Guadalupa - curiosità, tradizioni e leggende

Grande Terre, Basse Terre

Osservando bene le due isole che costituiscono la Guadalupa viene da pensare che l’attribuzione dei nomi sia dovuta a qualcosa di diverso che non l’aspetto morfologico, Basse Terre è la più grande e montuosa, Grande Terre è la più piccola e quasi piatta. I due nomi, attribuiti dai primi coloni francesi, fanno riferimento ai venti che spazzano queste due isole. Gli alisei che soffiano da nord-est sono impetuosi ( grande ) e colpiscono in modo diretto la piatta Grande Terre, ma sono frenati dalle montagne che sorgono ad occidente spiando più deboli ( basse ) su Basse Terre.



Il Gwoka

Il Gwoka è una musica tradizionale della Guadalupa accompagnata da canti e danze. La musica è eseguita con il Ka (tamburo tradizionale), che è nato nel periodo di schiavitù nel 18 ° secolo. Da questa musica gli schiavi crearono un vero e proprio mezzo di comunicazione basato sulla danza visto che a costoro non era concesso di parlare in pubblico. Il Gwoka non è solo musica, ma va considerato come uno stile di vita, un modo di essere che si è sviluppato solo nell’isola di Guadalupa. Disprezzato un tempo, oggi questo aspetto culturale della Guadalupa è diventato popolare grazie alla "rivoluzione Gwoka" 1970-1990 ed oggi viene anche insegnato ai bambini fin dalla tenera età.
Questo stile musicale si attua con due tamburi, uno più grande e più grave e uno più piccolo e più acuto. La Gwoka si compone di sette ritmi

- Il Kaladja: simboleggia la lotta, dolore
- Il Lewoz: è un ritmo guerriero, che esprime il desiderio di combattere
- Il Toumblack: ritmo di gioia, di amore, per la fertilità
- Il Graj: creato per stimolare il lavoro di produzione agricola
- Il woule: lenta
- Il Padjanbèl: è la danza del taglio della canna da zucchero
- Il Menndé: ultimo ritmo giunto in questo paese con l'avvento della band Congos

Ogni anno in Guadalupa si svolge il Festival Gwoka a Sainte-Anne nel mese di luglio, si tratta di un evento musicale importante che attrae molte popolazioni caraibiche e molti turisti.


Festa della Fertilità

E’ una festa che si svolge nella città di Pointe-à-Pitre la quale si richiama alle feste propiziatorie alla vita che hanno lontane origini. Alla festa sono invitati tutti coloro che vogliono partecipare e che hanno, in qualche titolo, in qualche modo, a propiziare la fertilità femminile e maschile, quindi donne incinte con rispettivi mariti, bambini, allevatrici, ostriche, ecc. In questa occasione i partecipanti si vestono con vesti tradizionali creoli estremamente colorati e vistosi, le donne in particolare, hanno ampie e lunghe vesti, pizzi copri capi vistosi e si adornano di gioielli, ventagli, ecc.
La festa inizia con la celebrazione della S. Messa che avviene nella cattedrale della città, conclusa la celebrazione si inizia subito con una sfilata all’uscita dalla chiesa secondo un preciso rituale, prima i bambini, poi le allevatrici e così via. I gruppi che escono e sfilano si fermano con piacere per essere osservati e fotografati dalla moltitudine di persone che attendono all’esterno. Dopo che finalmente tutti sono usciti, si forma un corteo che a piedi si porta nella grande piazza del municipio. Qui si svolge la vera festa all’interno di una area recintata dove da un lato è presente una orchestra e dall’alto un palco che ospita i bambini. Gli adulti che animano la festa entrano l’area ed iniziano a ballare al ritmo di una musica che richiama melodie locali. Il ballo si volge in modo ordinato e con ritmi lenti, si formano diversi gruppi che con le loro movenze disegnano specifiche coreografie.

Santi

Nelle Antille, le persone hanno un rapporto speciale con i loro morti, dove il dolore della separazione dalla persona amata lascia subito spazio a gioiosa evocazione della vita del defunto, in pratica il funerale rappresenta un momento gioioso dove le veglie sono l'occasione per un grande raduno di familiari, amici e conoscenti del defunto.
In Guadalupa, Santi è un momento di festa e di incontro. In questa occasione, le famiglie si riuniscono al cimitero, puliscono le tombe, le riverniciano se necessario cioè le mantengono in senso più generale. Al calar della notte, le tombe vengono coperte con numerose candele rosse e bianche per evocare la memoria del defunto.
La vista di questi cimiteri e illuminati innumerevoli candele è assolutamente magico. Il cimitero di Morne à l'Eau già sorprendente per le sue tombe con quadrati bianchi e neri, è uno dei più belli per ammirare in questa occasione, perché si sviluppa come un anfiteatro disposto su una collina.