Racconto del viaggio in Kenya

KENYA

TRAVEL

RACCONTO DEL VIAGGIO IN KENYA
Gli emozionanti safari e le belle spiagge oceaniche non riescono a nascondere alcuni storici problemi del Kenya. Visitando questo paese non si può evitare il contatto e il confronto con la povertà di queste popolazioni, piaga ben nota e diffusa in tutto il continente africano, povertà che diventa evidente e toccante perché colpisce maggiorante le fasce più deboli cioè i bambini. E’ un fenomeno molto diffuso e vederlo di persona è altra cosa che sentirlo raccontare o vederlo in televisione.
Le molteplici iniziative umanitarie presenti in tutta l’area, sia a carattere religioso che laico, molte sono italiane, attenuano solo in parte questa tragedia.

Per questa esperienza di viaggio, la mia scelta è stata quella di avere una base a Watamu, una delle zone più turistiche e conosciute di tutta la costa, però anche quella che offre indiscutibili bellezze naturali e punto di partenza di diverse escursioni. Come mia consuetudine ho cercato una sistemazione che non fosse un villaggio ma una struttura dalle dimensioni contenute dove poter vivere a contatto più diretto con la realtà locale. Watamu offre questa possibilità attraverso diverse guest house molte delle quali gestite da europei in cui la qualità del servizio e l'ospitalità sono superiori a quelle offerte da un villaggio. 

COSA VEDERE A 
SAFARI

PARCHI TSAVO EST e AMBOSELI

Il primo parco visitato è stato il Tsavo che è diviso in due parti (est e ovest) in quanto “tagliato” dalla strada che collega Mombasa a Nairobi. Il safari si è svolto nella zona est decisamente vasta e variegata fatta di tratti collinari, sassosi e pianeggianti.

Una caratteristica di questa zona, non solo del parco, è la presenza di terra rossa, un rosso intenso che colora tutto, il fiume, gli alberi come gli animali tanto che gli elefanti hanno una colorazione decisamente rossa. Questo parco raccoglie molta fauna ed è facile incontrare grandi gruppi di elefanti, zebre, antilopi, gazzelle, ippopotami, ecc. mentre è più difficile trovare dei leoni anche perché restano defilati e privilegiano stanziare nelle zone all’ombra. Le guide, che poi sono anche gli autisti dei fuoristrada, sono collegati tra loro attraverso radio CB (chiamati da noi “baracchini”) grazie alle quali si scambiano notizie e avvistamenti con indicazione delle posizioni. Questo permette di raggiungere e vedere animali che non sono così frequenti o che non amano mostrarsi come i predatori (leoni e ghepardi).   Una bella esperienza.

Il parco Amboseli si trova più a nord vicino al confine con la Tanzania proprio sotto il gruppo del Kilimangiaro. E’ un parco abbastanza piccolo se paragonato con gli altri del Kenya ma con un vantaggio notevole, una ampia savana con erba bassa e pochissimi alberi per lo più relegati tutti in una sola zona. Questo facilita molto gli avvistamenti dei tanti animali che qui abbondano e che sono ormai abituati alla presenza umana. La savana alle volte riserva incontri interessanti, io e i miei compagni di safari siamo stati fortunati, abbiamo avuto modo di osservare un attacco di ghepardi ad una preda che, per sua fortuna, è riuscita a scappare in tempo facendo desistere il predatore. Vedere una scena del genere dal vivo, anche se un po’ da lontano, ha avuto un grande impatto emotivo su tutto il gruppo.



>>>  Galleria fotografica del Safari in Kenya 

COSA VEDERE A 
WATAMU

LE SPIAGGE OCEANICHE

Conosciutissima località turistica che si è sviluppata intorno ad un villaggio di pescatori. Il villaggio di pescatori esiste ancora con le sua case semplici, i bambini che giocano per strada, il mercatino, i piccoli negozi chiamati “dukas”, la moschea, ecc.

La sera, quando ritornano i pescatori con le loro tipiche imbarcazioni, presso il porticciolo del villaggio, si può assistere alla pesatura del pescato (tipicamente grosse cernie rosse) operazione che avviene sulla spiaggia utilizzando una specie di pesa pubblica. In poco tempo si consuma un rituale giornaliero molto caratteristico che richiama molti locali e turisti prima che il pesce venga portato nelle celle di conservazione presenti nel villaggio (celle che in realtà sono raffreddate con il ghiaccio).

Il villaggio di pescatori occupa la parte più estrema di un piccolo promontorio che si incunea verso il mare, a nord e a sud di esso si sviluppano le spiagge con i villaggi turistici molti dei quali sono a gestione italiana.


Verso nord troviamo quella che è chiamata Watamu Bay dove la costa presenta diverse rocce piccole (a forma di fungo) e grandi (come l’isola dell’Amore con tanto di vegetazione) che con la bassa marea risultano unite tra loro. Su questo tratto di costa, apparentemente la meno bella, basta spostarsi un po’ verso nord per lasciare le zone turistiche e immergersi nella realtà locale dove è possibile incontrare pescatori, bambini che giocano, donne che lavano, capanne e scene di vita quotidiana che raccontano quanto il mare sia al centro della vita oltre che fonte di sostentamento per molte persone del luogo.

Quando il mare si ritira per la bassa marea, la spiaggia si estende e l'acqua lascia il posto a tratti di sabbia, sabbia mista a roccia e a tratti tratti ricoperti di alghe, però non mancano suggestive lagune di acqua calda e cristallina.


La costa a sud del villaggio è più frequentata anche perchè costellata da molte strutture e villaggi. La prima insenatura che si incontra è chiamata Blu Lagoon ed è seguita da Turtle Bay, una lunga spiaggia lineare dove il fenomeno delle maree è meno evidente pur creando scenari interessanti. La spiaggia continua per diversi chilometri in un contesto quasi disabitato fino a giungere in una zona chiamata Garoda. Qui è presente un unico resort in un tratto tra i più belli della costa.

Garoda la si può raggiungere comodamente da una strada che costeggia la costa. Utilizzando i tuk tuk, che qui abbondano e si possono trovare in qualsiasi punto, è facile e comodo raggiungere questo tratto di spiaggia bianchissima che offre un bel contrasto con alcune suggestive rocce scure che si incuneano verso il mare. Da non perdere per trascorre una giornata di sole e di mare con il fascino delle maree che cambiano in continuazione lo scenario antistante la spiaggia.

Con la bassa marea i fondali emergono creando suggestive lingue di sabbia bianca che si snodano in una vasta area formando delle lagune dove l’acqua “imprigionata” diventa calda e accogliente. Il paesaggio che ne risulta è molto suggestivo completato dalla presenza di una grande roccia al largo (non raggiungibile a piedi) che emerge come un grande scoglio scuro in un mare dal blu profondo.


Proseguendo oltre, non a piedi, si giunge alla riserva di Mida Creek una splendida insenatura caratterizzata da una foresta di mangrovie, dove osservare le numerose specie di uccelli che qui nidificano e abitano.


Nelle vicinanze di Watamu, raggiungibili a piedi, si trovano due villaggi chiamati Timboni e Gede, due realtà che consiglio di visitare. Pur essendo vicino a Watamu, questi villaggi risentono solo in parte dei vantaggi del turismo, visitandoli è possibile avere uno spaccato di vita keniota fatto di semplicità, povertà ma anche molta dignità. Portare qualcosa ai tanti bambini che si incontrano è quasi un dovere che viene ampiamente ripagato dalla festa e dalla gioia che essi manifestano. Nel mio caso sono entrato con del materiale didattico in una piccola scuola (tre classi), appena i bambini mi hanno intravisto hanno interrotto la lezione e mi sono accorsi incontro saltando e urlando di gioia.



>>>  Galleria fotografica di Watamu 

>>>  Galleria fotografica della spiaggia di Garoda 

COSA VEDERE A 
MALINDI

CENTRO TURISTICO ITALIANO

Malindi, località molto conosciuta dagli italiani che l’hanno praticamente colonizzata realizzando edifici, ville, supermercati, ristoranti, locali notturni, ecc. un vero e proprio sistema economico locale orientato al turismo. La città di per se non presenta attrazioni particolari, appare disordinata, un po’ caotica come tante altre realtà africane.

Molti sono i negozi di artigianato e souvenir sparsi un po’ dappertutto alcuni sembrano veri e propri supermercati, immaginarsi quanto autentici possono essere i prodotti offerti..... Interessante è invece il Turist Market una zona di artigiani che si trova un po’ distaccata dal centro cittadino sulla strada verso il mare. Qui si trovano file di baracche che vendono di tutto per i turisti, una affiancata all’altra e passare in mezzo significa subire continui e a volte assillanti inviti a vistare ogni singolo negozio. In realtà sono poi tutti uguali o quasi però qui, cercando con attenzione, si possono trovare prodotti realizzati proprio da artigiani locali. Infatti dietro queste baracche è possibile scoprire dei piccoli laboratori dove uomini e donne lavorano producendo molti articoli come borse, collane, statuine in pietra saponaria, articoli in legno, quadri, ecc.

Il mare in prossimità della città è abbastanza deludente, la vicinanza con le foci del fiume Sabaki è fatale e questo non solo durante la stagione estiva, come molti enti o tour operator riportano, ma anche in diversi altri periodi dell’anno. Purtroppo il fiume riversa grandi quantità di fango e detriti specie nella stagione delle piogge e il mare assume un colore marrone. Allontanandosi dalla foce, l’acqua torna lentamente normale ma solo dopo qualche chilometro. A parte questa nota negativa, Malindi è molto frequentata dagli amanti della pesca d’altura e per alcuni parchi marini molto apprezzati dai subacquei.


>>>  Galleria fotografica della città di Malindi 

COSA VEDERE A 
JACARANDA

SPETTACOLARE SPIAGGIA

Si tratta di un tratto di costa all’interno di un Parco Marino che dista circa 7 km a nord di Watamu. La sua spiaggia bianchissima si sviluppa per alcuni chilometri verso Malindi e i bassi fondali antistanti creano, con la bassa marea, un grande spettacolo fatto di lingue di sabbia sinuose e lagune di acqua cristallina che si perdono a vista d’occhio tanto che in queste occasioni il mare si vede appena.

In questa zona emergono alcuni atolli, il più noto è chiamato “Sardegna 2”, e sono meta di escursioni giornaliere molte delle quali veicolate dai beach boys che imperversano anche in questa zona. Nel tratto iniziale della spiaggia sono presenti una serie di grandi villaggi turistici molti dei quali italiani. Per fortuna, superato questo primo tratto, ci si immerge nella natura e nel silenzio, si può passeggiare comodamente lungo la spiaggia e raggiungere il villaggio di Mayungu, un villaggio formato da poche capanne di pescatori molto poveri che vivono, oltre che di pesca, della raccolta delle particolari alghe che crescono in questa zona.

Chi volesse trascorrere delle belle giornate in questo paradiso può trovare Roberto (chiaramente non è il suo vero nome) che gestisce un bar-grill sulla spiaggia in una zona tranquilla e a debita distanza dai villaggi. La sua piccola struttura, fatta di alcuni gazebo che si affacciano sul mare, si chiama Safina. E’ possibile sostare sdraiati comodamente e godersi la meravigliosa spiaggia dinanzi, mangiare del buon pesce preparato sul momento procurato da Roberto o acquistato direttamente dai pescatori che si presentano dinanzi alla struttura appena rientrano dalla pesca in mare (più fresco di così ....) il tutto a prezzi veramente bassi per noi europei.

Giungere via terra a Jacaranda è impresa non facile, la strada asfaltata da Watamu finisce in fretta e la parte più lunga è una strada sterrata terribile, con tante buche, salti, sassi e tanta polvere. Il mezzi più utilizzati sono la moto o il tuk tuk.


>>>  Galleria fotografica della spiaggia di Jacaranda 

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