COSA VEDERE A
BETTONA
BORGO MEDIEVALE
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Borgo di Bettona
INTRODUZIONE
Arroccata su un colle a 353 metri d'altezza, Bettona è un piccolo borgo medievale che domina la valle del Tevere con uno sguardo che spazia dalle colline umbre fino ai monti Martani. Questa cittadina conserva intatto il fascino di un centro storico racchiuso da possenti mura medievali, che si ergono sui resti ancora più antichi della cinta muraria etrusca.
Le origini di Bettona affondano nell'epoca etrusca, quando la città era conosciuta come Vettona. Di quel periodo restano testimonianze significative nelle mura in blocchi di arenaria, ancora visibili in alcuni tratti. Durante il Medioevo, Bettona conobbe periodi di splendore e travagliate vicende belliche, fino a quando nel 1367 venne conquistata e parzialmente distrutta dalle milizie perugine. La ricostruzione quattrocentesca le conferì l'aspetto che ancora oggi caratterizza il suo centro storico, con strette vie acciottolate, palazzi nobiliari e chiese ricche d'arte.
Visitare Bettona permette di immergersi in un'atmosfera autentica e tranquilla. Concedetevi una passeggiata lungo il camminamento delle mura per godere di ampi panorami sulla campagna circostante. Bettona si visita comodamente in mezza giornata, ideale per una sosta durante un itinerario alla scoperta dell'Umbria più autentica.
Le origini di Bettona affondano nell'epoca etrusca, quando la città era conosciuta come Vettona. Di quel periodo restano testimonianze significative nelle mura in blocchi di arenaria, ancora visibili in alcuni tratti. Durante il Medioevo, Bettona conobbe periodi di splendore e travagliate vicende belliche, fino a quando nel 1367 venne conquistata e parzialmente distrutta dalle milizie perugine. La ricostruzione quattrocentesca le conferì l'aspetto che ancora oggi caratterizza il suo centro storico, con strette vie acciottolate, palazzi nobiliari e chiese ricche d'arte.
Visitare Bettona permette di immergersi in un'atmosfera autentica e tranquilla. Concedetevi una passeggiata lungo il camminamento delle mura per godere di ampi panorami sulla campagna circostante. Bettona si visita comodamente in mezza giornata, ideale per una sosta durante un itinerario alla scoperta dell'Umbria più autentica.
Cosa vedere a Bettona
IL BORGO

Per la visita al borgo di Battona, consiglio di raggiungere il Parcheggio che si trova a sud dell’abitato e prossimo ad una delle due porte principali. Il parcheggio è a ridosso delle mura e propone subito Porta San Pietro che trova posto all’interno di una grande torre edificata nel XIV secolo, porta che un tempo era dotata di ponte levatoio. Pochi passi ed ecco Porta Romana, è l’accesso alla città dal lato sud, lungo l'asse che percorre e taglia in due il borgo. Si tratta di una struttura in pietra che poggia su un tratto delle più antiche mura etrusche. Il fatto che due porte d'accesso fossero così vicine tra loro non ha una spiegazione logica, sicuramente le condizioni di un tempo erano ben diverse da quelle che vediamo oggi, ciò potrebbe spiegare anche l'importante differenza di quota tra le due porte.
Superata Porta Romana, si entra nel contesto del borgo nella zona più popolare costituita da case in pietra o in cotto. Una serie di vicoli laterali conducono a piazzette e passaggi caratteristici che consiglio di vedere e approfondire a fine visita, cioè al ritorno Proseguendo lungo la via principale, si osserverà qualche palazzo nobiliare con importanti portali, qualche esercizio commerciale nonché abitazioni alcune delle quali sono state rifatte recentemente senza seguire lo stile architettonico del borgo. Alla fine, la strada sbocca nella piazza principale (Piazza Cavour) nella quale si trovano gli edifici storici più importanti di Bettona a testimonianza del fatto che qui si concentrava il potere religioso che quello politico. Subito sulla sinistra il palazzo nobiliare ottocentesco della Biancalana in stile neoclassico all’interno del quale oggi è ospitato parte del museo cittadino, la sezione archeologica con i reperti di epoca etrusca rinvenuti nei dintorni. Subito a fianco, praticamente attaccato, il Palazzo del Podestà un edificio squadrato in pietra levigata con una scala esterna alla fine della quale, sopra l’ingresso, i resti di un affresco. Il piano terra è occupato da un bar mentre il piano superiore ospita la pinacoteca comunale (che si estende dal palazzo Biancalana posto a fianco) la quale ospita una sessantina di opere, in gran parte pittoriche, di vario genere e strettamente legate alla storia locale, tra quelle da citare troviamo alcuni dipinti del Perugino e opere di Della Robbia.
Superata Porta Romana, si entra nel contesto del borgo nella zona più popolare costituita da case in pietra o in cotto. Una serie di vicoli laterali conducono a piazzette e passaggi caratteristici che consiglio di vedere e approfondire a fine visita, cioè al ritorno Proseguendo lungo la via principale, si osserverà qualche palazzo nobiliare con importanti portali, qualche esercizio commerciale nonché abitazioni alcune delle quali sono state rifatte recentemente senza seguire lo stile architettonico del borgo. Alla fine, la strada sbocca nella piazza principale (Piazza Cavour) nella quale si trovano gli edifici storici più importanti di Bettona a testimonianza del fatto che qui si concentrava il potere religioso che quello politico. Subito sulla sinistra il palazzo nobiliare ottocentesco della Biancalana in stile neoclassico all’interno del quale oggi è ospitato parte del museo cittadino, la sezione archeologica con i reperti di epoca etrusca rinvenuti nei dintorni. Subito a fianco, praticamente attaccato, il Palazzo del Podestà un edificio squadrato in pietra levigata con una scala esterna alla fine della quale, sopra l’ingresso, i resti di un affresco. Il piano terra è occupato da un bar mentre il piano superiore ospita la pinacoteca comunale (che si estende dal palazzo Biancalana posto a fianco) la quale ospita una sessantina di opere, in gran parte pittoriche, di vario genere e strettamente legate alla storia locale, tra quelle da citare troviamo alcuni dipinti del Perugino e opere di Della Robbia.

A pochi metri dal Palazzo dl Podestà, la chiesa di San Francesco. Piccola chiesa che risale al XII secolo, la sua semplice facciata, contraddistinta da un portale in gran parte eroso dal tempo, la fa passare quasi inosservata. L’interno si rivela tutt’altro, molte decorazioni e stucchi del 1500 con dipinti, affreschi e finiture dai colori vivaci che si estendono anche a tutta la volta. Il segnale turistico riporta che nel 1547 la chiesa fu data in uso, dal Vescovo di allora, alla Confraternita della Buona Morte, assumendone così parte del nome ovvero Chiesa di San Francesco e della Buona Morte.
Sul fianco di San Francesco si erge l’imponente chiesa di Santa Maria Maggiore la quale si presenta con una ampia e semplice facciata in pietra, affiancata del campanile realizzato in cotto, probabile rifacimento. Le sue origini sono sicuramente lontane ma non sono chiare, la tradizione vuole che sia sorta sulla casa della prima miracolata da San Crispolto. Anche questa chiesa ha subito molti interventi nel corso del tempo, l’ultimo nel 1800 l’ha trasforma in stile neoclassico. Piacevole l’interno a navata unica che si presenta lineare nelle forme con finiture di colore bianco e grigio sulle colonne e capitelli e con le pareti e le volte in colore ocra: Non c’è rimasto quasi nulla in termini di opere, quelle di un certo valore sono state trasferite nel museo della città.
Sempre stando sulla piazza principale, sul fianco del Municipio, si noterà la presenza di una fontana in pietra di fattura ottocentesca con una pigna sulla parte superiore elemento decorativo simbolo di prosperità e benessere. Oltre la fontana, in uno slargo, la chiesa di San Crispolto eretta dai monaci benedettini agli inizi del XIII sec. per conservarvi il corpo del Santo Patrono San Crispolto. Il tempio ha una pianta a croce latina e nel corso dei secoli è stato oggetto di numerosi interventi che hanno stravolto la struttura originaria. Il segnale turistico indica che all’interno sono presenti diverse opere pittoriche di un certo rilievo. Trovata chiusa purtroppo.
Sempre stando sulla piazza principale, sul fianco del Municipio, si noterà la presenza di una fontana in pietra di fattura ottocentesca con una pigna sulla parte superiore elemento decorativo simbolo di prosperità e benessere. Oltre la fontana, in uno slargo, la chiesa di San Crispolto eretta dai monaci benedettini agli inizi del XIII sec. per conservarvi il corpo del Santo Patrono San Crispolto. Il tempio ha una pianta a croce latina e nel corso dei secoli è stato oggetto di numerosi interventi che hanno stravolto la struttura originaria. Il segnale turistico indica che all’interno sono presenti diverse opere pittoriche di un certo rilievo. Trovata chiusa purtroppo.

Tornando sulla piazza, si può proseguire lungo la via principale che porta verso la Porta a nord di Bettona. Pochi passi dopo il Municipio e difronte alla chiesa di Santa Maria Maggiore un altro slargo dove si trova l’oratorio si Sant'Andrea. La chiesa, che risale al agli inizi del XIV secolo, esternamente non è il massimo, forma trapezoidale, ingresso leggermente rialzato, semplicissimo portale, rosone dalla forma particolare e facciata intonacata e bisognosa di almeno una pulizia. Altra cosa il suo interno, subito colpisce lo splendido soffitto ligneo a cassettoni ornati di rosoni intagliati. Molto elaborato l’altare maggiore in stile barocco in cui prevale il colore verde sugli elementi dorati, dietro un grande drappeggio decisamente fuori luogo a mio parere. Sulla sinistra forse l’opera più interessante, un ciclo pittorico della fine del 1300 rappresentante la Passione di Gesù.
Continuando sulla via principale in leggera discesa, si affronta l’ultima parte del borgo tra case in sasso o cotto ma anche tra quelle rifatte e intonacate (alcune in colore rosa …..). Una zona di scarso interesse turistico che conduce alla Porta Vittorio Emanuele II , l'unica che ha conservato le due ante in legno. Poco prima della porta sulla sinistra uno slargo con in fondo il Monastero di Santa Caterina che si riconosce appena dall'ingresso della chiesa che occupa una estesa facciata quasi anonima (tutto chiuso in occasione della mia visita). Superata la Porta Vittorio Emanuele II, sulla sinistra, un tratto della cinta muraria in cui sono meglio visibili parti di mura di epoca etrusca basate su blocchi in pietra arenaria. Appena fuori la porta, si può ammirare un bel panorama su una ampia parte della valle centrale umbra.
Con questa porta si può considerare concluso il percorso di vista, eventualmente rimangono altre due porte pedonali che si possono visitare, Porta Primo Maggio, detta San Giacomo dal contiguo monastero e Porta San Crispolto, che si apre al di sotto della grande abside dell’omonima chiesa.
Come indicato in precedenza, sulla via del ritorno, suggerisco di inoltrarsi nelle viuzze e vicoli della zona più popolare che si trova tra la piazza principale e Porta Romana.
Continuando sulla via principale in leggera discesa, si affronta l’ultima parte del borgo tra case in sasso o cotto ma anche tra quelle rifatte e intonacate (alcune in colore rosa …..). Una zona di scarso interesse turistico che conduce alla Porta Vittorio Emanuele II , l'unica che ha conservato le due ante in legno. Poco prima della porta sulla sinistra uno slargo con in fondo il Monastero di Santa Caterina che si riconosce appena dall'ingresso della chiesa che occupa una estesa facciata quasi anonima (tutto chiuso in occasione della mia visita). Superata la Porta Vittorio Emanuele II, sulla sinistra, un tratto della cinta muraria in cui sono meglio visibili parti di mura di epoca etrusca basate su blocchi in pietra arenaria. Appena fuori la porta, si può ammirare un bel panorama su una ampia parte della valle centrale umbra.
Con questa porta si può considerare concluso il percorso di vista, eventualmente rimangono altre due porte pedonali che si possono visitare, Porta Primo Maggio, detta San Giacomo dal contiguo monastero e Porta San Crispolto, che si apre al di sotto della grande abside dell’omonima chiesa.
Come indicato in precedenza, sulla via del ritorno, suggerisco di inoltrarsi nelle viuzze e vicoli della zona più popolare che si trova tra la piazza principale e Porta Romana.
Borgo di Bettona
CURIOSITA'
Sagra dell’Oca
Festa che si svolge tipicamente nei primi giorni del mese di agosto, incentrata sulla gastronomia legata a questo animale. La tradizione delle sagre come valorizzazione dei prodotti tipici nasce a Bettona alla fine degli anni '60, inizialmente dedicata alla porchetta. La Sagra dell'Oca invece è nata a metà degli anni '80 ed è stata subito un successo. L'evento rappresenta un ritorno alle tradizioni contadine, quando l'oca veniva allevata nelle aie e cucinata nelle occasioni speciali.
Festa che si svolge tipicamente nei primi giorni del mese di agosto, incentrata sulla gastronomia legata a questo animale. La tradizione delle sagre come valorizzazione dei prodotti tipici nasce a Bettona alla fine degli anni '60, inizialmente dedicata alla porchetta. La Sagra dell'Oca invece è nata a metà degli anni '80 ed è stata subito un successo. L'evento rappresenta un ritorno alle tradizioni contadine, quando l'oca veniva allevata nelle aie e cucinata nelle occasioni speciali.
Ogni sera presso i Giardini di Santa Caterina, gli stand propongono specialità tipiche e sapori autentici locali, dagli antipasti ai dolci. L'oca viene servita in diverse versioni: tagliatelle al sugo, arrosto, in umido o cotta a "roast-beef", con gnocchi al sugo d'oca e oca in porchetta in serate specifiche, il tutto scompagnato da divertimenti vari, musica e danze.
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