Lampedusa - curiosità e tradizioni

Il Santuario della Madonna di Porto Salvo

La presenza di una immagine di Maria Madre di Dio in una grotta alla radice del Vallone detto, appunto, della Madonna, viene fatta risalire al tempo della Ouarta Crociata (1202-1204), voluta da papa Innocenzo III e mai giunta in Terrasanta ma deviata su Costantinopoli. Il primo a farne cenno è lo storico e scrittore Fazello che nel 1568 racconta la presenza di " una cappella consacrata a Maria in una grotta". Vent'otto anni dopo, nel 1596, il cronista Lorenzo d'Anania conferma che «arde continuamente una lampada davanti alla immagine di Nostra Dama cui non è mancato l'olio rifornitovi sempre da nocchieri cristiani e maomettani». Più precisa è la citazione dello scrittore Francesco Maggio (1657): «La bellissima statua della Madonna di Trapani, scolpita a Cipro nell'anno 730 e da Gerusalemme trasferita da alcuni cavalieri templari della città di Pisa, correndo tempesta il naviglio che la portava, sì salvò in Lampedusa. Di essere ivi stata la statua di Nostra Signora ne serba la memoria in fino a oggi una piccola "chiesetta cui anche i barbari sogliono venerare". Le notizie più dettagliate le fornirà il governatore della "nuova colonia" Bernardo Maria Sanvisente, nella sua minuziosa relazione a Ferdinando II. A proposito della «cappella consacrata a Maria in una grotta» così scrive: < Nel Vallon de la Madonna eravi una chiesetta con antichi abituri, una casa diroccata e diverse grotte. Nella chiesetta, che trovai in meschino stato, eravi una statua della Vergine mutilata e gettata al suolo. La feci restaurare e disposi che ogni 22 settembre si cantasse una messa onde solennizzare il giorno del restauro e del possesso dell'isola avvenuto il 22 settembre 1843 quando con due piroscafi ed a nome del governo borbone sbarcammo a Lampedusa >. In merito al «doppio uso» di questo luogo, cristiano e maomettano, descritto da Sanvisente la leggenda vuole che nella chiesetta abitasse un eremita che possedeva spiccate qualità di diplomatico. Quando a visitare la chiesetta erano i maomettani (turchi) l'eremita innalzava in qualche luogo una bandiera con la mezzaluna; quando a visitarla erano i cristiani innalzava una croce. In tal modo l'eremita otteneva dagli uni e dagli altri aiuti e protezione senza compromettersi. Dopo il restauro fatto eseguire dal Sanvisente la chiesetta assunse la forma attuale e la statua della Madonna, in pietra pesante circa 150 chili e di fattura alquanto primitiva, prese il nome di Madonna di Porto Salvo perché eletta a protettrice della gente del mare.


La tartaruga Carreta Carreta di Lampedusa

Sono animali perfettamente adattati alla vita acquatica grazie alla forma allungata del corpo ricoperto da un robusto guscio ed alla presenza di “zampe” trasformate in pinne.
 Alla nascita è lunga circa 5 cm. La lunghezza di un esemplare adulto è di 80 - 140 cm, con un peso variabile tra i 100 ed i 160 kg. La testa è grande, con il rostro molto incurvato. Gli arti sono molto sviluppati, specie gli anteriori, e muniti di due unghie negli individui giovani che si riducono ad una negli adulti.
 Ha un carapace di colore rosso marrone, striato di scuro nei giovani esemplari, e un piastrone giallastro,a forma di cuore, spesso con larghe macchie arancioni, dotato di due placche prefrontali ed un becco corneo molto robusto. Lo scudo dorsale del carapace è dotato di cinque coppie di scudi costali; lo scudo frontale singolo porta cinque placche. Gli esemplari giovani spesso mostrano una carena dorsale dentellata che conferisce un aspetto di "dorso a sega". I maschi si distinguono dalle femmine per la lunga coda che si sviluppa con il raggiungimento della maturità sessuale, che avviene intorno ai 13 anni.


I Dammusi

Sono edifici tipici delle isole Pelagie, e caratterizzano il territorio con la loro sagoma e con le soluzioni edilizie che rispecchiano le attività, la cultura e molti aspetti della società pelagica e mediterranea. L'etimologia del nome dammuso si fa risalire al latino ''domus'' e al corrispondente arabo ''dammus'' o al termine ''mdamnes'' che significa costruire a volta. Le sue origini sono incerte, ma la tesi prevalente è che il dammuso derivi dai modelli architettonici delle coste berbere e, che si sia affermato per le sue specifiche modalità di costruzione che lo rendono adatto alle condizioni ambientali e geo-climatiche del bacino meridionale del Mediterraneo. Infatti, il suo tradizionale sistema di costruzione che prevede l'impiego di due filari in pietra, la creazione di una camera d'aria e la particolare copertura a cupola, permettono l'isolamento termico e l'approvvigionamento di acqua piovana, e ne fanno un precursore dei nuovi esempi di architettura sostenibile. Il dammuso lampedusano si diffuse come manufatto al servizio delle attività agricole nella seconda metà del XIX secolo dopo la colonizzazione dell'isola da parte di Ferdinando II di Borbone. 'Casa Teresa' e' il più antico dammuso, situato in contrada Ponente, costruito intorno al 1870 e che risulta tra i più rilevanti ed articolati dell'isola per dimensione e tipologia, costituendo una notevole testimonianza di integrazione con il paesaggio circostante.