078 Phang Nga Bay
COSA VEDERE A
PHANG NGA BAY
COSA VEDERE A PHANG NGA BAY
INTRODUZIONE

La baia è celebre non solo per la sua bellezza naturale, ma anche per essere stata location del film di James Bond "L'uomo dalla pistola d'oro" del 1974, che ha reso l'isola di Khao Phing Kan famosa in tutto il mondo.
COSA VEDERE A PHANG NGA BAY
COSA SONO GLI HONG
1. Formazione della Cavità: L'acqua piovana scava una grande sala sotterranea nel calcare.
2. Assottigliamento del Soffitto: L'erosione continua finché il soffitto diventa una sottile arcata.
3. Crollo (Collapse Doline): Il tetto della grotta crolla, creando un pozzo a cielo aperto (la "stanza" o Hong).
4. Invasione Marina: Con l'innalzamento del livello del mare (post-glaciazione), l'acqua entra attraverso i tunnel laterali rimasti, riempiendo il fondo della dolina e creando la laguna interna nascosta.

COSA VEDERE A PHANG NGA BAY
VERSO LA BAIA
L'avventura inizia nelle prime ore del mattino quando il pulmino dell'agenzia di viaggi arriva puntuale all'hotel a Phuket. Il tragitto verso il porto di Ao Por richiede circa un'ora, attraversando la campagna thailandese ancora avvolta nella foschia mattutina.
All'arrivo al porto, la vista della grande nave attrezzata che ci aspetta dissipa ogni residua sonnolenza. Non è una semplice imbarcazione turistica, ma una vera nave spaziosa con più ponti, zone ombreggiate, servizi igienici e cucina a bordo. Sul ponte inferiore sono già sistemate le canoe che useremo durante la giornata, legate saldamente e pronte per essere calate in acqua al momento giusto.

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L'ISOLA DI JAMES BOND

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TALU ISLAND



COSA VEDERE A PHANG NGA BAY
PAUSA TRA GLI HONG

Dopo pranzo c'è tempo per rilassarsi un po'. Alcuni passeggeri si sdraiano sul ponte per un pisolino, altri restano a chiacchierare o a guardare il mare. Il ritmo di questa giornata è perfetto, alternando momenti di attività ed esplorazione a pause rigeneranti.
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PHANAK ISLAND
Verso le due del pomeriggio la nave rallenta nuovamente, ci avviciniamo a Phanak Island. Calate le canoe in acqua, salgo su quella guidata dal solito vogatore simpatico. Basta poco per raggiungere l’imboccatura di questo hong che appare enorme rispetto all'hong precedente.
Il vogatore della canoa nota il mio interesse per la geologia del luogo e mi spiega che molte di questi passaggi interni e grotte contengono anche antiche pitture rupestri, testimonianza che queste isole erano frequentate dall'uomo già in epoca preistorica. Mi racconta che durante la bassa marea, in alcuni hong si possono ancora vedere conchiglie fossili incastonate nelle pareti rocciose, a testimonianza di quando questa zona era completamente sommersa dal mare milioni di anni fa.

L'interno è diverso dai precedenti. È più verdeggiante, se possibile, con una vegetazione così fitta che quasi non si vede la roccia sottostante.
Le mangrovie crescono direttamente nell'acqua salmastra, con le loro radici aeree che formano intricati labirinti. Il verde è così intenso che sembra quasi innaturale, come se qualcuno avesse aumentato la saturazione dei colori.

Dopo aver navigato in questo contesto magico e avvolgente, rientriamo alla barca madre ma prima di salire facciamo un giro all’esterno dell’hong per ammirare lo spettacolo naturale che questo tratto di costa riserva.
Attrae l’attenzione una formazione che rocciosa che si erge dal mare con una curiosa forma a birillo. La zona offre passaggi spettacolari tra le formazioni rocciose che tolgono il fiato. L’acqua calma e verde contribuisce alla sensazione di vivere in un ambiente ancestrale.

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KO HONG
Si riparte per l’ultima tappa della giornata, Ko Hong.
Una volta giunti in zona, le canoe vengono nuovamente calate in acqua e cerco di salire sempre su quella guidata dal simpatico marinaio che mi accoglie sempre con un bel sorriso.
L'ingresso si presenta come una fenditura scura nelle rocce, che comporta di sdraiarsi sulla canoa per evitare spiacevoli conseguenze. Una volta entrati nella laguna, lo scenario appare ancora più impressionante dei precedenti, se possibile. Ko Hong è più grande e articolato dei precedenti, l'acqua della laguna è sempre di un colore verde intenso, il tutto è circondato da pareti verticali ricoperte di vegetazione lussureggiante.

Quello che rende questa laguna ancora più speciale è la presenza di una colonia di macachi. Mentre avanziamo silenziosamente lungo le pareti rocciose, vediamo diverse scimmie che si muovono agilmente tra gli alberi e le liane.
Alcune scendono fino al bordo dell'acqua, osservandoci con curiosità. Il nostro vogatore si raccomanda di non dar loro da mangiare, spiegando che è importante mantenere il loro comportamento naturale e non renderle dipendenti dai turisti.
Una giovane scimmia con un piccolo aggrappato al petto ci osserva per alcuni minuti prima di arrampicarsi nuovamente in alto, scomparendo tra il fogliame denso.

La luce all'interno dell'hong cambia continuamente a seconda del movimento delle poche nuvole nel cielo sopra di noi. In alcuni momenti i raggi del sole penetrano creando fasci di luce dorata che illuminano l'acqua verde, in altri tutto si fa più cupo e misterioso.
Restiamo e navighiamo in questa laguna per quasi trenta minuti con frequenti soste per ammirare gli anfratti, gli stretti passaggi, esplorando ogni angolo, fotografando le formazioni rocciose e semplicemente godendoci la magia di questo luogo remoto e preservato.

Dopo aver assaporato profondamente questo ultimo hong, si torna a Phuket. Il sole sta scendendo e la luce calda crea scenari suggestivi sulle formazioni carsiche. Il mare è calmo e la navigazione procede dolce e silenziosa. A bordo si respira un'atmosfera di stanca soddisfazione. Le conversazioni si fanno più sommesse, molti passeggeri si godono semplicemente il panorama delle isole che lentamente svaniscono nella foschia della sera.
Durante il ritorno, penso a come questo paesaggio straordinario sia il risultato di processi geologici durati centinaia di milioni di anni. L'acqua piovana è ciò che crea il bizzarro paesaggio carsico che attrae le persone nella baia di Phang Nga.
Anche durante la stagione secca, l'acqua piovana gocciola all'interno delle grotte in un processo senza fine che erode le isole.
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CONCLUSIONI
Quando finalmente attracchiamo al porto di Ao Por, il sole è all’orizzonte, il cielo appare quasi infuocato anche se non ci sono nuvole che esaltano i colori e le sfumature.
Il pulmino ci aspetta per riportarci all'hotel a Phuket. Durante il tragitto ripenso ai momenti salienti della giornata: l'emozione di entrare negli hong sdraiati nella canoa, il verde intenso dell'acqua nelle lagune nascoste, la lussureggiante vegetazione tropicale, le scimmie di Ko Hong, la maestosità delle formazioni carsiche che emergono dal mare.
È stata una giornata che ha unito avventura, natura, geologia e un pizzico di quella magia che solo luoghi così remoti e preservati sanno ancora offrire.

Tornato in hotel, mi rendo conto che questa giornata mi ha regalato molto più di belle fotografie e ricordi piacevoli. Mi ha permesso di toccare con mano la potenza della natura, mi ha ricordato quanto sia importante proteggere questi luoghi fragili e preziosi, affinché le generazioni future possano continuare a meravigliarsi davanti a queste cattedrali naturali di roccia, acqua e verde.
La baia di Phang Nga è uno di quei luoghi che andrebbero visti almeno una volta nella vita, non solo guardati in fotografia. Le immagini non possono rendere giustizia alla sensazione di trovarsi all'interno di un hong, circondati dal silenzio e dalla bellezza primordiale di queste lagune nascoste.
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CURIOSITA'
Leggenda su James Bond Island.
Tra i locali circola una leggenda affascinante che ho appreso durante la navigazione in barca.
Secondo la mitologia locale, l'isola fu creata quando un giorno un pescatore thailandese non riuscì a pescare un solo pesce e pescò solo un chiodo. Frustrato, gettò il chiodo nell'oceano, ma magicamente il chiodo tornava sempre nella sua mano. Arrabbiato, il pescatore tagliò il chiodo a metà con un oggetto affilato, lasciando cadere la metà del chiodo nella baia, che poi eruttò formando la gigantesca torre calcarea a forma di chiodo che si erge oggi.




