Spiegazione dei punti numerati indicati sulla mappa del parco.
Accesso principale al parco.
Questo luogo era così denominato perché le carrozze, entrando dal cancello, potevano far scendere i passeggeri davanti alle scale della villa e poi uscire sempre girando in cerchio.
Un tempo era il luogo della vita contadina: qui si trovavano le stalle, le cantine, gli ambienti per la filatura del baco da seta e le varie rimesse per gli attrezzi. Oggi tutti gli edifici sono stati restaurati e resi abitabili.
Il parco è stato disegnato e voluto da Sigismondo Freschi nei primi anni del 1800, seguendo il tipico gusto paesaggistico in voga in quegli anni. Usando tutti i fossati e le rimanenze medievali che circondavano il castello, ha saputo creare, in uno spazio relativamente piccolo, un giardino in grado di emozionare il visitatore, che percorrendo tutti i vialetti ha l'impressione di trovarsi sempre in un luogo diverso.
Una piccola collina il cui sentiero, salendo a spirale, rappresenta simbolicamente l'amore che, da terreno in gioventù, diventa più spirituale con il passare del tempo.
Un grande fossato che circondava tutto il castello, dove una volta scorreva l'acqua.
Dopo aver passeggiato all'ombra dei grandi alberi sulle tracce di molta storia, si esce alla luce e si trova un labirinto di rose a forma di sole, creato nell'ottobre del 2015.
Un piccolo orto dietro la vecchia stalla, dedicato ai fiori e alle verdure, per godere dello scorrere delle stagioni.
Una piccola calle molto fiorita, dove un tempo si trovavano le case di tutti coloro che lavoravano e vivevano qui. Oggi, completamente restaurate, sono di nuovo abitate.
Cappella con doppio accesso, dalla strada e dal parco, per permettere ai nobili di assistere alle funzioni senza esporsi.