070 Tempio di Giove

COSA VEDERE NEL 
TEMPIO DI GIOVE


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Alla scoperta del Tempio di Giove Anxur

INTRODUZIONE AL TEMPIO DI GIOVE

Monte Sant’Angelo, noto anche come Monte Giove, sorge maestoso a 227 metri sul livello del mare, rappresentando l’estrema propaggine occidentale dei Monti Ausoni. Su questa altura venne realizzato quello che oggi costituisce il “Tempio di Giove Anxur”, il quale ha rappresentato fin dall'antichità un formidabile sbarramento naturale e un punto di riferimento fondamentale per la navigazione e i commerci lungo la via Appia.

Originariamente sede del centro volsco di Anxur, l'area fu conquistata dai Romani nel V secolo a.C. e trasformata in un grandioso complesso monumentale tra il II e il I secolo a.C.. La sua posizione elevata non era solo strategica ma anche profondamente simbolica, fungendo da ponte tra la realtà terrena e quella divina. Oggi il visitatore può ammirare l'imponenza di strutture che hanno sfidato i millenni, simbolo della città di Terracina.

Raggiungere il sito è abbastanza semplice perché ben segnalato. Una strada si stacca dalla via Appia Nuova nel centro di Terracina per salire fino al parcheggio auto del sito archeologico del Tempio di Giove Anxur. Durante il periodo estivo è presente un servizio navetta dal centro del paese, ma è bene informarsi prima presso il Comune su orari e percorso.

VISITA AL TEMPIO DI GIOVE

Una volta lasciata l'auto nel parcheggio e superata la biglietteria d’ingresso, inizia il percorso di vista. Per evitare di procedere a caso, suggerisco di seguire l’itinerario suggerito dalla Fondazione Terracina che gestisce il sito. Di seguito la mappa.

Mappa del sito archeologico

1  CAMPO TRINCERATO


Si inizia la visita raggiungendo la parte più elevata del sito, dove si estende il Campo Trincerato (punto 1 della mappa). Quest'area, situata sulla terrazza superiore, aveva una funzione prevalentemente militare e strategica. Qui si possono osservare i resti di una cinta muraria dotata di torri disposte a intervalli regolari, che serviva a controllare la pianura sottostante e a sbarrare il passo lungo la via Appia. Queste fortificazioni sono collegate agli eventi storici degli inizi del I secolo a.C., in particolare agli scontri tra Mario e Silla, quando il controllo delle alture era vitale per la difesa del territorio laziale. 

Camminando tra queste vestigia, si percepisce chiaramente come la sacralità del luogo convivesse con la necessità di una difesa ferrea dei confini romani.


2 -3  TEMPIETTO DI ANTIS e PORTICO


Proseguendo verso le terrazze mediane, incontriamo il Tempietto di Antis (punto 2 della mappa) e il suggestivo Portico (punto 3 della mappa). In realtà più che altro si tratta di strutture minori che arricchivano l'area sacra. Il Portico è realizzato con la tecnica del “calcestruzzo romano” (materiale da costruzione rivoluzionario dell'antica Roma, ottenuto mescolando calce viva, sabbia o cenere vulcanica e aggregati come pietre, scaglie di tufo o mattoni frantumati, creando un conglomerato estremamente durevole e resistente).

Il Portico fungeva da elemento di collegamento tra i vari edifici di culto e la zona oracolare. Un monumentale corridoio colonnato che permetteva ai pellegrini di muoversi agevolmente godendo di una vista mozzafiato sul mare.

Tempietto di Antis
Un tratto del Portico

4  SEDE DELL'ORACOLO


Cuore spirituale dell'intero complesso è la Sede dell’Oracolo (punto 4 della mappa). Qui si osserva la cosiddetta “roccia oracolare”, una sporgenza naturale racchiusa in un recinto quadrangolare. Dai testi sembra che gli archeologi abbiano individuato su questa roccia un “foro parlante”, un punto d’ascolto dove si ritiene venissero pronunciate le profezie. Un fenomeno fisico affascinante contribuiva alla suggestione del luogo: l'escursione termica tra l'interno della montagna e l'esterno generava correnti d'aria che, incanalandosi nelle fessure, potevano produrre suoni simili a voci o sibili, interpretati come messaggi divini.

5  TEMPIO DI GIOVE


Poco distante si trova il Tempio di Giove (punto 5 della mappa) o meglio quel poco che rimane. Quello che oggi colpisce è l'imponente podio e la scalinata d'accesso che un tempo sostenevano una struttura con sei colonne sulla fronte. Sebbene tradizionalmente dedicato a "Iuppiter Anxur" (Giove bambino), studi recenti suggeriscono che il tempio potesse essere consacrato a Venus Obsequens, la Venere favorevole. L'edificio è orientato verso il porto di Terracina, sottolineando il suo ruolo di protettore dei naviganti e di simbolo del potere romano visibile da chilometri di distanza.
Il Tempio di Giove
La Sede dell'Oracolo

6  CRIPTOPORTICO


Scendendo al livello inferiore, entriamo nello spettacolare Criptoportico (punto 6 della mappa). Si tratta di una grandiosa galleria composta da dodici arcate che sostengono la terrazza del tempio soprastante, galleria realizzata in “opus incertum” (antica tecnica costruttiva romana caratterizzata dall'uso di piccole pietre di forma e dimensione irregolare, disposte irregolarmente ma con le facce esterne combacianti tra loro, creando un effetto visivo a mosaico casuale e rustico, solidificato con malta).

L'acustica straordinaria e la successione di luci e ombre create dalle arcate rivolte al mare rendono il criptoportico uno degli esempi più raffinati di ingegneria repubblicana, capace di trasformare una necessità strutturale in un'opera d'arte architettonica.


7  PICCOLO TEMPIO


Si prosegue raggiungendo il Piccolo Tempio (punto 7 della mappa), situato verso ovest. Questa struttura è la più antica del sito, risalente alla metà del II secolo a.C., e si ritiene fosse dedicata alla dea Feronia, divinità italica protettrice dei campi e degli schiavi liberati. Nell’alto Medioevo, l’edificio fu riutilizzato come chiesa per il convento benedettino di San Michele Arcangelo. Recenti restauri hanno riportato alla luce preziosi affreschi del IX secolo.

Oggi l’interno di questo tempio è protetto da vetrate e non è visitabile se non dall’esterno.

Criptoportico
Piccolo Tempio

CONCLUSIONI


Così si conclude la visita a questo suggestivo Tempio di Giove Anxur che per la sua ampiezza e posizione appare come un libro di pietra dove ogni strato racconta una conquista, un rito o un'aspirazione umana; è un luogo dove la storia degli uomini sembra fondersi con il respiro del mare antistante.

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