Hurghada - curiosità egiziane

La statua della Libertà

Non tutti sanno che la famosissima statua di New York avrebbe dovuto essere posta in origine a Port Said, all’ingresso del canale di Suez. Al ritorno da un viaggio in Egitto (1856), colpito dalle sculture colossali che quella civiltà scomparsa era riuscita ad erigere, lo scultore francese Bartholdi prendendo ispirazione dalle statue di Abu Simbel, pensò di scolpire una donna, con in mano una torcia, in modo che rappresentasse il progresso o, meglio ancora, che raffigurasse l’Egitto come la “luce dell’Asia”.
Per problemi economici lo scultore dovette desistere dall’idea di porre la sua creazione alle porte del canale di Suez e così la Statua, che doveva rappresentare “ la luce dell’Asia”, fu inviata a New York e da allora diventò la “Statua della Libertà”.


L'ospitalità egiziana

Gli egiziani sono molto ospitali, ottimi padroni di casa e galanti con le signore. L'ospite è sacro ed ogni suo desiderio viene esaudito. Per questo motivo bisogna stare attenti a non dire che vi piace qualcosa che appartiene loro, ve la regalano subito con grande slancio e senza pensarci un attimo! Un pranzo egiziano inizia sempre con l'assaggio di varie mezze (antipasti) che possono essere olive, sambousek (ravioli fritti ripieni di carne o di formaggio), fila (involtini di pasta sfoglia sottilissima ripieni di carne o di formaggio), falafel (polpette fritte di fave macinate), tursci (rape e cetrioli sotto aceto). La tavola di solito viene apparecchiata come in Italia. Gli egiziani spesso mangiano senza posate attingendo con pezzi di pane dai vari piatti posto al centro del tavolo. Bevono generalmente acqua o infuso di carcadè e non fanno uso di alcolici. Alla fine del pasto viene servito il caffè turco ahwua che senza zucchero viene chiamato ahwua sada, con poco zucchero ahwua mazbut, con molto zucchero ahwua succarziada, o del thè molto scuro e molto zuccherato shy.

Cosa significa Faraone ?

La parola faraone significa "grande casa", "reggia". Gli egizi usarono questo termine per indicare i loro Re, dal 1570 al 30 a.C., quando l'Egitto fu conquistato dai Romani. Molteplici sono i simboli emblema del suo POTERE, come la corona (bianca quella dell'Alto Egitto, rossa quella del Basso Egitto, doppia quella del Paese unificato); attaccata alla cintola del gonnellino aveva una coda di animale, simile a quelle dei cani o dei tori; impugnava un bastone ricurvo ed un flagello. Sulla sua testa compariva spesso l'Ureos, il serpente cobra femmina, rappresentazione dell'occhio del dio solare; sulle spalle era appollaiato il falco Horus, il figlio di Iside ed Osiride. Al sovrano ci si poteva avvicinare solo nell'atto del suddito che si prostra sino a baciare la terra. La sua nascita era preceduta da apparizioni miracolose che ne anticipavano la consacrazione. In uno dei palazzi reali si legge l'iscrizione: "Adorate il re: è lui che ha creato voi tutti". Tuttavia lo stesso faraone adorava Ra, il Dio Sole, infatti si faceva chiamare "figlio di Ra". Le statue del faraone erano molto stilizzate; quelle delle Regine erano, di solito, molto più piccole di quelle dei Re.