cosa vedere a
San Leo
rocca e borgo medievali
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Borgo e castello di San Leo
INTRODUZIONE
Borgo e castello di San Leo
CENNI STORICI
Così nacque il primo centro che si sviluppò intorno alla neonata Pieve (ancora oggi visibile) costruita in età carolingia. Solo in seguito (VII secolo) venne edificata la Cattedrale. Alla fine del 1100, entrambi gli edifici subirono delle importanti ristrutturazioni che portarono anche all’edificazione della torre campanaria.
La fortezza, posta nel punto più alto del colle per evidenti ragioni difensive, fu edificata su una precedente fortificazione romana. Nel medioevo essa fu molto contesa tra Bizantini, Goti e Longobardi. Fu stretta d’assedio in molte occasioni e passò di mano in mano molteplici volte da Berengario II (re longobardo) ad Ottone I per poi passare sotto il domino dei Montefeltro sino alla metà del quattrocento. Nella seconda metà del 1400, il forte venne riedificato e rafforzato per migliorare la sua struttura difensiva.
Nonostante questo importante intervento, i Montefeltro subirono una sconfitta dai Borgia che si impadronirono del forte ma solo per pochissimo tempo. Così nuovi combattimenti e nuovo passaggio di mano nuovamente ai Montefeltro poi ai Dalla Rovere. Con il declino del Ducato d’Urbino, San Leo venne annesso allo Stato della Chiesa.
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IL BORGO

Proseguendo sulla strada principale si incontra il Palazzo della Rovere, un palazzo gentilizio oggi occupato dal comune di San Leo. Manca poco per giungere alla piazza principale al cui centro si trova una semplice fontana in pietra. Subito si nota la presenza della Pieve che però da le spalle alla piazza. Frontalmente si sviluppa il Palazzo Mediceo edificato agli inzi del 1500 al fine di ospitare il Governatore di San Leo e del Montefeltro per conto della repubblica Fiorentina. L’edificio oggi ospita il Museo d’Arte Sacra. Da qui è possibile prendere la navetta per raggiungere comodamente la fortezza, il pulmino esegue le corse ad orario fisso che cambia in base ai giorni della settimana e alla stagione.
Superata la piazza sulla sinistra si intravede anche il Duomo oltre alla porta laterale della Pieve che viene utilizzata normalmente per l’accesso alla chiesa.
La Pieve è dedicata a Santa Maria Assunta ed è il più antico monumento religioso del Montefeltro. La tradizione vuole che l’edificio fu realizzato sulla cella dove San Leone si ritirava in preghiera. La pianta basicale è a tre navate con cripta e presbiterio rialzato in cui emerge un interessante struttura lavorata che sovrasta l’altare maggiore (chiamato ciborio). Come si può immaginare per tutte le chiese di quest’epoca, l’interno è alquanto semplice e la sua bellezza è proprio questa, tutto in pietra a vista con bei capitelli sulle colonne portanti che separano le navate. L’attuale aspetto della chiesa è frutto di un rifacimento del XI secolo.

Nelle immediate vicinanze, su una piccola collinetta, si erge la Cattedrale dedicata al Santo Leone ed edificata nel 1173 su un preesistente edificio del VIII secolo. Si tratta di un rilevante edificio sorto in un periodo storico florido per San Leo anche se successivamente fu rielaborato in stile romanico. Anche per questo edificio religioso l’ingresso è laterale, la facciata principale non ha uno spazio antistante (forse non l’ha mai avuto). L’interno si presenta con una pianta a croce latina con tre navate, transetto, presbiterio rialzato e cripta. Indubbiamente affascinate questa chiesa così austera, anch'essa in pietra viva e ricca di decorazioni scultoree a bassorilievo. Nell’ampia cripta che rappresenta la parte più antica della chiesa, era collocato il sarcofago con le spoglie di San Leone. Oggi rimane solo una reliquia e l’originale coperchio su un sarcofago più recente. Tutti i turisti in vista sembrano osservare un religioso silenzio, probabilmente il luogo così maestoso e ricco di storia induce un profondo rispetto.
Sul fianco della cattedrale si erge l’alta torre civica, una torre campanaria che sembra si stata realizzata nello stesso periodo della cattedrale.
Da questo punto proseguire non ha senso perché il borgo è finito, per cui si torna alla piazza principale e si può imboccare la strada che conduce verso la fortezza.
Dopo poche case del borgo lo scenario cambia e si trasforma, edifici moderni e un ampio parcheggio, una zona nuova del centro abitato architettonicamente lontana dal borgo appena lasciato.
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LA ROCCA

Giunti nell'ampio piazzale antistante, la visione della rocca ci conferma che ci troviamo di fronte ad una impressionante fortezza delimitata da due possenti torri e dall’alto muro di cinta. Sul fianco destro, una piccola porticina conduce all’interno. Alla biglietteria è possibile avere un piccolo tablet configurato come audio/video guida per la visita con indicazioni sul percorso consigliato, piantine, foto e spiegazioni dei punti più salienti.
Superata la biglietteria inizia la visita percorrendo una breve salita e subito sulla sinistra si può accedere alle casematte della grande torre difensiva, dove si possono percorrere i vari passaggi, cunicoli per poi raggiungere le postazioni difensive. Si riprende il cammino verso il cuore della fortezza e si accede al primo grande piazzale d’armi dove sul lato di mura esterne venivano posizionati i cannoni a difesa del lato sud-ovest della fortezza. Siamo alla base del corpo centrale e si può ammirare l’imponenza dell’edificio con le sue alte mura. Una piccola porta permette di superare una ulteriore linea di mura di cinta per accedere al secondo grande piazzale d’arme veramente ampio. Qui potevano essere schierate molte bocche da fuoco per coprire il lato ovest, nord e nord-est della fortezza. Da qui una magnifica e profonda visuale completamente libera da ostacoli verso l’interno della Valmarecchia. In fondo al piazzale l’altro torrione difensivo a cui si accede dalla parte superiore. L'ampio interno è stato allestito come museo d’armi.

Il percorso di visita suggerito dal tablet indica di proseguire all’interno della Rocca in cui si possono visitare molteplici sale che a suo tempo erano occupate da diversi personaggi che qui si sono succeduti. Troviamo sale disposte su più livelli come la residenza ducale al piano più alto (piano nobile), le stanze delle guarnigioni, la cella del Tesoro, ecc. Sono tutte vuote senza arredi, quadri tendaggi, ecc., questo perché sono state ripulite dalle sovrastrutture ottocentesche che alteravano le ben più importanti linee rinascimentali.
Particolare attenzione è riservata ad alcune celle che hanno ospitato personaggi importanti della storia risorgimentale italiana come Felice Orsini e il famoso conte palermitano Cagliostro, indiscusso alchimista e avventuriero. Non mancano le celle di detenzione sia dell’epoca papalina che quelle più antiche con annesse sale torture.
In una sezione della fortezza ci sono alcune stanze dedicate a Cagliostro e all’alchimia e altre dedicate all’esposizione di armi decisamente più recenti.
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CONVENTO DI SANT'IGNE
nelle vicinanze

Le sue origini, pare da una preesistente cappella, si fanno risalire alla presenza dello stesso San Francesco in San Leo nel 1223. La struttura ha subito un recente restauro con un ottimo recupero. L’insieme è osservabile solo dall'esterno ed è composto dalla chiesa, dal chiostro quadrangolare delimitato da colonnine ottagonali e il corpo conventuale. Una piacevole fermata specie nella bella stagione.
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VIDEO DEL BORGO E CASTELLO
Borgo e castello di San Leo
INFO e CURIOSITA'
Quale importanza storica riveste di San Leo ?
San Leo riveste un ruolo storico significativo come capoluogo della regione omonima e per la sua posizione strategica. San Leo ha visto passare figure importanti come San Leone (che ha dato il nome al borgo), San Francesco d’Assisi, e Dante Alighieri. La sua fortezza, nel corso dei secoli, fu contesa da diverse famiglie, dai Montefeltro ai Malatesta, fino al dominio dello Stato Pontificio che la utilizzò come carcere. Umberto Eco la definì "la città più bella d’Italia".
Cosa rende la Fortezza di San Leo un'attrazione imperdibile ?
La Fortezza di San Leo è una struttura imponente, costruita su una rupe a picco sulla valle, modificata e ampliata da Federico da Montefeltro nel XV secolo per renderla inespugnabile. La sua architettura rinascimentale, le mura massicce e il panorama mozzafiato sulla Valmarecchia la rendono un luogo di grande interesse. Inoltre, è nota per essere stata prigione di personaggi come Cagliostro, le cui celle sono visitabili.
Come e quando è avvenuto il passaggio di San Leo dalla regione Marche all'Emilia-Romagna ?
San Leo ha fatto parte amministrativamente della regione Marche, nella provincia di Pesaro e Urbino, fino al 2009. Nel 2006, un referendum popolare ha deciso il suo distacco e il suo passaggio alla provincia di Rimini, in Emilia-Romagna. Il cambiamento è diventato effettivo nell'agosto del 2009, dopo una controversia risolta dalla Corte Costituzionale.
Quali attività escursionistiche sono presenti nei dintorni di San Leo ?
Nei dintorni di San Leo sono diverse le attività escursionistiche che si possono intraprendere. I sentieri che partono dal borgo permettono di immergersi nella natura della Valmarecchia, attraverso boschi e prati. Il Sentiero del Falco è un facile e piacevole percorso ad anello che parte dal borgo, il famoso Cammino di San Francesco che, in parte, attraversa anche San Leo e il Sentiero delle Marmitte dei Giganti un anello con partenza dal borgo di Montetiffi alla scoperta di curiose formazioni rocciose.




