IL BORGO MEDIEVALE DI
MONTOTTONE
(Fermo - Marche)

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Montottone è un piccolo, tranquillo e quasi sconosciuto borgo fortificato che conserva ancora intatta la sua cinta muraria. Il piccolo centro si erge su una rupe nelle dolci valli dell'antico Piceno. Fino al secolo XV ebbe la denominazione di Mons Actonis (Monte di Attone), sostituita poi con quella odierna di Montottone.
L'ingresso al borgo di Montottone
L'ingresso al borgo di Montottone

CENNI STORICI SU
MONTOTTONE

I primi documenti che testimoniano l'esistenza di Montottone risalgono alla fine del 1100 quando il Papa Celestino III investì i monaci Benedettini del dominio temporale e spirituale su Montottone.

Nei secoli successivi il borgo fortificato passò sotto il dominio di Fermo, di Ludovico Migliorati da Sulmona ed infine a Francesco Sforza.

Solo nel 1537 il piccolo castello ebbe una svolta grazie a Pier Luigi Farnese che costituì a Montottone lo Stato Ecclesiastico in Agro Piceno sotto il governo del cardinale Raduccio Farnese. In esso si riunirono tutti i castelli soggetti a Fermo e il Montottone ottenne così la supremazia su tutti i castelli vicini, aspetto che permise un lungo periodo di benessere e sviluppo economico.

In seguito tutta l'area fu assoggettata allo Stato Pontificio fino al 1860 quando venne annesso assieme a tutte le Marche al Regno d'Italia.

COSA VEDERE A
MONTOTTONE

Fontana ingresso al borgo di Montottone
Per accedere al borgo fortificato di Montottone c'è una sola strada principale, quella che dalla zona nuova del paese conduce verso Porta Marina. L'antica porta d'ingresso, di cui è rimasta solo una parte integrata nella fortificazione, è oggi occupata da un bar/caffè che sicuramente non la valorizza.
Da qui inizia il percorso di vista lungo la via principale. Poco dopo la porta, sulla destra, un piccolo slargo completamente rifatto con fontana e immagini che rievocano le antiche botteghe. La case lungo la via principale sono prevalentemente in cotto, alcune presentano delle belle lesene e articolati portali sempre in cotto, i quali abbelliscono e completano le facciate. Purtroppo taluni edifici sono stati ristrutturati con infissi in PVC, tapparelle e serrande metalliche, tutti materiali sicuramente pratici ed economici ma poco attinenti allo stile del borgo ....

Comunque si continua in un silenzio quasi irreale, poche sono le persone che transitano lungo le strade e i vicoli e pochissime le auto di passaggio. Così si giunge all’altezza del municipio per poi proseguire fino alla chiesa di Santa Maria Ausiliatrice. La grande facciata presenta un bel portale in cotto risalente al 1515 e riccamente lavorato. Si tratta di un edificio massiccio che dimostra la sua consistenza nella parte absidale che si affaccia su un dirupo. Purtroppo la chiesa è chiusa, in quanto danneggiata dall'ultimo terremoto e ha diverse strutture di contenimento/rinforzo per la messa in sicurezza, chissà a quando il vero intervento di ristrutturazione.

Proseguendo ancora ci si inoltra nella parte finale del borgo, una piccola piazzetta con un bel palazzo con loggiato (oggi sede di una banca) e una serie di vicoli molto tranquilli e poco frequentati perché poco abitati. Il tutto è sicuramente caratteristico e piacevole da visitare con scorci e passaggi interessanti, il vero cuore popolare del borgo.

Tornando indietro all'altezza della chiesa, una scalinata conduce verso la parte alta del borgo che si trova su una piccola collina. Alla fine della scalinata si trova una specie di altopiano che un tempo ospitava l'antico castello e la fortezza. Oggi qui si trova una ampia piazza, decisamente spoglia, occupata su tre lati da edifici (non abitazioni), il maggiore è un grande palazzo nobiliare ottocentesco dalla ampia facciata neoclassica, Palazzo Amici (durante la mia visita in fase di ristrutturazione). Sul lato opposto la chiesa di San Pietro Apostolo, riedificata nel XVII secolo su un'antica preesistenza e poi ampliata nuovamente nel 1758. Anche questa chiesa era chiusa in occasione della mia visita.

Con questa grande e solitaria piazza si conclude la visita a Montottone. Da citare la numerazione civica delle case effettuata con delle targhette in ceramica che riportano una immagine nella parte superiore e sotto il numero vero e proprio. L'immagine identifica la contrada come meglio indicato nel paragrafo Curiosità

CURIOSITA' SU
MONTOTTONE

Visitando il borgo non può sfuggire che il numero civico di ogni casa è costituito da una tavoletta in ceramica a colori con una immagine sopra il numero.
Le immagini sono animali che rappresentano le sette contrade in cui storicamente è diviso il paese e il suo territorio. Succede così che in una via la abitazioni sulla sinistra appartengono ad una contrada e quella di destra ad altra contrada magari rivale.

Quindi troviamo la contrada di San Lorenzo con il Serpente, Monte Roso con la Volpe, Pisciarello con il Granchio, Eschito col Cavallo, Trescio con il Toro, Forche di Tenna con lo Scoiattolo e San Pietro Martire col Drago.

Questo anima il borgo e i suoi abitanti che nel mese di giugno di ogni anno organizzano il Palio della Madonna delle Grazie, una competizione tra cavalieri con sfilate in costume e ambientazioni medievali.

SINTESI SU
MONTOTTONE

Montottone non ha più un castello, nemmeno una bella Rocca, non ha importanti chiese e non dispone di opere artistiche di pittori famosi, ha solo un bel borgo medievale fortificato che ha saputo conservarsi abbastanza bene nonostante lo spopolamento di cui queste realtà in queste zone soffrono.

Meritevoli di menzione sono i suoi vicoli e le sue case popolari nonché lo spirito che anima i suoi pochi abitanti i quali vogliono mantenere alcune antiche tradizioni come l'esistenza delle contrade, aspetto rimarcato sulle singole case (vedi Curiosità)



 VALUTAZIONE COMPLESSIVA


  Posizione del borgo
  Stato di conservazione
  Rispetto storico architettonico
  Cura e pulizia del borgo
  Valorizzazione del borgo
  Segnaletica turistica

GALLERIA FOTOGRAFICA BORGO
MONTOTTONE

Tutte le foto e i video presenti in questa galleria sono di Roberto


DOVE SI TROVA IL BORGO DI
MONTOTTONE

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