cosa vedere a
Ischitella
borgo pugliese
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Borgo di Ischitella
INTRODUZIONE
Oggi, Ischitella, che fa parte del Parco Nazionale del Gargano e della Comunità Montana del Gargano, ed è riconosciuta anche come "Città dell'olio", data la ricchezza di ulivi sulla collina su cui sorge e nei dintorni. Il borgo si presenta diviso in due parti principali: il nucleo più antico, noto come "La Terra" o "Terra Vecchia" che andremo a visitare, e la parte più recente, detta "Ponte" di scarso interesse storico.
Cosa vedere a Ischitella
IL BORGO

Il Palazzo Ventrella sorge nella parte più alta del colle su cui si estende l'abitato, all'interno del centro storico. Questo imponente edificio fu ristrutturato e ampliato all'inizio del XVIII secolo per volontà dell'allora principe e proprietario Francesco Emanuele Pinto. La sua edificazione avvenne sulle rovine del precedente castello di epoca sveva, che fu quasi interamente distrutto dal violento sisma del 1646. Dell'originaria fortezza, oggi rimangono integre soltanto la facciata monumentale e l'imponente torre, realizzata nel 1714. La torre, composta da tre piani, fu incassata nella facciata del preesistente edificio. Il palazzo ha un ingresso con un’alta porta ad arco che permette di accedere al cortile interno quadrato che non risulta di particolare interesse. Muovendosi lungo il lato destro del Palazzo, praticamente ruotandogli intorno, si noterà la presenza della chiesa di Sant’Estacchio con la sua imponetene facciata.
La chiesa fu edificazione nel XVIII secolo, avvenne sui resti di un'antica torre maestra del castello medievale già diroccato. La sua facciata, in stile barocco rinascimentale, è di proporzioni monumentali e ospita, in due nicchie, le statue di Santo Eustachio Martire, patrono di Ischitella, e San Pasquale Bailon. La conservazione esterna lascia molto a desiderare, sarebbe necessario, quantomeno, di un intervento di pulizia. L'interno, di dimensioni contenute, appare decisamente diverso, più curato, con opere artistiche, pittoriche e lignee ben conservate.
Continuando la visita ad Ischitella, consiglio di imboccare il vicolo sulla destra della chiesa da dove inizia l’esplorazione del borgo. Le vie del centro non permettono il passaggio di veicoli se non dei motorini e questo aiuta ad immergersi nel contesto storico di Ischitella composto da un groviglio di stradine acciottolate chiamato "La Terra" o "Vecchia Terra".

Non sfuggirà il fatto che qui c’è una particolare tradizione, sicuramente introdotta recentemente ; molti pannelli di chiusura dei vani che contengono i contatori dell’acqua o dell’energia elettrica, normalmente in materiale metallico, vengo dipinti dagli abitanti (o chi per loro) con raffigurazioni tra le più varie, paesaggi, fiori, animali, piante, ecc. Si noterà che anche le porte metalliche di diverse cantine e/o sottoscale esterne sono dipinte in modo analogo.
Non ci vuole molto per ragiungere uno slargo dove si affaccia la chiesa del Purgatorio che ho trovato chiusa. Il cartello turistico racconta che le sue origini risalgono probabilmente al XVII secolo. La sua costruzione fa parte di quella fascia edificata che, a partire del XVIII secolo, andò sostituendosi all’antico tracciato delle mura urbane. Sobria la facciata di forma rettangolare con un portale con stipiti in pietra che avrebbero anch’essi bisogno di un intervento almeno di pulizia. L’interno viene descritto a navata unica e sembra essere alquanto semplice con alcuni dipinti, viene citata solo una tela settecentesca della Madonna delle Mercede.
Appena superata la chiesa, ecco sulla sinistra la Portella l’unica porta in sasso rimasta delle tre originarie di Ischitella. Ci troviamo nel punto opposto al Palazzo da dove è iniziata la vista al borgo per cui, sempre seguendo il vicolo principale, si può scoprire l’altro lato del borgo storico anch’esso fatto di vicoli e scalinate con molti passaggi laterali che nascondono angoli caratteristici spesso ricchi di verde e interessanti scorci da fotografare. Una piacevole passeggiata che alla fine porta sul via principale che taglia per tutta la sua lunghezza il centro storico di Ischitella. Pochi passi e si raggiunge la chiesa Madre di Santa Maria Maggiore, non facile da identificare perché completamente circondata di case. L’ingresso, che affianca l’alto campanile in sasso, appare modesto e un po’ anonimo e riconoscibile solo da una targa esterna che data la chiesa al XIII secolo, chiesa che ho trovato chiusa.
Con questo si può ritenere conclusa la visita al borgo, però merita citare la chiesa di San Francesco che si trova fuori dal centro storico ma molto vicino al Palazzo Ventrella.
Le sue origini sono legate a una piccola cappella che si trovava in quel luogo e che fu donata al Santo in occasione del suo pellegrinaggio sul Gargano. L’attuale chiesa risale al XV secolo ed ha subito diversi interventi nel corso del tempo sempre conservando importanti affreschi trecenteschi. Esternamente è un edificio semplice e lineare quasi da non sembrare un edificio religioso ma è nell’interno che esprime la sua bellezza legata alla semplicità del luogo tipicamente francescano. Nel piazzale di fronte la chiesa, si noterà la presenza di un albero completamente risecchito. Ebbene questo albero ha una storia legata ad una leggenda riportata in seguito (Info e Curiosità).
Cosa vedere a Ischitella
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CROCEFISSO DI VARANO
nelle vicinanze

Borgo di Ischitella
INFO e CURIOSITA'
Qual è l'origine del nome Ischitella ?
Quali sono le tradizioni culturali e gli eventi più importanti di Ischitella ?
Il 20 maggio si tiene la Festa Patronale in onore di Sant'Eustachio, il martire cristiano protettore della città. Ischitella è anche sede del Premio "Città di Ischitella - Pietro Giannone", un concorso nazionale di poesia nei dialetti d'Italia che si tiene annualmente a settembre.
Quale leggenda è legata al cipresso di San Francesco ?
Un tempo esisteva una piccola cappella, che fu donata al santo in occasione del suo pellegrinaggio sul Gargano. Secondo la leggenda, San Francesco si recò in questo punto particolare del paese e si inginocchiò per pregare. La sua preghiera era affinché potesse sorgere lì una chiesa. Finita la preghiera, San Francesco piantò il suo bastone nel terreno. Da questo bastone nacque un albero, descritto come bellissimo e rigoglioso.
La leggenda prosegue narrando che il diavolo, adirato per questo prodigio, tentò di far morire la pianta, scatenando una violenta tempesta. Tuttavia, quando il diavolo si avvicinò all'albero, l'albero si rivoltò. È da questo evento che, secondo la leggenda, deriva la particolarità del Cipresso di San Francesco: i suoi rami sarebbero sottoterra e le radici tenderebbero verso l'alto.




