074 Twyfelfontein
COSA VEDERE A
TWYFELFONTEIN
COSA VEDERE A TWYFELFONTEIN
INTRODUZIONE

COSA VEDERE A TWYFELFONTEIN
VISITA AL SITO
L'approccio al sito rivela un paesaggio dove l'arenaria domina l'orizzonte, tipico delle alture del Damaraland. All'arrivo, i visitatori sono accolti in una piccola ma funzionale reception presso il centro visitatori, dove è possibile organizzare l'escursione. Per preservare l'integrità delle incisioni, che in passato hanno subito furti, la visita deve essere obbligatoriamente accompagnata da una guida locale. Il percorso si snoda attraverso diversi sentieri a piedi che permettono di ammirare i pannelli più significativi distribuiti lungo le pendici dell'altopiano.

Un'altra opera di grande rilievo è il Kudu Danzante, una rappresentazione stilizzata di un'antilope (una femmina di kudu) circondata da motivi geometrici. Molti interpretano questa immagine come un simbolo di fertilità, data la silhouette che suggerisce una gravidanza, mentre gli schemi geometrici circostanti non sembrano semplici decorazioni ma potrebbero essere la trascrizione visiva dei lampi di luce visti dagli sciamani durante la fase iniziale della trance.

Tra le rocce è possibile osservare anche la Roccia delle Orme, che presenta una moltitudine di impronte umane e animali incise vicino a fessure naturali. Queste venivano considerate dai cacciatori-raccoglitori come varchi verso il mondo degli spiriti, suggerendo che lo sciamano potesse attraversare la roccia solida, percepita non come una tela ma come un velo tra realtà parallele.

CURIOSITA' SU TWYFELFONTEIN

CONCLUSIONI SU TWYFELFONTEIN
Camminare in questa valle è come sfogliare una biblioteca scolpita sulla pietra, dove ogni graffito è una pagina di civiltà diverse che hanno abitato questo ambiente marginale per 10.000 anni.
La visita si conclude tornando al centro visite dove è possibile leggere diversi testi e documenti sul sito tra cui uno che mi ha colpito ovvero le parole del paleontologo Henri Breuil, che definì queste opere “paesaggi dell'anima”, evidenziando come l'arte non fosse solo estetica, ma uno strumento tangibile dei cacciatori a quello invisibile dei loro sogni e delle loro paure.





