Los Roques - racconto del viaggio

360 atolli da cartolina che una mano suprema ha adagiato come polvere di stelle su una piattaforma corallina emersa dagli abissi del Mar dei Caraibi. L’arcipelago di Los Roques è una immensa piscina naturale fatta di sabbia candida e mare turchese con fondali da sogno per amanti delle immersioni subacquee ma anche per coloro che praticano lo snorkeling. L’isola principale di Gran Roque è l’unico punto dove soggiornare in tutto l’arcipelago. Poche altre sono le isole in cui vi sono delle abitazioni. Essendo un parco naturale venezuelano, molta attenzione viene posta alla conservazione di questo paradiso. A Gran Roque non è più permesso costruire per cui l’unica ospitalità è offerta da posade (piccole pensioni) spesso ricavate da precedenti case di pescatori. Le strade sono tutte sabbiose e non circolano automobili tranne un vecchio camion che una volta al giorno raccogliere i rifiuti. Anche questo aspetto contribuisce al fascino di questo luogo che sembra così lontano dalla civiltà, qui i bambini possono giocare sereni lungo le strade.

Le giornate a Los Roques scorrono in modo semplice e senza fretta. Al mattino i turisti raggiungono il porticciolo dove partono le barche veloci verso le varie isole, ogni giorno un’isola diversa, ogni giorno uno spettacolo diverso. Sulle lance vengono caricate bibite e vivande per trascorrere l’intera giornata sull’isola prescelta. La più lontana si raggiunge in circa un’ora (a seconda del mare). All’arrivo si sbarca sulla spiaggia più accessibile, i marinai allestiscono file di ombrelloni con sdraio in base al numero di turisti poi partono per rientrare alla base (quando si raggiungono le isole più lontane rimangono anche loro) per poi ritornare tipicamente alle 5 del pomeriggio. Così facendo spesso si rimane soli su un’isola o un isolotto come esploratori sperduti. Qui inizia la vera giornata dove ognuno si dedica a trascorre il tempo come meglio crede. Si inizia sempre con l’ammirare le meraviglie che ti circondano, il mare coloratissimo, il cielo dal profondo blu per poi passare all’esplorazione dell’isola, alle lunghe passeggiate sulle bianche spiagge o nelle sconfinate lagune dove l’acqua tiepida spesso non supera i 50 centimetri. E poi bagni continui in un’acqua sempre calda, snorkeling e per finire con un po’ di riposo prima del pranzo sotto gli ombrelloni. Già, sotto gli ombrelloni perché il sole è VERAMENTE forte e se non affrontato nel modo giusto può dare brutte sorprese anche alla pelle più “navigata”. La sera quando vengono a riprenderti, prevale la sensazione che ti stiano strappando da un mondo irreale che non vorresti mai lasciare.

Rientrati a Gran Roque rimane il tempo per qualche passeggiata in paese prima del tramonto, sempre spettacolare, per poi cenare e fare delle chiacchiere in terrazza o in soggiorno sorseggiando del buon rum venezuelano. Gran Roque non offre particolari divertimenti o intrattenimenti ma va bene così, anche questo fa parte della sua bellezza.

album fotografico  di Los Roques

Le isole dell’arcipelago sono tutte molte belle se non spettacolari, con un mare dai colori indescrivibili. Ognuna di esse presenta qualche caratteristica che le contraddistingue, sicuramente le più rinomate sono Cayo de Agua dove una piccola isola e legata a quella più grande da una lingua di sabbia che appare e scompare in base alle maree, Crasqui con la sua ampia e lunga spiaggia e un mare incredibile, Francisqui con le sue “piscine” una laguna interna spettacolare, per non parlare degli isolotti di Cayo Muerto e Cayo Sardina (due pugni di sabbia) entrambi immersi in una laguna che lascia senza fiato e che difficilmente si può descrivere. Non si può non citare anche Carenero, Espenqui, Sarqui e le lagune di Boca de Medio e Boca Sebastopol, dalle acque calde e turchesi.
Io ho soggiornato alla Posada Lagunita posta nel centro del paese, una struttura nella quale mi sono trovato molto bene, semplice ma pulita con un confort adeguato al contesto e con una grande disponibilità da parte dei gestori. Essendo di proprietà di un italiano (molte sono le posade gestite dai nostri connazionali) e frequentata in prevalenza da italiani, la cucina è, inevitabilmente, vicina a quella italiana ma con opportune diversificazioni sul tema molto piacevoli.

Si dice che i luoghi che assomigliano al paradiso sono rari ma se il paradiso esiste veramente potrebbe essere questo o, almeno, potrebbe somigliarli molto.