Novilara, borgo medievale delle Marche fotografato da Roberto - Alisei Borghi
Marche · Provincia di Pesaro e Urbino

Cosa vedere
a Novilara

un anello di mura sulle colline di Pesaro

Borgo di Novilara

Novilara sorge sulla cima di una delle colline che separano la valle del Foglia da quella del Metauro, a pochi chilometri da Pesaro. È frazione di Pesaro dal 1929, quando il comune autonomo fu soppresso. Dall’alto lo sguardo arriva fino alla costa, tra Pesaro e Fano.

Il territorio circostante Novilara era abitato molto prima del borgo medievale. Alla fine dell’Ottocento, nei poderi Molaroni e Servici, è stata scoperta e portata alla luce una vasta necropoli picena che ha restituito finora circa 300 tombe, in gran parte dell’VIII e VII secolo a.C.

Il borgo attuale fu costruito ai primi del Trecento. Sostituiva una fortificazione più antica, sorta più a est intorno all’anno Mille e ormai in rovina. I Malatesta e poi gli Sforza lo usarono come punto di vedetta sui loro confini e ne rafforzarono le mura. Nel 1513 fu dato in feudo a Baldassarre Castiglione. Il palazzo e la grande torre che ne erano il cuore sono andati perduti dopo il crollo del 1723.

La porta d'accesso al borgo di Novilara
La porta d'accesso al borgo

Cosa vedere a Novilara

Novilara è un piccolo borgo fortificato dalla forma ellittica che ha conservato interamente la sua cinta muraria . Consiglio di accedere al centro storico dall’unica porta rimasta che si trova sul lato est del borgo, dove è presente anche un piccolo parcheggio auto. La porta è l’emblema del borgo : ristrutturata di recente, si presenta con un ampio passaggio con arco a tutto sesto e uno stretto passaggio pedonale sulla destra . Sopra questi due passaggi si notano le ampie fessure verticali che testimoniano la presenza di un doppio ponte levatoio.

Superata la porta, ci si trova subito sulle mura, lungo le quali si sviluppa una via che segue tutta la cinta muraria : i camminamenti di ronda d’un tempo. Consiglio di procedere nella visita proseguendo dritti e seguendo le mura. Lungo il percorso si aprono sulla destra diversi stretti vicoli, alcuni dei quali inducono a una sosta per osservare queste strette vie, spesso ricche di piante e verde (in stagione) . Le case lungo questo percorso sono in parte in cotto, che ben si sposa con la pavimentazione in porfido; meno lo sono quelle intonacate a diversi colori, rosa compreso .... non manca qualche piacevole scorcio . Quando si giunge all’estremo punto sud del borgo, ecco la brutta sorpresa: un edificio scolastico in stile anni ’60, abbandonato e decadente, che per le sue dimensioni crea un certo impatto.

Meglio proseguire costeggiando un piccolo giardino curato fino a raggiungere una piazzetta usata come parcheggio auto. Dalla piazza parte un vicolo che entra nel borgo fiancheggiando la chiesa del Santissimo Sacramento. La chiesa, interamente in cotto, si affaccia su uno slargo e propone una facciata articolata su due ordini, con lesene verticali appena accennate ; essenziale il portale d’ingresso, con un semplice timpano. Ho trovato la chiesa chiusa, ma un abitante del borgo, simpatico e socievole, me ne ha descritto a sommi capi l’interno: pianta a croce latina a navata unica, con quattro cappelle per lato, e null'altro di significativo.

Vicolo nel cuore del borgo di Novilara
Vicolo nel cuore del borgo

Di fronte alla chiesa, un edificio squadrato occupato da abitazioni e ricostruito presenta una alta torre quadrata che assomiglia proprio a un campanile. Non è quello della chiesa, che ha il suo sul retro, e la sua vera natura non ho potuto verificarla ma penso si tratti dell’unico elemento rimasto di quello che viene chiamato il “Castello” .

Sul lato della chiesa si apre una specie di giardino rettangolare, poco curato, su cui si affaccia una casa anch’essa ristrutturata di recente , come molte di quelle lungo il vicolo che prosegue oltre il giardino fino a raggiungere le mura. Una volta raggiunte le mura, svoltare a destra per seguire i camminamenti che da lì a poco riportano alla porta d’ingresso del borgo. Prima di uscire definitivamente dal centro storico, potrebbe convenire qualche ulteriore giro tra i vicoli minori più caratteristici, magari questi possono lasciare un ricordo migliore di Novilara.

Pieve di S. Michele Arcangelo

Fuori dalle mura del borgo, ma a breve distanza, sorge la Pieve dedicata a San Michele Arcangelo, una chiesa consacrata nel lontano 1356 e successivamente arricchita nel corso dei secoli, con l’ultimo intervento nel 1984. La pieve è nominata per la prima volta in un documento del 1170, e la consacrazione del 22 maggio 1356 è attestata da una lapide sopra la finestra della sagrestia. Il campanile è quattrocentesco, e il restauro del 1984 è intervenuto pesantemente in tutte le sue parti.

La chiesa accoglie il visitatore con un’imponente facciata in pietra in stile romanico . L’unico elemento che risalta è il portale in arenaria, leggermente strombato, con una lunetta superiore tutta in terracotta che raffigura l’Annunciazione di Maria .

All’interno la pieve si presenta ad aula unica, con pareti in grandi blocchi di pietra rettangolari a due colori, interrotti di tanto in tanto da parti di affreschi trecenteschi . Un grande arco a sesto acuto introduce la zona del presbiterio , rialzato e delimitato sul fronte da una balaustra. Nessun altare laterale, solo qualche semplice statua. Il tetto è realizzato in legno, con capriate e travi a vista. È evidente che la chiesa ha perso la sua antica veste, rimanendo comunque semplice e raccolta. Interessante il coro ligneo che occupa tutto l’abside.

La Pieve di San Michele
La Pieve di San Michele Arcangelo a Novilara
La Pieve di San Michele Arcangelo, fuori dalle mura del borgo

Curiosità su Novilara

Sulla stele più famosa di Novilara è inciso un testo che si riesce a leggere ma che nessuno è ancora in grado di capire. È la più lunga iscrizione conosciuta in lingua nord-picena, scritta con una variante dell’alfabeto italico antico: le lettere sono decifrate, il significato delle parole no. Di questa lingua restano appena quattro iscrizioni, per un totale di circa sessanta parole.

La stele, in arenaria, è oggi conservata al Museo Pigorini di Roma. Nel borgo, il Centro di Documentazione Archeologica ne espone i calchi insieme ad altre stele del territorio, tra cui quelle con scene di battaglia e il disegno di una nave.

Fino agli anni Settanta del Novecento Pesaro è stata servita da un acquedotto di epoca romana che raccoglie l’acqua sotto le colline di Novilara. L’acquedotto capta l’acqua sui versanti nord delle colline e corre interamente sottoterra. Lo segnalano i pozzetti che punteggiano la valle dei Condotti fino a Muraglia. Non è mai stato abbandonato del tutto: la sua acqua alimenta ancora oggi gli usi non potabili degli stabilimenti balneari di Pesaro. Un sentiero di circa un chilometro, con pannelli illustrativi, scende dalla località Santa Croce, dove si trova l’area della necropoli picena, fino alla Strada dei Condotti, tra campi coltivati e tratti di bosco.

Novilara potrebbe dovere il nome all’aria buona delle sue colline, oppure a una pietra usata per macinare il grano. La prima ipotesi lo fa derivare dal latino nobilis aër, cioè “aria salubre”. La seconda lo collega a un’ara, una pietra che serviva a tritare il grano e che si conserva ancora. Sono entrambe ipotesi di studiosi di storia locale, senza un documento che dia ragione all’una o all’altra. La forma più antica del nome compare in un atto del 1170, dove la pieve di San Michele è indicata come la chiesa che si trova presso il “burgum Novellariae”.

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