Curiosità e tradizioni della Tunisia

TUNISIA


CURIOSITA' DELLA TUNISIA 

Alcune tra le più note curiosità, tradizioni popolari, leggende, usi e costumi della Tunisia 


CURIOSITY

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BREVE STORIA DELLA TUNISIA

Abitato anticamente da popolazioni berbere, il territorio dell'attuale Tunisia si identifica con la fondazione da parte dei Fenici della città di Cartagine nel IX sec. a.C.; la città venne poi distrutta nel 146 a.C. proprio dai Romani e una volta diventata provincia dell'Impero, venne poi conquistata da bizantini e infine dagli Arabi.

Questi ultimi hanno plasmato la cultura tunisina. In questo periodo ci fu la fondazione della città di Kairouan, il più importante centro del periodo islamico; qui venne costruita la Grande Moschea detta di Sidi Oqba. L'elemento arabo è tutt'ora presente nella lingua, l'arabo appunto, e nella religione islamica la più professata dai tunisini.

Diventata autonoma durante il dominio turco, la Tunisia nel nostro secolo ha subito la colonizzazione da parte della Francia; questa conquista la si vede ancora oggi con l'uso da parte dei tunisini della lingua francese.

Proprio in questo periodo a Tunisi viene fondato il Museo Alaoui che diverrà, nel 1956, Museo Nazionale del Bardo, si tratta del principale museo archeologico che contiene la più importante collezione di mosaici dei Paesi del Maghreb.

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TRENO LUCERTOLA ROSSA

Nel 1866 in Tunisia fu scoperta una zona ricca di fosfato, tra il confine algerino e la città di Gafsa.

Per lo sfruttamento di questo minerale, nel 1905 fu realizzata una ferrovia che collegava le miniere con il porto di Sfax. Esauriti i giacimenti di fosfato, la ferrovia fu abbandonata.

Nel 1994 si decise di restaurarla a fini turistici, operazione che ha riportato questa ferrovia agli antichi splendori. Oggi essa è chiamata Lezard Rouge, cioè Lucertola Rossa, è lunga 42 chilometri e collega Metlaoui a Redeyef, il principale centro di estrazione.

Due sono le maggiori attrazioni: il panorama mozzafiato delle Selja, spettacolari gole che seguono il corso dell’omonimo torrente creando canyon e anfiteatri naturali, e il treno stesso, un convoglio formato da 6 lussuosi vagoni del 1910 restaurati, con poltrone ricamate, divani di pelle, banconi in legno, bagni in marmo, vecchi specchi decorati e foto dell’epoca.

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IL MUSEO DEL BARDO

Tristemente noto per gli efferati episodi di sangue di alcuni terroristi, Il Museo del Bardo, dopo quello egiziano del Cairo è il più importante di tutta l'Africa settentrionale.

Situato in una bella residenza del XIX secolo in una zona periferica di Tunisi, contiene in primo luogo la più grande collezione di mosaici romani del mondo intero. Il museo comprende sei sezioni, preistorica, punica, romana, pagana, paleocristiana, arabo-mussulmana.

Le collezioni esposte sono distribuite su tre piani e occupano 34 sale impegnando pareti e pavimenti con oltre 2.000mq di mosaici tra cui molti di origine romana del II e IV secolo. Sono presenti diverse statue raffiguranti divinità, eroi e personaggi mitologici. Una sala è dedicata al periodo cristiano della Tunisia.

TRADITIONS

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FESTIVAL DEL SAHARA

Ogni anno nella città di Douz, praticamente l’ultima città tunisina prima del grande deserto sabbioso, viene indetto il Festival Internazionale del Sahara. La festa si svolge nel mese di dicembre ma la data esatta può variare se in quel periodo cade il Ramadam.

Le origini della festa risalgono al 1910, in cui la prima edizione era dedicata ai cammelli (Festival dei cammelli). Nel corso del tempo, la festa ha cambiato fisionomia e si è trasformata in una celebrazione delle tradizioni beduine.

Per quattro giorni si susseguono spettacoli, danze, esibizioni di giocolieri e matrimoni pubblici con una grande partecipazione di pubblico locale e turisti attratti dalle parate e dalle gare che si svolgono.

Tra queste vale la pena di citare le gare a cavallo con magnifici esemplari dei famosi cavalli arabi che vedono i cavalieri vestiti nelle splendenti tuniche bianche con il capo coperto dalle tradizionali turbanti arabi.

Caratteristiche le gare tra cammellieri che al dorso dei loro animali si lanciano in una corsa sfrenata su una grande pianura polverosa.

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MASHRABIYA, IL BALCONE ARABO 

Mashrabiya è termine arabo dato a un tipo di bovindo (balcone chiuso e sporgente dalla facciata di un edificio) chiuso con legno intagliato. Si trova sempre al secondo piano di un edificio o al piano superiore.
Il nome Mashrabiya deriva da "ashrafa", che significa trascurare o osservare. Questa soluzione permette di ottenere una buona vista sulla strada senza che essere visti dai passanti. Mashrabiya è un ornamento delle ricche case e utilizzato principalmente nelle città, mentre nei villaggi è poco utilizzato.

E' sbagliato credere che questo tipo di finestra o balcone serva alle donne in modo che possano segretamente guardare ciò che sta accadendo per le strade. Tipici delle zone del Nord Africa e del mondo arabo, lo scopo di questi balconi è quello di proteggere l'intimità della famiglia dalla vista dall'esterno e di raffrescare i locali in modo passivo, funzione ottenuta sfruttando le caratteristiche fisiche del legno lavorato in particolari grate lignee in grado di garantire il benessere termo igrometrico interno alla casa.

Attualmente si definiscono Mashrabiye, quelle aperture schermate da una grata in legno, discreta, utile ed elegante, caratterizzata da una trama più o meno fitta.

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