Thailandia - curiosità, tradizioni e leggende

Gli Hong

Gli hong (parola thai che sta per "stanza") sono  un fenomeno presente in diverse zone dell'Indocina. In Thailandia sono presenti in modo significativo nella baia di Pang Nga che si trova a nord-est dell'isola di Phuket. Si tratta di antiche grotte calcaree che si aprono all'interno di grandi formazioni coralline formatesi sott'acqua oltre 100 milioni di anni fa e poi spinte in superficie dal movimento delle placche terrestri. I successivi milioni di anni dovuti all'erosione alla pioggia,  al vento e al mare hanno infine spalancato il tetto di tante caverne.
Il risultato di tutto questo è una baia disseminata di isolette rocciose, verdeggianti con lagune completamente chiuse con ecosistemi che si autoregolano, grotte a più sale, grandi archi e stretti corridoi. Tutto questo si può esplorare utilizzando delle piccole canoe che permettono di muoversi agevolmente in queste realtà e riescono ad attraversare i stretti passaggi che permettono l'accesso all'interno di taluni hong. Queste escursioni sono organizzate con battelli che ospitano i turisti e portano un certo numero di canoe che vengono calate in prossimità degli hong. Lo spettacolo che si può ammirare all'interno degli hong è unico, si inizia con il passaggio che porta all'interno che è sempre spettacolare sia quando la grotta è ampia sia quando è talmente stretta e bassa che risulta necessario stendersi sulla canoa per riuscire ad evitare le rocce del soffitto. All'interno l'acqua è di un verde intenso con rocce che affiorano qua e la, le ripide pareti interne sono abbondantemente coperte di vegetazione e il silenzio regna sovrano.


Religione e Società

Circa il 95% della popolazione thailandese professa la religione buddhista che rappresenta la religione ufficiale. Questa costituisce il nucleo della cultura moderna e determina molti dei comportamenti quotidiani. La relativa armonia, la propensione alla calma, la disponibilità verso gli altri ed altro ancora è dovuta prevalentemente a questa religione e ai valori che essa rappresenta come la sacralità della famiglia, l’amicizia, la solidarietà, ecc. La religione buddhista non prevede un Dio onnipotente e la vita di ogni persona è controllata dal “Karma” costituitosi nelle vite precedenti. Solo l’azione dell’individuo può determinare il corso della sua vita e nessuno la può influenzare. Una condotta malvagia non prevede perdono mentre una condotta meritevole avrà le giuste ricompense, pertanto se una persona è ricca o fortunata questo è dovuto ad un “Karma” particolarmente favorevole acquisito nelle vite precedenti mentre un povero o un ammalato sconta gli errori di una vita precedente. Questo porta ad un comportamento della società che a noi occidentali appare, a volte, incomprensibile come il profondo rispetto che godono le persone ricche e potenti.


Il Wat

I wat in Thailandia sono più di 30.000. Essi rappresentano molto più di un semplice luogo di culto. Specie nei piccoli paesi e/o nelle località minori, sono una parte importante della comunità locale in quanto incorporano ospedali, monasteri, scuole, mercati, ed ancora altro. I loro nomi spesso riflettono la storia o il significato religioso della zona che rappresentano. Il prefisso “rat” che spesso si ritrova nei nomi rappresenta un segno di rispetto nei confronti della famiglia reale, in cui magari un solo membro si è preso cura della realizzazione o de riadattamento del wat. Altri hanno un legame con il benefattore che ne ha permesso la realizzazione.



Le origini di Bangkok

Nel corso del XVIII secolo, la capitale della Thailandia era Ayutthaya la quale veniva continuamente posta sotto assedio dai birmani che volevano impadronirsi del territorio Thai. Tra il 1767 e il 1782 un generale metà cinese e metà thai il cui nome era Praya Taksin organizzo un esercito che riuscì a cacciare i birmani nei loro territori. Consapevole della minaccia costante di questa popolazione, tolse ad Ayutthaya il ruolo di capitale che trasferì piccolo villaggio di pescatori di Thon Buri sulla foce del fiume Chao Phraya in quanto rappresentava una zona più facilmente difendibile. Nel 1782 il successore del generale Taksin tale Chao Phraya Chakri, la cui discendenza si è tramandata fino ad oggi, spostò la capitale sull’isola di Rattankosin attuale cuore e centro storico di Bangkok.


Zingari del mare

Gli "Zingari del mare" sono rappresentanti di una popolazione minoritaria che, a parte qualche caso, vive come dei nomadi del mare, alimentandosi unicamente di quello che il mare offre. Migrati dal sud della Cina circa 4'000 anni fa, i Moken (questo il nome originale) vivono al largo delle coste meridionali del Myanmar (ex Birmania) e su alcune isole della Thailandia. Sono animisti, sono equalitari cioè privi di gerarchie, non ammettano la burocrazia e per il loro comportamento vengono emarginati dalla popolazione thai. Non hanno diritti politici ne di proprietà. Non hanno una lingua scritta per cui non hanno una storia e le poche tradizioni si tramandano di padre in figlio in modo diretto. Vivendo prevalentemente come nomadi, i loro  villaggi sono fatiscenti e privi delle più elementari norme di igiene. A bordo dei loro kabang, le tradizionali imbarcazioni di legno, si spostano da una baia all’altra per pescare e raccogliere molluschi e crostacei.


La vera boxe thailandese

Il “muay Thai” o boxe thailandese rappresenta un insieme di elementi sportivi e rituali. Questo sport, un insieme di pugilato e arti marziali, permette l’uso di pugni, gomiti, ginocchia e piedi per colpire qualsiasi punto del corpo. Un tempo questo sport aveva poche regole per cui la violenza si esprimeva in tutta la sua brutalità tanto da essere bandito negli anni 20 per poi riprendere negli anni 30 con precise regole. Prima che inizi l’incontro una orchestrina suona una musica stridula che si propaga in tutto lo stadio, i contendenti entrano nel ring indossando una benda colorata sul capo e una sul braccio considerati ornamenti sacri. Si inginocchiano e recitano una breve preghiera, poi, mentre l’orchestra continua a suonare, compiono una sorte di danza introno al ring fatta di gesti eseguiti lentamente e aventi lo scopo di ringraziare gli allenatori e le scuole di pugilato a cui appartengono. Dopodiché la benda sul capo viene rimossa mentre quella sul braccio viene mantenuta per tutto l’incontro. L’orchestra continua a suona per tutte le cinque riprese dell’incontro che durano ognuna tre minuti, seguendo, con alti e con bassi, le azioni che si susseguono sul ring.


Festival dei razzi

I festival dei razzi, che in thai si chiamano Bun Bang Fai, si tengono nella seconda settimana di maggio nelle zone nord-est del paese per festeggiare la fine della stagione secca e compiacere il dio della pioggia Phaya Than perchè porti una stagione feconda nelle risaie. I razzi sono prodotti con canne di bamboo riempite di salnitro e carbone. Vengono costruite grandi rampe di legno dalle quali i razzi partono per la gran gioia degli spettatori. La produzione artigianale dei caratteristici razzi sta scomparendo a favore di prodotti più industriali realizzati con materiali moderni e più sicuri ......