Curiosità e tradizioni del Madagascar

MADAGASCAR


CURIOSITA' DEL MADAGASCAR 

Alcune tra le più note curiosità, tradizioni popolari, leggende, usi e costumi del Madagascar


CURIOSITY

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LEMURI, SCIMMIE DEL MADAGASCAR

Tutti sicuramente conoscono le tipiche scimmie del Madagascar chiamate “lemuri" che, in realtà, comprendono molte specie con caratteristiche a volte diverse.

Recentemente sono state scoperte in Madagascar due nuove specie di lemuri tra cui il topo lemure di Goodman (Microcebus lehilahytsara) poco più grande di un topo, il quale ha una striscia bianca sul naso, pelo marrone, arancione e bianco e orecchie tonde.

Gli studiosi del German Primate Center e dell'Università di Gottingen, insieme ad alcuni colleghi locali, hanno analizzato il suo patrimonio genetico concludendo che si trovavano di fronte ad una specie completamente nuova. La seconda specie, Mirza zaza, è stata chiamata così in onore dei bambini che abitano l'isola: mirza zaza che in malgascio significa bambino. È una specie notturna che pesa circa 300 grammi ed è grande come uno scoiattolo grigio.


I lemuri vivono solo in Madagascar e sono considerati tra i primati in maggiore pericolo di estinzione. La scoperta di due nuove specie dimostra quanto sia importante difendere le foreste dell'isola, minacciate da incendi, taglio per far posto al pascolo, o per la produzione di carbone (WWF).

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GLI SPETTACOLARI TSINGY ROSSI

I Tsingy sono degli spettacolari scenari nati dal fenomeno dell’erosione operata su delle formazioni calcaree o coralline. Il dilavamento del terreno modella e crea delle formazioni che vengono chiamate “i Camini delle Fate”.

Si possono trovare formazioni di queste particolari rocce in tre principali regioni del Madagascar soprattutto nella regione di Melaky, di Diego Suarez e di Diana. I primi due siti sono patrimonio dell’UNESCO. L’esplorazione di ogni sito può essere effettuata da soli o accompagnati da una guida che spiega in dettaglio i processi che riguardano la formazione degli tsingy.

Il sito più spettacolare è quello di Anivorano Nord che si contraddistingue per la colorazione rossa dovuta alla presenza di di arenaria, di marna e di laterite rossa, materiali molto meno duri del calcare di cui sono composti gli altri siti.

Questa natura più fragile del suolo comporta una maggiore velocità del fenomeno di erosione per cui lo scenario muta nell’arco di alcuni anni distruggendo alcune parti e crearne delle nuove.

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IL PUMA DEL MADAGASCAR 

Oltre ai Lemuri, nelle foreste del Madagascar vive un altro unico animale che non si ritrova in nessun altra parte del mondo: il Fossa (Cryptoprocta ferox).

Simile ad un piccolo puma, appartiene alla famiglia dei viverridi, come le manguste e le genette. E' carnivoro ed i lemuri costituiscono proprio la sua preda preferita. Di colore bruno-rossiccio, pesa attorno ai 10 Kg. nei maschi ed ai 5/7 nelle femmine. Il corpo è lungo circa 80 cm., più altrettanti per la sua lunghissima coda ed ha un'altezza di circa 40 cm. Le zampe hanno unghie retrattili e, perciò, è un ottimo arrampicatore.

Solitario e di abitudini notturne, è il più grosso carnivoro del Madagascar, ma anche lui è a fortissimo rischio di estinzione. Anche se protetto, pare non rimangano più di 2.500 individui allo stato libero, a causa della caccia dell'uomo. Ha un territorio di caccia di circa un Kmq. che marca olfattivamente con le sue particolari ghiandole anali. 

Nel Madagascar riempiva la nicchia dei gatti selvatici che qui non esistono in natura. Può vivere anche una ventina d'anni e giunge alla maturità sessuale a circa quattro.

TRADITIONS

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IL GIOCO DEL SOLITARIO IN MADAGASCAR

E' un gioco praticato da una sola persona, come dice la parola stessa, ed ha origini sconosciute : viene utilizzata una ruota di legno con 36 buche contenenti delle sfere fatte di vari minerali colorati.

Si inizia togliendo la sfera centrale e si gioca poi, come nella dama, "mangiando" le altre biglie saltandole in tutte le direzioni. Lo scopo del gioco e' quello di rimanere con una sola biglia. Sembra facile ma così non è.

E' un bel souvenir da portare a casa dopo un viaggio.

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MPANANDRO, FIGURA MISTICA DEI VILLAGGI

Il MPANANDRO (il divino) è una persona molto importante nei villaggi perché ha il ruolo di astrologo e ha la conoscenza del "VINTANA" dove il fato è ordinato dalla posizione della luna il sole e le stelle. In ogni istante ci sono diversi valori di forza attiva o passiva e le posizioni sono differenti come livello di forze: l'est è superiore all'ovest e il nord è superiore al sud. Il nord est è quindi considerata la posizione migliore.


Le persone costruiscono le case in asse Nord-Sud e riservano un angolo a nordest per la preghiera. Gli ospiti sono fatti sedere in posizione del lato nord e la cucina è a sud. Il Mpanandro viene consultato per determinare quale sia il migliore giorno di buon auspicio per celebrazioni quali un matrimonio o una riesumazione e anche attività quali un viaggio, il lavoro, un incontro. Un metodo utilizzato per predire il futuro e' il SIKIDY il quale consiste nella divinizzazione e consulto con gli antenati tramite dei semi. Gli MPISIKIDY sono coloro che sanno interpretare questi semi ponendosi seduti con una stuoia nell'angolo nordest della casa di fronte a una pietra sacra.

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IL LAGO SACRO 

Nella regione dl Nord del Madagascar si trova il villaggio Antanavo con un Lago Sacro per il popolo Antakaran. Per questo popolo, li lago nasce da una leggenda. Essa racconta la storia di un villaggio tutto intero inghiottito dall'acqua, in seguito alla collera di un Dio che, mentre visitava Antanavo, con le sembianze di un anziano, ebbe sete e chiese da bere agli abitanti del villaggio.

Nessuno offrì da bere al vecchio tranne una anziana donna. Per ricompensarla, il Dio disse alla donna di andarsene subito con i suoi oggetti più preziosi in modo da sfuggire alla maledizione che avrebbe lanciato contro il villaggio. Appena la donna fu partita il vecchio pronunciò una formula magica, il villaggio sprofondò nelle acque e tutti gli abitanti furono trasformati in coccodrilli.,

La leggenda ha dato origine ad una cerimonia che viene ripetuta quando si desidera rendere omaggio ai propri defunti o si ha bisogno di una speciale benedizione.
Nel giorno stabilito, gli abitanti si recano sulle rive del lago e eseguono danze e canti propiziatori. I coccodrilli appaiono tenendo solo il muso fuori dall’acqua. Dopo che lo stregone ha ucciso lo zebù secondo il rito stabilito, pezzi dell’animale vengono gettati in acqua, presi dai coccodrilli che li portano sulla riva per poi mangiarli. E' cosi che gli abitanti giudicano che l’offerta sia stata gradita e che quindi i defunti benediranno il villaggio.

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LA LOTTA MALGASCIA 

La lotta malgascia si pratica essenzialmente nei villaggi costieri. Ad Analavava, a nord ovest del Madagascar, la calma domenicale viene interrotta dal "Moraingy" (nome appunto di questa lotta) .

I villaggi si incontrano in una piazza dove si forma un cerchio e si sfidano gli avversari di un villaggio contro l'altro. Lo sfidante passeggia attorno al cerchio lanciando sguardi di sfida finché trova qualcuno che accetta.

Questo tipo di lotta comporta agilità e rapidità di movimenti ed e' accompagnata da suoni, canti e dalle urla degli spettatori che incitano i giovani (e anche i meno giovani) che si scontrano e dimostrano la propria forza e virilità.

In passato si praticava questa lotta per per allenarsi alle battaglie. Assistendo a questa lotta si nota come molti mastichino in continuazione le foglie del kat (una pianta eccitante che aiuta a non sentire dolore). Anche ragazzini molto giovani partecipano alla lotta sfidandosi tra loro.

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FAMADIHANA, LEGAME TRA VIVI E MORTI 

Il legame tra vivi e morti è sottolineato da un'usanza, praticata soprattutto dai Merina e dai Betsileo, detta FAMADIHANA (riesumazione) dove il cadavere del morto (o meglio quello che né resta) viene riportato alla luce per essere riavvolto in un nuovo sudario e per essere portato in giro per potersi rendere conto direttamente dei cambiamenti avvenuti dopo la sua morte.


E' una cerimonia molto costosa a causa della gran festa che ne consegue che può durare anche diversi giorni e per gli invitati che sono numericamente tanti. Questo e' un momento di comunione col morto con l'antenato che così viene celebrato, e questo in cambio protegge la famiglia.

E' considerata una grave offesa per il defunto rimandare il Famadihana se la famiglia e' in grado di affrontarne le spese. La cerimonia avviene durante l'inverno, tra luglio e settembre e generalmente dopo circa 3-5 anni (ma anche fino a 10) nei quali la famiglia del defunto ha il tempo per preparare la festa. Sebbene non e' solito eseguire il Famadihana al di fuori delle zone degli altopiani centrali dei Merina e Betsileo e' comunque comune a tutto il popolo Malgascio un grande rispetto per la morte e per la forza e autorità che hanno gli antenati.

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