Parco archeologico di Montebibele
PARCO ARCHEOLOGICO
DI MONTE BIBELE
Il Parco Archeologico di Monte Bibele e in particolare l’insediamento che andremo a visitare, si trova in una zona isolata dell’Appennino bolognese, zona scelta dalle popolazioni etrusche per il fatto di essere ben nascosta e fuori dai percorsi noti a quel tempo ma anche perché ben difendibile in quanto inserita in un contesto di dirupi e impervi pendii boschivi.
In realtà il Monte Bibele che ha dato il nome al Parco è solo la cima più alta di un piccolo gruppo di alture su cui si estende il Parco ma non è il luogo dove si trova l’insediamento che si trova più in basso sul Monte Savino rivolto sulla valle del torrente Idice.
COME ARRIVARE AL PARCO
ARCHEOLOGICO DI MONTE BIBELE
Per raggiungere il Parco Archeologico di Monte Bibele vi sono tre possibilità o vie d'accesso. La prima è quella attraverso il Centro Servizi del Parco facilmente raggiungibile in auto. Percorrendo la strada che da San Lazzaro di Savena conduce alla frazione di Quinzano di Loiano (strada che affianca il torrente Zena), poco prima della frazione di Quinzano, una strada sterrata, ben evidenziata e segnalata, conduce al Centro Servizi. Qui si può tranquillamente parcheggiare. Il centro non è sempre aperto, nella bella stagione sicuramente è aperto la domenica e i festivi.
Dal Centro Servizi parte un sentiero che conduce al sito di Pianella di Monte Savino dove si trova l’insediamento di nostro interesse.


Terza possibilità è quella dell’ingresso chiamato “il Borgo” che si raggiunge imboccando una deviazione sempre lungo la strada del torrente Zena. Lo sconsiglio perché poco segnalata e non porta nessun vantaggio rispetto a quella del Centro Servizi.
VISITA AL PARCO
ARCHEOLOGICO DI MONTE BIBELE
Si tratta di un percorso breve visto che dopo pochi passi si apre una piccola spianata in leggera pendenza in parte nascosta dalla boscaglia dove troviamo la Pianella di Monte Savino nostro punto d'arrivo.


Proseguendo si incontra “l’area dei fulmini”, un luogo rituale orientato verso il sorgere del sole superato il quale si giunge ad una particolarità. Una piazzola nella quale è stato rinvenuto il “Quadrante Solare”, una pietra rotonda lavorata con delle incisioni (qui una copia) che sembra dovesse servire per identificare il nord geografico e anche il trascorrere del tempo.


Si continua con la visita scndendo nella zona più bassa dell'insediamento, zona di bassi muretti che rappresentano le basi di alcune abitazioni oltre alla presenza di una gradinata di collegamento tra gli isolati. Sul fianco un cavità artificiale, una probabile cisterna dove si immagina venisse accumulata la neve per la conservazione del cibo durante l’inverno.


Andando oltre ecco una cavità naturale detta “Tana del tasso” probabile area dove venivano svolti dei riti. Il percorso guidato ora porta ad un’altra capanna che assomiglia più a una casa a due piani. Al piano primo la vera abitazione, al piano inferiore, a contatto con il terreno, si trovava il focolare (ritrovamento di alari in argilla e ferro). Questa ricostruzione è stata possibile grazie a diversi ritrovamenti che si sono conservati negli strati di crollo delle abitazioni in seguito ad un incendio che ha portato alla distruzione dell’insediamento.


Con questa casa si conclude la visita a questa interessante area archeologica un piccolo spaccato della dura vita su queste montagne prima della venuta di Cristo. Il sito archeologico è ben conservato anche se, a mio avviso, avrebbe bisogno di qualche attenzione in più, come lo sfalcio dell'erba che cresce abbondante tra le pietre e i bassi muretti.
NEI PRESSI DEL SITO
ARCHEOLOGICO DI MONTE BIBELE
Durante il percorso di avvicinamento al sito archeologico dell'abitato etrusco-celtico, non saranno sfuggite le varie indicazioni e segnalazioni di altri punti d’interesse sempre all’interno del Parco Archeologico di Monte Bibele.
Non lontano dall’abitato si trova la Necropoli con pochissimi resti che pertanto assume solo un valore simbolico. Vicino vicino all’ingresso al Parco dalla frazione di Quinzano (alla fine della salita) è presente la “Radura del tumolo”, Come dice il cartello turistico, su un ecosistema di antiche sabbie marine è stato ritrovato un tumolo di grandi pietre, quindi una tomba probabilmente riferita ad un importante personaggio.
I reperti originali qui ritrovati sono conservati presso il Museo Archeologico di Monterenzio, comune di cui questo sito fa parte.



