Rodi- curiosità e tradizioni

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Rodi e il vino

Rodi fu una delle prime isole dell’Egeo a praticare la coltivazione della vite per la produzione del vino che, grazie alla sua flotta e alla sua posizione favorevole, era in buona parte esportato. Già a metà del VII secolo era uno dei principali mercati enologici del Mediterraneo. I ritrovamenti archeologici e le fonti antiche testimoniano questa fama. Le anfore rodie, progettate a posta per incastrarsi una all’altra all’interno della stiva delle navi, sono state ritrovate in tutto il Mediterraneo, nel Danubio e attorno al Mar Nero. Le più antiche risalgono al VII secolo a.C. e la loro provenienza è certa per via dei bolli raffiguranti la rosa o la testa di Helios (simboli di Rodi). Spesso questi bolli contenevano anche il nome del funzionario preposto al controllo della provenienza del vino.


Gioco del Tavli

E’ un gioco molto praticato sull’isola di Rodi ed è possibile vederlo praticare all’interno dei caratteristici locali chiamati “kafenion”. Tavli significa tabella e consiste in una tavoletta di legno dipinto molto simile al backgammon anglosassone. E’ uno dei passatempi preferiti da greci; si gioca, a volte con tranquillità e più spesso rumorosamente per semplice divertimento o per scommessa. Le varianti più praticate sono tre; “portes” con regole e dinamica del gioco molto simile al backgammon; il “plakotò” dove una pedina cerca di immobilizzarne una avversaria nella stessa posizione senza lasciarle via d’uscita; infine “fevga” dove regole greche e le influenze turche si mescolano insieme.


Ecofilms

Si chiama EcoFlims, si svolge sull’isola di Rodi, ha cadenza annuale ed è il festival del cinema ambientale. Si tratta dell’unica manifestazione di questo tipo in tutto il Mediterraneo. A EcoFlims sono protagonisti documentari, cortometraggi e filmati a contenuto ecologico-ambientale. Alla competizione internazionale scendono sul campo documentari e film prodotti negli ultimi due anni e i vincitori si impegnano a investire la vincita in una nuova pellicola avente sempre un tema a sfondo ambientale.



Gli ostelli dei Cavalieri di San Giovanni

I Cavalieri dell’ordine di S. Giovanni hanno una notevole importanza storica dell’isola di Rodi. Giunti per la prima volta nel 1306,  e contribuirono a cambiare il volto dell’isola stessa. Molte sono i monumenti e gli edifici, ancora oggi ben visibili, che testimoniano la loro presenza, tra questi il Palazzo del Gran Maestro, le possenti mura di difesa, la torre di S. Nicola a protezione del porto, l’ospedale e così via. Una curiosità è rappresentata dalla via dei Cavalieri, una via lunga non più di 200 metri che segue il tracciato di una vecchia strada che conduce dal Palazzo del Gran Maestro alle porte in prossimità del porto. Qui si trovavano i più importanti edifici cavallereschi, gli ostelli delle “lingue”. Ogni “lingua” (i Cavalieri provenivano da diverse aree europee tra cui inglesi, francesi, italiani, spagnoli, ecc.) aveva un ostello che era costituito da edifici con molte stanze e vani di servizio. La grandezza era in proporzione al numero di Cavalieri che ospitava. I Cavalieri non abitavano negli ostelli ma si riunivano in questi per mangiare e per le adunanze generali.


Un pesce speciale

Si chiama “Ladigesocypris ghigii” ma a Rodi è conosciuto come ghizani. Si tratta di un piccolo pesce della famiglia dei Ciprinidi che vive esclusivamente nelle acque dolci dell’isola e il suo nome viene da quello di uno studioso italiano (Alessandro Ghigi) che lo scoprì nei primi anni del XX secolo. Autentica forza della natura a dispetto delle sue piccole dimensioni, riesce a sopravvivere nei torrenti dove le acqua abbonda nei mesi freddi ma che si prosciugano d’estate. Il ghizani vive mediamente tre anni ed è una delle specie europee a maggior rischio di estinzione. Tutelato dalle leggi europee e da quelle greche, il sui peggiori nemici sono la carenza d’acqua e l’inquinamento.