COSA VEDERE A
TREVI
BORGO MEDIEVALE
.
Borgo di Trevi
INTRODUZIONE
Cosa vedere a Trevi
IL BORGO

Dal parcheggio, suggerisco di imboccare la strada di destra (via Angelo Custode) abbandonando la via principale. Seguendo la stretta strada in salita si raggiunge poco dopo un’ampia e moderna piazza. Svoltare subito a sinistra per entrare nel borgo.
Pochi passi e sulla sinistra la piccola chiesa di San Giovanni. Sia la facciata che l'interno rivelano un radicale intervento neoclassico che ha reso l'edificio religioso di scarso interesse. Curiosa la storia popolare sui ferri che si possono osservare sull’esterno ai lati della porta d'ingresso della chiesa. Fino a tempi non proprio remoti, su di essi, al mattino, sedevano i disoccupati nella fiduciosa attesa di una offerta di lavoro. Nel pomeriggio, a sinistra, sedevano le “linguacce” e, a destra, i cornuti …....
Così si giunge alla grande Piazza Mazzini sulla quale svetta la torre civica del XIII secolo emblema della città. Sul suo fianco il Palazzo Comunale le cui origini sono duecentesche. Osservandolo bene si nota che nel corso dei tempi ha subito diversi interventi. Anche qui una strana storia avvolge “l’angolo maledetto” cioè l'angolo sito tra la torre e il palazzo comunale dove un tempo i passanti subivano i commenti, spesso piccanti, delle solite malelingue locali. Nella piazza un tempo si svolgevano le principali manifestazioni e feste di Trevi tra cui il “Palio dell’Anello”.

Lasciamo la piazza per imboccare la strada, sul fianco del palazzo comunale, che conduce verso il complesso monumentale di San Francesco. Il complesso è costituito dalla chiesa con l'annesso l’ex convento. Il tutto risale alla seconda metà del XIV secolo. La chiesa presenta una architettura semplice e disadorna, secondo lo stile francescano, sia all’esterno che all’interno dove troviamo una navata unica con copertura in capriate di legno, abside centrale pentagonale e due cappelle ai lati. Sono presenti affreschi quattro-cinquecenteschi e una bellissima Croce della prima metà del Trecento.
L’ex convento è stato trasformato in Museo che merita di essere visitato. Il Complesso museale è suddiviso in quattro sezioni distinte ; Museo della Città e del Territorio, la Pinacoteca, il Museo della Civiltà dell’Ulivo e l’Antiquarium. All’interno della Pinacoteca sono conservate opere molto interessanti e di alto valore storico ed artistico risalenti al periodo medievale e rinascimentale. Per citarne solo alcune ; l’Incoronazione della Vergine di Giovanni di Pietro, detto lo Spagna, una Madonna con il Bambino del Pinturicchio, una pala raffigurante l’Assunzione della Vergine, eseguita nel 1640 da Alessandro Turchi, detto l’Orbetto.
L’ingresso del complesso monumentale si trova in uno slargo, un lato di quest’ultimo da sulla circonvallazione panoramica. In pratica un belvedere dal quale si ha una bellissima visione sulla valle circostante Trevi.
Ritornando verso il borgo, mantenere la destra quindi svoltare a sinistra per imboccare via Carlo Amici, una via centrale del borgo. Circa a metà della via, svoltare a sinistra per entrare nella zona ricca di Palazzi rinascimentali. Subito a destra Palazzo Urighi, subito dopo Palazzo Manenti. Sulla bella e curata piazza della Rocca troviamo l'elegante Palazzo della Prepositura Valenti e Palazzo Parriani.
Il Duomo di Trevi è dedicato a Sant’Emiliano primo vescovo, martire e patrono della città. Le parti più antiche della chiesa risalgono al XII secolo, la struttura è tutta in cotto, austera ed è evidente che ha subito un recente restauro oltre a quelli avvenuti in passato. Infatti, osservando la parete esterna destra che da su un vicolo, si noterà la presenza di una facciata con tanto di timpano superiore, grande rosone vetrato, nicchia con una statua e un arco murato, un probabile ingresso laterale. La chiesa è comunque “compressa” tra i vicoli e i palazzi che la circondano completamente. L’interno è in stile neoclassico, anche qui sono evidenti recenti interventi, Si possono notare affreschi del XVI secolo, in particolare quello chiamato Madonna della Colonna. Notevole l’altare del Sacramento (1521) e quello della Trinità (1585). In questa chiesa sono custodite le spoglie di Sant’Emiliano.

Una volta usciti dal Duomo, si potrà notare Palazzo Lucarini Contemporary che si trova proprio di fronte. Ora si può proseguire lungo il vicolo per poi svoltare a sinistra e passare davanti alla Casa Medievale una casa ancora intatta risalente al ‘400. Quasi di fronte Palazzo Centamori con una facciata molto semplice è ornata da un imponente portale con bugne in mattoni. Svoltando a destra e poi a sinistra si raggiunge Palazzo Argenti Ceccucci del XVII secolo.
Qui inizia quello che si potrebbe definire come il borgo popolare, cioè quello senza particolari edifici storici ma con una forte connotazione popolare con stretti passaggi, case in cotto, sottopassi, ecc. Seguendo via Cavour si incontrerà l’Ex Convento di San Bartolomeo. Oggi è visibile il solo portale d'ingresso dell'antico convento sormontato da un interessante affresco del '400 rappresentante l'Annunciazione. Il tutto è in ristrutturazione.
Si continua percorrendo questi vicoli silenziosi dove pochi sono i turisti che si incontrano come pochi sono i locali. Curiosando tra i vicoli e gli angoli si giunge a Porta del Cieco, una tipica porta medievale, probabilmente costruita tra il XIII e il XIV secolo come parte delle fortificazioni della città. La porta è realizzata in pietra locale, con un arco a tutto sesto. Prima della porta, un vicolo interno e sulla destra conduce alla Porta della Strada Nuova realizzata in blocchi di finta pietra, dove l'intonaco nasconde i mattoni. La porta è stata realizzata nel 1857, momento in cui è stata aperta la strada che nel medioevo non esisteva.
Dalla Porta della strada Nuova, parte un caratteristico vicolo pedonale in discesa che costeggia un tratto delle mura che appaiono ben conservate. Giunti su una strada (via del Crocefisso) si troverà la vera Porta Nuova, una semplice porta lungo le mura, un arco a tutto sesto in pietra chiara. Proseguendo verso il borgo, prestare attenzione sulla sinistra, un passaggio permette di raggiungere il Monastero di Santa Lucia. Il monastero risale probabilmente al XVII secolo, anche se la data esatta di fondazione non è certa. Era originariamente un convento di suore clarisse seguaci di Santa Chiara d'Assisi. Il complesso include la chiesa dedicata a Santa Lucia che ho trovato chiusa. Il monastero non è più un convento attivo, ma è stato convertito in un sito culturale e turistico.
Tornando sulla strada, si prosegue sempre in leggera discesa incrociando solo qualche abitante a piedi. Poco dopo si incontra un altro palazzo rinascimentale però un po' isolato, Palazzo Petrelli. Superato il palazzo, si giunge all’altezza di una porta in pietra con arco a tutto sesto (senza nome) la quale permette di accedere ad un ampio spazio (oggi chiamato Piazza della Torre) dominato da un grande Palazzo storico chiuso ma ben conservato. Poco oltre, un bel giardino e sullo sfondo Palazzo Valenti. Si tratta di un palazzo signorile della importante famiglia nobile dei Valenti. La struttura ha le caratteristiche tipiche dell'architettura rinascimentale. La facciata è elegante e simmetrica con un bel portale arcuato e bugnato.
Sulla destra del palazzo, una ampia scalinata, molto scenica, sale tra mura e grandi case. Alla fine della scala si incrocia una strada, percorrendola si ritorna nuovamente nella parte popolare, con piacevoli scorci e angoli caratteristici fino a raggiungere l’Arco della Salvia, un arco in cotto e sasso ben conservato che si integra perfettamente con l'architettura circostante. E' probabile che un tempo l'arco facesse parte delle porte d'accesso al borgo. Continuando si raggiunge nuovamente la Porta della strada Nuova, punto iniziale e finale di questo secondo percorso di visita.
Il parcheggio auto dove riprendere la macchina è a pochi passi.
Cosa vedere a Trevi
PERCORSO DI VISTA
Cosa vedere a Trevi
SANTUARIO
MADONNA delle LACRIME
nelle vicinanze

Esternamente la chiesa appare molto semplice e lineare, elegante il portale architravato con lunetta del 1498 ornato di festoni, candelabri, capitelli, cherubini, con alla base degli stipiti due leoni accovacciati.
L’immagine miracolosa della Madonna con Bambino si trova sull’altare del transetto destro. Dalla fine del cinquecento, la chiesa accoglie le sepolture dei più importanti membri della nobile famiglia dei Valenti di Treia, infatti sono diversi i monumenti sepolcrali della famiglia in particolare sulle pareti della chiesa.
Borgo di Trevi
INFO e CURIOSITA'
Quali opere espone la pinacoteca di Trevi ?
La Pinacoteca Comunale di Trevi è ospitata all’interno del Complesso Museale di San Francesco, un edificio storico risalente al XIII secolo, già sede di un convento francescano. Questo museo custodisce un ricco patrimonio artistico con particolare attenzione al periodo medievale e rinascimentale. Tra le opere di maggiore rilievo si trovano dipinti attribuiti alla scuola del Perugino e a Bernardino Gagliardi, un importante artista barocco originario di Trevi. Di grande interesse sono anche i polittici e le tavole dipinte, molti dei quali provengono dalle chiese locali e riflettono la devozione religiosa della comunità. La Pinacoteca ospita inoltre una sezione dedicata all’arte sacra, con paramenti liturgici, sculture lignee e antichi reliquiari.
Come si svolge il famoso Palio dei Terzieri di Trevi ?
Il palio nasce da un cruento fatto storico risalente all’anno 1214 quando la città venne distrutta da parte della rivale Spoleto. Da questa tragedia la popolazione seppe riemergere per la volontà e l’ardore dei giovani che gareggiarono per far emergere Trevi dalle rovine. Con riferimento al fatto storico nacque nel 1980 il "PALIO DEI TERZIERI" che, con giovanile festoso entusiasmo rievoca la tenacia e la generosità dell’avvenimento.
La manifestazione si svolge annualmente la prima domenica di ottobre. È una corsa fra tre carri che rappresentano i Terzieri (tradizionale suddivisione del territorio).
Il percorso di gara è di 800 metri e si snoda lungo le antiche mura fino alla "Piazza del Comune" cuore della città. Qui la Mora (busto ligneo raffigurante il Saracino) attende impaziente che il "bàlio" (popolano al quale è affidato il gesto conclusivo della corsa) le strappi la chiave dalla mano destra per aprire la porta della torre e dare il tocco di campana, segno simbolico della riconquista della città.
Per ogni Terziere gareggiano venti giovani che si alternano in più staffette nell’ardua e avvincente corsa durante la quale uno traina e gli altri spingono con tutte le forze il carro del peso di 430 Kg. Tra un cambio e l’altro non c’è tregua: dopo il passaggio del testimone si deve continuare a correre per raggiungere la Piazza entro due minuti dal tocco della campana del bàlio. Vince il terziere che ha impiegato minor tempo e commesso meno irregolarità.
Quali sono le specialità gastronomiche di Trevi ?
Trevi è famosa per il suo olio extravergine di oliva, riconosciuto come uno dei migliori d’Italia. Il borgo è parte della Strada dell’Olio e.v.o. Dop Umbria, che promuove degustazioni e visite ai frantoi.
La torta al testo è una specialità tipica umbra, una sorta di focaccia piatta e non lievitata. Il nome "testo" deriva dall'antico strumento di cottura, una piastra in ghisa o pietra refrattaria, usata per cuocerla direttamente sul fuoco. Gli ingredienti principali sono farina, acqua, sale e un po’ di lievito o bicarbonato. Tradizionalmente, la torta al testo viene servita calda e farcita con salumi, formaggi, verdure grigliate o salsicce. È un piatto semplice ma gustoso, che spesso accompagna pranzi o cene informali




