Racconto del viaggio in Perù

PERU'

TRAVEL

RACCONTO DEL VIAGGIO IN PERU' 
Qualsiasi visita del Perù inizia e finisce nella capitale Lima, porta intenzionale di ingresso e uscita per la maggior parte dei turisti d’oltre oceano.

Arrivo nella capitale Lima di primo mattino dopo un volo transatlantico di molte ore. Brevissimo riposo e si inizia con la visita alla città, una visita contenuta anche perché non sono molti i punti di interesse per il turista.
Il quartiere Miraflores è sicuramente il più moderno, elegante e ricercato con i suoi grandi viali e la vita diurna e notturna. Nel centro della città si trovano i punti di maggiore interesse turistico, la zona dei grandi palazzi istituzionali, la cattedrale in stile coloniale, la centralissima e frequentata Plaza de Armas e il Museo nazionale archeologico. Quest'ultimo merita sicuramente una visita, qui sono raccolti i principali e più importanti reperti ritrovati nei tanti siti del paese. La visita segue un inevitabile percorso storico che inizia da circa 4000 anni a.C. fino a giungere alla scomparsa degli Inca.

COSA VEDERE ALLE 
ISOLE BALLESTAS

PURA NATURA SELVAGGIA

Dopo il breve soggiorno nella capitale, si parte verso sud seguendo la strada Panamericana fino a giungere nelle vicinanze della città di Pisco dove ci si imbarca per visitare le isole Ballestas.

Questa escursione è generalmente un passaggio quasi obbligato per tutti coloro che vistano il paese e si vede. Innumerevoli turisti si affollano all'imbarcadero dove molte sono le lance, da 20 persone, che portano i passeggeri alle isole che si trovano a circa 40 minuti di navigazione dalla costa.

Indubbiamente uno spettacolo naturale molto suggestivo, le isole sono diverse  di diversa grandezza, sono tutte di rocciose, aspre e senza vegetazione. La continua erosione provocata dall'oceano e dal vento modella le isole creando passaggi ad arco, grotte, piccole insenature spigolose e pericolose, alte guglie che emergono dal mare, il tutto popolato da una incredibile quantità di animali.

Gli uccelli sono così tanti da ricoprire interi piani e costoni rocciosi, si vedono cormorani, sule, gabbiani, pellicani, ecc. moltissimi a terra ma anche molti in volo. Non mancano i pinguini, le foche, le otarie e i leoni marini che occupano un po' tutti gli esigui spazi a disposizione vista la natura rocciosa delle isole, spesso si assistono a diatribe per le posizioni migliori.

Un concentrato di animali e natura selvaggia veramente difficile da vedere in altri luoghi del pianeta in modo così agevole. Tutta questa abbondanza di animali è conseguente alla grandissima quantità di pesce presente in queste acque dovuta alla corrente marina di Humboldt.

Tanti animali in poco spazio creano anche altre conseguenze come la presenza di grandi quantità di guano con un conseguente spiacevole odore. La visita non dura molto e l'elevato numero di lance nella zona fa si che spesso sia necessario attendere il proprio turno per entrare e visitare le piccole insenature più interessanti.


>>>  Galleria fotografica delle Isole Ballestas

COSA VEDERE NELLA 
RISERVA PARACAS

UN GRANDE PARCO NATURALE

Dopo la visita alle isole Ballestas si prosegue verso sud in una penisola desertica in cui è stato istituito un parco protetto, la Riserva di Paracas.

Una grande area desertica e selvaggia con accessi  contingentati e presidiati dal corpo forestale del Perù. Le poche strade sterrate si percorrono solo con dei fuoristrada se si vogliono raggiungere i punti più interessanti.

La zona è costellata da colline di roccia e polvere, attraverso gole e passaggi si giunge nella zona delle grandi dune di sabbia, splendide alture che il vento modella continuamente creando fantastici disegni e scenari. Una passeggiata tra queste dune non solo rappresenta una bellissima esperienza simile a quella sulle dune nel Sahara e anche qui induce una sensazione di spazio e una di isolamento che si intrecciano tra loro.

Si continua fino a giungere sulla costa oceanica con spettacolari vedute di costoni rocciosi a picco sul mare, immense spiagge deserte che l'oceano erode con la sua forza e avvoltoi dal becco rosso che volteggiano nel cielo.

Arrivo alla sera in un hotel all'interno di un grande vigneto scoprendo così la tradizione enologica del Perù, dei sui vigneti e del suo famoso distillato, il Pisco.



>>>  Galleria fotografica della Riserva di Paracas

COSA VEDERE A 
NASCA

I FAMOSI DISEGNI NEL DESERTO

Il giorno successivo dedicato al sorvolo delle linee di Nasca, questi famosi e grandi disegni nel deserto di cui non si conosce con certezza il significato, cosa che ha aperto la porta a tante congetture di fantasia.

Lungo la strada Panamericana c'è un punto che lambisce alcuni disegni ed è possibile fermarsi ed ammirarli da un piattaforma sollevata da terra (circa 15 mt), però la visione è solo parziale.

La soluzione migliore per ammirare questi disegni è quella di sorvolarli con un aereo. Per questo sono disponibili diverse sono le compagnie aeree che partono dal piccolo aeroporto di Nasca, tutte adottano dei paiper monomotore da 6-8 posti compreso l'equipaggio.

Lo spazio interno è contenuto e il rumore fastidioso ma ne vale la pena. Il sorvolo prevede un doppio passaggio per ogni disegno, l'aereo viene inclinato prima da un lato e poi dall'altro in modo da permettere a tutti i passeggeri di poter vedere bene i disegni.

La visione è buona anche se il contrasto è basso e questo genera qualche difficoltà nello scattare delle buone foto. In effetti appare incredibile come questa civiltà pre-inca di Nasca sia riuscita a creare da terra disegni così grandi e perfetti come la scimmia, il colibri, l'astronauta, il ragno, il condor, ecc. 



>>>  Galleria fotografica delle Linee di Nasca

COSA VEDERE NELLA 
RISERVA SAN FERNANDO

ESTESO PARCO NATURALE

La tappa successiva è la riserva di San Fernando, altra zona desertica e selvaggia da scoprire in fuoristrada. Anche qui grandi spazi sassosi e polverosi ma suggestivi, la nebbia del mattino crea scenari inconsueti tra valli e picchi montuosi dai colori rossastri.

Si giunge nella zona delle grandi dune di sabbia come nella riserva di Paracas, dune disegnate dal vento con morbide curve da percorre piacevolmente a piedi, ed ecco un incontro inaspettato e ravvicinato con una volpe del deserto . . . . . 

Giunti sulla costa oceanica, ecco apparire uno scenario selvaggio costituito da insenature, coste a picco sul mare, isolotti, lingue rocciose abitate da uccelli, lontre marine, pinguini e tante otarie. Siamo soli ad ammirare tutto questo e resistiamo  all'intenso vento proveniente dall'oceano che non da tregua.

Il tour prosegue verso sud lungo la costa pacifica fino a Matarani dove si inizia a salire di quota per raggiungere Arequipa. Questo è il tratto di strada che può creare qualche problema proprio perché si sale ad altitudini importanti per raggiungere l'altopiano a circa 2.300 mt dal livello del mare.



>>>  Galleria fotografica della Riserva di San Fernando

COSA VEDERE A 
AREQUIPA

SPLENDIDA CITTA' COLONIALE

Arequipa, dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, è una splendida città coloniale chiamata "città bianca" per le sue costruzioni in tufo bianco vulcanico.

La città è circondata da tre imponenti vulcani che raggiungono i 6.000 metri di altitudine, il suo centro storico è vivace, ricco di importanti edifici e chiese barocche, negozi, ristoranti e locali vari.

La maestosa cattedrale neo-rinascimentale del XVII secolo si affaccia sulla Plaza de Armas cuore della città, da visitare anche il Monastero dei Gesuiti e il Monastero di Santa Catalina, che rappresentano importanti testimonianze di architettura coloniale.

Consiglio di visitare anche l'interessante il Museo dove è conservata la mummia preincaica “Juanita” attraverso la quale è stato ricostruito il complicato rito del sacrificio umano di queste antiche popolazioni.

Dopo una approfondita visita alla bella città di Arequipa, ci avviamo verso la città di Chivay per raggiungere la valle del Colca. Nel tragitto si trova il passo di Patapampa a ben 4.900 mt, passaggio che fisicamente si sente per chi non è abituato a queste altitudini.


>>>  Galleria fotografica di Arequipa

COSA VEDERE NELLA 
VALLE DEL COLCA

DOVE OSANO I CONDOR

Chivay è una cittadina di passaggio per i turisti ma assicuro che rappresenta la vera realtà peruviana e merita una attenta visita per comprendere il vero Perù fuori dai grandi centri abitati e dal turismo. Qui i ritmi sono lenti, la gente appare tranquilla, poche le persone che si incontrano lungo le strade dove si affacciano abitazioni semplici ma dignitose.

Il mercato nel centro cittadino comprende un po' di tutto, diverse le bancherelle che offrono piatti caldi tipici cotti sul momento, uno specchio delle abitudini di questa popolazione.


Da Chivay si parte per raggiungere il Canyon del Colca profondo ben 3.270 mt , il secondo canyon più alto del mondo, quasi due volte quello del Colorado (Gran Canyon) ; che spettacolo !!!   Da qui si possono osservare comodamente (ci sono delle piattaforme attrezzate appositamente) i condor andini che al mattino si alzano in volo sfruttando le correnti d'aria ascensionali del canyon. Questi, che sono gli uccelli più grandi al mondo, effettuano passaggi ravvicinati ai punti di osservazione permettendo così una perfetta visione ravvicinata altrimenti impossibile. Lo spettacolo prosegue per circa un'ora o poco più, poi le correnti d'aria cambiano e i condor non si fanno più vedere.



>>>  Galleria fotografica della Valle del Colca

COSA VEDERE NEL 
LAGO TITICACA

UN MARE A 3800 mt

Il viaggio prosegue verso Puno attraverso l'altipiano desertico "puna", ad una quota media di 4000 metri. Lungo la Cordigliera Centrale si possono osservare colonie di fenicotteri e camelidi andini, ai margini delle colorate lagune.

Sosta per visitare la necropoli preincaica di Sillustani, utilizzata dagli andini di cultura Tiahuanaco per la sepoltura dei re, le cui tombe sono state semidistrutte dai saccheggi e dai fulmini.

Infine si giunge a Puno, città sul lago Titicaca, un enorme lago che sembra un mare tanto è vasto, solo che qui siamo a 3.800 mt di altezza . . . . .  Secondo una leggenda andina, dalla schiuma del Lago Titicaca emersero Manco Kapac e Mama Ocllo, i capostipiti della dinastia del Sole. Insieme partirono verso nuovi territori sulle Ande dando origine alla cultura e alla storia del popolo Inca.

Al porto di Puno molti operatori turistici organizzano escursioni giornaliere che prevedono la visita delle isole galleggianti e dell'isola di Taquile.



ISOLA GALLEGGIANTI

Le isole galleggianti si trovano nella vicina baia di Juli poco e sono immerse in una zona dove cresce abbondante un robusto giunco elemento fondamentale dell'antica popolazione degli Uros. Il giunco veniva e viene utilizzato per creare le isole galleggianti in cui tutto è basato su questo vegetale, non solo la realizzazione della base d'appoggio delle singole isole, ma anche il "terreno" su cui camminare, le capanne in cui vivere, i letti e ripiani, le imbarcazioni per navigare e pescare, alcuni utensili, ecc.

Gli abitanti di queste isole hanno abbandonato la vita difficile dei loro antenati basata prevalentemente sulla pesca, meglio il turismo più semplice e redditizio. Le imbarcazioni che portano i turisti (delle lance con circa 20 passeggeri) si dirigono nelle varie isolette di giunco evitando sovrapposizioni.

Il gruppo di turisti sbarca su una di queste isole e viene accolto da uomini, donne e bambini nei vestiti tradizionali. La visita consiste nella spiegazione di come le isole vengono realizzate e mantenute, nell'illustrare la vita giornaliera per poi proporre dei prodotti artigianali come souvenir, il tutto molto turistico anche se di un certo interesse.



ISOLA DI TAQUILE


Dalle isole galleggianti si riparte per raggiungere l'isola di Taquile, traversata che richiede un paio d'ore di navigazione.

Scesi sull'isola si percorre un sentiero pavimentato panoramico molto suggestivo il quale attraversa l'isola prima di giungere al centro abitato. Lungo il percorso si ammirano scorci interessanti sui terrazzamenti e si incrociano donne e uomini locali vestiti di tutto punto con gli abiti tradizionali !!! (molto turistico ma va bene così).

Giunti nel piccolo centro abitato, le donne offrono prodotti del loro artigianato che consistono in capi di abbigliamento vari basati su lana di pecora o alpaca.

Nella piccola piazza, con veduta panoramica sul lago, è presente una piccola e semplice chiesa, a fianco si trova un emporio di una cooperativa che gestisce e tutela la produzione e la commercializzazione di tessuti e dei capi prodotti nell'isola.  Ed è qui che ho appreso che la tradizione locale vuole che siano solo gli uomini a lavorare con l'uncinetto.



>>>  Galleria fotografica del Lago Titicaca

COSA VEDERE NEL 
CANYON TINAJANI

MAESTOSO CANYON ROSSO

Da Puno si parte con destinazione Cusco valicando il passo La Raya che si trova a 4.300 mt. Ormai l'altitudine non fa più paura, il fisico si è abituato.

Lungo la strada si devia per raggiungere il Canyon di Tinajani, uno splendido canyon percorso da una sterrata con alcuni passaggi critici ma affrontabili con il nostro fuoristrada.

Il canyon è stato creato da un torrente andino che nel corso dei millenni ha lavorato su un altipiano mettendo in evidenza le rocce sottostanti dall'intenso colore rosso. L'erosione ha portato alla formazione di alte falesie e al distacco di parti di terreno e roccia tanto da creare dei pinnacoli irregolari altissimi, un vero spettacolo della natura.

Percorrendo la sterrata che si snoda nel centro di una valle lunga una decina di chilometri, si ammirano i vari tratti di falesia, le grandi rocce colorate e le vallate interne più piccole e strette.  Alla fine del canyon ecco una zona particolare dove cresce la Puja, una pianta endemica che il botanico milanese Antonio Raimondi scoprì verso la fine dell’800 per la prima volta nella zona di Chavín di Huantar, nel nord del Perú.


>>>  Galleria fotografica del Canyon Tanajani

COSA VEDERE A 
CUSCO

NEL CUORE INCA

Dopo la visita al canyon si riprende la strada verso Cusco ed inizia la strada del Barocco Andino, un percorso che vede alcune chiese rappresentative di questo stile architettonico che deriva dal barocco europeo portato a suo tempo dai conquistatori spagnoli.

La cappella della vergine purificata ad Wari, la chiesa di San Giovanni Battista di Huaro, la chiesa di San Pietro apostolo di Andahuaylillas, considerata la Cappella Sistina del sud America, ed infine la chiesa della Compagnia di Gesù nella piazza principale di Cusco.  (vedi post dedicato al Barocco Andino)


La città di Cusco rappresenta il punto nevralgico di tutta una serie di escursioni alla scoperta della civiltà Inca che qui ebbe la sua culla. Poco distante da essa, visitiamo la fortezza Inca di Sacsayhwaman, uno splendido sito archeologico in cui si può ammirare la grande capacità costruttiva degli Inca che riuscivano a lavorare grandi rocce per costruire mura, edifici, templi, ecc, senza l'utilizzo di malte aggreganti facendole combaciare perfettamente, caratteristica che conferiva alle costruzioni una buona resistenza ai terremoti.

Altri siti nei dintorni di Cusco sono quelli di Tambomachay dove poche costruzioni sono rimaste, e quello di Quenqo, ormai un insieme disordinato di rocce con qualche caverna.

Spettacolare il sito di Moray dove gli Inca hanno sfruttato la conformazione favorevole del territorio per realizzare dei grandi terrazzamenti conici inversi nei quali venivano coltivate varie piante, praticamente dei grandi vivai. Altro spettacolo sono le saline di Moras, una quantità incredibile di vasche di decantazione poste sul fianco di una montagna dalla quale sgorga un'acqua ricca di sali che già gli Inca avevano imparato ad utilizzare. Ancora oggi, la lavorazione per il recupero del sale viene effettuato manualmente con uso di semplici utensili come pale, rastrelli, setti, ecc.

Sempre presente nei vari programmi di viaggio troviamo il villaggio andino di Chincheros dove, nella chiesetta coloniale, si potranno osservare interessanti dipinti e affreschi del 1600 risalenti della celebre scuola dei pittura coloniale cusqueña. Nella piazza antistante, molte donne vendono panni, stoffe e capi di abbigliamento coloratissimi realizzati con lane pregiate.



CUSCO CITTA'

E' Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO con le sue chiese e i suoi palazzi costruiti sulle fondamenta dei tempi Inca, uno scrigno di storia. La volontà, da parte dei conquistatori spagnoli di rimarcare la supremazia religiosa del cristianesimo, è evidente nella chiesa e convento di San Domenico, edificio costruito sul tempio Inca dedicato a Viracocha le cui mura erano ricoperte da lamine d'oro, Nel chiostro interno del convento sono visibili i resti di alcuni tempi con le mura che si assottigliano verso l'alto, esempi dell'architettura trapezoidale degli Inca. I blocchi di pietra sono incastrati l'uno nell'altro senza malte aggreganti, ma in modo così preciso che non si riesce a distinguere il punto di giunzione.

La città offre anche altri interessanti edifici come la cattedrale, anch'essa edificata sulle fondamenta di quello che è stato uno dei palazzi più importanti del periodo Inca, e la chiesa della Compagnia di Gesù, grande esempio del Barocco Andino. Entrambe si affacciano alla centrale Plaza de Armas cuore della città.

Da visitare assolutamente il caratteristico quartiere di San Blas chiamato "degli artigiani". Tra le sue strette vie, con marciapiedi che alle volte non arrivano a 50 cm di larghezza, si sviluppano molte e svariate attività artigianali, piccoli negozi o laboratori dove si può osservare come vengono creati i prodotti come capi di abbigliamento anche su misura, scarpe, cornici, prodotti in legno, bigiotteria, quadri, ecc. l'ideale per cercare un regalo o un souvenir prodotto localmente e non importato da chissà dove.

Nelle botteghe d’Arte si continua a produrre opere pittoriche seguendo lo stile del Barocco Andino, riproducendo e interpretando l’iconografia classica del passato. Nei laboratori i maestri guidano gruppi di artisti specializzati in una parte specifica del lavoro che alla fine porta alla realizzazione di opere collettive e, per questo, raramente firmate ; un incaricato prepara le tele su cui si dovrà dipingere, un altro traccia il disegno, poi c’è chi prepara i colori di fondo, le ombreggiature, gli incarnati e le ricche decorazioni dorate.



>>>  Galleria fotografica di Cusco

COSA VEDERE A 
MACHU PICCHU

IL SITO PIU' FAMOSO DEL PERU'

Ed eccoci ad affrontare il più famoso sito archeologico del sud America ;  Machu Picchu. Per raggiungerlo si deve utilizzare un trenino a scartamento ridotto che parte dalla cittadina di Ollantaytambo. Quest'ultima ha anche un importante sito Inca, impressionanti i terrazzamenti che si sviluppano sul fianco di un monte sulla cui sommità si trova il tempio del Sole oltre ad altre costruzioni aventi fini militari e di difesa.

Con il trenino che parte da Ollantaytambo. si raggiunge Aguas Calientes, un abitato letteralmente incastrato in una stretta vallata, realizzato solo per finalità turistiche, quindi ricco di ristoranti, bar e hotel, perchè è da qui che partono i pulmini che salgono a Machu Pucchu.


Sin dal primo mattino si formano lunghe code alla fermata delle navette (pulmini) in partenza per il sito, per fortuna che esse sono molto frequenti e gli operatori sono molto veloci nelle operazioni d'accesso. La strada sterrata si snoda nella fitta foresta con una notevole serie di tornanti. Così si giunge all'ingresso del sito dove, inevitabilmente. ci sono altre lunghe file per entrare.


Una volta all'interno del sito di Machu Picchu, i visitatori tendono a disperdersi e la sensazione di ressa si riduce notevolmente permettendo di assaporare lo spettacolo di questo luogo. Il fatto di rientrare nelle sette meraviglie moderne del pianeta è pienamente giustificato, inutile oltre che difficile descriverlo, sono stati spesi fiumi d'inchiostro per questo.

Un aspetto che affascina e stupisce è la sua posizione. Il luogo è circondato da grandi e ripidi dirupi oltre ad alte montagne, per cui la sua realizzazione deve essere costata molto alla popolazione, uno sforzo gigantesco considerando che non si tratta di quattro case o poco più ma di una intera città.

Il suo fascino viene completato dalla frequente presenza di nuvole che nascondo per poi far intravedere le verdi montagne circostanti con il sole che fa capolino e magari illumina solo parti del sito e delle zone circostanti.

Il monte che si vede nello sfondo di tutte le foto panoramiche del sito, si chiama Huayna Picchu o Wayna Picchu, montagna che è possibile scalare attraverso un sentiero per una veduta dall'alto del sito di Machu Picchu, impresa che io non ho affrontato perchè sconsigliata per le precarie condizioni del sentiero e per la mancanza di adeguate misure di sicurezza.


>>>  Galleria fotografica del sito archeologico di Machu Picchu

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