079 Borghi del Montefeltro
BORGHI DEL MONTEFELTRO
BORGHI DEL MONTEFELTRO
INTRODUZIONE
CENNI STORICI

IL TERRITORIO
La conformazione geografica del Montefeltro è caratterizzata da un paesaggio prevalentemente montuoso e collinare, con valli boscose che si interrompono in bruschi scoscendimenti.
Questa morfologia del territorio, con speroni di roccia che improvvisamente si stagliano sulle colline, favorì fin dall'alto Medioevo il sorgere di castelli e borghi fortificati, ciascuno con una propria autonomia amministrativa pur riconoscendosi nell'unica diocesi del Montefeltro. Questo territorio custodisce oggi un patrimonio architettonico eccezionale, dove rocche, castelli ed edifici sacri coronano le creste rocciose testimoniando secoli di arte, spiritualità e strategia militare.
San Marino, pur facendo geograficamente parte del Montefeltro, non viene trattato in questo articolo per la sua natura di stato sovrano e per le sue peculiarità che richiederebbero un approfondimento a sé stante, distinto dal contesto dei piccoli borghi qui presentati.
BORGHI DEL MONTEFELTRO
MAPPA DEI BORGHI
La mappa che segue riporta la posizione dei 6 borghi presenti nell'articolo con breve descrizione. Il territorio dei Montefeltro è disegnato sulla mappa a puro titolo indicativo di quello che era il territorio intorno all'anno 1450.
BORGHI DEL MONTEFELTRO
SAN LEO
INTRODUZIONE
San Leo sorge su un enorme masso roccioso tutt'intorno invalicabile, un possente sperone calcareo con pareti perpendicolari che costituisce di per sé una fortezza naturale. L'accesso al borgo medievale avviene attraverso un'unica strada tagliata nella roccia, e questa conformazione ha reso San Leo praticamente inespugnabile per gran parte della sua storia.
CENNI STORICI
La storia di San Leo inizia in epoca romana, ma è nel Medioevo che la rocca diventa protagonista di scontri tra Bizantini, Longobardi e Franchi. Tra il 961 e il 963, sotto Berengario II, la fortezza divenne persino capitale del Regno Italico.Dopo il dominio dei conti di Montecopiolo e le contese tra Malatesta e Montefeltro, nel 1441 Federico da Montefeltro conquistò il sito con un'impresa leggendaria. In seguito incaricò l’architetto Francesco di Giorgio Martini di trasformare la struttura medievale in una fortezza rinascimentale all'avanguardia, capace di resistere alle nuove armi da fuoco.
Passata brevemente a Cesare Borgia e ai Medici, la rocca passò ai Della Rovere fino al 1631, quando entrò nei possedimenti dello Stato Pontificio. In questo periodo la fortezza divenne un durissimo carcere per liberi pensatori e patrioti; il prigioniero più illustre fu l'alchimista Cagliostro, che vi morì nel 1795. La funzione carceraria terminò solo nel 1906.

IL BORGO E LA ROCCA
VIDEO ROCCA E BORGO DI SAN LEO
Rocca e borgo medievale nei vicoli e dal drone
BORGHI DEL MONTEFELTRO
PENNABILLI
INTRODUZIONE
Pennabilli deve il suo assetto urbano all'unione di due antichi castelli medievali edificati su altrettanti speroni rocciosi, Penna e Billi, uniti ufficialmente nel 1350 con la "pietra della pace". Da quel momento un'unica cerchia di mura cinse il centro abitato, e lo stemma del comune raffigura ancora oggi un'aquila appollaiata su due rocche. Borgo fortificato di grande valore strategico, fu a lungo conteso tra le potenti casate dei Malatesta e dei Montefeltro, entrando infine a far parte del Ducato di Urbino.Un episodio centrale della sua storia risale al 1517, quando un'apparizione miracolosa della Vergine avrebbe messo in fuga le truppe di Lorenzo de' Medici durante un assedio, consolidando un profondo culto religioso locale.

IL BORGO
Il centro storico di Pennabilli si snoda tra i due colli con una struttura urbanistica quattrocentesca ancora ben conservata. La Porta Malatesta del XIII secolo introduce al borgo di San Rocco, mentre sulla Rupe si possono ancora ammirare i ruderi della rocca dei Malatesta. Sul Roccione si trova il nucleo principale del borgo antico.La Cattedrale, intitolata a San Leone papa, custodisce alcune opere d'arte e un interessante organo della fine del XVI secolo. Il Santuario della Beata Vergine delle Grazie, conserva la miracolosa immagine della Madonna che nel 1489 avrebbe versato lacrime di sangue.
Vedi la recensione completa : Cosa vedere a Pennabilli

CURIOSITA'
Pennabilli è profondamente legata alla figura del poeta e sceneggiatore romagnolo Tonino Guerra, che qui si trasferì alla fine degli anni Ottanta e qui è sepolto. Il Mondo di Tonino Guerra è un museo diffuso che si snoda attraverso il paese e l'Alta Valmarecchia, comprendendo sette luoghi dell'anima nati dall'idea poetica del maestro.Tra questi l'Orto dei Frutti Dimenticati e La Strada delle Meridiane che percorre il centro storico. Durante la visita a Pennabilli si incontreranno molte indicazioni per raggiungere e visitare questi luoghi.
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PIETRARUBBIA
INTRODUZIONE
Pietrarubbia sorge su uno sperone di conglomerato rossastro alle pendici del monte Carpegna, e proprio dalla particolare colorazione rossastra della roccia deriva il nome Petra Rubea. Il borgo, completamente restaurato negli ultimi decenni, rappresenta uno dei paesaggi più suggestivi del Montefeltro, incantando con scorci, balze, valli, sentieri e dirupi scoscesi. La sua posizione, a circa settecento metri di altitudine, offre una vista a trecentosessanta gradi che abbraccia tutto il territorio feretrano.
CENNI STORICI
La storia di Pietrarubbia inizia intorno alla metà del XIII secolo, quando il conte Taddeo divenne signore di Pietrarubbia. Il castello fu sede di scontri sanguinosi tra i Malatesta e i Montefeltro, passando di mano tra le due casate varie volte. Solo verso la metà del XV secolo Federico da Montefeltro riuscì a riportare definitivamente Pietrarubbia all'interno del ducato di Urbino. A questa epoca risale la più importante ristrutturazione e fortificazione del castello. Non trascorse molto tempo e la fortezza fu giudicata militarmente superflua e progressivamente abbandonata. Questo portò allo spopolamento del borgo medievale a favore di nuovi insediamenti più a valle.
IL BORGO
L'antico borgo si spopolò completamente attorno al 1960 andando incontro a una fase di ulteriore declino. La svolta arrivò negli ultimi anni del secolo scorso grazie all'intervento del celebre scultore Arnaldo Pomodoro che, dopo aver acquisito la proprietà di alcuni degli edifici più importanti del paese, fondò nel 1990 il TAM, una scuola dedicata al trattamento dei metalli situata proprio all'interno del nucleo storico di Pietrarubbia. L'intervento dello scultore sensibilizzò le istituzioni locali che risposero con grande entusiasmo al recupero del borgo.Oggi Pietrarubbia si presenta completamente ristrutturato e, pur non essendo abitato stabilmente, è molto frequentato da turisti attratti da questo luogo che si presenta come un vero e proprio museo a cielo aperto. Dell'originario castello e delle antiche fortificazioni è sopravvissuta una piccola parte.
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FRONTINO
INTRODUZIONE
Frontino sorge arroccato su uno sperone che domina il torrente e la valle del Mutino, di fronte al monte Carpegna. Il borgo fa parte della regione storica del Montefeltro e del Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello. Con una popolazione di circa trecento abitanti, è il più piccolo comune della provincia di Pesaro e Urbino, eppure conserva un patrimonio storico e culturale di grande rilievo che gli è valso nel 2014 l'inclusione tra i Borghi più Belli d'Italia e l'assegnazione della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.
CENNI STORICI
Le origini di Frontino risalgono all'epoca romana, ma il borgo è storicamente citato come Castrum Frontini nel 1209. Inizialmente sotto il controllo papale, si distinse come un raro esempio di libero comune dotato di propri statuti e privo di un signore feudale. La sua difesa non poggiava su un mastio, ma su una torre di avvistamento del XII secolo.Dopo varie dominazioni, nel 1440 passò a Federico da Montefeltro, diventando un isolato presidio di frontiera del Ducato di Urbino. La determinazione degli abitanti emerse nella celebre battaglia dei Coppi del 1451: i cittadini respinsero l'assalto notturno di Sigismondo Malatesta lanciando pietre e tegole dai tetti. Un altro successo militare avvenne nel 1522, quando il borgo resistette all'assedio di Giovanni delle Bande Nere. Grazie a questi atti di valore, Frontino mantenne una fedeltà incrollabile ai Montefeltro.

IL BORGO
Il centro storico, chiamato dagli abitanti semplicemente il Castello, conserva l'aspetto di un borgo medievale perfettamente integro. Le strade e le piazze sono lastricate di ciottoli e fiori e piante ornano le case che si affacciano sui vicoli. La Torre Civica del XIV secolo, completamente ricoperta di vite americana che muta colore con le stagioni, è diventata il simbolo del borgo. Il Palazzo Malatesta oggi è adibito ad albergo.Nelle vicinanze, il Convento di Montefiorentino è uno dei complessi più estesi delle Marche. La tradizione vuole che sia stato fondato da San Francesco d'Assisi nel 1213. All'interno della chiesa si trovano affreschi del XVI secolo e una tela di Bernardino da Longiano raffigurante la Madonna con angeli, Bambino e santi.
Il Mulino di Ponte Vecchio, ai piedi del borgo, fu costruito nel XVII secolo, serviva a rifornire di pane il castello. Restaurato per fini didattici, ospita oggi il Museo del Pane con pannelli che illustrano la storia dell'arte molitoria e attrezzature d'epoca ancora funzionanti.
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MONTE CERIGNONE
INTRODUZIONE
Monte Cerignone sorge su uno sperone di roccia tufacea nell'alta valle del Conca, alle falde del Monte Faggiola. Il nome deriva probabilmente dal latino Mons Ceregnus o Mons Cigunus, che alcuni studiosi fanno risalire alla pianta del cerro abbondante nella zona.
CENNI STORICI
La storia di Monte Cerignone affonda le radici in epoca romana, il castello, eretto nel XIII secolo dai primi conti di Montefeltro, divenne un fulcro giuridico e amministrativo fondamentale. Nel 1384 ospitò infatti il Parlamento Feretrano, che portò alla nascita dello Statuto generale del territorio. Grazie alla sede dell'unico Tribunale del Montefeltro, il borgo godette per secoli del prestigioso titolo di "Terra".La Rocca fu ristrutturata nel 1478 e l'edificio assunse una doppia anima di fortezza militare e residenza estiva di caccia. Nonostante i successivi rimaneggiamenti, la struttura conserva ancora l'impronta rinascimentale. Oggi, di proprietà comunale, la Rocca è un vivace centro culturale che ospita il Museo del Caffè e il Museo Fotografico Mochi, restando un punto di riferimento per eventi e congressi.

IL BORGO
La Chiesa parrocchiale di San Biagio, risalente al XVII secolo, custodisce una preziosa croce latina del XII secolo tradizionalmente attribuita ai crociati e un dipinto raffigurante un Ecce Homo attribuito a Bartolomeo Vivarini. La Chiesa di Santa Caterina, edificio quattrocentesco oggi adibito a sala polivalente, fu anticamente cappellania dei Cavalieri del Sovrano Ordine di Malta, di cui si conservano ancora gli stemmi.BORGHI DEL MONTEFELTRO
MACERATA FELTRIA
INTRODUZIONE

CENNI STORICI
Già nel 1233 il libero Comune di Macerata Feltria fece atto di sottomissione a Rimini. Nel 1280 Macerata seguì la politica dei Malatesta di Rimini, facendo parte, con Firenze e Carlo d'Angiò, della Lega guelfa.
IL BORGO
L'abitato di Macerata Feltria è diviso in due parti: in alto, il nucleo alto-medievale del Castello,di origine longobarda; in basso, la parte tardo-medievale e rinascimentale chiamata "Borgo" o "Mercatale", il cui ampliamento nel Cinquecento avvenne sull'area del vecchio mercato. I due nuclei sono collegati da una ripida via lungo la quale si incontrano alcuni dei monumenti più significativi del paese.
Nel Castello si trovano il Palazzo del Podestà del XIV secolo, oggi sede del Museo Civico Archeologico e Paleontologico, e la Torre Civica. Il museo raccoglie testimonianze dal periodo preistorico a quello romano, con ampio spazio dedicato alla città di Pitinum Pisaurense.
A ridosso del castello si staglia la chiesa di San Francesco del 1376, con il crocifisso ligneo attribuito a Carlo da Camerino, oggi conservato nella parrocchiale ottocentesca di San Michele Arcangelo.
Il convento francescano ospitava anche importanti opere, solo in parte oggi visibili alla Galleria Nazionale delle Marche di Urbino. Completano il patrimonio architettonico i palazzi nobiliari Mazzoli, Antimi Clari e Gentili Belli, quest'ultimo con annessa una filanda ottocentesca per la lavorazione della seta.
Vedi la recensione completa : Cosa vedere a Macerata Feltria




