Passignano sul Trasimeno, borgo medievale di Umbria fotografato da Roberto - Alisei Borghi
Umbria · Provincia di Perugia

Cosa vedere
a Passignano sul Trasimeno

tra rocca medievale e lungolago sul Trasimeno

Borgo di Passignano sul Trasimeno

Passignano sul Trasimeno sorge sulla sponda settentrionale del lago, in provincia di Perugia. L'area fu frequentata già in epoca etrusca e romana: nelle vicinanze, nel 217 a.C., Annibale sconfisse l'esercito romano nella battaglia del Trasimeno.

Il primo insediamento fortificato risale però al periodo longobardo (V-VI secolo), quando sul punto più alto del promontorio fu costruito un nucleo difensivo che nei secoli successivi diede origine alla Rocca e al borgo murato.

L'abitato moderno, quello che si affaccia oggi sul lungolago, è invece più recente: si sviluppò tra il Cinquecento e il Seicento come villaggio di pescatori ai piedi del castello. Il centro storico medievale, arroccato sopra il paese nuovo, conserva ancora buona parte della cinta muraria, le torri e l'impianto a vicoli stretti tipico dei borghi umbri.

Il molo pedonale sul lago Trasimeno a Passignano
Il molo pedonale sul lago Trasimeno

Cosa vedere a Passignano sul Trasimeno

Una volta giunti a Passignano sul Trasimeno, seguire le indicazioni per il parcheggio del centro storico, area abbastanza ampia che rende facile trovare posto. Sul piazzale, lato castello, si trova l'ufficio turistico. Sempre dal piazzale, una breve scalinata permette di raggiungere l'ingresso al borgo/castello. Subito si presenta questa torre merlata dalla curiosa base triangolare, aperta sul lato interno .

Torre Triangolare

Il segnale turistico indica che la torre, caratterizzata dalla singolare pianta triangolare, forma rara in Italia, fu edificata nel XIV secolo a seguito di un ampliamento della cinta muraria ed è divenuta nel tempo uno degli elementi architettonici identificativi del paese, tanto da essere inserita nello stemma comunale. Ad essa fa capo il primo tratto della cinta muraria che origina dal cassero della rocca e giunge fino all'antica Porta del Castello, posta vicino alla Torre Triangolare e ancora oggi principale ingresso al centro storico.

All'epoca il fronte murario continuava scendendo dove era presente un'altra torre, di cui non rimane nessuna traccia. La Torre è oggi la scenografia perfetta dell'Incendio del Castello, spettacolo pirotecnico che rievoca l'assedio subito durante la guerra tra Oddi e Baglioni.

Sul fianco della torre, una semplice porta ad arco lungo le mura, ancora ben visibili in questa zona. Superata la porta si inizia la passeggiata: la strada diventa progressivamente più stretta, trasformandosi in un vicolo con case in pietra e/o in cotto . C'è solo una leggera salita che conduce poco dopo a uno slargo dominato dalla Torre dell'Orologio .

Torre dell'Orologio

La Torre dell'Orologio fu costruita nel XIII secolo e fa parte di un ampliamento successivo del nucleo originario della rocca di Passignano che risale al IX. Molto probabilmente questa nuova torre rivestiva la funzione di mastio, ossia di ultima difesa in caso di attacco. Rispetto alle altre strutture il mastio si caratterizzava generalmente per la maggiore altezza della sua torre rispetto alle altre e per non essere munito di un accesso diretto. Infatti, per raggiungerlo bisognava attraversare alcune aree dell'edificio esposte al fuoco proveniente dalle feritoie del mastio stesso.

Pur non essendo progettato come residenza stabile, poteva essere abitato in caso di necessità. Nel caso di Passignano la sua preminenza rispetto alle altre torri era in parte inficiata dal trovarsi in posizione inferiore rispetto alla Rocca. Il suo aspetto attuale è frutto dei rimaneggiamenti successivi, il principale dei quali è l'apposizione del grande orologio, da dove la torre prende il nome che con i suoi rintocchi scandisce la vita del paese.

Proseguendo oltre lo slargo, si svolta a sinistra e si incrocia un antico pozzo che serviva tutta la popolazione, specialmente quando il castello era minacciato o sotto assedio. La via prosegue e conduce all'ingresso della Rocca, chiusa al momento della visita .

Rocca

Il segnale turistico indica che il primo nucleo fortificato presente a Passignano risale al V-VI secolo e fu costruito per mano dei Longobardi che posero un proprio insediamento sulle sponde del lago Trasimeno. Nei secoli successivi il complesso subì diversi ampliamenti a seguito del crescere del centro abitato e delle differenti esigenze delle signorie che si succedettero nel governo del paese. Ciò che ammiriamo ancora oggi è il corpo principale dell'antico cassero, riaperto al pubblico nel 2008 dopo un restauro di diversi anni durante il quale, oltre a mettere in sicurezza le antiche mura, è stato realizzato un centro espositivo e munita la torre di una scala che conduce fino alla sua sommità.

La Rocca di Passignano è oggi la suggestiva location di diversi eventi, il luogo dove ammirare il miglior panorama dal punto più alto a picco sul lago.

Dalla Rocca si può solo tornare indietro, nello slargo di fronte alla torre dell'orologio. Qui bisogna prestare attenzione a una scala che scende tra le mura e le case: sono le Scalette di San Bernardino, un suggestivo percorso a gradini che si snoda nel borgo storico e che accende gli animi dei residenti in occasione del Palio delle Barche (vedi Curiosità). Scendendo, dopo la Rocca sono l'attrazione più interessante del percorso: lungo il tragitto, ben conservato, breve e agevole, si incrocia una porta, o meglio un sottopassaggio , che univa la parte castellana al borgo.

Scalette di San Bernardino

I 104 scalini che separano San Bernardino da Via del Castello rappresentano uno degli scorci più suggestivi dell'antico borgo medioevale di Passignano. Di qua si sale per raggiungere la Torre dell'orologio, dalla cui terrazza è già possibile avere una buona visuale sul lago.

Le scalette di san Bernardino rappresentano uno dei tratti più famosi e impegnativi del percorso a terra del Palio delle Barche di Passignano. Infatti, l'ultima domenica di luglio, gli angusti scalini vengono saliti dagli equipaggi dei 4 rioni, che devono trasportare le proprie barche in spalla lungo la scalinata fino ad arrivare alla Torre dell'orologio. Prima della penultima rampa di scale, dato l'angolo molto stretto della curva, gli equipaggi devono infilare l'imbarcazione sotto l'arco che si apre di fronte alla scalinata così da poter manovrare l'imbarcazione e intraprendere l'ultimo tratto della salita.

Quando la scalinata finisce, ci si ritrova all'altezza della chiesa di San Bernardino (chiusa) , un edificio del XV secolo che appare in forte degrado, almeno a giudicare dalla facciata, stretta tra le case circostanti.

Qui il borgo si fa più semplice e popolare, con alcuni scorci di case e vicoli ben conservati . Ben presto si arriva nella zona più recente, tra vicoli colorati, caratteristici di una località di lago . Poco distante si trova il parcheggio, punto di partenza dell'esplorazione. Per concludere, non può mancare una passeggiata sul lungolago.

La torre dell'orologio di Passignano vista dal lago
torre dell'orologio dal lago

Curiosità su Passignano sul Trasimeno

Nel 1495, in fuga dopo la sconfitta contro i Baglioni, i soldati della famiglia Oddi asserragliati nella rocca di Passignano si caricarono le barche in spalla e tentarono di raggiungere le isole del lago attraverso i vicoli del borgo: non tutti ce la fecero.

Da quell'episodio di guerra è nata, secoli dopo, una delle feste più sentite dell'Umbria. Ogni ultima domenica di luglio i quattro rioni del paese, Centro Storico, Centro Due, Oliveto e San Donato, ripetono in chiave di gara quella corsa disperata. La sfida si svolge in tre fasi: prima in acqua, a remi, fino al pontile; poi a piedi, con la barca issata sulle spalle, lungo un tragitto che attraversa il centro storico e sale fino alla torre dell'orologio passando per le Scalette di San Bernardino; infine di nuovo in acqua, verso il traguardo. Nella settimana che precede la gara, i rioni aprono le proprie taverne con piatti tipici del Trasimeno e spettacoli in costume.

Castel Rigone, frazione collinare di Passignano a una decina di chilometri dal lago, deve il proprio nome, secondo la tradizione locale, a un luogotenente ostrogoto di nome Arrigo (o Rigone), che vi si sarebbe insediato nel 543 d.C. al seguito di Totila.

Da questa origine leggendaria è nata, nel 1984, una rievocazione storica in costume gotico che ogni anno, nel primo weekend di agosto, trasforma per cinque giorni il borgo in un villaggio barbarico: accampamenti, duelli con spade e asce tra i vicoli, mercati artigianali e un "banchetto barbaro" a base di cinghiale e stinco di maiale. Ad animare le vie sono anche i Musici Tonanti, un gruppo itinerante che suona tamburi e cornamuse tra una scena e l'altra. Nata come sagra paesana, dal 1999 la manifestazione ha progressivamente virato verso una rievocazione storica più rigorosa, distinguendo l'immaginario popolare sui "barbari" dalla ricostruzione storica vera e propria.

Nel fondale del lago, davanti a Passignano, alcune operazioni di dragaggio hanno riportato alla luce imbarcazioni monossili risalenti al Duecento: barche intere ricavate da un unico tronco di quercia, scavato e sagomato senza l'uso di assi o chiodature.

Sono oggi il pezzo più prezioso del Museo delle Barche, allestito dal 2004 all'interno della Rocca, che raccoglie anche altre imbarcazioni tradizionali del Trasimeno insieme a esemplari provenienti dal lago di Piediluco, dal Padule di Fucecchio in Toscana e persino dallo stagno sardo di Cabras, dove è esposto il modello di un "fassoi", barca costruita intrecciando piante lacustri.

All'esterno della Rocca è visibile la ricostruzione di un barchetto del gorro, l'imbarcazione usata dai pescatori del Trasimeno fino agli anni Trenta del Novecento per calare la grande rete a strascico che dava il nome alla tecnica di pesca.


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