COSA VEDERE A
CASTELTODINO
BORGO MEDIEVALE
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borgo di casteltodino
INTRODUZIONE
Si ritiene che il borgo sia stato fondato dal nobile romano Caio Sempronio Tuditano, da cui deriva l'antico nome di Castel Tuditano. Rimangono ancora resti di insediamenti romani sulle sommità delle colline circostanti, e a prova di ciò si può leggere un'epigrafe sulla porta d'ingresso del paese.
cosa vedere a casteltodino
VISITA AL BORGO

Il primo incontro è con la porta medievale di accesso al borgo, un varco sobrio di recente ristrutturazione che consiste in una cassero con a fianco il retro del campanile della chiesa di San Bartolomeo. Al di sopra dell'arco d’ingresso campeggia lo stemma con l'aquila tuderte, a ricordare che per secoli Casteltodino è rimasto nell'orbita politica e amministrativa di Todi.
Una volta superato il cassero si entra nel borgo storico e conviene girare a sinistra per arrivare alla piazzetta su cui si affaccia la chiesa di San Bartolomeo citata in precedenza. Si tratta dell’edificio più antico e significativo del borgo. La sua struttura architettonica è inserita nell'antica cinta muraria. Questo dettaglio non è secondario: la chiesa non si trova semplicemente accanto alle mura, ma ne fa fisicamente parte, a conferma di come nel Medioevo, spesso, le funzioni difensive e religiose fossero strettamente integrate nel tessuto urbano.
La facciata è lineare in pietra con il portale squadrato sormontato da un finestrone e un timpano intonacato. L'insieme è quello di un'architettura religiosa sobria, priva di ornamentazioni eccessive. La prima fonte documentale a citare la chiesa è datata 1248, mentre nel 1323 si attesta che la chiesa di Casteltodino fu consacrata da ben sedici vescovi, circostanza che lascia intuire una certa rilevanza del luogo nell'ambito della diocesi di Todi.
Durante la mia visita ho trovato la chiesa chiusa, leggendo una guida, sembra che si tratti di un edificio a singola navata che conserva alcune interessanti opere lignee.

Dal piazzale della chiesa, il percorso si addentra nel reticolo viario del borgo fatto di vicoli che si intrecciano tra loro seguendo una andamento circolare visto che il perimetro del borgo ha proprio un disegno quasi rotondo. Nel percorrere queste vie, si incontrano poche persone, il centro è poco abitato e la cosa si nota. Diverse case chiuse (sicuramente alcune sono seconde case) ma diverse di quelle chiuse sono un po’ decadenti. Prevale la pietra a vista anche se non mancano ristrutturazioni con facciate intonacate. Alle pareti di alcune case si notano ancora elementi architettonici originali: cornici marcapiano, nicchie, stemmi familiari in pietra che testimoniano la presenza di nuclei nobiliari o di famiglie di rilievo nel tessuto sociale del borgo.
Non ci si perde a Casteltodino, ben presto si giunge al punto opposto dell’ingresso del borgo, occupato da un ampio slargo, forse la piazza principale d’un tempo. Queste, come altre piccole aperture nella trama densa del borgo, hanno sempre avuto una funzione sociale importante: luoghi di sosta, di commercio, di incontro, purtroppo oggi questa piazza è occupata da un parcheggio auto. Da un alto, tra le case, spicca la torre civica.
Dalla torre civica si può scendere lungo la scalinata antistante per raggiungere una zona esterna e moderna del paese. Alla fine della scalinata svoltare a destra e tenere sempre la destra. Così facendo si raggiunge il punto di partenza di questa visita di Casteltodino (il cassero) percorrendo una strada dalla quale si può intravedere quello che è rimasto della cinta muraria. In alcuni tratti è ancora presente ma spesso è inglobata nel tessuto urbano e residenziale compresa una torre di avvistamento sopravvissuta.
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INFO e CURIOSITA'
Palio de l'Acuto
Il Palio vede sfidarsi i Rioni di San Biagio e San Giovanni nelle gare del tiro alla fune, corsa con i sacchi e con la brocca, rottura della giara e la tradizionale corsa con le botti in spalla. A questo si aggiungono numerose esibizioni di artisti di strada, il "Processo alla Strega” e il Corteo Storico "1366 Palio dell'Acuto"

