondo fossato per migliorare la difesa da assalitori di ogni genere.
Porta XX settembre , oggi poco più di un passaggio a due archi a tutto sesto, ci introduce all'interno del borgo fortificato. Passata la porta, proseguire dritti quindi svoltare a destra al primo incrocio. Poco dopo si raggiunge la grande chiesa dedicata a San Francesco
Il documento più antico che cita la chiesa è una concessione papale ai frati minori del 1350, ma alcuni elementi della facciata, di carattere romanico, farebbero pensare a un impianto più antico, comunque oggi la chiesa si presenta con una austera facciata in cotto con lunghe lesene verticali. All'interno, sopra il portale d'ingresso un loggiato ospita un organo Callido del Settecento, lungo la navata sinistra è conservata una tela con la Madonna col Bambino e Santi attribuita a Palma il Giovane. Per il resto l'interno risulta essenziale nello spirito che contraddistingue le chiese francescane. Dal restauro degli anni Sessanta la chiesa è annessa a un monastero di suore Clarisse di clausura.
Visitata la chiesa, si prosegue lungo la strada antistante quindi voltare a destra e poi a sinistra per raggiungere così l'ingresso del castello. Il complesso del Castello di San Zeno è un insieme di strutture, il Castello vero e proprio, il Mastio di Ezzelino e la porta Padova Al piano terra, sulla piazzetta antistante in posizione comoda, l'ufficio turistico. In occasione della mia visita il castello non era visitabile così come il Museo Civico, posto all'interno, per dei lavori di ristrutturazione in corso. L'unico edificio visitabile è il Mastio di Ezzelino, con 2 euro si può salire sulla sommità e osservare il panorama su tutta Montagnana
È il nucleo più antico della città (XIII secolo). Il castello ha pianta rettangolare e un cortile interno protetto da due torri angolari di vedetta. Il Mastio, alto circa 40 metri, è l'edificio più antico e più alto di Montagnana: dalla sua sommità la vista spazia sul centro storico, sulla pianura circostante e fino ai Colli Euganei e Berici. In epoca veneziana il complesso perse la funzione militare e divenne deposito di canapa e alloggiamento per le truppe, ruolo che mantenne fino alla Prima guerra mondiale. Oggi ospita l'Ufficio turistico al piano terra, il Museo Civico, la Biblioteca Comunale, l'Archivio Storico e il Centro Studi sui Castelli.
Fondato negli anni Ottanta all'interno del castello, il museo si articola in più sezioni: una preistorica e protostorica, con reperti dal tardo neolitico ed eneolitico. Inoltre è presente una sezione romana, con i corredi della necropoli della Gens Vassidia, tra cui vetri di età imperiale. Infine una sezione medievale, con affreschi staccati dal cortile del castello.
Dopo aver visitato il complesso del castello, per quanto possibile, consiglio una piccola deviazione come indicato nella mappa del percorso suggerito. Uscire da Porta Padova e svoltare a sinistra percorrendo un breve tratto sulla strada di circonvallazione fino all'angolo a 90 gradi della cinta muraria sull'angolo di nord-est. Durante il percorso ci sarà modo di osservare alcuni scorci molto caratteristici di questa parte della cinta muraria. Giunti all'angolo l'osservazione si completerà con una bella visione dei due lati della cinta muraria lato est.
Rientrati nel borgo, sempre da Porta Padova, proseguire imboccando la via principale che conduce verso la piazza principale. La strada è fiancheggiata da portici in stile tipicamente veneziano, basse arcate, basso soffitto e pareti esterne con colori a volte sgargianti . Sulla sinistra si incrocerà Palazzo Sammicheli , un edificio rinascimentale con rivestimento in travertino chiaro, oggi sede del comune di Montagnana.
Sede del Municipio, il palazzo fu avviato intorno al 1537-38 e in gran parte ricostruito dopo un incendio del 1593 che ne distrusse la parte superiore. L'ambiente più prezioso è la sala consiliare, con soffitti a intaglio ligneo realizzati nel 1605 dall'intagliatore Marcantonio Vanin. Si può provare a chiedere il permesso per visitare la sala e se libera in genere il permesso viene concesso (a me è stato rifiutato per lavori in corso).
Superato il palazzo, in pochi passi e si giunge nella grande piazza centrale di Montagnana, Piazza Vittorio Emanuele II. Dalla strada da cui si giunge, si fa notare un edificio posto su un angolo della piazza, un edificio in cotto in stile medioevale con influssi veneziani. In realtà nulla di storico, il palazzo è stato costruito nel 1924 ed oggi ospita una banca .
Volgendo lo sguardo alla grande piazza centrale, essa appare praticamente spoglia troppo dispersiva senza la presenza di elementi architettonici di rilievo. Sulla piazza si affacciano alcuni palazzi storici risalenti al XIV fino al XVII secolo come Palazzo Valeri, Palazzo Zanella, Palazzo Pomello Chinaglia, Palazzo Faccioli e Palazzo della Loggia. Però un po' tutti tendono a perdersi nel grande spazio antistante. L'unico elemento che emerge chiaramente è il Duomo di Santa Maria Assunta, un grande edificio religioso che si stacca dalla case basse che circondano la piazza.
Costruito tra il 1431 e il 1502 su una chiesa precedente attestata già nel X secolo, l'edificio unisce una facciata ancora tardogotica con un bel portale in marmo bianco è tradizionalmente attribuito a Jacopo Sansovino; sopra di esso un tondo con la Madonna. All'interno, sulla controfacciata, due affreschi attribuiti al Giorgione raffigurano Davide e Giuditta; nel catino absidale del presbiterio si trova l'affresco dell'Assunzione, dipinto da Giovanni Buonconsiglio nel 1518; tra le opere di maggior pregio, la Trasfigurazione di Cristo di Paolo Veronese. L'altare maggiore, in pietra d'Istria, realizzato nel 1554 su disegno dello stesso Sansovino.
Usciti dal Duomo, si attraversa tutta la piazza per riprendere la via principale che ora si sviluppa a destra. Poco dopo, sulla destra, tra auto parcheggiate un po' dappertutto, il Palazzo Magnavin-Foratti, un edificio storico in stile veneziano
Superiamo il palazzo proseguendo sulla via principale seguendo sempre i portici . Alla seconda strada a destra svoltare, per raggiungere la chiesa di San Benedetto, una chiesa non sempre aperta.
Ora proseguire lungo la strada che poco dopo curva a sinistra per raggiungere la Rocca degli Alberi con annessa Porta Legnago. Ancora una volta mi devo scontrare con i lavori di ristrutturazione che anche in questa Rocca si stanno eseguendo da tempo a quanto pare ….
Costruita in soli due anni, tra il 1360 e il 1362 per volere di Francesco I da Carrara detto il Vecchio, a rinforzo del tratto di mura rivolto verso il confine scaligero di Verona. Il complesso si compone di tre corpi di fabbrica (androne d'accesso, torrione e mastio) ed era protetto da un fossato sia interno che esterno, superabile tramite quattro ponti levatoi a bilanciere ormai scomparsi. Lungo l'androne si trovavano inoltre quattro porte a battenti e due saracinesche, in parte ancora conservate. Dal 1963 la Rocca ospitò per decenni un ostello della gioventù; passata di recente al Comune, è oggi chiusa per lavori di restauro in vista di una futura destinazione museale.
Porta Legnago è un lungo passaggio che attraversa tutta la Rocca, al suo interno è presente ancora una porta borchiata con a fianco la statua di un santo, praticamente una "cappella votiva" che i cittadini onorano con piante e fiori.
Siamo sul lato opposto al castello di Montagnana e anche qui suggerisco di uscire dalla porta, svoltare a sinistra e percorrere un breve tratto per raggiungere l'angolo sud-ovest della cinta muraria per una bella visione d'insieme
Tornati all'interno del borgo, svoltare sulla destra e seguire la strada che fiancheggia la cinta muraria, da qui ben presto si raggiunge Porte XX settembre, punto dal quale è iniziata questa esplorazione del borgo di Montagnana.
Curiosità su Montagnana
Ogni anno, la prima domenica di settembre, Montagnana celebra il proprio Palio appiccando un incendio vero alla Rocca degli Alberi. Uno spettacolo di fuochi che rievoca l'assedio subito dalla città nel 1242, quando Ezzelino III da Romano diede alle fiamme Montagnana prima di ricostruirla e fortificarla con il Castello di San Zeno.
Il Palio dei 10 Comuni del Montagnanese affonda le radici in uno statuto del 1366 e mette in gara dieci fantini, in rappresentanza delle contrade, che corrono a cavallo senza sella né speroni lungo il vallo erboso ai piedi delle mura. Prima della corsa, il centro storico si anima con corteo storico in costume, mercatino medievale, tenzone degli arcieri e giuramento dei capitani delle dieci contrade. Il premio in palio è il Pallium, un drappo scarlatto dipinto ogni anno da un artista diverso.
Una leggenda quattrocentesca racconta di un ebreo del ducato di Candia, convertitosi al cristianesimo, che dopo aver assaggiato il prosciutto di Montagnana avrebbe detto di essersi pentito di non essersi battezzato dieci anni prima, tanto lo trovò gustoso.
L'aneddoto compare negli scritti del medico e gastronomo padovano Michele Savonarola, che già nel 1400 attestava la fama di questo salume. Prodotto nella fascia collinare tra Colli Berici e Colli Euganei, il prosciutto veneto berico-euganeo ha ottenuto la Denominazione di Origine Protetta nel 1996, ma la sua lavorazione a Montagnana è documentata fin dal medioevo: le fiere cittadine del 25 novembre, giorno di Santa Caterina, segnavano tradizionalmente l'inizio della compravendita delle cosce da stagionare.
A mezzogiorno, i raggi del sole colpiscono in modo preciso due sfere di pietra bianca poste sulla facciata del Duomo, un effetto che non è casuale. L'asse maggiore dell'edificio è infatti orientato secondo i punti cardinali, mentre la facciata risulta leggermente obliqua rispetto alla piazza su cui si affaccia, questo scarto permette di vedere contemporaneamente sia la facciata sia il fianco meridionale della chiesa e fa sì che a mezzogiorno la luce investa in modo particolare le due sfere sulla sommità. La costruzione del Duomo, avviata nel 1431 e conclusa oltre settant'anni dopo, nel 1502, spiega anche la convivenza di stili diversi tra l'esterno, ancora tardogotico e l'interno, di impronta rinascimentale.
Montagnana e i borghi vicini
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