Namibia - raccontro del viaggio

Una terra molto speciale la Namibia, direi quasi unica per gli innumerevoli contesti che riesce ad offrire. Qui la natura si offre con una notevole varietà che cambia man mano che si percorrono le sue piste, grandi distese pianeggianti a perdita d'occhio, deserti battuti dai venti, savane colorate, montagne dalle rocce infuocate, gigantesche dune di sabbia rossa, oasi verdissime, tanti animali e svariate etnie, popolazioni antiche che ancora oggi sono presenti con le loro tradizioni e modi di vivere.

Per l'organizzazione del viaggio mi sono affidato ad un tour operator locale, la Goldwing costituita da italiani che risiedono da molto tempo in Namibia. La proposta del tour di 13 gg era per me ideale sia per la durata (non avrei potuto dedicare più giorni a questo viaggio) che per il percorso proposto che prevedeva il passaggio nei principali luoghi ed aree d'interesse del paese. Va considerato che in Namibia gli spazi sono ben diversi da quelli a cui noi siamo abituati e i trasferimenti occupano una parte importante del tempo del tour. L'organizzazione si è rivelata molto buona così come le scelte fatte per i lodge che ci hanno ospitato, sempre molto belli, puliti e posizionati in un perfetto contesto naturale per non dire incredibile in taluni casi. All'arrivo a Windhoek si è costituito il piccolo gruppo di italiani con Paolo, la guida locale italiana (un veterano della Namibia) che ha fatto anche d'autista del fuoristrada. Già nei primi kilometri percorsi nel deserto del Kalahari per raggiungere la riserva privata del Camelthon Kalahari Lodge ho avuto modo di confrontarmi con gli spazi, i colori e la natura di questa terra percorrendo piste interminabili, larghe, polverose a con pochissimi veicoli. All'interno del parco privato del lodge c'è stato il primo contatto con gli animali, orici, springbok, antilopi varie, giraffe, leoni, ecc. , il tutto condito da un brindisi al tramonto con dello spumante sudafricano bevuto sulle alture dominanti la savana, molto suggestivo.

La destinazione successiva è stata Sossusvlei con le sue grandi dune di sabbia rossa. Entrati nel parco di buon mattino (il momento migliore per osservare i giochi di luce e ombre che questi scenari naturali offrono) abbiamo fatto diverse fermate ai piedi di questi giganti per ammirarli meglio e, come tutti del resto, abbiamo scalato la Duna 45. Le dune qui vengono identificate in base ai kilometri di distanza dalla località più vicina di Sesriem. La duna 45 è la più famosa ma non perché sia la più alta (solo 90metri rispetto ad altri giganti da 350-380 metri) ma perché la più facile da affrontare per salire sulla sua cima camminando sulla sua cresta. Lo scenario complessivo della valle attorno la quale si sviluppano queste coloratissime dune con le loro morbide forme e ondulazioni ha dell'incredibile, difficile da descrivere quello che si può ammirare guardandosi tutto intorno e anche le foto non rendono giustizia alla bellezza di questo contesto naturale in cui il colore rosso intenso domina il paesaggio. Altro passaggio, direi obbligato, all'interno del parco è la depressione di Deadvlei, una ex-oasi di acacie ormai morte da molti anni. Questi alberi sono come pietrificati in quello che era una volta un lago che, dopo il suo prosciugamento, ha lasciato una distesa salina bianca, uno spettacolo veramente suggestivo dove i colori del bianco della distesa salina, del nero delle acacie, del rosso delle dune circostanti e del blu del cielo si combinano creando un quadro dalle forti tinte e contrasti. La sera alloggio presso il Moonmoutain Tended una struttura posizionata in un punto in cui nessuno ci avrebbe mai pensato di realizzare qualsiasi cosa, un fianco ripido di una montagne tutta sassi e rocce. Il lodge è tutto realizzato su delle palafitte di legno (ingresso, ristorante, camere, ecc.) sulle quali una struttura di legno sorregge dei grandi tendoni. Il motivo di tutto questo è lo scenario circostante del Naukuf Desert Park che si esprime al meglio al tramonto quando tutto assume un colore infuocato.

La tappa successiva ci ha portato a Swokopmund sull'oceano Atlantico. Questa città è la roccaforte della popolazione tedesca che vive in Namibia (va ricordato che la Namibia fu colonia tedesca fino alla seconda guerra mondiale quando fu invasa dai sudafricani), ordinata, pulita e con edifici stile coloniale. Passeggiando per il centro si sente molto parlare tedesco e molte sono le insegne di negozi, case e altro in doppia lingua (inglese e tedesco). La zona della costa atlantica soffre di lunghi periodi con presenza di nebbia, temperature dell'inverno australe basse e molta umidità. Anche nel nostro caso, il mattino è stato grigio con cielo chiuso per buona parte del giorno. Swakopmund è stata la base per l'escursione al Walvis Bay, una escursione in barca nella omonima laguna per avvistare le balene di passaggio che siamo riusciti ad intravedere, nonché incontrare i delfini che popolano queste acque e giocano con le imbarcazioni dei turisti. La laguna è ricca di pesce e fonte notevole di cibo per diverse specie animali, qui vivono grandi colonie di otarie (a migliaia) e grandi quantità di uccelli marini di svariate specie. La presenza di turisti ormai non spaventa più nessuno di questi animali, anzi alcuni saltano a bordo delle imbarcazioni nella speranza che qualcuno possa allungare un po' di pesce, cosa che gli organizzatori delle escursioni li hanno abituati a fare. Nelle vicinanze alla baia si trova un'altra bellezza della Namibia, le dune di sabbia di Sandwich Bay. Questi giganti di sabbia chiara, anche qui con altezze di centinaia di metri, si trovano vicini alla costa e si estendono per molti kilometri. Da Walvis Bay si organizzano escursioni su fuoristrada con guide esperte che "scorazzano" tra le dune portando i turisti nei punti più spettacolari dove si possono osservare dei panorami mozzafiato. Il vento disegna le dune creando creste e avvallamenti che si susseguono a perdita d'occhio. Passeggiare tra queste alture è molto suggestivo. L'escursione si conclude con un po' di emozioni che le guide fanno vivere ai turisti salendo a tutta velocità sulle dune e con bruschi cambi di pendenza una volta raggiunte le creste per poi inizire la discesa, in realtà credo che si divertano più le guide che non i turisti .....

Il tour prosegue salendo verso nord e incrociando una grande formazione granitica che, come per incanto, emerge dalla savana. Lo Spitzkoppe è un gruppo di montagne granitiche dal colore giallo-rossastro, una di queste viene chiamata il "Cervino d'Africa" per la sua somiglianza con la nostra montagna italiana. Suggestivo entrare in questa zona e girare tra questi monti ed enormi sassi molto antichi (circa 700 milioni di anni) i quali sono stati modellati dal tempo e dai eventi climatici creando curiose forme molto arrotondate e molti massi e sassi levigati. La regione dell'Erongo è caratteristica proprio per questo aspetto, la presenza di monti granitici che spuntano come dal nulla, alcuni di essi sono di modeste dimensioni ma quasi tutti presentano profili levigati con cime che assomigliano a funghi con tanto di cappella e gambo. In queste zone sono presenti siti con pitture rupestri preistoriche su roccia. Una delle più note è la donna guerriero incinta visibile nei dintorni del lodge Ai-Aiba. Sempre in questa zona abbiamo visitato un villaggio Boscimane (uomini del bush , chiamati anche San) una delle popolazioni più antiche dell'Africa australe. Il villaggio vive ancora osservando alcune antiche tradizioni ma si può notare come, inevitabilmente, si stia avvicinando ad un modello occidentale. In occasione della visita troviamo bambini, donne e anziani, gli uomini si esibiscono mostrando l'arte del fuoco e l'arte della caccia , le donne dimostrano come lavorano alcuni materiali naturali (uova di struzzo, frutti secchi, ecc.) per produrre monili e piccoli attrezzi, il tutto condito da simpatici bambini che non stanno fermi e giocano con i turisti che poi acquistano qualche souvenir prodotti dalle donne.

Continuiamo il nostro tour e salendo verso nord raggiungiamo la zona di Twyfelfontein sistemandoci in un lodge che porta lo stesso nome ed è situato sotto un monte di roccia rossa, circondato da grandi frammenti rocciosi. Anche qui ci troviamo di fronte ad un luogo in cui nessuno penserebbe mai di realizzare qualcosa ma osservando bene il contesto si inizia ad apprezzare anche una zona così impervia e selvaggia dalle forti tinte rossastre. Sempre in questa zona è presente un sito proclamato dall'Unesco "Patrimonio dell'Umanità". Il sito si trova in un'area montuosa selvaggia costituita da sole rocce rossastre, e in esso sono presenti dei grafiti rupestri preistorici attribuiti alle prime popolazioni Boscimani. L'inevitabile smottamento delle montagne, le fratture delle rocce e la loro cauta a valle hanno frammentato i punti in cui sono visibili questi grafiti che sono davvero molti, segno di una comunità numerosa che ha soggiornato in questi luoghi per molti anni. Il sito è ben organizzato con percorsi guidati, sentieri protetti e guide che spiegano quanto rappresentato nei grafiti.

Ci avviciniamo sempre più al parco Etosha, il più grande e ricco di animali del paese. Prima una sosta per vistare un villaggio di etnia Himba, altra popolazione con una storia recente e travagliata rispetto alle altre etnie. I villaggi sono costituiti da capanne di forma conica, realizzate con frasche legate insieme con foglie di palma cementate con fango e sterco. Sono essenzialmente pastori nomadi anche se ultimamente gli spostamenti sono molto meno frequenti. Hanno pochi contatti con altre popolazioni e questo ha fatto si che abbiamo ancora mantenuto molte delle loro tradizioni di vita. Gli uomini non si vedono in occasione delle visite in quanto fuori ad accudire gli animali per cui nei villaggi si trovano prevalentemente donne e bambini. Caratteristiche sono le donne per diverse ragioni, non ultima è la miscela di burro e argilla con cui coprono la maggior parte del corpo. La miscela conferisce alla pelle un colore rossastro e questa usanza ha una funzione sia estetica e che funzionale, in quanto idrata la pelle e le protegge dal sole oltre a considerare questo come un abbellimento. Un'altra caratteristica che salta subito agli occhi è il modo in cui esse portano i capelli, questi vengono intrecciati formando trecce più grandi che vengono poi ricoperte con la stessa miscela con cui si coprono il corpo lasciando libera la sola parte finale. La miscela si asciuga e le trecce diventano rigide e delicate. Questa tradizione nasce da motivi di necessità (come spesso succede) dovuta alla carenza d'acqua e alla presenza di diversi parassiti. Volendo mantenere una capigliatura lunga anche in queste condizioni non è semplice per cui ricoprendola con queste miscele si potevano lavare i capelli con minore frequenza e si proteggevano dai parassiti.

Ed eccoci arrivati al parco di Etosha il più grande e organizzato della Namibia. Il parco ha una serie di piste ben segnalate e identificate che lo attraversano e che permettono di avvicinarsi alle pozze d'acqua che favoriscono l'incontro con gli animali, leoni, giraffe, rinoceronti, elefanti, iene, gazzelle, antilopi, zebre e tanti altri, mancano, inevitabilmente, animali che richiedono una notevole disponibilità d'acqua come coccodrilli, ippopotami e bufali. Abbiamo girato per due giorni, perché tanto ci vuole se si desidera entrare in contatto con la natura di questo parco, incontrando animali solitari o gruppi più o meno numerosi. Per chi avesse esperienze di visita di altri parchi africani, come ad esempio in Kenya o in Tanzania, noterà la differenza numerica compensata da una buona varietà. Usciti dall'Etosha ci siamo diretti verso sud in direzione del parco privato di Okonjima, un grande parco tra pianura, colline e montagne famoso per la presenza di leopardi e ghepardi. Il lodge che si trova all'interno del parco è davvero notevole, una struttura nuova, moderna, immersa nella natura con camere molto grandi (quasi un piccolo appartamento) e ben arredate. La sorpresa è stata nella grande vetrata di oltre 7 metri che permetteva di vedere il bush antistante con gli animali che passavano dinanzi stando comodamente sdraiati sul grande letto. Qui abbiamo partecipato ad una escursione a "caccia" di leopardi. Su un grande fuoristrada, guidato da una guida del parco, abbiamo trascorso diverse ore girando tra piste, sterrati rocciosi e savana fintanto che, per nostra fortuna, la guida è risuscita ad avvicinarsi ad uno splendido esemplare. Gli animali sono abituati alla presenza dell'uomo per cui il leopardo non si è preoccupato più di tanto della nostra presenza lasciandosi osservare e muovendosi lentamente fino a sedersi per farsi ammirare in tutta la sua bellezza. E' stata una esperienza forte, poter ammirare la bellezza dell'animale nel suo contesto naturale con il celato timore di una sua possibile reazione visto che eravamo a circa 8-10 metri di distanza e il fuoristrada era completamente aperto lateralmente.
Questa è stata l'ultima esperienza di questo splendido viaggio che consiglio vivamente per chi ama la natura in tutte le sue espressioni e nei suoi colori che in Namibia sono caldi, intensi e pervasivi.