cosa vedere a
S. Nicandro Garganico
borgo pugliese
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Borgo di San Nicandro Garganico
INTRODUZIONE
La storia del borgo include una probabile fondazione normanna o bizantina del primo castrum, una successione di dominazioni feudali, e fasi di sviluppo economico e culturale. Il centro storico, denominato "Terravecchia", rappresenta il nucleo più antico del paese che andremo a visitare.
Cosa vedere a San Nicandro Garganico
IL BORGO

Seguendo le indicazioni turistiche relative al centro storico si giungerà in una piazza che si può assumere come confine tra la Terravecchia e il nuovo abitato. In questa piazza, si trovano due chiese che esternamente hanno subito un recente ed evidente restauro, la chiesa di Santa Maria del Carmine, ricostruita dopo la distruzione nella seconda guerra mondiale in stile neoclassico (chiesa che ho trovato chiusa) e la chiesa della Pietà o della Morte del XVIII secolo con un grazioso campanile a vela (anche questa chiesa trovata chiusa durante la mia visita).

Su un lato della piazza si noterà l’alto campanile, una struttura a torre quadrata, della Chiesa Matrice Santa Maria del Borgo che rimane leggermente nascosta. La sua costruzione è datata, con buona probabilità, tra il 1573 e il 1580. L'edificio attuale è il risultato di successivi rimaneggiamenti, tra cui uno significativo avvenuto intorno al 1693 a seguito del terremoto del 1688, e ulteriori modifiche nella seconda metà dell'Ottocento. La facciata esterna è di forma rettangolare, interamente realizzata con blocchi di pietra squadrati. Al centro, un portale in stile tardo-rinascimentale, sobrio e privo di eccessi, sormontato da un frontone arcuato aperto. La chiesa presenta oggi una pianta basilicale con tre navate separate da dodici pilastri. La volta è a botta con lunette, una configurazione risalente all'Ottocento. Di notevole interesse le statue lignee, da citare le statue dell'Immacolata, San Michele e quelle dei santi patroni Nicandro, Marciano e Daria, del 1719. Inoltre diversi sono gli affreschi antichi e le opere d'arte sacra.
Si riprende tornando verso il castello per poi superarlo e attraversando la porta della Loggia. Qui ci si trova nella parte più popolare del borgo. Pochi passi ed ecco che su un lato del castello si trova Palazzo Fioritto. Questo edificio storico, che appare un po’ in decadenza, oggi ospita la Biblioteca Comunale e il Museo Storico ed Etnografico della Civiltà Contadina. Imboccando l’unico vicolo che si sviluppa dalla piazza del Palazzo Fioritto, si raggiunge la Chiesa di San Giorgio in Terravecchia. Sembra essere la chiesa più antica del paese. La sua facciata semplice è caratterizzata da un portale in pietra e una cornice che culmina in un campanile a vela, dotato di doppia campana. Al centro della facciata, un quadro raffigurante la Madonna con Bambino. L'interno della chiesa si sviluppa in un'aula unica suddivisa in tre campate, attualmente coperte da un tetto piano. In risalto un altare in marmo intarsiato e nicchie lungo le pareti con statue di santi, tra cui San Giorgio, al quale la chiesa è dedicata.

Borgo di San Nicandro Garganico
INFO e CURIOSITA'
Qual è l'origine del nome di San Nicandro Garganico ?
Il nome di San Nicandro Garganico deriva da un santo omonimo, ma inizialmente non era chiaro a quale dei diversi San Nicandro ci si riferisse. L'ipotesi più probabile è che il primo insediamento sia sorto in un'area chiamata "San Nicandro" per la presenza di una chiesa dedicata a San Nicandro vescovo di Myra. Successivamente, a partire dall'inizio del Seicento, il culto si spostò su San Nicandro martire di Venafro.
Quali sono le tradizioni popolari e degli eventi che animano San Nicandro Garganico ?
Le tradizioni e gli eventi sono molto sentiti a San Nicandro Garganico. Tra le più significative ci sono le feste patronali dedicate ai santi Nicandro, Marciano e Daria e all'Immacolata Concezione. Un evento particolarmente atteso è il Carnevale Sannicandrese. E’ una festa che ha radici profonde, originali, consolidate nel tempo e coinvolgenti per tutta la popolazione. E’ tra i più originali di tutta la provincia, ricco di spontaneità e fantasia, che unisce folklore e arte, musica e teatro, pieno di satira e travestimenti.
Le sue origini possono essere fissate a qualche centinaio di anni fa, secondo testimonianze scritte locali. Le attività legate al carnevale si concentrano solitamente nei tre giorni precedenti il Mercoledì delle Ceneri. Le tradizioni prevedevano costumi tipici come quello della "pacchiana" (donna), un abito elaborato in diverse versioni (ricca o di ceto medio, in base ai gioielli d'oro indossati per ostentare ricchezza). Era accompagnata dall'uomo, il "pastore", che indossava una giacca di velluto marrone, gambali di pelle, scarpe grosse, una camicia bianca e un berretto di velluto marrone.
Più di 50 anni fa, a carnevale, il "pastore" raggiungeva la casa della "pacchiana" a cavallo, senza basto ma bardato per l'occasione, con una bisaccia piena di confetti che lanciava per la gioia dei ragazzi che lo seguivano. Si racconta anche che i giovani innamorati approfittassero di questa circostanza per entrare a sorpresa nella casa dell'amata e baciarla, gesto che significava unione per sempre e quindi matrimonio.
Altra caratteristica tipica era la formazione di gruppi musicali, organizzati o spontanei, in abiti "zingareschi", che giravano per il paese. A questi gruppi si aggiungevano altri, specializzati nell'interpretare le storie e gli episodi di vita quotidiana, spesso scritti da contadini con estro e talento.
Cosa rappresenta la tradizione dei fuochi votivi a San Nicandro Garganico ?
La tradizione dei fuochi votivi a San Nicandro Garganico è un rito che si celebra a partire dalla metà di gennaio e si estende fino ai primi di febbraio. Coincide con un periodo di pausa dai lavori agricoli e con alcune ricorrenze religiose, Sant'Antonio abate (17 gennaio), San Sebastiano (20 gennaio), San Ciro (31 gennaio) e San Biagio (3 febbraio). L'accensione dei fuochi nelle strade e nelle piazze ha una duplice valenza: religiosa, come offerta ai santi, e sociale, creando occasioni di festa, socializzazione, balli, canti e degustazioni di prodotti tipici attorno alle fiamme. I fuochi simboleggiano la distruzione del male dell'anno passato e la rigenerazione per l'anno nuovo, unendo elementi pagani e cristiani. Questa tradizione è stata riconosciuta e inserita nel registro regionale dei rituali festivi legati al fuoco.
Qual è l’antica credenza della "calzetta dei morti" ?
La "calzetta dei morti" è una tradizione legata alla notte del 2 novembre, giorno della commemorazione dei defunti. Secondo la leggenda, in questa notte le anime dei defunti tornano a far visita ai vivi. Per l'occasione, le strade venivano illuminate con lumini in zucche svuotate e le tavole imbandite con "il dolce dei morti" per nutrire le anime. La tradizione mirava a mantenere un legame affettivo tra i bambini e i parenti scomparsi. La "calzetta dei morti" prevedeva che i bambini bussassero alle porte chiedendo "pane dei morti" e ricevessero dolci e caramelle. Si credeva che fossero i parenti defunti a portare doni nella calzetta lasciata dietro la porta. Questa usanza è considerata l'antica tradizione italiana da cui, secondo alcuni, deriverebbe la festa di Halloween.




