COSA VEDERE A 
PITIGLIANO
BORGO MEDIEVALE

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borgo di pitigliano 
INTRODUZIONE

Pitigliano fa parte, assieme alle vicine località di Sovana e Sorano, dei “borghi del tufo” una definizione che s'addice perfettamente al territorio su cui sorgono costituito prevalentemente da tufo che il tempo ha lavorato e modellato creando un territorio caratterizzato da profonde gole e alti speroni rocciosi sui quali l’uomo ha realizzato degli insediamenti naturalmente protetti riducendo così la necessità di imponenti mura difensive.
Il tufo, roccia di origine vulcanica morbida e facilmente lavorabile, ha permesso agli abitanti di scavare innumerevoli cantine per la conservazione degli alimenti, del vino e dell’olio, lontano dal caldo della superficie.

Pitigliano è denominata “La Piccola Gerusalemme” perché sin dal XVI secolo ha ospitato famiglie ebree in fuga dai paesi d’origine. Questo ha creato una importante comunità ebraica che ha avuto la possibilità di prosperare in quello che oggi viene chiamato Antico Ghetto Ebraico il quale è visitabile nei suoi vicoli, negozi e Sinagoga.

cosa vedere a pitigliano 
IL BORGO

fontana a Pitigliano
L’accesso al centro storico di Pitigliano avviene solo da una strada ben segnalata, per cui non ci si può sbagliare. Una volta imboccata la via d’accesso bastano pochi passi per raggiungere la cinta muraria contrassegnata dalla Porta della Cittadella caratterizzata da grosse bugne in travertino, porta sovrastata dallo stemma degli Orsini che qui dominarono per molti anni. Svoltando a sinistra, subito dopo la porta, ecco una serie di alti archi sulla sinistra che altro non sono i resti dell’Acquedotto Mediceo realizzato interamente in tufo che oggi diventa anche una terrazza panoramica. Alla fine dell’acquedotto si apre una ampia piazza contraddistinta da case di diverse epoche anche recenti, cosa non molto coerente con un borgo medievale. Sulla piazza si erge il Palazzo degli Orsini, un imponente edificio che in realtà fu realizzato, come la cinta muraria, dalla famiglia degli  Aldobrandeschi. Esternamente, il palazzo appare poco omogeneo come se avesse avuto diversi interventi con stili diversi nel corso del tempo. Una rampa con tanto di porta conduce al suo interno dove si apre un ampio piazzale. Qui sono presenti alcuni loggiati, pozzi lavorati, colonne in tufo, ecc. ed anche qui si notano diversità che riflettono interventi che si sono succeduti nel tempo. All’interno dell’edificio si trova il Museo Civico Archeologico che occupa diverse stanze del piano nobile del Palazzo, stanze con affreschi e finiture di pregio come indicato dal cartello turistico. Nel giorno della mia visita, un martedì, il museo era chiuso …..

Tornando sulla piazza, si noterà una breve strada alberata con la fontana monumentale chiamata Fontana delle sette Cannelle risalente al 1545 quale testata dell'acquedotto mediceo. La fontana è anche una specie di balcone che offre una bella visione panoramica.

Dalla piazza principale si inizia ad esplorare il borgo storico. Le vie principali che lo percorrono sono due, quasi parallele tra di loro per un certo tratto finché non si congiungono nel tratto finale prossimo alla punta dello sperone roccioso. Percorrere prima una o l’altra non fa alcuna differenza , io ho iniziato da quella di sinistra (spalle alla piazza).  Dopo un primo tratto molto commerciale, inizia la parte più bella fatta di case in tufo, stretti vicoli laterali, piccole scalinate, portoni scalcinati, bassi ingressi alle cantine, sottopassi tra le case, ecc.

Ogni tanto consiglio di imboccare qualche vicolo laterale per esplorare e magari trovare angoli nascosti e suggestivi che qui non mancano. In questo tratto di Pitigliano i vicoli sulla sinistra portano ad un camminamento lungo il profilo dello sperone roccioso offrendo notevoli visioni panoramiche sulle valli e promontori circostanti nonché delle case lungo questo lato del borgo. 
un angolo del borgo di Pitignano

Seguendo il vicolo principale, si incontra l’ingresso al Museo Ebraico con l’antico ghetto e la Sinagoga le cui origini risalgono al XVI secolo. Quest'ultima è una ricostruzione avvenuta dopo le distruzioni della seconda guerra mondiale. Una mappa posta all’ingresso illustra l’interno del ghetto riportando e spiegando la natura dei vari edifici. Nella visita si potrà entrare nella Sinagoga così come visitare luoghi di vita quotidiana come una macelleria, un forno, delle cantine, ecc.

Proseguendo la visita si giunge nel punto di congiunzione con l’altro vicolo del borgo, punto in cui sorge la chiesa di San Rocco, la più antica di Pitigliano (XII secolo), la quale presenta una facciata squadrata divisa in due parti con un ampio portale d’ingresso con timpano. Benché piccola, l’interno e suddiviso in tre navate separate da colonne in stile ionico con la navata centrale abbastanza stretta. Curiosa la presenza di numerosi stemmi delle famiglie più importanti di Pitigliano all’altezza dall’altare maggiore.

Dopo la visita alla chiesa si prosegue tra case sempre in tufo e varie scalinate fino a giungere nel punto più estremo del borgo. In quest’ultimo tratto è più evidente che molte abitazioni sono chiuse segno di un significativo e comprensibile abbandono, però il tutto appare pulito e decoroso senza degrado.

Dopo aver raggiunto la seconda porta di Pitigliano (Porta di Sovana) si può ritornare sui propri passi fino alla chiesa di San Rocco e imboccare il vicolo di sinistra per percorrere l’altra via principale di Pitigliano. La via si sviluppa con case e vicoli laterali fino a raggiungere la piazza principale del borgo sulla quale si affaccia la grande Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo. Una chiesa medievale costruita a partire dal XIII secolo, ma completata soltanto 500 anni dopo con la conseguenza di presentare un mix di stili architettonici. La facciata è barocca, con un portale cinquecentesco in travertino. All’interno si possono ammirare una serie di opere pregevoli, risalenti a diversi periodi storici, come la tela San Paolo della Croce che predica e la Madonna del Rosario. Interessante il fonte battesimale in legno risalente al XVIII secolo.

Dalla piazza si prosegue imboccando il vicolo che porta verso l’uscita di Pitigliano. Questo è un tratto del borgo meno interessante rispetto a quanto finora visto, molti edifici sono stati rifatti con stili più recenti, toppe facciate intonacate e grigie, molti esercizi commerciali, ecc. Poco prima di raggiungere la piazza dalla quale è iniziata la visita al centro storico, è possibile imboccare un vicolo sulla sinistra e visitare la zona più a nord di Pitigliano, un vicolo che segue il profilo della scarpata nord, una zona popolare meno turistica che può meritare una passeggiata.


Un'ultima nota : nella vallata che circonda Pitilgiano, gli Etruschi realizzarono dei grandi camminamenti scavati all’interno della rocca tufacea, percorsi chiamati “Vie Cave”, una serie di camminamenti che si estendono intorno all’abitato, percorribili liberamente, una escursione decisamente suggestiva.

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GALLERIA FOTOGRAFICA

Tutte le foto e i video presenti in questa galleria sono di Roberto

panoramica dall'alto di Pitignano

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VIDEO DEL BORGO

Nei vicoli e dal drone

borgo di pitigliano 
CURIOSITA'

 TORCIATA DI SAN GIUSEPPE

La Trociata è un antico rito propiziatorio legato all'arrivo della Primavera. Fin dagli Etruschi, il rito del fuoco veniva associato all'idea di purificazione ed auspicava raccolti ricchi e campagne fertili. Durante il Medioevo, questo rito è stato associato ai festeggiamenti in onore di San Giuseppe i quali si sono protratti sino ad oggi.

I festeggiamenti in onore di San Giuseppe a Pitigliano iniziano un paio di giorni prima del 19 marzo, con varie iniziative, escursioni, gare sportive, ecc. e tutto si conclude la sera del 19, con il grande falò nella piazza antistante il comune.

La sera del 19 Marzo quaranta torciatori, incappucciati e vestiti con abiti tradizionali. partono dalla Via Cava del Gradone trasportando sulle proprie spalle un fascio di legna e canne e giungono nella piazza del Comune di Pitigliano, dove é stato precedentemente allestito un fantoccio di paglia alto diversi metri, che simboleggia l'inverno. Il fascio di canne che trasportano i quaranta torciatori viene incendiato ed utilizzato per dare il via al grandioso falò che brucerà il fantoccio, a simboleggiare la fine dell’inverno e l'arrivo della tanto attesa Primavera.

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DOVE SI TROVA

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