Lanzarote - curiosità, tradizioni e legende

Eruzioni vulcaniche

Il 1 settembre 1730 iniziò a Lanzarote una delle eruzioni vulcaniche più violente che la storia umana ricordi. Il fenomeno durò 2056 giorni e si concluse il 16 aprile 1736. Il volume della lava è stimato in 3-5 km cubi, tanto da coprire coprì una superficie complessiva di 200 kmq equivalente ad un terzo dell'intera isola. Durante l'eruzione più di 30 coni vulcanici si sono formati in almeno 5 fasi eruttive, allineati lungo una frattura vulcano-tettonica lungo più di 14 km. L'eruzione distrusse molta terra fertile e ben 26 villaggi furono rasi al suolo causando una grande carestia che costrinse la maggior parte della popolazione a lasciare l'isola.



Il nome Lanzarote

Lanzarote deve il suo nome a Lanzerotto Malocello, il navigatore genovese, originario di Varazze (SV), che per primo la scoprì nel 1312 e che la occupò per diverso tempo.


Il vino

Le enormi eruzioni del 1730, che ricoprirono un terzo dell'isola con spessi strati di ghiaia fine nera chiamati localmente picón, sono state in un primo momento viste come un disastro assoluto per l'isola, molto terra fertile fu sepolta e molti isolani soffrirono la fame, mentre molti altri lasciarono l'isola.
Tuttavia, è stato presto scoperto che il picón assorbe la condensa e la pioggia come una spugna, rilasciando umidità lentamente e aiutando a mantenere fresche le radici delle piante. Subito si trovò una qualità di vite in grado di prosperare in queste condizioni/clima. 
Con più di 2.500 ore di forte luce solare all'anno, e un terreno ricco di minerali accumulato su strati di terreno al di sotto del picón, conferiscono alle uve prodotte un'ottima qualità e sapore. Questa capacità di trasformare un potenziale disastro naturale in un trionfo è tipica della determinazione degli isolani di Lanzarote e oggi i vini Malvasia qui prodotti che regolarmente vincono premi internazionali, sono tra i migliori al mondo. I vini hanno un caratteristico sapore fruttato leggero, molto croccante e asciutto sulla lingua e sono un complemento perfetto per i numerosi piatti di pesce della cucina tradizionale di Lanzarote. 
La produzione vinicola maggiore si trova a La Geria sopra Puerto del Carmen nei comuni di Tias e San Bartolomé. Qui l'intero panorama di oltre 3.000 ettari è coperto di vigneti, con ogni vite protetta contro i forti venti alisei da muretti a forma di mezzaluna costituiti da sassi di roccia vulcanica. 


La festa della Madonna dei Vulcani

Ogni 15 settembre a Tinayo si celebra la festa in onore della Virgen de los Dolores (Madonna Addolorata) o della Virgen de los Volcanes (Nostra Signora dei Vulcani), che è la patrona di Lanzarote.  La tradizione popolare ricorda così la tremenda eruzione vulcanica del 1730 che durò ben 6 anni. I cittadini di Tinajo cercarono protezione nella Vergine contro la minaccia della lava che scorreva vicino alle loro case.  Per la festa, le persone si vestono con abiti tipici e giungono da tutta l'isola per prendere parte alla processione. In questi giorni Tinajo si trasforma in un centro di cultura tradizionale di tutte le Canarie a fronte dei molti pellegrini provenienti da altre isole dell'Arcipelago. Nelle prime ore del primo sabato dopo 15 settembre, iniziano le processioni che partono da tutte le città di Lanzarote. Non importa quanto lontano siano da Tinayo, chi ha promesso di onorare la Madonna religiosamente mantenere la parola data. Per vivacizzare il viaggio, i pellegrini portano con loro piatti tipici, strumenti a corda spagnoli chiamati timples e chitarre che suonano mentre camminano verso la Madonna dei Vulcani.


La Calima

La Calima è un fenomeno atmosferico delle isole Canarie che coinvolge in particolare Fuerteventura e Lanzarote. È un vento di scirocco proveniente dal vicino Sahara causato dalla formazione di un'area di alta pressione nel Nord Africa.
Questo vento porta con sé aria calda africana, polvere e sabbia, che produce una foschia costante e il repentino innalzamento delle temperature che raggiungono i 40°. La polvere giallastra, molto fine, riesce persino a passare da porte e finestre chiuse mentre, all’esterno, la visibilità si riduce quasi a zero e l’aria si fa pesante rendendo l'atmosfera abbastanza invivibile. Fortunatamente il fenomeno non è frequente e generalmente limitato ai mesi invernali. Gli effetti della Calima normalmente si fermano nel cuore dell'Oceano Atlantico anche se in qualche occasione, quando il fenomeno è notevolmente intenso, riescono ad arrivare ai Caraibi.