Zanzibar - racconto del viaggio

Zanzibar è un’isola della Tanzania poco lontana dal continente Africano. Meta turistica molto conosciuta e molto frequentata specialmente da italiani ma non solo. Per fortuna il consistente afflusso di turisti non compromette la bellezza dei luoghi, delle coste o del mare, i villaggi e i resort sono abbastanza distribuiti lungo le varie coste. La costa est dell’isola è la più bella grazie alla presenza di spiagge lunghissime di sabbia bianca finissima. Qui l’effetto delle maree è più evidente e molti lo ritengono un inconveniente per la difficoltà di balneazione mentre io credo che non sia da disprezzare in quanto mette in evidenza aspetti naturali molto curiosi e interessanti legati alla vita marina nei pressi della costa e offre paesaggi singolari a fronte di qualche piccolo disagio. 

L’isola offre ospitalità a tutti i livelli, dai grandi resort a 5 stelle a piccole strutture a conduzione familiare. Io ho avuto una buona opportunità di alloggio presso il Kendwa Beach Resort (Eden Village) posto nella località di Kendwa che si trova in prossimità della punta settentrionale dell’isola sul lato ovest. La spiaggia è bella, di sabbia bianca e fine, molto ampia anche se non lunghissima. Spesso decantata come la più bella dell’isola è, a mio avviso, allo stesso livello di molte altre, solo che qui, grazie alla conformazione dei fondali, l’effetto delle maree è contenuto ed è possibile ammirare degli splendidi tramonti, forse per queste ragioni gode di una certa fama. Durante la mia permanenza ho utilizzato il resort come base di partenza per escursioni alla scoperta di Zanzibar, due di queste le ho fatte aderendo alle proposte degli organizzatori interni e le rimanenti con i beach boys.
Sulla costa nord dell’isola oltre alla bella spiaggia di Kendwa troviamo il villaggio di Nungwi posto nel punto più a nord, semplice villaggio di pescatori che è diventato abbastanza famoso grazie alla presenza di alcuni resort lungo una costa variegata costituita da tratti rocciosi che si alternano a piccole spiagge di sabbia bianca. Scendendo lungo la costa est, inizia una lunga striscia di sabbia bianca che prosegue in modo quasi interrotto lungo tutta la costa fino a Chwaka. Il primo tratto è alquanto selvaggio con qualche piccolo villaggio di pescatori.     Il fascino di questo tratto di costa è notevole e si completa con l’isola di Mnemba, un piccolo isolotto di natura corallina privato (non si può sbarcare) circondato da una ampia formazione corallina in cui è possibile fare del buon snorkeling con una buona varietà di pesci che vivono tra i coralli e gli anemoni. La baia antistante all’isola lascia stupiti, la trasparenza dell’acqua, i suoi colori che vanno dal blu al turchese al verde, ai fondali bassi in cui si alterna sabbia bianca e scuri coralli, tutto in un contesto selvaggio e senza il minimo indizio di presenza umana.
La zona centrale della costa est si sviluppa in una lunghissima spiaggia con un susseguirsi di zone turistiche con resort o piccole strutture, villaggi di pescatori e tratti completamente selvaggi. Per avere un assaggio di tutto questo basta raggiungere un punto qualsiasi della costa e lasciarsi andare a lunghe passeggiate.

Interessante è il Safari blu, una escursione che prevede di raggiungere la località di Fumba a sud dell’aeroporto per poi imbarcarsi a bordo di un dhow a motore (la classica imbarcazione delle coste africane dell’oceano Indiano) e raggiungere l’isola di Kwale dove poter ammirare alcune bellezze naturali. Si inizia con una ampia laguna chiusa tra le rocce e le mangrovie, accessibile solo dal mare attraverso piccole aperture in cui le imbarcazioni si infilano per poi fermarsi e permettere ai turisti di fare il bagno in un’acqua bassa trasparente dei toni prevalentemente verdi e circondati da formazioni rocciose a forma di fungo che emergono qua e la nella laguna. L’escursione continua su una lingua di sabbia posta nelle vicinanze dell’isola la quale appare e scompare in funzione della marea. La bellezza della situazione è in parte offuscata dalla sempre nutrita presenza di turisti che si dividono i pochi metri quadri disponibili ….. L’isola di Kwale dispone di una lunga e bella spiaggia di sabbia bianca dove all’ombra di alcune capanne le nostre guide hanno organizzato un pasto a base di aragoste e piatti di pesce che mangiati in un contesto simile hanno suggellato una giornata veramente incantevole. Inoltre l’isola ospita un baobab secolare dalle dimensioni veramente incredibili che a dire dei locali, è il più vecchio baobab esistente.

La visita alla capitale Stone Town è quasi d'obbligo, in città è possibile visitare la cattedrale cristiana dedicata a San Giuseppe, la zona a ricordo della fine della schiavitù, il Palazzo delle Meraviglie sede del governo coloniale e oggi museo e la fortezza araba con quel poco che ne rimane racchiuso in cinte murarie ormai quasi prive di architetture interna, fortezza trasformata da tempo in un bazar. Il cuore della città è costituito da stradine con negozi di diversa natura molti dei quali di vocazione turistica mentre appare più genuino il mercato coperto (old market) molto caratteristico. Spesso viene segnalata dalle guide la casa natale del famoso cantante Freddie Mercury (vero nome Farrokh Bulsara), mitico leader dei Queen, dove, in realtà, non c’è nulla da vedere ………
Altra escursione, che non viene spesso proposta, è quella che permette di entrare in contatto con le popolazioni locali attraverso la conoscenza di alcune usanze, modi di vivere, attività, ecc. Visitando alcuni villaggi interni si colgono aspetti dell’organizzazione patriarcale delle famiglie e dei villaggi, come realizzano le semplici capanne dove vivono le semplici abitudini di vita quotidiana, le lavorazioni per la produzione di piccoli oggetti di tutti i giorni o lavorazioni di prodotti da poi vendere come le corde tratte dalla noce di cocco. C’è da dire che in tutti i casi quello che sempre emerge è la notevole povertà di queste popolazioni che vivono in condizioni che da noi sarebbero ritenute inumane ed è per questo che donare a loro, in particolare ai tanti bambini, delle magliette, penne, quaderni, matite, gomme e altre piccole cose è l’equivalente di grandi regali, per cui se andate a Zanzibar non vi dimenticate di portare con voi molte di queste cose.