077 Jodhpur

COSA VEDERE A JODHPUR 
IN DUE GIORNI


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Variopinta città del Rajasthan India

COSA VEDERE A JODHPUR 
INTRODUZIONE

Jodhpur è una popolosa città indiana che sorge ai margini del deserto di Thar, nella regione nordoccidentale del Rajasthan, ed è la seconda città più grande dello stato. Fondata nel 1459 dal sovrano Rajput Rao Jodha, la città servì come capitale del regno principesco di Marwar.

La città è nota con due soprannomi: la "Città Blu" per le numerose abitazioni dipinte in tonalità azzurre che caratterizzano il centro storico, e la "Città del Sole" per il clima luminoso e soleggiato che caratterizza gran parte dell'anno.
veduta Mehrangarh Fort
Veduta del possente Mehrangarh Fort
Dopo l'indipendenza dell'India nel 1947, Jodhpur divenne parte dell'Unione Indiana e nel 1956 fu integrata nello stato del Rajasthan. Oggi la città conserva il suo patrimonio regale attraverso magnifici forti, palazzi e un'atmosfera che richiama il passato glorioso dei sovrani Rajput.

COSA VEDERE A JODHPUR 
CONSIGLI PER LA VISITA

Il periodo migliore per visitare Jodhpur va da ottobre a marzo, quando il clima è più mite con temperature che oscillano tra i 14 e i 26 gradi. Durante i mesi estivi, da aprile a giugno, le temperature possono superare i 40 gradi, rendendo la visita meno confortevole. La stagione dei monsoni, da luglio a settembre, porta piogge occasionali ma intense che possono interferire con i piani di viaggio.

Per spostarsi all'interno della città, i famosi tuk-tuk rappresentano il mezzo più comune e conveniente. È consigliabile concordare il prezzo prima di salire o chiedere al conducente di utilizzare il tassametro (per i pochi che lo adottano). I taxi privati possono essere prenotati per giornate intere o mezze giornate e offrono maggiore comodità, soprattutto se si viaggia con bagagli o in gruppo.

Il centro storico può essere esplorato facilmente a piedi, permettendo di scoprire angoli nascosti e dettagli architettonici che sfuggirebbero utilizzando mezzi di trasporto.

suonatore di Sitar
Un suonatore di Sitar con la famiglia
Durante la visita ai monumenti e ai mercati, è importante vestirsi in modo appropriato, coprendo spalle e ginocchia, soprattutto quando si visitano templi e luoghi sacri. Portare un cappello, occhiali da sole e crema solare è essenziale durante i mesi caldi. È consigliabile avere sempre con sé una bottiglia d'acqua per rimanere idratati. Le fotocamere sono permesse nella maggior parte dei siti, ma è sempre opportuno chiedere il permesso prima di fotografare le persone, specialmente nei mercati. Alcuni negozi potrebbero richiedere una piccola mancia se si fotografano i loro prodotti o artigiani al lavoro.

L'itinerario di seguito descritto mi ha permesso di visitare i luoghi più significativi di Jodhpur senza fretta, lasciando spazio per pause, momenti di riflessione e scoperte spontanee. La sequenza delle visite che suggerisco tiene conto degli orari di apertura dei siti che vanno comunque sempre verificati, delle distanze tra i luoghi in modo da vivere una piacevole esperienza per catturare l'essenza di questa affascinante città del Rajasthan.

COSA VEDERE A JODHPUR GIORNO 1 
IL FORTE

Il Mehrangarh Fort è il punto di partenza ideale per esplorare Jodhpur. Arroccato su una collina rocciosa a circa 125 metri sopra la città, domina il panorama fin dal primo sguardo. Il forte apre alle nove del mattino e resta visitabile fino alle cinque del pomeriggio, regalando per tutta la giornata scorci spettacolari.

La posizione strategica scelta da Rao Jodha nel 1459 permette di ammirare dall’alto l’inconfondibile mare blu delle case sottostanti, che si estende all’orizzonte. Le mura imponenti, alte fino a 36 metri e spesse in alcuni punti oltre 20 metri, sono scolpite direttamente nella roccia, dando l’impressione che la fortezza sia nata insieme alla montagna stessa.
ingresso al Mehrangarh Fort
Ingresso al Mehrangarh Fort
L’ingresso al forte avviene attraverso una delle sette porte monumentali, costruite da diversi sovrani nel corso dei secoli. La più importante è la Jai Pol, eretta nel 1806 per celebrare una vittoria militare. Particolarmente toccante è la Loha Pol, dove si possono ancora vedere le impronte delle mani delle regine che praticarono il sati, l’antico rito di auto-immolazione sulla pira funebre dei mariti: un dettaglio che racconta, nel silenzio della pietra, una pagina intensa della storia locale.
tratto esterno Mehrangarh Fort
Un tratto esterno del Mehrangarh Fort
All’interno si susseguono palazzi, ognuno con uno stile e un’atmosfera propri. Tra i più celebri spicca il Palazzo degli Specchi, parte degli appartamenti privati del Maharaja Ajit Singh, riccamente decorato con specchi e vetri finemente lavorati. Un grande lampadario pende dal soffitto in legno, mentre le pareti sono ornate da motivi floreali e dipinti ispirati alla mitologia indiana.
stanza del Palazzo degli Specchi
Una stanza del Palazzo degli Specchi
Merita una visita anche il Palazzo dei Fiori, utilizzato per ricevimenti privati: colori vivaci, soffitti dorati e finestre con vetri colorati creano affascinanti giochi di luce. Il Palazzo delle Perle, invece, ospita cinque balconi riservati alle regine, che potevano osservare le cerimonie pubbliche senza essere viste; i soffitti, decorati con tonalità di blu e complessi motivi geometrici, contribuiscono a un’atmosfera elegante e riservata.
Sala ricevimento Palazzo dei Fiori
Sala ricevimento Palazzo dei Fiori
Il museo del forte conserva una collezione straordinaria di opere d’arte e oggetti storici. Tra i reperti più interessanti ci sono i palanchini realizzati in legno, metallo, avorio, oro e pietre preziose, utilizzati dalla famiglia reale per gli spostamenti. Un’altra sezione ospita una delle raccolte meglio conservate di belle arti Mughal e Rajput, con tessuti, armi, dipinti, copricapi, arti decorative e antichi manoscritti.

All’interno del complesso si trovano anche due importanti templi: il Chamunda Mataji Temple, dedicato alla dea protettrice della famiglia reale di Jodhpur, e il Nagnechi Ji Temple.
Cortile interno al Mehrangarh Fort
Cortile interno al Mehrangarh Fort
Da vedere sono anche le cannoniere e le terrazze panoramiche che si trovano lungo i bastioni dove si possono osservare antichi cannoni ancora puntati verso la pianura sottostante. Da qui si godono alcune delle viste più spettacolari su Jodhpur e sul deserto del Thar, ideali per fermarsi qualche minuto e osservare la città dall’alto.

Per visitare con calma il forte con i suoi innumerevoli palazzi reali e il museo è consigliabile prevedere e dedicare dalle tre alle quattro ore. Il momento migliore è la mattina, quando la luce è perfetta per le fotografie e il caldo è ancora sopportabile, rendendo l’esperienza ancora più piacevole.

COSA VEDERE A JODHPUR GIORNO 1 
IL MEMORIALE

Dopo aver esplorato il Mehrangarh Fort, si prosegue verso il Jaswant Thada, che si trova a circa un chilometro di distanza dal forte e può essere raggiunto con una breve corsa in taxi o in tuk-tuk.
Questo monumento fu costruito nel 1899 dal Maharaja Sardar Singh in memoria di suo padre è conosciuto localmente come il "Taj Mahal del Marwar" per la sua eleganza. Il cenotafio è realizzato in sottili lastre di marmo bianco finemente scolpite, che creano un effetto quasi traslucido quando la luce del sole filtra attraverso di esse. Si dice che il marmo emani un caldo bagliore alla luce del sole, simboleggiando l'eredità lasciata dai sovrani del Rajasthan.
L'imponente ingresso al Jaswant Thada
L'imponente ingresso al Jaswant Thada
L'architettura del Jaswant Thada presenta caratteristiche tipiche dello stile Rajput, con diversi padiglioni a cupola, guglie e lavori di traforo in marmo che permettono alla luce di filtrare all'interno creando un'atmosfera mistica. Il monumento è circondato da giardini terrazzati ben curati e da un piccolo lago, che contribuiscono a creare un ambiente tranquillo e contemplativo.
All'interno si trova una galleria con ritratti dei sovrani, ciascuno accompagnato da una storia che racconta il loro contributo alla storia di Jodhpur. Il sito ospita anche tre altri cenotafi dedicati ad altri membri della famiglia reale.
Un altro ingresso al Jaswant Thada
Un altro ingresso al Jaswant Thada
Il Jaswant Thada è aperto dalle nove del mattino alle cinque del pomeriggio tutti i giorni. Prima di entrare è necessario togliersi le scarpe in segno di rispetto per i defunti. La posizione del monumento offre anche viste spettacolari del Mehrangarh Fort, rendendolo un eccellente punto per scattare fotografie. Una visita completa richiede circa 30-45 minuti. È consigliabile visitare il Jaswant Thada in tarda mattinata o nel primo pomeriggio, quando la luce valorizza al meglio il marmo bianco del monumento.


Ora, il pomeriggio della prima giornata può essere dedicato al riposo, considerando che le temperature diurne a Jodhpur possono essere elevate, soprattutto nei mesi estivi, oppure si può continuare a muoversi per un tour nella caratteristica zona della “Città blu” cuore pulsante e anima di Jodhpur.

COSA VEDERE A JODHPUR GIORNO 1 
LA CITTA' BLU

Per visitare la Città Blu, si consiglia di iniziare l'escursione verso le quattro del pomeriggio, quando le temperature iniziano a scendere e la luce si fa più morbida, ideale per catturare i celebri toni azzurri delle case.


È importante notare che il centro storico di Jodhpur non è completamente blu come alcuni potrebbero aspettarsi dalle fotografie. Molte case nella città vecchia sono dipinte di bianco o color crema, e la percentuale di abitazioni interamente blu si aggira intorno al venti-trenta percento del totale. A volte, camminando per le strade, non si vede affatto il colore blu.

veduta sulla città blu di Jodhpur
Una veduta sulla città blu di Jodhpur

Per visitare la Città Blu, si consiglia di iniziare l'escursione verso le quattro del pomeriggio, quando le temperature iniziano a scendere e la luce si fa più morbida, ideale per catturare i celebri toni azzurri delle case.


Il quartiere di Navchokiya rappresenta la destinazione principale di questa escursione. Situato nella parte occidentale della città vecchia, questo labirinto di vicoli stretti conserva la più alta concentrazione di case dipinte di blu. Dal 1459, anno di fondazione di Jodhpur, questo quartiere è stato abitato dalla comunità brahminica, la casta sacerdotale della città. Per distinguersi dalle altre caste induiste, i brahmini iniziarono a dipingere le loro abitazioni di blu, una tradizione che si è tramandata per oltre sei secoli.

L'esplorazione di Navchokiya è una esperienza affascinante ma richiede un approccio particolare. I vicoli del quartiere sono stretti, tortuosi e spesso non compaiono sulle mappe digitali, rendendo facile perdersi anche per chi ha esperienza di viaggi. Si raccomanda di affidarsi a una guida locale che conosca l'area e possa navigare con sicurezza tra i vicoli.

Una abitazione tipica della città blu
Una abitazione tipica della città blu

L'interazione con i residenti locali rappresenta uno degli aspetti più interessanti dell'esplorazione. Molti abitanti sono abituati alla presenza dei turisti e accolgono con cordialità chi mostra rispetto per il loro quartiere e le loro tradizioni. Non è raro essere invitati a sbirciare all'interno dei cortili delle case tradizionali, dove è possibile osservare la vita quotidiana che si svolge da secoli con gli stessi ritmi. Alcune guide offrono tour che includono una sosta presso l'abitazione di famiglia, dove si possono gustare il tè tradizionale e osservare da vicino l'architettura interna delle case blu. Queste abitazioni presentano spesso cortili centrali che favoriscono la circolazione dell'aria, balconi sporgenti finemente decorati e finestre con grate intricate che permettono alla luce di filtrare mantenendo la privacy.

Il quartiere è pieno di queste dimore storiche con balconi schermati dove le donne potevano prendere aria fresca senza essere viste, occasionalmente con così tanti strati di vernice che le aperture si sono ridotte a piccoli fori.

Scorcio sulla città blu
Scorcio sulla città blu
Scorcio sulla città blu
Scorcio sulla città blu

Durante la passeggiata si possono fare incontri inaspettati che rendono l'esperienza autentica e memorabile. Gruppi di bambini che giocano a cricket in vicoli così stretti che la palla rimbalza continuamente contro le pareti blu, anziani seduti sulle soglie delle case che osservano i passanti con sguardi curiosi ma benevoli, donne che trasportano otri d'acqua o ceste di verdure sulla testa con un equilibrio perfetto. In alcuni angoli si possono osservare artigiani al lavoro: un fabbro che martella il metallo incandescente in una piccola fucina, un vasaio che modella l'argilla su un tornio tradizionale azionato a piede, o un pittore che ritocca la vernice blu di una casa seguendo le tecniche tramandate dalla famiglia.

I templi nascosti tra i vicoli meritano una visita rispettosa. Sono piccoli santuari dedicati a varie divinità induiste punteggiano il quartiere, alcuni non più grandi di una nicchia nel muro, altri con elaborate decorazioni e campane che tintinnano quando i fedeli entrano per le preghiere serali. Prima di entrare in un tempio è necessario togliersi le scarpe e chiedere il permesso, specialmente se si desidera fotografare. Alcuni templi emanano un profumo intenso di incenso e fiori freschi offerti durante i rituali quotidiani.

Scorcio sulla città blu dall'alto
Scorcio sulla città blu

Le opportunità fotografiche sono innumerevoli, ma è importante chiedere sempre il permesso prima di fotografare le persone. I migliori scatti si ottengono nei vicoli più stretti dove le tonalità di blu creano pareti continue, con porte dipinte di colori contrastanti come il verde smeraldo o il giallo senape. Le finestre decorate con vasi di piante fiorite aggiungono tocchi di colore vivace contro lo sfondo azzurro. Durante il tardo pomeriggio, la luce solare che filtra attraverso i vicoli stretti crea giochi di luce e ombra che esaltano le texture delle pareti dipinte.

Oltre a Navchokiya, un'altra area ricca di case blu è Brahmpuri, anche questa abitata storicamente dalla comunità brahminica. I due quartieri si fondono l'uno nell'altro senza confini chiari, creando un'area estesa dove il blu domina il paesaggio urbano.


Durante la passeggiata è comune imbattersi in piccoli negozi incastonati nei piani terra delle abitazioni. Botteghe di tessuti dove i commercianti mostrano orgogliosamente i famosi tessuti bandhani tinti, negozi di spezie che emanano profumi intensi, laboratori dove gli artigiani creano le tradizionali calzature ricamate a mano tipiche della regione. I negozianti sono generalmente cordiali e non insistenti, disposti a chiacchierare e spiegare le loro merci anche se non si ha intenzione di acquistare.

Un vicolo all'interno della città blu
Un vicolo all'interno della città blu

La passeggiata nella Città Blu offre un'esperienza autentica della vita quotidiana a Jodhpur, lontana dai principali circuiti turistici concentrati intorno al Mehrangarh Fort e al Jaswant Thada.

L'escursione nella Città Blu richiede generalmente dalle due alle tre ore, a seconda del ritmo di camminata e delle soste effettuate.

COSA VEDERE A JODHPUR GIORNO 2 
CENTRO STORICO 
ARCHITETTURE IDRAULICHE

La seconda giornata può essere dedicata all'esplorazione del cuore storico di Jodhpur, con i suoi mercati vivaci e le testimonianze dell'ingegneria idraulica. Si consiglia di iniziare la giornata verso le otto del mattino per godere dell'atmosfera più fresca e tranquilla del mercato prima che diventi troppo affollato.

Il Toorji Ka Jhalra, rappresenta il primo punto di visita della giornata. Questo pozzo a gradini fu costruito negli anni '40 del XVIII secolo dalla regina consorte del Maharaja Abhay Singh, meglio conosciuta con il nome di Toorji. La costruzione di pozzi a gradini era una tradizione antica del Rajasthan, portata avanti principalmente dalle donne della famiglia reale come parte di opere pubbliche di gestione delle risorse idriche.

Il pozzo più noto del centro di Jodphur
Il pozzo più noto del centro di Jodphur, Toorji a Jhalra

Il Toorji Ka Jhalra rappresenta uno degli esempi più raffinati di architettura idraulica del Rajasthan. Costruito utilizzando la caratteristica arenaria rossa di Jodhpur, il pozzo raggiunge una profondità di oltre 60 metri e presenta una struttura a gradini simmetrici che conducono all'acqua. Le pareti sono decorate con intricate sculture di elefanti danzanti, leoni medievali, gocciolatoi a forma di mucca e nicchie che ospitavano statue di divinità.

Il sistema originale del pozzo, spiegato dalla mia guida a Jodhpur,  prevedeva una ruota idraulica tipica persiana azionata da una coppia di buoi che camminavano in cerchio sulla piattaforma superiore, permettendo di attingere acqua a due diversi livelli di accesso e convogliarla in un serbatoio separato. Sotto la maggior parte delle scale si trovano piccole camere che probabilmente venivano utilizzate per posizionare lanterne o accendere fuochi per aiutare la salita e la discesa durante la notte. Il livello superiore presenta un cortile con i caratteristici balconi sporgenti e un corridoio da cui si può godere di una vista dall'alto del pozzo.

L'acqua deve essere particolarmente pulita poiché numerosi pesci nuotano nella vasca. 

Il Toorji Ka Jhalra è sempre aperto ed è possibile scattare fotografie liberamente. Una visita completa richiede circa 30-45 minuti. Il pozzo si trova nel quartiere di Gulab Sagar, a circa 2,4 chilometri dal Mehrangarh Fort e può essere facilmente raggiunto a piedi dal centro città o con un breve tragitto in tuk-tuk.

COSA VEDERE A JODHPUR GIORNO 2 
CENTRO STORICO 
SADAR MARKET

Dopo la visita al Toorji Ka Jhalra, si procede verso il Sardar Market e la Torre dell'Orologlo, che si trovano a poche centinaia di metri di distanza e possono essere raggiunti facilmente a piedi. La Torre dell'Orologio fu costruita dal Maharaja Sardar Singh tra il 1880 e il 1911 ed è diventata uno dei simboli più riconoscibili di Jodhpur. Alta e imponente, la torre è visibile anche dal Mehrangarh Fort, a una distanza di circa due chilometri. La struttura presenta decorazioni architettoniche tipiche dello stile Rajput e si trova tra due porte ornate che conducono al mercato.

torre dell'orologio nel centro della città vecchia
La torre dell'orologio nel centro della città vecchia

Il Sardar Market circonda la torre dell'orologio e rappresenta il cuore commerciale della città vecchia. Prende il nome dal Maharaja Sardar Singh, che lo fondò all'inizio del XX secolo. Il mercato è un labirinto di viuzze strette fiancheggiate da innumerevoli negozi e bancarelle che vendono ogni tipo di merce.

Si possono trovare tessuti tradizionali e tessuti stampati a blocchi, gioielli elaborati realizzati in argento e pietre preziose, articoli in pelle tra cui le famose calzature tradizionali ricamate, tappeti, burattini, oggetti d'antiquariato, opere in marmo intarsiate e figure di argilla.

Veduta del Forte dal Sadar Market
Veduta del Forte dal Sadar Market

Una delle attrazioni principali del Sardar Market è la possibilità di osservare gli artigiani al lavoro. Molti negozi hanno laboratori annessi dove si possono vedere artigiani che creano meravigliosi manufatti utilizzando tecniche tradizionali tramandate di generazione in generazione. Questa esperienza offre uno sguardo autentico sulla cultura e le tradizioni artigianali del Rajasthan.

Il mercato è anche rinomato per il cibo di strada e i dolciumi. Bancarelle che vendono peperoncini fritti ripieni, frittelle ripiene di cipolle speziate e il rinomato “lassi” una bevanda tradizionale indiana a base di yogurt.

L'atmosfera del mercato è vivace e caotica, questo è un luogo dove si può apprezzare la vita nella sua piena effervescenza, una cornice perfetta per i ricordi fotografici di Jodhpur.

I colori e i profumi delle spezie
I colori e i profumi delle spezie

Si consiglia di dedicare dalle due alle tre ore per esplorare il mercato, permettendo di muoversi con calma tra le bancarelle, contrattare con i commercianti e gustare alcuni cibi di strada. I momenti migliori per visitare sono la mattina presto, quando l'atmosfera è più tranquilla e le temperature sono più fresche, o la sera quando la torre e il mercato si illuminano creando un'atmosfera magica.

Conclusa la visita al Sadar Market, il pomeriggio della seconda giornata può essere dedicato a ulteriori esplorazioni del centro storico o a una pausa rilassante in uno dei caffè che circondano il Toorji Ka Jhalra. Chi desidera approfondire la conoscenza della città può anche visitare il Mandore Gardens, situato a circa nove chilometri dalla città, dove si trovano le rovine dell'antica capitale del Marwar con i suoi cenotafi reali e templi.

COSA VEDERE A JODHPUR 
CURIOSITA'

La leggenda del Mehrangarh Fort

La costruzione del Mehrangarh Fort è avvolta da una leggenda che ancora oggi viene raccontata dagli abitanti locali e ripetuta dalle guide come la nostra. 

Il sito prescelto per la costruzione era abitato da un eremita di nome Cheeria Nathji, conosciuto come il "signore degli uccelli" per la sua abitudine di nutrire i volatili sulla collina. Quando Rao Jodha chiese all'eremita di trasferirsi, questi rifiutò ripetutamente. Il sovrano si rivolse allora a Karni Mata, una potente figura spirituale, che convinse Cheeria Nathji a lasciare il luogo. L'eremita però, prima di andarsene, lanciò una maledizione: la fortezza e il regno avrebbero sofferto per sempre di scarsità d'acqua.

Per mitigare gli effetti della maledizione, Rao Jodha fece costruire un tempio e una casa all'interno del forte in onore dell'eremita. Inoltre, secondo la tradizione, un uomo di nome Raja Ram Meghwal si offrì volontariamente di essere sepolto vivo nelle fondamenta del forte, un sacrificio ritenuto propizio secondo le credenze dell'epoca. In cambio, alla sua famiglia fu garantito sostentamento perpetuo, e ancora oggi i suoi discendenti risiedono nella zona di Raj Bag, vicino a Soor Sagar.

Una piccola lapide all'interno del forte commemora questo sacrificio, e ancora oggi alcuni abitanti della città attribuiscono le periodiche siccità che colpiscono la regione ogni tre o quattro anni alla maledizione mai completamente dissolsa.

Lungo le strade di Jodhpur
Lungo le strade di Jodhpur

Come nasce  la Città blu ?

Le ragioni dietro questa caratteristica colorazione sono molteplici e ancora oggi oggetto di dibattito tra gli abitanti locali. La nostra guida racconta che secondo la tradizione locale, il colore blu è associato a Lord Shiva, che durante il Samudra Manthan inghiottì un veleno letale chiamato Halahala per salvare il pianeta, e il veleno trasformò il suo corpo di colore blu. Da allora, i suoi seguaci considerano il blu un colore sacro.

Altri sostengono che la vernice blu, una miscela di solfato di rame e calcare, avesse uno scopo pratico: tenere lontane le termiti che danneggiavano molte strutture storiche ed edifici della città.

Una terza teoria propone che il colore blu rifletta i raggi del sole, mantenendo le case più fresche durante i mesi estivi. Tuttavia, ricerche recenti hanno scoperto che il tradizionale colore blu non contribuisce in modo significativo alla capacità delle case di rimanere fresche durante le estati torride, e che è piuttosto il modo tradizionale di costruire le case ad essere più adatto al clima mutevole di Jodhpur.

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