Curiosità e tradizioni a Zanzibar

ZANZIBAR


CURIOSITA' A ZANZIBAR 

Alcune tra le più note curiosità, tradizioni popolari, leggende, usi e costumi a Zanzibar 


CURIOSITY

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PICCOLE CURIOSITA' 

Il nome Zanzibar deriva da una combinazione di due parole arabe, 'Zenj', che significa nero, e 'bar' che significa “terra” quindi “terra nera”.

La cultura africana, miscelata con altre culture, principalmente persiano, arabo e indiano, ha dato forma e contenuti alla lingua Swahili nata a Zanzibar.

La guerra combattuta nel 1896 tra Zanzibar e l'allora Impero Britannico è la più breve guerra della storia, lo stato di Zanzibar si arrese dopo appena 45 minuti.

Zanzibar fu la prima regione africana a introdurre la televisione a colori (nel 1973). In altre regioni della Tanzania questo servizio giunse più di vent'anni dopo.

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I PORTONI DI STONE TOWN

Stone Town si caratterizza per i portoni in legno di cedro scolpito e borchiati di rame e per le persiane delle sue case in legno abilmente lavorato.

L’abilità degli artigiani si riscontra in molti altri oggetti che si possono trovare nei mercatini e nei negozi in tutta l’isola. Alcuni di essi sono alquanto curiosi come uno straordinario poggiatesta in legno intagliato: scomodissimo, ma bellissimo, oppure bastoni da passeggio, statuette di Masai ricchi di perline e sculture di vario genere realizzate in ebano, frutto di trecento anni di tradizione.  

TRADITIONS

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CAPODANNO PERSIANO A ZANZIBAR

Nel villaggio di Makunduchi, nel sud di Zanzibar, in occasione del Capodanno persiano che cade nel mese di luglio o agosto secondo la luna, la popolazione organizza una festa caratteristica che dura quattro giorni il primo dei quali è dedicato a purificare l’anno vecchio e benedire l’anno nuovo.

Il rituale di questo primo giorno inizia con le pulizie all’interno delle case (spazzare come gesto di rimozione dei fardelli dell’anno passato), per poi proseguire con un bagno rituale in mare (mwaka kogwa significa "lavare l'anno").

A metà mattinata, la maggior parte dei Makunduchi scendono nel centro del villaggio, dove un uomo di medicina costruisce una capanna di paglia di cocco accompagnato dal canto delle donne. Conclusa la costruzione il mago entra nella capanna e un gruppo di anziani da fuoco alla capanna. Appena le fiamme divampano, il mago si precipita fuori e si getta illeso in un cespuglio vicino.

Tutti gli abitanti che si trovano intorno iniziano a lanciare terra e pietre sul fuoco per spegnerlo. Così si crede, che se a casa di qualcuno dovesse divampare un incendio nel nuovo anno, nessuno perderà la vita.


Altro rituale è un combattimento a colpi di steli di banano. La lotta ha un certo numero di regole che vengono normalmente osservate dai partecipanti, senza la necessità di un arbitro. Quando un combattente non si sente più di proseguire, alza semplicemente entrambe le mani e si arrende o cambia la sua arma per una migliore e continua la lotta.

Può sembrare doloroso e confusionario, ma in realtà nessuno si fa del male in quanto gli steli di banano a contatto con il corpo dopo poco si disintegrano. Il rituale si completa nei tre giorni successivi dove la festa continua con danze musica e banchetti. Questo è il momento in cui le donne e le ragazze appaiono in tutta la loro bellezza con fini ornamenti e con mani e piedi dipinti con l'henné (tinte naturali utilizzate per elaborati disegni eseguiti sulla pelle).

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