076 Delhi INdia

COSA VEDERE A 
DELHI IN 2 GIORNI


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Città vista con gli occhi di un viaggiatore

COSA VEDERE A DELHI 
INTRODUZIONE

Delhi rappresenta il luogo più significativo della storia indiana, un crogiolo dove imperi e dinastie hanno lasciato tracce indelebili nel corso dei millenni. Situata sulle rive del fiume Yamuna, la capitale dell'India si presenta come un'area metropolitana di oltre ventotto milioni di abitanti, la più popolosa del paese.

La città si sviluppa su un territorio che ha visto susseguirsi diverse capitali storiche, questa stratificazione storica ha prodotto un patrimonio architettonico straordinario, con tre siti riconosciuti dall'UNESCO come Patrimonio dell'Umanità e ad una moltitudine di monumenti protetti a livello nazionale.

La posizione strategica di Delhi, lungo le rotte commerciali tra Asia occidentale e subcontinente indiano, ha fatto sì che ogni conquistatore costruisse qui la propria capitale, generando un palinsesto urbano di eccezionale valore storico e culturale.
sulle strade dell'India
Lungo le strade di Delhi
Per chi visita il Rajasthan in un tour completo, Delhi costituisce spesso il punto di ingresso o di uscita dal paese. Delhi merita almeno due giornate di esplorazione approfondita. La città si presta bene a essere scoperta in questo lasso di tempo, permettendo di visitare i monumenti principali senza fretta eccessiva, pur richiedendo una pianificazione accorta degli spostamenti.

COSA VEDERE A DELHI 
PRIMO GIORNO

La prima giornata può concentrarsi sulla Vecchia Delhi, il nucleo storico della città costruito dall'imperatore Shah Jahan nel XVII secolo. La visita inizia con il Forte Rosso, che apre le proprie porte alle nove del mattino. Raggiungere il forte al momento dell'apertura consente di evitare le folle che si formano più tardi e di apprezzare meglio la magnificenza dell'architettura moghul.

FORTE ROSSO

Questa monumentale struttura fu commissionata da Shah Jahan nel 1638. La costruzione richiese dieci anni di lavoro e impiegò migliaia di artigiani. Il complesso si estende su un'area di circa cento ettari, circondato da imponenti mura in arenaria rossa alte fino a trentatré metri sul lato rivolto verso la città, uno spettacolo da osservare con attenzione. Il colore rossastro delle mura, che dona il nome al forte, deriva proprio dall'arenaria del Rajasthan utilizzata per la costruzione.
Le possenti mura di Forte Rosso
Le possenti mura di Forte Rosso
L'accesso avviene attraverso la monumentale Porta di Lahore, che conduce al Chatta Chowk, un bazar coperto del XVII secolo dove un tempo i mercanti esponevano le loro merci per le donne della corte.

Superato il mercato, si entra nel cuore del palazzo, dove si susseguono edifici di straordinaria raffinatezza. Il Diwan-i-Aam, la sala delle udienze pubbliche, presenta un'alcova in marmo dove l'imperatore sedeva sopraelevato rispetto alla folla. Il Diwan-i-Khas, la sala delle udienze private, decorato con pannelli intagliati il quale ospita il leggendario Trono del Pavone.
Mappa di Forte Rosso
Mappa di Forte Rosso
Ingresso a forte rosso dall'interno
Ingresso di Forte Rosso visto dall'interno
L'architettura del complesso rappresenta l'apice della creatività moghul, gli archi a cuspide, gli ornamenti intricati e le doppie cupole sono distintive di questo stile. Non si possono tralasciare i giardini interni di una notevole bellezza e armonia nel disegno. Il Rang Mahal, il palazzo dei colori, è un altro edificio da vedere, ospitava gli appartamenti imperiali femminili, assieme alla Moti Masjid, la moschea delle perle.

Dal 1947, ogni quindici agosto, giorno dell'indipendenza indiana, il Primo Ministro issa la bandiera nazionale dalla Porta di Lahore e tiene il discorso alla nazione, rendendo il Forte Rosso non solo un monumento storico ma anche un simbolo vivente della sovranità indiana.
palazzo delle udienze private
Magnifico palazzo delle udienze private

MOSCHEA JAMA MASJID

Uscendo dal Forte Rosso, a pochi passi si trova la Jama Masjid, la grande moschea del venerdì. La visita è possibile tra le sette del mattino e mezzogiorno, prima della chiusura pomeridiana. L'accesso richiede abbigliamento adeguato al luogo e la rimozione delle calzature.

La Jama Masjid fu realizzata nel 1656, dopo sei anni di lavori che coinvolsero circa cinquemila artigiani. Il nome completo, Masjid-i-Jahan-Numa, significa moschea che riflette il mondo. La struttura si erge su una piattaforma rialzata di oltre trenta gradini, dominando il paesaggio circostante con la sua presenza.
moschea di Jama Masjid
La grande moschea di Jama Masjid
L’imponetene moschea presenta tre cupole di marmo bianco con caratteristiche strisce nere verticali e due minareti alti quaranta metri agli angoli nord-est e sud-est, costruiti con strati alternati di arenaria rossa e marmo bianco. Il cortile, quasi quadrato con lati di circa novanta metri, può accogliere più di venticinquemila fedeli ed è fiancheggiato da arcate laterali. La porta orientale, la più grande, era riservata all'imperatore moghul.

La moschea ospita anche reliquie del profeta Maometto, tra cui un Corano scritto su pelle di daino e capelli della sua barba, conservati, si dice, in un armadietto presso la porta settentrionale.
piazzale antistante la moschea
Piazzale antistante la moschea
Impariamo dalla guida che nel 1857, durante la ribellione indiana, la moschea fu occupata dalle truppe britanniche e rischiò la demolizione come punizione per la città. Fortunatamente si salvò, temendo i britannici le possibili ritorsioni. Oggi rimane un luogo di culto attivo e uno dei simboli più riconoscibili di Delhi

OLD DELHI

Dopo aver visitato la Jama Masjid, in genere, ci si ritrova a metà giornata. Dopo una breve pausa, il pomeriggio può essere dedicato all'esplorazione di Old Delhi, il quartiere più iconico e particolare della capitale e non solo. Il cuore pulsante è Chandni Chowk, un mercato risalente al 1650. Il nome, che significa piazza del chiaro di luna, deriva da una piscina centrale che rifletteva la luce della luna, sostituita negli anni cinquanta da una torre dell'orologio.


Chandni Chowk è un dedalo di vicoli stretti dove si vende di tutto, spezie, tessuti, gioielli, profumi, libri e ogni genere di merce. Non perdete un passaggio a Khari Baoli, il più grande mercato all'ingrosso di spezie dell'Asia, dove l'aria è saturata di aromi intensi e di colori accessi.
La caotica Old Delhi
La caotica Old Delhi

L'esperienza di Chandni Chowk non sarebbe completa senza un giro in risciò (ce ne sono tantissimi in tutti gli angoli delle strade) per comodamente muoversi nei i vicoli congestionati. Sinceramente lo consiglio perché è una esperienza che non dimenticherete. 

Qui capita di assistere a scene memorabili che difficilmente si possono verificare in altri luoghi, come è capitato a me ; un ingorgo di risciò all'altezza di un trafficato un incrocio tra strette vie. Una scena a dir poco incredibile ; tutti che tentano di passarsi l'un l'altro in uno spazio che a malapena ne conterrebbe uno, con i conducenti che gridano (chissà cosa….) mentre pedoni, moto, carretti e sacche borse di spezie si contendono ogni centimetro di strada.

Quando tolgo momentaneamente lo sguardo dalla scena e mi guardo intorno, mi rendo contro che questa apparente confusione nasconde in realtà un sistema di mobilità che funziona secondo logiche proprie, dove la pazienza e la negoziazione continua dello spazio sono parte integrante della vita quotidiana.

Guidatori di riscò
Guidatori di riscò attendono clienti
Tutti fermi x un ingorgo di riscò
Tutti fermi x un ingorgo di riscò

TEMPIO JAINISTA

Prima di lasciare la zona, merita una visita il tempio jainista Sri Digambar Jain Lal Mandir, situato proprio di fronte al Forte Rosso. Si tratta del più antico tempio jainista di Delhi, costruito nel 1656, contemporaneamente alla Jama Masjid.

L'edificio in arenaria rossa, da cui deriva il nome Lal Mandir (tempio rosso), fu eretto su un terreno concesso alla comunità jainista. Sempre la guida racconta una storia di un ufficiale dell'esercito moghul di fede jainista che custodiva una statua di Tirthankara nella sua tenda per la devozione personale, e che la tenda attrasse gradualmente tanti altri ufficiali jainisti, tanto da portando alla costruzione di un tempio permanente.

Le rosse cupole del tempio
Le rosse cupole del tempio si notano per forza

Una colonna d'onore accoglie i visitatori all'ingresso. Il principale spazio devozionale si trova al primo piano, raggiungibile attraversando un piccolo cortile circondato da un colonnato. Il tempio ospita diversi santuari dai nomi per noi impronunciabili ….

Ho ripreso anche questa leggenda che la guida ci ha narrato, leggenda associata al tempio la quale racconta che l'imperatore Aurangzeb, disturbato dai suoni di strumenti musicali e tamburi provenienti dal tempio, ordinò di cessare ogni attività musicale. Tuttavia, continuò a sentire gli stessi suoni. Quando inviò un servitore a investigare, scoprì che nessuno suonava strumenti e che i suoni si producevano miracolosamente da soli. Di fronte a questo prodigio, Aurangzeb ritirò il suo ordine e da allora nel tempio c’è sempre qualcuno che suona.

COSA VEDERE A DELHI 
SECONDO GIORNO

La seconda giornata può essere destinata all'esplorazione dei monumenti situati nella parte meridionale della città, raggiungibili più agevolmente con taxi o con la metropolitana se siete a piedi. Si inizia con il Qutb Minar, che apre alle sette del mattino raggiungibile con la linea gialla della metro fino alla stazione Qutb Minar.


QUTB MINAR

Il Qutb Minar è una torre della vittoria alta settantadue metri e mezzo, il minareto in mattoni più alto del mondo. La costruzione fu commissionata nel 1192 da Qutb-ud-din Aibak, primo sultano di Delhi, per celebra la vittoria sul re Prithviraj Chauhan, ultimo sovrano indù della città. La torre segnò l'inizio del dominio islamico nel subcontinente indiano.

La torre alla base misura quattordici metri di diametro, fino alla sommità, dove il diametro si riduce a due metri circa.

Una veduta del minareto
Una veduta del minareto
Altra veduta del minareto
Altra veduta del minareto

I primi tre piani sono costruiti in arenaria rossa, mentre il quarto e quinto piano utilizzano marmo bianco e arenaria. La superficie esterna è decorata con fasce di iscrizioni coraniche e quattro balconi sporgenti sostenuti da mensole riccamente intagliate. Lo sviluppo nel corso del tempo viene evidenziato dai diversi stili architettonici e nell’utilizzo di diversi materiali e rilievi decorativi.

Il complesso comprende altri monumenti di grande interesse. La moschea, che fu la prima costruita in India completata nel 1197. L'edificio incorporò elementi dei ventisette templi indù e jainisti demoliti per reperire i materiali. La moschea presenta un grande cortile rettangolare circondato da arcate su tre lati e un imponente schermo ad arco sulla parete occidentale rivolta verso la Mecca.

Nel cortile si erge la misteriosa Colonna di Ferro, alta sette metri. La guida ci riferisce che la colonna è composta per lo più in ferro e riporta inclusioni in fosforo e hanno resistito alla corrosione grazie a un sottilissimo strato superficiale di ossido. Una tradizione popolare afferma che chi riesce a circondare la colonna con le mani stando con la schiena rivolta ad essa vedrà realizzarsi un desiderio (mi sembra una cosa impossibile ….)

La porta monumentale Alai Darwaza
La porta monumentale Alai Darwaza

A mio avviso, l'Alai Darwaza è l’ultimo monumento da citare per la sua importanza storica e particolarità costruttiva. Si tratta di una monumentale porta d'ingresso costruita nel 1311. La struttura è caratterizzata da una pianta quadrata con tre grandi aperture ad arco su tre lati. È costruita in pietra arenaria rossa decorata con marmo bianco e pietra.

Il complesso del Qutb Minar fu dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 1993 e rappresenta una testimonianza eccezionale delle conquiste architettoniche e artistiche dei sovrani islamici dopo aver stabilito il loro potere nel subcontinente indiano nel dodicesimo secolo.

TOMBA DI HUMAYUN

Dopo la visita al Qutb Minar, il pomeriggio può essere dedicato alla scoperta di una maestosa tomba, quella di Humayun, situata a Nizamuddin East.

La tomba fu commissionata nel 1565 da Bega Begum, prima moglie e consorte principale dell'imperatore Humayun, nove anni dopo la morte del sovrano. La costruzione, completata nel 1572, rappresenta un salto di qualità notevole nell'architettura moghul, introducendo per la prima volta in India la tomba-giardino secondo il modello persiano, il giardino suddiviso in quattro parti da canali d'acqua che rappresentano i fiumi del paradiso coranico.

Il mausoleo, costruito in arenaria rossa con rivestimenti in marmo bianco, si eleva su una terrazza alta circa otto metri che si estende su oltre dodicimila metri quadrati.

Veduta della grande tomba dall'ingresso
Veduta della grande tomba dall'ingresso

La guida evidenzia che la caratteristica più innovativa consiste nell'utilizzo della doppia cupola persiana. La concezione interna prevede otto camere disposte radialmente intorno al cenotafio principale, permettendo un percorso circolare. 

Ognuna delle camere principali ha a sua volta otto camere minori, risultando in un totale di centoventiquattro stanze. Il basamento ospita oltre cento tombe di membri della famiglia reale, sebbene la maggior parte non sia identificata per mancanza di iscrizioni.
La Tomba di Humayun fu dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 1993 e ispirò direttamente la costruzione del Taj Mahal ottant'anni dopo, rappresentando il prototipo delle grandi tombe imperiali moghul.

stanze interne del mausoleo
Una delle camere interne del mausoleo

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