COSA VEDERE A
CELLENO
BORGO MEDIEVALE
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borgo di celleno
INTRODUZIONE
Celleno è un piccolo comune del viterbese ubicato in una zona collinare isolata della Tuscia e lo si raggiunge percorrendo la strada provinciale Taverina (SP 5). L'abitato di Celleno antico, oggetto della vista, si trova a circa 1,5 Km dal centro urbano di Celleno Nuovo, sede del comune e riferimento amministrativo.
Per arrivare al borgo antico di origine medievale, bisogna superare il nuovo centro abitato e proseguire lungo la strada principale, superare l'antico Convento di San Giovanni Battista finchè non appare il borgo.
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CENNI STORICI
Le origini di Celleno si perdono nel tempo, sembra che un primitivo nucleo in questo territorio fosse presente prima dell’avvento di Roma. Nel periodo etrusco fu un importante punto di snodo commerciale, poi, come tutte le città etrusche, anche Celleno subì la sorte di essere sottomesso ai romani dopo diverse e aspre battaglie.
Il borgo non ebbe mai vita facile nel corso della sua storia, prima i Goti e soprattutto dei Longobardi lo saccheggiarono a più riprese, poi furono coivolti nelle lotte tra Guelfi e Ghibellini nella lunga contesa che vedeva opposte Orvieto e Viterbo fintanto che alla fine del 1400 divenne un possedimento papale. Purtroppo nel 1696 un devastante terremoto colpì il borgo lasciando isolato il centro di Celleno dal territorio circostante.
Nel 1855 un’altra forte scossa di terremoto lo colpì con gravi conseguenze portando la popolazione a decidere di abbandonarlo per costruire un nuovo centro abitato ad una certa distanza, l'odierno Celleno Nuovo.
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VISITA AL BORGO

Celleno antico è abbarbicato su uno sperone di tufo, il basamento su cui poggia è soggetto ad una lenta e progressiva erosione che sta mettendo in serio pericolo la sua stessa stabilità. Il piccolo borgo ha subito un recente intervento di ristrutturazione parziale che ha permesso il recupero del viadotto d'ingresso, del castello, della piazza principale e di alcuni edifici.
Sulla strada del ritorno, vale la pena di fermarsi al Monastero di San Giovanni Battista che fiancheggia la strada che porta a Celleno Nuovo. Il complesso rustico, in stile medievale in pietra è circondato da giardini ben curati, vale la pena vistare la graziosa chiesetta romanica del X-XI secolo che affianca la chiesa principale del XVII secolo.
L'accesso al borgo avviene da un viadotto che si sviluppa con dolci curve e che conduce al bel portale d'ingresso. Mentre si percorre il lungo viadotto, subito spicca la grande facciata esterna del fortilizio, un alto muro sulla cui sommità spicca il Castello Orsini. Superato il portale d'ingresso, a sinistra, i resti di alcune abitazioni in parte diroccate e poco dopo ecco apparire la piazza principale con gli unici edifici rimasti e in parte ristrutturati. Lo scenario è dominato dal castello Orsini con la sua facciata semplice e pulita, al suo fianco la piccola chiesa di San Carlo (non accessibile) e dal lato opposto il campanile dell’ex parrocchia, una struttura in materiale tufaceo a pianta quadrangolare a tre ordini.
A parte una abitazione ritrutturata, il resto degli edifici sono ruderi di abitazioni di cui sono rimasti solo i muri esterni nel migliore dei casi. Lo stretto vicolo a fianco della torre campanaria permette di vedere i resti della chiesa dedicata a San Donato, oltre a questo punto c'è solo la rupre che chiude la visita al borgo.
Sulla strada del ritorno, vale la pena di fermarsi al Monastero di San Giovanni Battista che fiancheggia la strada che porta a Celleno Nuovo. Il complesso rustico, in stile medievale in pietra è circondato da giardini ben curati, vale la pena vistare la graziosa chiesetta romanica del X-XI secolo che affianca la chiesa principale del XVII secolo.
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CURIOSITA'
Secondo gli scritti di Dioniso d’Alicarnasso, Celleno fu fondata da Italo, discendente di Enotro, in memoria di sua figlia Cilenia, pertanto il nome potrebbe avere radici in questa leggenda del grande filosofo e storico greco. Sempre secondo la mitologia greca, Celeno era una delle tre arpie figlie di Elettra e Taumante.
Nello stemma comunale appare proprio la figura di un’arpia, cosa che potrebbe avvalorare la tesi di chi sostiene che Celleno abbia effettivamente origini greche.
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