cosa vedere a
Campofilone
borgo medievale
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Borgo di Campofilone
INTRODUZIONE
Campofilone è un bel borgo medievale delle Marche, con un piccolo nucleo storico dalla forma affusolata. Situato su un colle a 202 metri sul mare e immerso nel verde delle colline marchigiane, offre una vista spettacolare dalla costa adriatica ai Monti Sibillini.
Il centro storico si sviluppa attorno all'Abbazia benedettina di San Bartolomeo, costruita sui resti di una villa romana. Nel XIV secolo il borgo fu circondato da possenti mura difensive con porte suggestive come Porta Marina, Porta da Bora e Porta da Sole. Un dedalo di vicoli ellittici e viuzze caratterizza il tessuto urbano medievale, che culmina nell'Orto Abbaziale, un giardino fortificato da cui ammirare il magnifico panorama circostante.
Cosa vedere a Campofilone
IL BORGO

La visita al borgo inizia dall’ingresso principale orientato verso il mare, Porta Marina. Questo torrione merlato è il simbolo di Campofilone, realizzato verso la fine del XIX secolo aprendo un preesistente antico arco in stile neogotico su un lato della torre di difesa medioevale del castello di un tempo. Da qui è già possibile osservare alcuni tratti delle mura che un tempo cingevano tutto il castello. Superata la porta si inizia a percorrere la strada principale che attraversa tutto il borgo nel senso della lunghezza.
Durante la mia visita ho trovato quasi tutte le finestre chiuse, pochissime persone lungo le strade/vicoli e nessun negozio o attività commerciale. Nonostante questo apparente abbandono, il borgo è pulito e ben conservato, le case sono quasi tutte in cotto con una ricca varietà di portoni in legno nuovi ma in stile, vecchi e logorati dal tempo, aspetto forse secondario in un borgo ma che qui ho notato molto di più che in altri luoghi.
Questo primo tratto è contraddistinto da due edifici con portico di bella fattura tutti in cotto. Pochi passi e si raggiunge la piazza principale, un piccolo slargo con una fontana centrale dove si affaccia il Municipio di recente ristrutturazione che però ha saputo mantenere uno stile allineato agli altri edifici circostanti.
Proseguendo ancora lungo la via principale si fiancheggiano alcuni edifici con ampi portoni rifiniti con lesene in cotto, segno di probabili abitazioni signorili di un tempo. Ancora pochi passi ed ecco aprirsi un’ampia piazza sulla quale domina la facciata della chiesa di San Bartolomeo facente parte del più ampio complesso abbaziale benedettino.
A metà della scalinata antistante la chiesa, due statue su un basamento (una con il Santo) sembrano voler proteggere il l'edificio religioso. Le origini di questa abbazia risalgono al XI secolo, da una prima piccola chiesa con annesso monastero si è passati all’impianto attuale, in stile neoclassico, nel 1850. In occasione della mia visita, il complesso era completamente chiuso, alcune persone del paese affermano che ormai non c’è più nessuno all’interno dell’abbazia e la chiesa viene aperta solo per le celebrazioni religiose.
Sul fianco sinistro del complesso un passaggio porta ad uno spazio retrostante dove si trova l'"Orto Abbaziale", un giardino racchiuso tra mura medievali con la piccola porta “Da Sole”. Da questo giardino si può ammirare un bel panorama sulle colline marchigiane. Questo è l’estremo del borgo verso ovest cioè verso i monti.
Tornando indietro è d’obbligo percorrere i due vicoli che si sviluppano lungo le antiche mura, vicoli che poi convergono su Porta Marina (quella di inizio visita). Lungo questi caratteristici vicoli si trova la piccola e ricostruita porta “Da Bora” inglobata negli edifici circostanti che hanno occupato parte delle mura esterne. Particolari sono i passaggi a tratti coperti da volte a botte o a crociera che di tanto in tanto lasciano intravedere il panorama verso le colline. Diversi i punti suggestivi che riportano il visitatore ad un ambiente che sembra appartenere ad altri tempi.
Tornando indietro è d’obbligo percorrere i due vicoli che si sviluppano lungo le antiche mura, vicoli che poi convergono su Porta Marina (quella di inizio visita). Lungo questi caratteristici vicoli si trova la piccola e ricostruita porta “Da Bora” inglobata negli edifici circostanti che hanno occupato parte delle mura esterne. Particolari sono i passaggi a tratti coperti da volte a botte o a crociera che di tanto in tanto lasciano intravedere il panorama verso le colline. Diversi i punti suggestivi che riportano il visitatore ad un ambiente che sembra appartenere ad altri tempi.
Durante la mia visita ho trovato quasi tutte le finestre chiuse, pochissime persone lungo le strade/vicoli e nessun negozio o attività commerciale. Nonostante questo apparente abbandono, il borgo è pulito e ben conservato, le case sono quasi tutte in cotto con una ricca varietà di portoni in legno nuovi ma in stile, vecchi e logorati dal tempo, aspetto forse secondario in un borgo ma che qui ho notato molto di più che in altri luoghi.
Borgo di Campofilone
CURIOSITA'
Campofilone è molto conosciuto per la produzione dei Maccheroncini, un piatto che la tradizione data già dal 1400 e che in una corrispondenza dell’epoca, veniva definito come “Maccheroncini fini fini”.
La Sagra Nazionale dei Maccheroncini
La ricetta secolare prevede un impasto preparato con le migliori farine di grano tenero e uova, senza l'aggiunta di acqua, il quale viene steso in sottili sfoglie, arrotolato e tagliato in fili sottilissimi per poi asciugare su fogli di carta. Ancora oggi alcuni produttori seguono l’antica tradizione lavorando e producendo a mano questi rinnomati maccheroncini.
La Sagra Nazionale dei Maccheroncini
Istituita nel 1964 e organizzata dalla Pro Loco, la sagra si svolge nella prima decade di agosto e dura quattro giorni. Gli stand gastronomici aprono ogni sera e permettendo ai visitatori di degustare i maccheroncini IGP serviti secondo la ricetta tradizionale con ragù di carne marchigiano, accompagnati da frittura mista con olive ascolane, cremini fritti e patatine. Durante le quattro serate, il borgo medievale si anima con spettacoli musicali dal vivo, mercatini di artigianato artistico, esposizioni e intrattenimento per tutte le età. Il programma prevede degustazioni guidate, show cooking con chef locali che svelano i segreti culinari, e serate folkloristiche che celebrano le tradizioni marchigiane.
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