cosa vedere a 
Vico del Gargano
 borgo marinaro

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Borgo di Vico del Gargano 
INTRODUZIONE

Adagiato a 445 metri sul livello del mare, Vico del Gargano si erge maestoso sul versante nord-orientale del promontorio garganico in provincia di Foggia. Questo antico insediamento, noto come "il borgo dell'amore" è parte del circuito dei Borghi più belli d'Italia, rappresenta una preziosa testimonianza medievale nella regione pugliese. Fondato in epoca normanna intorno all'XI secolo, momento in cui un insediamento fu stabilito in prossimità di una necropoli dell'età del ferro sul colle Tabor. Questo insediamento si sviluppò in un centro fortificato noto come Vico, con l'aggiunta di un primo nucleo castellano successivamente ampliato sotto Federico II di Svevia.

La sua posizione strategica, tra la Foresta Umbra e il mare, ha influenzato nei secoli la sua economia e cultura. Il centro storico, caratterizzato da un intricato dedalo di vicoli, archi e scalinate, conserva intatto il fascino di un passato glorioso, testimoniato da palazzi, chiese e dall'imponente castello normanno che domina l'intero abitato.

Cosa vedere a Vico del Gargano 
IL BORGO

piazzatta del borgo
Il percorso di visita che suggerisco, inizia da Largo San Domenico, dove si trova il Municipio della città, una piazza facile da raggiungere in auto e con spazi per il parcheggio. Partendo proprio dal Municipio, ospitato in un ex- convento dei Padri Predicatori Domenicani e rimaneggiato nel corso dei secoli, troviamo, al suo fianco sinistro, la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, anch'essa parte del complesso conventuale domenicano, costruita nel XVI secolo. La chiesa presenta una facciata semplice in pietra locale, con un portale architravato sormontato da un timpano triangolare. L'interno, a navata unica, custodisce alcune tele di scuola napoletana del XVII e XVIII secolo.

Dalla piazza è ben visibile una scalinata in pietra che conduce al Palazzo Della Bella, una delle dimore storiche più rappresentative di Vico. Edificato nel XIV secolo dalla nobile famiglia Della Bella, feudatari del luogo, il palazzo introduce a Vico uno stile architettonico inusuale per il territorio, un richiamo al modello trecentesco di Palazzo Vecchio a Firenze. La facciata, realizzata in pietra calcarea locale, si caratterizza per le finestre incorniciate da modanature e per il portale ad arco a tutto sesto con stemma nobiliare scolpito sulla chiave di volta. L'edificio non è regolarmente aperto al pubblico, ma solo in occasione di eventi culturali.

Proseguendo lungo la salita che fiancheggia il palazzo, si incontrano due torrioni circolari delle antiche mura difensive, edificati tra il XIII e il XIV secolo. Queste strutture, realizzate in pietra locale, presentano una caratteristica forma circolare con base a scarpa e feritoie, testimonianza dell'architettura militare medievale. I torrioni, parzialmente restaurati, sono ormai inseriti nel tessuto urbano che si è trasformato nel tempo.

All’altezza del secondo torrione, un passaggio pedonale ben segnalato permette di entrare nel cuore del borgo storico denominato Terra, caratterizzato da un intricato reticolo di vicoli stretti e tortuosi che seguono l'andamento naturale del terreno. Le strade, pavimentate con basoli (lastra di roccia di origine vulcanica) consumati dal tempo, sono affiancate da abitazioni che si sviluppano in altezza, spesso collegate tra loro da caratteristici archi di controspinta. I palazzi presentano facciate in pietra a vista o intonacate in colore bianco, con portali ad arco e balconi in ferro battuto di epoche diverse che emergono per i loro colori spesso vivaci rispetto alle bianche mura delle case.
un vicolo caratteristico

In questa zona del borgo si trova il celebre Vicolo del Bacio, ben segnalato in quanto una delle maggiori attrattive di Vico. Si tratta di una strettissimo passaggio in cui due persone possono sfiorarsi al passaggio per cui la tradizione popolare l’ha trasformato nel vicolo degli innamorati che si scambiano promesse d'amore. Attraversato il vicolo, una piccola piazzetta, chiusa tra le case, è chiamata di San Valentino, così si completa l’opera …..

Riprendendo il cammino lungo il vicolo principale, subito si incontra la Chiesa di San Giuseppe, edificata nel XVII secolo. La chiesa presenta una facciata semplice intonacata con portale architravato e un piccolo campanile a vela. L'interno, a navata unica con volte a botte, custodisce un pregevole altare barocco in legno dorato e alcune sculture lignee seicentesche, tra cui una statua di San Giuseppe realizzata da maestranze locali.

Proseguendo la visita, prestare attenzione al primo vicolo sulla sinistra, vicolo dello Zafferano. Suggerisco di imboccarlo e percorrerlo fintanto da raggiungere un bel slargo interamente chiuso tra le case, Piazzetta Terra. Nel cuore di questo rione, la piazzetta è dedicata agli innamorati. Non aspettatevi nulla di speciale solo una ambientazione un po’ diversa e curata con alcune panchine su cui accomodarsi per qualche minuto ad assaporare il silenzio del luogo.

Rientro nel vicolo principale, pochi passi per incrociare la minuta Chiesa dell'Annunziata, risalente al XV secolo. Molto semplice la facciata, con portale in pietra, così come l’interno. In occasione della mia visita, sull’altare maggiore mancava la statua della Madonna (probabilmente per questioni di sicurezza).

Continuando la visita verso il Castello, poco dopo, si incontra un altro edificio religioso, la piccola Chiesa di San Nicola documentata già nel 1676. La facciata intonacata in un discutibile colore giallo, presenta un portale squadrato in pietra affiancato da semi colonne lisce. Abbastanza semplice l’interno ad unica navata contraddistinto da una volta a piccoli cassettoni

Ormai prossimi ci si trova sulla sommità del borgo, diversi segnali turistici indicano la presenza del Castello Normanno-Svevo che oggi è così integrato nel tessuto urbano da non riconoscerlo. Una prima presenza di un massiccio bastione angolare a forma circolare permette di individuare un lato del palazzo. Il primo impianto del castello risalente all'epoca normanna, fu modificato da Federico II di Svevia, che lo destinò anche a residenza per svaghi. Le funzioni del castello si sono evolute nel tempo, venendo utilizzato anche per scopi residenziali. L’entrata è solo più avanti sulla destra, seguire i cartelli, dove si può osservare un tratto della cinta muraria e una porta che introduce ad uno spazio interno, praticamente un cortile, trasformato completamente nel corso tempo tanto d presentare una serie affiancata di edifici con architetture diverse tra loro. Uno spazio abitativo oggi utilizzato anche da un ristorante con tavoli esterni che occupano il cortile.

torre inserita nell'abitato

Proseguendo ancora lungo la via in salita, si raggiunge il punto più alto di Vico, punto occupato dalla grande chiesa della Beatissima Vergine Assunta, la parrocchiale più antica di Vico, spesso indicata semplicemente come Chiesa Madre. Edificata nel XIII secolo e rimaneggiata nei secoli successivi, presenta una facciata semplice chiusa da un timpano triangolare con un essenziale portale in pietra con iscrizione che riporta la data del 1675. 

E' affiancata da un tozzo campanile realizzato con tecniche e materiali diversi, la parte più brutta è quella superiore dove si trova l'orologio (sopra le campane).

L'interno, a tre navate, è dotato di undici altari. Tra questi, degni di nota sono l'altare di San Valentino, patrono di Vico, e l'altare del SS. Crocifisso. Questa chiesa riveste un ruolo centrale nella Festa di San Valentino, dove, secondo tradizione secolare, le arance vengono benedette e la statua del santo viene adornata con centinaia di arance.

Dopo la visita alla Chiesa Madre, si ritorna leggermente indietro e grazie ad evidenti cartelli turistici, ci si può inoltrare nei rioni Civita e Casale, i nuclei più antichi dell'abitato. Questi quartieri si sviluppano seguendo i livelli del costone roccioso su cui sorge Vico, creando un suggestivo sistema di vicoli, scalinate e slarghi che si adattano alla morfologia del terreno.

Il rione Civita rappresenta il nucleo più antico del centro storico, mentre il Rione Casale si sviluppò in origine fuori dalle mura. Entrambi i quartieri rappresentano la vita popolare di un tempo con abitazioni addossate le une alle altre, collegate da archi e passaggi coperti che creano giochi di luce e ombra. Sono quartieri dove si apprezza un certo silenzio che però è frutto anche di un certo abbandono. Questo si riflette anche nello stato di conservazione delle abitazioni e dei vicoli stessi che spesso appaiono decadenti se non degradati

Seguendo i vicoli che corrono lungo i livelli del costone su cui sorge Vico, si giunge alla pittoresca Piazzetta del Conte, un belvedere che offre una bella vista panoramica e permette di osservare le tracce rimanenti della cinta muraria e altri torrioni circolari che cingevano l'abitato. Passeggiando, capiterà di notare le dimensioni spesso imponenti dei camini che sporgono dalle case nei vicoli, sono elementi caratteristici dell'architettura locale

Proseguendo l'itinerario tra le vie storiche, è possibile individuare altre torri o parti di esse ormai inglobate nelle costruzioni più recenti. Scendendo o risalendo per le stradine, si arriva in Via Ricciotti, dove si trova quella che ritengo la più pittoresca torre storica di Vico inserita in modo armonioso nel contesto urbano. Pochi passi e si incrocia la via che porta al Palazzo Della Bella, punto dal quale è iniziata questa passeggiata nel centro storico di Vico del Gargano.


Cosa vedere a Vico del Gargano 
PERCORSO DI VISTA


Mappa con il percorso suggerito per visitare il borgo di Vico del Gargano


Cosa vedere a Vico del Gargano 
GALLERIA FOTOGRAFICA

Tutte le foto e i video presenti in questa galleria sono di Roberto

palazzo della bella

Borgo di Vico del Gargano 
INFO e CURIOSITA'

Quali sono le origini storiche di Vico del Gargano ?

La presenza umana nel territorio di Vico è documentata fin dalla preistoria. Il centro abitato attuale prese vita nel 970 d.C. vicino a una necropoli dell'età del ferro sul Monte Tabor. La tradizione narra che fu fondato da soldati slavi guidati dal leggendario condottiero Sueripolo, che scacciarono i pirati Saraceni. Gli slavi si mescolarono ai residenti locali, formando un unico centro fortificato chiamato "Vico". In epoca normanna fu costruito il primo nucleo del castello, successivamente modificato da Federico II di Svevia.

Perché Vico del Gargano è conosciuto come "il paese dell'amore" ?

Vico del Gargano è soprannominato "il paese dell'amore" principalmente per due motivi legati alla sua festa patronale. Il santo patrono della città è San Valentino, protettore non solo degli innamorati ma anche degli agrumeti. La sua festa si celebra il 14 febbraio, il giorno di San Valentino, e il borgo viene addobbato con cuori e arance, simboli locali. Inoltre, una delle attrazioni più romantiche è il "Vicolo del Bacio", una stretta stradina larga non più di mezzo metro. La ristrettezza del passaggio rende quasi obbligatorio per chi lo attraversa di sfiorarsi, e per le coppie di scambiarsi un bacio, rafforzando l'associazione del paese con l'amore.
Quali sono i rioni storici di Vico del Gargano ?
Rione Civita: è il nucleo più antico del centro storico, il primo rione medievale. Si trova a coronamento di un'altura, accanto al castello, ai cui fianchi si stringono le case. È caratterizzato da strade e stradine sempre mutevoli di aspetto, accanto alle quali si stagliano la mole del castello e quella della grande cupola della chiesa dell'Assunta (la Chiesa Madre/Matrice). Secondo la tradizione, qui si mescolarono gli slavi venuti dalle coste orientali dell'Adriatico con i residenti locali.
Rione Terra: questo quartiere è nato successivamente e ha accolto i contadini. È notevole per le sue caratteristiche inconfondibili. Le fonti menzionano la presenza di chiese, piazzette, vicoli e Domus Palazziate. La Chiesa di San Giuseppe si trova in questo quartiere, chiamato anche Borgo Vecchio.
Rione Casale: sorto anch'esso in seguito, è dove andarono ad abitare gli slavi e gli albanesi immigrati. Anche le case di questo quartiere si stringono sui fianchi dell'altura accanto al rione Civita. Era originariamente un quartiere fuori le mura.

Questi tre rioni formano il centro storico medievale, un affascinante labirinto di vicoli tutti da scoprire.

Quali tradizioni e festività sono particolarmente importanti a Vico del Gargano ?

La festività più celebre di Vico del Gargano è la Festa di San Valentino, il 14 febbraio. In questa occasione, il borgo si trasforma e viene addobbato con arance, simbolo del paese. Una tradizione secolare prevede la benedizione delle arance nella Chiesa Matrice, dove la statua di San Valentino viene incorniciata da centinaia di questi frutti. Un'altra festività sentita è la Pasqua, con celebrazioni secolari e riti unici. Il Giovedì Santo si visitano le 12 chiese del paese adornate per l'occasione ("trazione dei sepolcri"), e in tarda serata si tiene "l'uffizio delle tenebre" con canti religiosi tradizionali.

Quali sono le specialità culinarie e i prodotti tipici di Vico del Gargano ?

Vico del Gargano offre diverse specialità legate alla tradizione locale, ai prodotti del territorio e più in generale alle specialità pugliesi. Un prodotto tipico di Vico che ha ottenuto riconoscimenti, tra cui il presidio Slow Food e il PAT (prodotto alimentare tradizionale), è la Paposcia. Si tratta di un calzone di forma schiacciata e allungata simile a una pantofola, morbido all'interno e croccante all'esterno, farcito in vari modi e preparato con lievito madre ("crescente"). Inoltre, il territorio è rinomato per i suoi agrumi, in particolare l'Arancia bionda del Gargano e il Limone Femminello del Gargano, entrambi insigniti del marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta).

Borgo di Vico del Gargano 
DOVE SI TROVA

Borgo di Vico del Gargano 
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