COSA VEDERE A
BERTINORO
BORGO MEDIEVALE
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COSA VEDERE A BERTINORO
INTRODUZIONE
COSA VEDERE A BERTINORO
IL BORGO

Il percorso ottimale per la visita al centro storico di Bertinoro può iniziare nell'area sottostante il colle principale ai piedi dell'antica Rocca Vescovile. Questo perché qui si trovano due comodi parcheggi auto prossimi anche al centro del borgo (seguire le indicazioni verso la Rocca). Dal parcheggio si giunge rapidamente al bivio dove la strada a sinistra, in discesa, si dirige verso il centro storico mentre quella a destra, in salita, porta all’ingresso della Rocca.
Vista la vicinanza, vale la pena iniziare la visita proprio dalla Rocca di Bertinoro che domina la cittadella dalla cima del colle Cesubeo. La struttura è antecedente all'anno Mille, nel 1177 vi soggiornò l’imperatore Federico I Barbarossa con la sua corte e milizie. Dal 1584, il complesso difensivo perse la funzione militare per diventare la sede vescovile della Diocesi di Bertinoro.
Dopo aver superato il cancello d’ingresso all’area aperto a tutti, si raggiunge una scalinata che porta a quello che doveva essere il cortile interno della struttura fortificata, cortile oggi aperto da un lato, probabile apertura avvenuta durante il periodo vescovile. Nel complesso l’edificio completamente in cotto appare ben conservato e curato.
Oggi la Rocca funge principalmente da sede del Centro Residenziale Universitario dell'Alma Mater Studiorum di Bologna (dal 2000) che ha adattato la rocca alle esigenze moderne per poter ospitare un certo numero di studenti comprese aule didattiche e sale convegni. Questa area della Rocca è visitabile sono in parte e solo quando non ci sono lezioni o convegni. Io ho avuto la fortuna di capitare in un momento tranquillo per cui mi hanno permesso di visitare alcune sale in cui sono presenti degli interessanti affreschi originali tra cui la Sala Affrescata (ex sala da pranzo vescovile) decorata con affreschi barocchi.

Una breve visita in cui sono stato accompagnato da una ragazza del Museo Interreligioso. Questo Museo si trova al piano terra della Rocca, in particolare nelle segrete medievali e nella cisterna cinquecentesca. Inaugurato nel 2005, è un centro culturale dedicato alla conoscenza e al dialogo tra le tre principali fedi monoteiste: Ebraismo, Cristianesimo e Islam. Si articola in quindici sale lungo tre sezioni, esponendo oggetti d'arte e offrendo percorsi didascalici che esplorano i legami e gli sviluppi storici di ciascuna religione. Il percorso espositivo è stato ideato da teologi, architetti e artisti per creare un’esperienza immersiva. Tra gli spazi chiave vi è la Sala di Mosè, che illustra l’abbandono del politeismo attraverso la narrazione dell'Alleanza. Qui è esposto un mosaico raffigurante l'episodio di Mosè nel Roveto Ardente, realizzato con tecniche bizantine. Un punto di particolare suggestione è il Santo dei Santi, ricostruito nell’antica cisterna. Questo ambiente ospita una copia dell'Arca dell'Alleanza (costruita nel 2015). Per poterlo visitare è bene informarsi per orari e modalità di visita direttamente sul sito del Museo.
Una volta conclusa la visita alla Rocca, si prosegue lungo la via in discesa che porta al centro storico del borgo. Lungo la discesa prestare attenzione sulla destra, un edificio in cotto ospitava le carceri vescovili (è presente un segnale turistico). Oggi è occupato da abitazioni private. La struttura si affaccia su una ampia terrazza dalla quale si osserva una parte del borgo e della pianura antistante.
Poco dopo sulla sinistra la chiesa di San Silvestro un edifico in cotto in stile barocco del 1750 oggi sconsacrato e utilizzato sono per eventi, infatti l’ho trovato chiuso.
Scendendo ancora si giunge ben presto nella piazza principale, Piazza della Libertà cuore di Bertinoro che si distingue per la presenza di una terrazza panoramica che offre un'ampia visuale sulla vallata, estendendosi fino al mare.

Qui si concentrano i principali monumenti civili e religiosi di Bertinoro, a partire dal Palazzo Ordelaffi, l'attuale sede municipale. L’edificio fu costruito a partire dal 1306, quando Pino I Ordelaffi prese possesso di Bertinoro. La facciata presenta otto massicce colonne realizzate in sasso. La muratura è composta da un misto di materiali tra cotto e conci come se fosse del materiale residuale. Le merlature di tipo ghibellino furono aggiunte successivamente, nell'ambito di un restauro nel 1934. Essendo sede del comune, il palazzo è visitabile in orario d'ufficio. Raggiunto il primo piano ovvero il piano nobile, ecco due belle sale particolarmente interessanti. Ho avuto la fortuna di incontrare un addetto del comune che mi ha fatto da cicerone. Partendo dalla grande Sala del Popolo, storicamente utilizzata per le riunioni cittadine, per poi passare alla Sala della Fama, più nota come Sala Quadri.
Quest'ultima è particolare in quanto conserva un ciclo di tele, opera del pittore Antonio Zambianchi, dedicate alla narrazione della storia locale. All'interno dell'Ufficio del Sindaco è custodito il dipinto “Stamira incendia le macchine all’assedio di Ancona” che richiama un evento del 1172 in cui una contessa di Bertinoro con le sue truppe portò soccorso alla città di Ancona che era stata assediata dagli imperiali dell’arcivescovo Cristiano di Magonza (fonte del mio “cicerone”)
Adiacente al Palazzo Ordelaffi, si erge la Torre Civica, nota anche come "Torre dell'Orologio". La struttura fu ridotta d’altezza nel 1600 con l'aggiunta di una cella campanaria.
Nella medesima piazza si incontra la Cattedrale di Santa Caterina d’Alessandria, patrona di Bertinoro. La costruzione della cattedrale fu avviata nel 1500 e completata intorno al 1600. L’edificio presenta una facciata importante in gran parte chiusa su un vicolo a ridosso dele Palazzo del Comune. Nel corso della mia visita la chiesa era chiusa. Il segnale turistico indica che l'interno è suddiviso in tre navate, scandite da colonne di ordine ionico. Sull’altare maggiore l’opera più significativa, una pala che illustra lo Sposalizio Mistico di Santa Caterina d’Alessandria.

Sempre nella piazza si trova la "Colonna degli Anelli" che risale al 1200, simbolo della storica vocazione all'accoglienza del borgo. Sembra che lo scopo di questa colonna era risolvere i contrasti tra le famiglie nobili d'un tempo (vedi le curiosità su Bertinoro).
Lasciando Piazza della Libertà, si può seguire la strada che scende affiancando un brutto palazzo moderno in mattoni (alle volte ci si chiede chi autorizza certe costruzioni) per raggiungere la zona dove un tempo sorgeva un piccolo quartiere ebraico, Quartiere La Giudecca. Gli edifici che compongono il quartiere, databili alla metà del XV secolo, sono realizzati in mattoni e conci di pietra. Tornati in piazza della Libertà, si può proseguire la visita imboccando la strada principale in discesa che si trova di fianco alla chiesa. Non si incorreranno edifici particolari ma solo case ristrutturate con qualche segno del passato, edifici che si sviluppano lungo la via secondo un disegno urbano che risale ai tempi antichi.
Visto il quartiere La Giudecca, tornare indietro alla piazza principale, superare la piazza per imboccare la strada, posta a fianco della cattedrale, in discesa. Lungo questo percorso si troveranno le indicazioni come la Strada della Vendemmia (lungo via della Santissima Trinità) e la Strada dei Mestieri Scomparsi (all’inizio di via delle Mura), sulle quali si troveranno delle piccole opere artistiche e selezioni di vini legate alle tradizioni locali.
Bertinoro conserva alcune porte storiche possono essere raggiunte comodamente in auto nel momento in cui si esce dal paese. Dal parcheggio auto si scende con l’auto fino a raggiungere la piazza principale, quindi svoltare subito a sinistra, superare il quartiere ebraico e seguire le indicazioni per raggiungere Porta dei Tre Santi, quella più a nord e poi, Porta San Francesco la cui strada porta sulla via Emilia.
INFO e CURIOSITA'
BERTINORO
Qual è l'origine del nome di Bertinoro ?
Qual è l'origine del nome di Bertinoro ?
La tradizione attribuisce l'origine del nome del borgo a Galla Placidia, figlia dell'imperatore Teodosio, che durante una sosta assaggiò un vino locale, l'Albana, servito in un'umile coppa di terracotta. Si narra che, ritemprata dalla bevanda, ella esclamasse che il vino era degno di essere bevuto "in oro" (da cui berti in oro). Oltre a questo aneddoto, Bertinoro è identificata come la "Città del Vino" e la "Città dell'Ospitalità," denominazioni che sottolineano le sue eccellenze locali e il suo carattere accogliente.
Qual è il significato della Colonna degli Anelli ?
La Colonna degli Anelli, o Colonna dell’Ospitalità, è il simbolo storico dell'antica tradizione di accoglienza di Bertinoro e si trova nella centrale Piazza della Libertà. Fu eretta a partire dai primi del 1200 dal giudice Guido del Duca, citato anche da Dante nel XIV Canto del *Purgatorio*, e dal suo amico Arrigo Mainardi. La sua funzione era dirimere le dispute tra le famiglie nobili bertinoresi che litigavano per l'onore di ospitare i forestieri e i pellegrini. La colonna di pietra era dotata di dodici anelli di ferro, ciascuno corrispondente a una famiglia: il viandante, legando il proprio cavallo a un anello scelto casualmente, determinava la famiglia che avrebbe avuto il piacere di ospitarlo. Questa tradizione viene rinnovata ogni anno durante la Festa dell'Ospitalità, che si tiene la prima domenica di settembre. Durante il rito, agli anelli vengono appese delle buste che, scelte dagli stranieri, assegnano loro un invito a pranzo presso una famiglia o un ristorante partecipante, rievocando l'antica usanza.
Quali attività all'aperto e siti collaterali sono consigliati al visitatore ?
Il paesaggio collinare che circonda Bertinoro, noto come il "Balcone della Romagna," è ideale per attività all'aperto. Le colline ricoperte di vigne e ulivi sono attraversate da numerosi sentieri escursionistici e percorsi ciclabili, rendendo la zona meta frequente per il cicloturismo. Queste escursioni offrono l'opportunità di immergersi nella natura e raggiungere punti panoramici sulla campagna e la riviera. Inoltre, il territorio comunale comprende diverse frazioni di interesse. Tra queste, la frazione di Fratta Terme è una località termale dotata di un centro salute con spa e piscine che sfruttano le fonti naturali. Meritano una visita anche la suggestiva Pieve Romanica di Polenta, dove si celebra ancora la messa tutte le domeniche, e che è ricordata per la storia di Francesca e per essere stata citata da Dante e Carducci.




