Rep. Dominicana - racconto del viaggio

Questo viaggio nella Repubblica Dominicana è stato da me organizzato secondo le classiche modalità offerte dalle agenzie di viaggi, un pacchetto di 9 giorni e 7 notti tutto compreso. Non è mia consuetudine organizzare viaggi in questo modo ma, per motivi familiari, in questa occasione ho adottato questa formula.

Il Viva Dominicus è una struttura molto conosciuta dagli italiani, essa si trova nei pressi di Bayahibe in uno dei tratti più belli della costa sud della Repubblica Dominicana. Sono italiani la maggioranza degli ospiti di questa grandissimo villaggio composto da due realtà distinte, il Beach e il Palace. I due villaggi sono uno a fianco all’altro e non esiste una vera e propria divisione e la percezione di essere in uno o nell’altro è data principalmente dal fatto che al Beach ci sono i bungalow e al Palace le camere in grandi palazzine. Personalmente ho alloggiato al Beach in un bungalow interno posto in una zona tranquilla e immerso in un piacevole giardino tropicale. L’interno, in tipico stile locale, si presenta sobrio, spazioso e pulito. Il villaggio è veramente grande e in grado di ospitare grandi quantità di turisti cosa che complica la vita quando un elevato numero di costoro si riversa sulla spiaggia antistante la quale non è in grado di raccogliere queste masse. Il risultato è un fitto di sdraio e persone peggio che di talune spiagge nostrane in pieno agosto. Per fortuna basta allontanarsi un po’ verso nord per trovare un tratto di spiaggia meno frequentata ma anche con un più corallo che non facilita la balneazione. Il mare è bello, tipicamente tropicale dai colori intensi che si presta a bagni piacevoli. Alcuni tratti corallini richiedono attenzione ma questo fa parte del contesto e della bellezza del luogo. La piscina è di dimensioni ridotte ma nessuno si lamenta di questo con un mare così a pochi passi. Il servizio offerto è di tipo “all inclusive” e il bar funziona sempre a pieno ritmo, una collaudata organizzazione e un numero elevato di addetti riesce sempre a gestire le continue e, a volte, assillanti richieste dei turisti. Il ristorante è adeguato al numero di ospiti anche se nell’orario di punta può succedere di dover attendere per avere un tavolo disponibile. Ho sempre trovato la qualità del cibo abbastanza buona, la varietà è contenuta ma non credo si possa dire che la cucina è ripetitiva, degni di nota sono i dolci. Interessante è l’opportunità di mangiare in un ristorante in riva al mare, molto carino e ben curato dove il servizio è al tavolo e i piatti che si possono gustare sono in parte diversi da quelli offerti dal ristorante principale, però bisogna prenotare, In un villaggio come questo non manca certo l’animazione che qui ha una bella quantità di turisti da seguire e gestire, infatti sono molti i ragazzi che la compongono i quali propongono molteplici attività e intrattenimento diurno e serale.
Il Viva Dominicus Palace,posto a fianco del Beach  si estende su un tratto di spiaggia più lineare. La parte interna di questo villaggio dispone di un’ampia zona verde con giardino tropicale con un laghetto al centro e tutto intorno palazzine con le camere e il ristorante. La spiaggia è ben attrezzata e soffre meno dell'alta concentrazione di turisti rispetto al Beach. Superato il villaggio verso sud, si possono fare belle passeggiate grazie alla lunga spiaggia che si alterna a tratti liberi, ma con molti ambulanti, a tratti più selvaggi incrociando alcuni resort. Le escursioni possibili sono diverse ma quelle che ritengo siano meritevoli sono due, l’isola di Saona e l’isola di Catalina.


Isola di Saona

Per l’escursione a quest’isola, suggerisco di non utilizzare le proposte che vengono fatte all’interno del resort ma di uscire dal villaggio e raggiungere, subito a destra, una piccola zona di negozi per turisti e agenzie locali che organizzano escursioni di qualsiasi tipo. Il vantaggio è duplice, il costo è inferiore e i gruppi sono piccoli una o due barche al massimo contro le quattro o cinque mediamente organizzate dal villaggio. Inoltre si può discutere e forzare per fare un giro un po’ diverso da quello previsto a catalogo con indubbi e piacevolissimi vantaggi.
Siamo partiti al mattino con un solo motoscafo con 10 occupanti più due persone come equipaggio. Subito la diversità rispetto allo standard, eseguire il giro previsto in senso contrario rispetto agli altri. Questo ci ha permesso di giungere in una splendida baia, che si trova prima dell’isola di Saona, quando non c’era nessuno (tutti la vedono al pomeriggio al rientro). Ci siamo fermati e siamo scesi (l’acqua non supera il 60-70cm). Bellissimo passeggiare in mezzo al mare cristallino e azzurro con un’acqua calma, calda e in cerca di stelle marine. Dopo questa bella esperienza siamo ripartiti per raggiungere l’isola però abbiamo superato la grande spiaggia dove tutti si fermano e si accalcano e siamo andati direttamente al villaggio che gli altri visitano al pomeriggio. Siamo scesi ed eravamo praticamente soli anche qui …. Si tratta di un piccolo villaggio di pescatori, quasi tutti ormai convertiti al turismo, molto abbandono e qualche capanna dove si vendono i soliti souvenir. A questo si contrappone il contesto naturale che è veramente bello, spiagge bianche di sabbia finissima orlate di grandi palme da cocco per kilometri, un mare splendido dal blu al verde turchese. All’ora di pranzo finiamo nella casa di un pescatore dove consumiamo aragoste e gamberoni alla griglia; che mangiata. Nel primo pomeriggio, dopo una bella passeggiata nei dintorni in assoluta libertà, si riparte prima che arrivi l’orda di turisti e andiamo ancora oltre costeggiano la costa fino a raggiungere la laguna “Canto della Playa” con la “Playa Encantada” dove poche escursioni arrivano.
Non ci sono parole per descrivere il luogo e si capisce perché gli abbiano dato questo nome, un tratto selvaggio di costa in una baia protetta dalla barriera con una lunga spiaggia bianchissima. Qui, forse più che in altri luoghi, i colori sono intensi e i contrasti forti tra i principali elementi, mare, cielo, sabbia e vegetazione. Impiego un po’ di tempo per realizzare e ammirare tutto questo. Fare il bagno o semplicemente passeggiare sulla riva è un grande piacere in un simile contesto, non si vorrebbe più tornare indietro, però dopo poco più di un’ora di “paradiso” il sole sta calando è il viaggio di ritorno è lungo dato che ci siamo spinti quasi alla punta estrema dell’isola di Saona, un’isola davvero stupenda.


Isola di Catalina

L’isola si trova a nord rispetto al villaggio nelle vicinanza della città di La Romana. La costa di quest’isola è più frastagliata rispetto a Saona e le spiagge presenti sono minori. Quella più bella e lunga si sviluppa sul lato ovest dell’isola ed è il punto dove normalmente vengono sbarcati i turisti delle escursioni. Questo tratto ha le analoghe prerogative delle spiagge caraibiche con un bel mare, sabbia bianca corallina e palme a volontà. Essendo più esposta al mare, la spiaggia è più “corta” in quanto soggetta a maggiore erosione. Qui si trova anche un piccolo ed esclusivo resort ben integrato nella vegetazione però era molto meglio se l’isola fosse rimasta un parco incontaminato in questo senso. Subito all’interno della spiaggia ci sono alcune aree attrezzate con gazebo in stile locale dove i turisti trovano la possibilità di mangiare pesce, frutta e riso (normalmente fa parte dell’escursione) in un piacevole contesto. L’escursione all’isola Catalina prevede la possibilità di snorkeling in alcuni punti dove il mare non è molto profondo, si tratta di una esperienza su cui non vale la pena di puntare, piacevole ma con pochi pesci tropicali. Al rintono, tipicamente è previsto un passaggio per visitare una località turistica della costa nelle vicinanza di La Romana, una zona esclusiva costituita da una curiosa serie di canali su cui si affacciano piccole case con parcheggio di natanti fronte casa.